martedì, dicembre 23, 2008

L'asino del presepe

Cercate di capirmi: non era giorno, ma la notte era diventata più chiara del giorno e la musica veniva da esseri che non vedevo, ma che sentivo: dovevano essere senza numero. Cantavano meglio dei mandriani della mia terra lontana. La donna era seduta sullo strame, e l'uomo chino presso di lei. C'era tanta luce che non so di dove venisse, se dalla donna o da dove. Poi vidi. Aiutata dall'uomo, la donna cercava di fasciare alla meglio un bambino. Era nato un bambino mentre io sonnecchiavo. Lo vedevo sotto i miei occhi, in grembo alla donna che lo baciava. Era un bimbo piccolo come gli altri. Eppure, ad un tratto, quando i miei occhi lo guardarono meglio, mi sentii come inaridire le vene dalla gioia. Non sapevo perché, ma fui sicuro che il mondo era cambiato. Mi sentii intenerire. Feci un raglio di giubilo, ma discreto; fu la prima volta che ragliai sottovoce. E, insieme al bue, cominciai a leccare il bambino e a fiatargli sopra, perché non tremasse troppo. Poi capitò tanta gente con doni e feste, ma i primi a fargli compagnia fummo il bue e io. L'uomo non capisce perché guardo sempre per terra, e perché ogni tanto raglio senza motivo. È perché per me il cielo l'ho visto la prima volta per terra, in grembo a una donna, e a ogni passo che faccio, sotto qualunque soma, ho l'assurda speranza di rivederlo ancora, prima di rientrare nel mio nulla. Nemmeno sa l'uomo perché sono paziente e quasi mai mi ribello alla sua durezza. È perché l'unica volta che ho carezzato il mio Creatore, quella notte, anch'egli aveva la forma d'un figlio di donna.
Nazareno Fabretti
 

L'arte di amare

La prima qualità dell'amore cristiano è amare tutti. Quest'arte di amare vuole che amiamo, come fa Dio, tutti, senza distinzione. Non c'è da scegliere tra simpatico o antipatico, vecchio o giovane, connazionale o straniero, bianco o nero o giallo, europeo o americano, africano o asiatico, cristiano o ebreo, musulmano o induista… Utilizzando un linguaggio oggi abbastanza noto,  possiamo dire che l'amore non conosce "alcuna forma di discriminazione". Chiara Lubich

lunedì, dicembre 22, 2008

Non di solo pane

"L'uomo non vive di solo pane.
Ha bisogno di luce, di bellezza, di interiorità.

La nostra società si accanisce sul consumo, sul benessere,
e ci rende eleganti eppur volgari, pasciuti eppur vuoti.

Abbiamo perso la capacità di fermarci a contemplare,
di gustare la poesia,
di gioire delle cose semplici e nascoste".

 Gianfranco Ravasi

 

