Se il diaconato fosse davvero compreso come servizio,
non farebbe così paura.
E invece fa paura.
Fa paura perché, nella prassi ecclesiale,
il ministero continua a essere percepito
– e spesso esercitato –
come una forma di potere simbolico e decisionale.
Il nodo, allora, non è chi può accedere a quel potere,
ma il fatto che continuiamo a chiamare "servizio"
ciò che strutturalmente resta asimmetrico.[…]
Forse la provocazione più evangelica oggi
non è chiedere "quando" o "se" il diaconato femminile sarà possibile.
La vera domanda è se siamo disposti a ripensare davvero
il modo in cui il potere viene esercitato,
giustificato e trasmesso nella Chiesa.
Tutto il resto viene dopo.
Miriam Francesca Bianchi
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