giovedì, dicembre 18, 2008

Ci vogliono i poveri

Fanno paura i poveri, ma c'è qualcuno che li vorrebbe moltipli­care.
 Ci vuol bene chi lavori e porti il peso. Più poveri ci sono e più numerose le braccia che domandano lavoro. Quindi, concorrenza… delle braccia, possibilità di scelta, minor costo. Mi giudicherete fa­cinoroso e falso perché nessuno ha la spudoratezza di dirle certe cose. Abbiamo imparato a memoria il vocabolario della buona creanza sociale e certi segreti intendimenti non li scoperchiamo: ma in fondo a certe maniere di giudicare e sopratutto a certe maniere di comportarci, c'è la diabolica voglia di moltiplicare i poveri per poter meglio scegliere e pagarli peggio. Quando il portafoglio ha preso il posto del cuore, il diavolo può mettersi tranquillaménte a riposo; lo scolaro gli bagna il naso.
Qualcuno li vuole per una ragione romantica. Non so trovare una parola più propria, né mi sforzo di cercarla. Quando certi sen­timenti mi fanno groppo, non sto a guardare nel vocabolario.
Una pennellata di colore ci vuole, se tutti fossimo vestiti bene, che mono­tonia! Vicino alla pelliccia profumata ci vuole un povero scialle strappato; una blusa rattoppata vicino all'abito da sera.
Ci vuole un piede nudo lungo il marciapiede tra tante scarpe di mocassino. Chi sta bene può anche vedere le cose sotto l'aspetto estetico. Egli vive di immagini, quasi fosse sempre a teatro, sempre spettatore, mai at­tore: mentre gli gioverebbe mettersi nella realtà per capire come sia diverso fare il povero dall'immaginarlo. Poi, c'è anche la maniera ro­mantica di aiutare il povero. Se non ci fossero i poveri come si po­trebbe diventare benefattori? Se un nostro contadino o un nostro operaio hanno una bella figliuola, si può anche vestirla bene per farsela amica o compagna.
E poi ci si diverte per i poveri.
C'è così bisogno di denaro anche per la beneficenza, che non c'è proprio il caso di annusarlo.
Mi ci son trovato e mi è venuto voglia di buttarlo via. Poi, mi si è affacciato chi aveva fame e ho dovuto riprendere in mano anche questo denaro.
Dicevano gli antichi che il denaro non puzza. Non puzza, ma ripugna.
Ci si diverte e si fa del bene: ci si diverte facendo del bene.
Allora io penso che certi divertimenti non avrebbero gusto se non ci fosse legato il gusto di fare un po' di bene. Mi pare di scor­gere sul volto, dei godenti, la noia del godere e mi vergogno di pensare che qualcuno abbia bisogno di misurare il proprio benes­sere sullo star male degli altri. Quanto potrà durare? I vetri sono fragili e uno schermo di vetro fra i due mondi, è uno schermo che fa ridere.
S. Paolo, parlando di evangelizzatori non autorizzati, conclude­va: "purché Cristo sia predicato". Vorrei dire, pensando a chi si diverte per i poveri: "purché il povero entri nel cuore dei ricchi ".
Oggi, entra ballando, ma domani potrebbe divenire una presenza umana.
Dio si serve di tante strade e dei materiali più diversi per creare un tabernacolo ai suoi prediletti.
Però se volete che vi dica fino in fondo il mio pensiero su que­sta moda, eccovelo:
È una brutta moda borghese e mi rincresce che il proletariato stia per appropriarsela, scambiandola per una stra­da di solidarietà. Io ne conosco un'altra più bella: costa un pochino di più, ma il povero vi può passare senza sentirsi umiliato.                              
Don Primo Mazzolari   ("Adesso" n. 8 – 30 aprile 1949)

mercoledì, dicembre 17, 2008

Il cielo in una casa

Nella mia casa ci sono due stanze,
due lettini, una piccola finestra,
e un gatto bianco.
Nella mia casa mangiamo
solo la sera
quando il babbo torna a casa
con il sacchetto pieno di pane
e di pesce secco.
Nella mia casa siamo tutti poveri,
ma il mio babbo ha gli occhi celesti,
la mia mamma ha gli occhi celesti,
il mio fratello ha gli occhi celesti e
anche il gatto ha gli occhi celesti.
Quando siamo tutti seduti a tavola,
nella nostra casa,
sembra che ci sia il cielo
 Una bimba del Costarica

Se un bambino

Se un bambino vive nella critica, impara a condannare.
Se un bambino vive nell'ostilità, impara ad aggredire.
Se un bambino vive nell'ironia, impara ad essere timido.
Se un bambino vive nella vergogna, impara a sentirsi colpevole.
Se un bambino vive nella tolleranza, impara ad essere paziente.
Se un bambino vive nell'incoraggiamento, impara ad avere fiducia.
Se un bambino vive nella lealtà, impara la giustizia.
Se un bambino vive nella disponibilità, impara ad avere una fede.
Se un bambino vive nell'approvazione, impara ad accettarsi.
Se un bambino vive nell'accettazione e nell'amicizia, impara a trovare l'amore nel mondo.
Dorothy Law Nolte

martedì, dicembre 16, 2008

Sperare

Sperare vuol dire continuare ad amare e a credere
malgrado le volte che ci siamo ingannati,
malgrado le volte che abbiamo ingannato.
Louis Evely

lunedì, dicembre 15, 2008

Caro fratello

Amo molto tutti voi e amo la giustizia.
Non approviamo la violenza, malgrado riceviamo violenza.
Il padre che vi sta parlando ha ricevuto minacce di morte.
Caro fratello, se la mia vita ti appartiene, ti apparterrà pure la mia morte.
Ezechiele Ramin, missionario comboniano, 1953-1985

venerdì, dicembre 12, 2008

I poveri fanno paura

Io non li ho mai contati i poveri, perché non si possono con­tare: i poveri si abbracciano, non si contano. Eppure v'è chi tiene la statistica dei poveri e ne ha paura : paura di una pazienza che si può anche stancare, paura di un silenzio che potrebbe di­ventare un urlo, paura del loro lamento che potrebbe diventare un canto, paura dei loro stracci che potrebbero farsi bandiera, paura dei loro arnesi che potrebbero farsi barricata.
E sarebbe così facile andare incontro al povero! ci vuoi così poco a dargli speranza e fiducia! Invece, la paura non ha mai suggerito la strada giusta.
Ieri, fu la paura che pagò manganellatori: e non vorrei che oggi la paura consigliasse di nuovo a qualcuno di foraggiare quel qualsiasi movimento di reazione invece di essere giusti verso co­loro che hanno diritto alla giustizia di tutti.
Ma c'è da perdere, oggi, a far lavorare.
Chi vi ha detto che si debba sempre guadagnare quando diamo il lavoro? Prima del guadagno, c'è l'uomo: prima del diritto al guadagno, il diritto di vivere. Sta scritto infatti: «tu non ucci­derai ».
Il guadagno può farci omicida: e Giuda ha venduto il Sangue del Giusto, per trenta denari.
 
La paura fa anche dire: — Non sono mai contenti i poveri. Diamo cinque ed è come non glieli avessimo dati: diamo dieci e il volto non cambia. La ragione c'è e non vi fa onore…
Date cinque e con la mano tenete il cuore chiuso: date dieci e il cuore lo tenete ancora più chiuso.
Perché teniamo il cuore chiuso con i poveri? crediamo forse ch'essi abbiano soltanto bisogno d'aumenti?
La povertà non si paga: la povertà si ama.
Per questo motivo non raggiungeremo mai l'incontro lungo la strada delle concessioni. Fino a quando ci sarà una classe che può concedere e una classe che può reclamare un diritto, non avremo il ponte.

Qualcuno trova più comodo e redditizio distrarre e stordire il povero con i divertimenti, onde fargli dimenticare che ha qualche cosa da chiedere una richiesta di giustizia da presentare. Per to­gliergli dignità, per togliere, al povero la sua eminente dignità, lo si stordisce.
I patrizi della decadenza avevano creato il tribunum volupta­tum per sollazzare i poveri. Ho l'impressione che molti, borghesi e no, si assumerebbero volentieri, direttamente o indirettamente, il poco nobile ufficio.
I poveri che si divertono non fanno le barricate: i popoli che si abbruttiscono si possono comperare.             
 Don primo Mazzolari  ("Adesso" n. 7 – 15 aprile 1949)

giovedì, dicembre 11, 2008

Beati coloro

Beati coloro
che hanno scelto
di vivere sobriamente
per condividere i loro beni
con i più poveri.
Beati coloro che rinunciano
a più offerte di lavoro
per risolvere
il problema dei disoccupati.
Beati i funzionari
che sveltiscono
gli iter burocratici
e tentano di risolvere i problemi
delle persone non informate.
Beati i banchieri,
i commercianti
e gli agenti di vendita
che non approfittano
delle situazioni
per aumentare i loro guadagni.
Beati i politici e i sindacalisti,
che si impegnano a trovare
soluzioni concrete
alla disoccupazione.
Beati noi
quando smetteremo di pensare:
"Che male c'è nel frodare,
tanto lo fan tutti".
Allora la vita sociale
sarà un'anticipazione
del Regno dei Cieli.
Paul Abela

mercoledì, dicembre 10, 2008

Ogni giorno

Ogni mattina è una giornata
intera che riceviamo.
Una giornata preparata
apposta per noi.
Non vi è nulla di
troppo e nulla
di non abbastanza,
nulla di indifferente
e nulla di inutile.
È un capolavoro
di giornata che viene a
chiederci di essere vissuta.
Noi la guardiamo
come una pagina
d'agenda, segnata d'una
cifra e d'un mese.
La trattiamo alla
leggera come un foglio
di carta.
Se potessimo
frugare il mondo e
vedere questo giorno
elaborarsi e nascere
dal fondo dei secoli,
comprenderemmo
il valore di un solo
giorno umano.

 Magdaleine Delbrel

venerdì, dicembre 05, 2008

Il dono

Ci sono quelli

che danno poco del molto che hanno

e lo danno per ottenere riconoscenza,

e il loro desiderio guasta i loro doni.

E ci sono quelli

che hanno poco e lo danno tutto.

Sono proprio loro

quelli  che credono nella vita

e nella generosità della vita,

e il loro scrigno non è mai vuoto.

Ci sono quelli che danno con gioia,

e questa gioia è la loro ricompensa.

E ci sono quelli che danno con dolore,

e questo dolore è il loro battesimo.

E ci sono quelli che danno

e nel dare non provano dolore

né cercano gioia

né danno pensando alla virtù.

Essi danno come in quella valle laggiù

dove il mirto esala nello spazio la sua fragranza.

Per mezzo delle mani di gente come loro

Dio parla e dietro ai loro occhi

egli sorride alla terra.

È bene dare quando si è richiesti,

ma è meglio dare quando,

pur non essendo richiesti,

comprendiamo i bisogni degli altri.

E per chi è generoso,

il cercare uno che riceva

è gioia più grande che non il dare.

E c'è forse qualcosa che vorresti trattenere?

Tutto ciò che hai

un giorno o l'altro sarà dato via.

Perciò dà adesso,

si che la stagione del dare sia la tua,

non quella dei tuoi eredi.
G. Kahli Gibran

giovedì, dicembre 04, 2008

Resta con noi

A tutti i cercatori del tuo volto
mostrati, Signore;
a tutti i pellegrini dell'assoluto,
vieni incontro, Signore;
con quanti si mettono in cammino
e non sanno dove andare
cammina, Signore;
affiancati e cammina con tutti i disperati
sulle strade di Emmaus;
e non offenderti se essi non sanno
che sei tu ad andare con loro,
tu che li rendi inquieti
e incendi i loro cuori;
non sanno che ti portano dentro:
con loro fermati poiché si fa sera
e la notte è buia e lunga, Signore.

David Maria Turoldo

martedì, dicembre 02, 2008

Orizzonti

Qualunque sia la tua condizione di vita non lasciarti imprigionare dalla ristretta cerchia della tua piccola famiglia. Una volta per tutte adotta la famiglia umana. Bada a non sentirti estraneo in nessuna parte del mondo. Sii un uomo in mezzo agli altri. Nessun problema, di qualsiasi popolo, ti sia indifferente. Vibra con le gioie e le speranze di ogni gruppo umano. Fa' tue le sofferenze e le speranze di ogni uomo.
Vivi la scala mondiale, o meglio ancora, universale.  Helder Camara

venerdì, novembre 28, 2008

La figura di Cristo

Nulla mi pare più contrario al mondo moderno di quella figura, di quel Cristo, mite nel cuore ma mai nella ragione; la figura del Cristo dovrebbe avere, alla fine, la stessa violenza di una resistenza, qualcosa che contraddica radicalmente la vita come si sta configurando all'uomo moderno: la sua grigia orgia di cinismo, ironia, brutalità pratica, compromesso, conformismo, glorificazione della propria identità nei connotati di massa, odio per ogni diversità, rancore teologico senza religione.
Pier Paolo Pasolini

giovedì, novembre 27, 2008

Fra mille anni

E fra mille anni la gente correrà a seimila chilometri l'ora su macchine a razzo superatomiche e per far cosa? Per arrivare in fondo all'anno e rimanere a bocca aperta davanti allo stesso Bambinello di gesso che, una di queste sere, il compagno Peppone ha ripitturato con il pennello. Giovanni Guareschi

mercoledì, novembre 26, 2008

Tutto già previsto

...vogliamo interrogarci sul nostro cristianesimo da poltrona e pantofole, sui nostri troppi e inopportuni silenzi durante le discussioni farcite di pregiudizi, sulle occasioni - evitate - di rendere testimonianza, come chiede il Signore ai suoi discepoli. Testimonianza di amore e di dialogo senza fanatismi, ma capace di porre interrogativi, di suscitare brecce nelle pagane certezze della nostra modernità. E se questo, talvolta, suscita uno sguardo di commiserazione, una battuta inopportuna dei colleghi di lavoro, un qualche dispetto, era già previsto dal Signore Gesù! Don Paolo Curtaz

lunedì, novembre 24, 2008

Imparare a pregare

Impareremo a pregare quando impareremo a contemplare con occhio gratuito la profondità delle cose. Non siamo più abituati a guardare la realtà senza lo sguardo interessato di chi da ogni situazione deve guadagnare qualche cosa.     Carlo Maria Martini 

domenica, novembre 23, 2008

Conversione

La conversione più difficile è quella a cui tutti siamo chiamati: all'interno della nostra religione.  Louis Evely

giovedì, novembre 20, 2008

Abbandonarsi

Se non c'è nulla da fare
perché le cose sono di per se stesse insolubili
o le soluzioni non dipendono da noi,
è arrivata l'ora di far tacere la mente,
chinare il capo,
affidare le cose impossibili nelle mani di Dio Padre
e abbandonarsi.

Ignazio Larrañaga


mercoledì, novembre 19, 2008

venerdì, novembre 07, 2008

Il perdono

Il perdono è sorgente di guarigione,
guarisce infatti le ferite provocate dal risentimento,
rinnova le persone, i matrimoni, le famiglie, le comunità, la vita sociale.
Il perdono è la chiave dei nostri rapporti con Dio,
col prossimo e con noi stessi.
Il perdono è una necessità:
non possiamo fare a meno di perdonare.
Se non perdono non posso essere perdonato!
Il perdono è una decisione:
non è un sentimento, ma un atto della nostra volontà.
Decido di perdonare anche se non me la sento.
E' la scelta di amare gli altri così come sono.
Il perdono è uno stile di vita:
è lo stile di vita del cristiano che accetta di perdonare sempre, chiunque e per ogni cosa.
Il perdono è un processo,
cioè una continua crescita verso la libertà interiore.
Non dimentichiamo che alcune esperienze sono così dolorose
da richiedere molto tempo trascorso nel perdono.

Da una meditazione quaresimale di C.M. Martini

lunedì, novembre 03, 2008

Gesù e la Nazionale

Non posso più tollerare che vengano i signori dello sport a dire quello che è buono e quello che è cattivo. Non li voglio tra i miei ragazzi a seminare ambizioni egoiste, a fargli disimparare la solidarietà e a scordare l'amore per il prossimo. Non me ne importa niente se non diventeranno campioni, neanche Gesù sarebbe mai andato in Nazionale.(Don Mario Ruffino, parroco di S.Giovanni Battista, Imperia – "Cacciati dall'oratorio i talent scout del calcio", Il Secolo XIX, domenica 2 novembre 2008)

venerdì, ottobre 31, 2008

Scopri la Vita, scopri l'Amore

Prendi un sorriso
regalalo a chi non l'ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole
fallo volare là dove regna la notte.
Scopri una sorgente
fa' bagnare chi vive nel fango.
Prendi una lacrima
posala sul volto di chi non ha mai pianto.
Prendi il coraggio
mettilo nell'animo di chi non sa lottare.
Scopri la vita
raccontala a chi non sa capirla.
Prendi la speranza
e vivi nella sua luce.
Prendi la bontà
e donala a chi non sa donare.
Scopri l'amore
e fallo conoscere al mondo.

Gandhi

martedì, ottobre 28, 2008

Ciò che conta

La mia vita ha conosciuto tanti e poi tanti pericoli, ho rischiato la morte tante e poi tante volte. Sono stata per anni nel mezzo della guerra. Ho sperimentato nella carne dei miei, di quelli che amavo, e dunque nella mia carne, la cattiveria dell'uomo… e ne sono uscita con la convinzione incrollabile che ciò che conta è solo amare. Ed è allora che la nostra vita diventa degna di essere vissuta…  Annalena Tonelli, missionaria laica, uccisa in Somalia il 5/10/2003

sabato, ottobre 25, 2008

Una fiaccola

Se nel cammino della vita hai acceso anche soltanto una fiaccola nell'ora buia di qualcuno, non hai vissuto invano.            Joseph Folliet

venerdì, ottobre 24, 2008

Allora la pace verrà

Se tu credi che un sorriso è più forte di una lacrima,
se tu credi che alla potenza di una mano offerta,
se tu credi che quello che unisce gli uomini
è più forte di quello che divide,
se tu credi che l'essere diversi
costituisce una ricchezza e non un pericolo,
se tu preferisci la speranza al sospetto,
se credi che devi fare il primo passo anziché gli altri,
allora la pace verrà.
Se lo sguardo di un bambino riesce ancora
a disarmare il tuo cuore,
se l'ingiustizia fatta agli altri ti suscita ribellione
come se l'avessi subita tu stesso,
se per te l'estraneo è un fratello che ti viene presentato,
se sai donare gratuitamente un po' del tuo tempo per amore,
se sai accettare che un altro ti renda un servizio,
se dividi il tuo pane e sai aggiungere un po' del tuo cuore,
se credi che il perdono va più lontano della vendetta,
allora la pace verrà
Se puoi ascoltare gli infelici che ti fanno perdere tempo
e conservare il sorriso,
se sai accettare la critica ed approfittarne
senza respingerla e difenderti,
se sai accogliere un consiglio diverso dal tuo e adottarlo,
se ti rifiuti di versare sul petto altrui la tua colpa,
se per te la collera è una debolezza e non una prova di forza,
se tu preferisci essere abbandonato
anziché fare torto a qualcuno,
se tu rifiuti che dopo di te venga il diluvio,
se ti schieri dalla parte del povero e dell'oppresso
senza pretendere di essere un eroe,
se tu credi che l'amore è la sola forza della discussione,
se tu credi che la pace sia possibile,
allora la pace verrà.
P. Gilbert

giovedì, ottobre 23, 2008

Libertà di coscienza

A tutti si riconosce come sacra la libertà di coscienza, ma dai cattolici a volte si pretende che essi prescindano dalla fede che forma la loro coscienza. Angelo Bagnasco

mercoledì, ottobre 22, 2008

Il nome dei poveri

C'è un'unica speranza alla fine della vita.

Ci salveremo se, arrivando alla porta del Paradiso,

loro (i poveri) ci riconosceranno,

e noi ricorderemo il loro nome, e loro ci faranno entrare.

I nomi dei poveri sono la chiave per il Paradiso.

Che nomi hai in mente tu?

Dom Pedro Casaldiga

martedì, ottobre 21, 2008

Camaleonte

E ricordatevi: i simboli della Chiesa cristiana sono sempre stati il leone, l'agnello, la colomba e il pesce, ma mai il camaleonte! E ricordate anche questo: la Chiesa è il popolo che Dio si è scelto, ma coloro che sono scelti saranno riconosciuti in base alle loro scelte. Kaj Munk (pastore protestante che ha resistito contro Hitler ed ha aiutato i danesi alla resistenza. È stato preso ed ucciso nel 1944)

domenica, ottobre 19, 2008

Poesia

Credo che non vedrò mai una poesia bella come un albero.Ma le poesie le fanno gli sciocchi come me.Un albero lo può fare solamente Dio.Alfred Joyce Kilmer

giovedì, ottobre 16, 2008

Mio fratello aviatore

Avevo un fratello aviatore.

Un giorno, la cartolina.

Fece i bagagli, e via,

lungo la rotta del sud.

 

Mio fratello è un conquistatore.

Il popolo nostro ha bisogno

di spazio; e prendersi terre su terre,

da noi, è un vecchio sogno.

 

E lo spazio che s'è conquistato

è sui monti del Guadarrama.

È di lunghezza un metro e ottanta,

uno e cinquanta di profondità.

 

Bertolt Brecht

Rimetti la spada nel fodero

Allora Gesù gli disse: rimetti la spada nel fodero, perché tutti quelli che mettono mano alla spada periranno di spada. Matteo 26,52

martedì, ottobre 14, 2008

Rimanere alla finestra

Se c'è una situazione che va mutata nella cristianità di oggi è quel rimanere senza convinzione e senza amore nella casa del Padre, quel rimanere alla finestra come tanti cristiani ci rimangono, e vedere la vita di là come desiderabile, e avere l'impressione che questa casa del padre sia una prigione, e non avere la gioia e la passione di questa casa: questo non è uno stare nella casa, questo è occupare la casa con qualcosa che non gli conviene.  Don Primo Mazzolari

lunedì, ottobre 13, 2008

La guerra o la pace

A ogni svolta di strada ci sono piccole guerre,
come a ogni svolta del mondo ci sono le grandi guerre.
A tutte le svolte della nostra vita possiamo fare la guerra o la pace.

Madeleine Delbrel

sabato, ottobre 11, 2008

Il Regno dei Cieli patisce violenza

I ga­lantuomini d'ieri credevano di poter salvare il mondo tappandosi in casa al primo rumore di folla; ma la rivoluzione non la si fa dietro le griglie sprangate. Solo chi si misura nella folla col proprio cuore e confronta sulla strada e sulla barricata la propria anima, può sperare di es­sere ascoltato in un'ora non lontana, quando il pensar bene, disgiunto dal pagare di persona, non sarà neanche preso in considerazione.  Don Primo Mazzolari  (da "Impegno con Cristo)

venerdì, giugno 20, 2008

Trova il tempo

Trova il tempo di pensare
Trova il tempo di pregare
Trova il tempo di ridere
È la fonte del potere
È il più grande potere sulla Terra
È la musica dell'anima

Trova il tempo per giocare
Trova il tempo per amare ed essere amato
Trova il tempo di dare
È il segreto dell'eterna giovinezza
È il privilegio dato da Dio
La giornata è troppo corta per essere egoisti

Trova il tempo di leggere
Trova il tempo di essere amico
Trova il tempo di lavorare
È la fonte della saggezza
È la strada della felicità
È il prezzo del successo

Trova il tempo di fare la carità
È la chiave del Paradiso

(scritta trovata sul muro della Casa dei Bambini di Calcutta.)

giovedì, giugno 19, 2008

Fedeltà

La fedeltà è una persona con la quale ci si lega per camminare insieme, per andare nella stessa direzione; per cui non posso vivere e svilupparmi se non con quel legame "liberante" che mi spinge a dare il meglio di me, a essere nuovo. Così trovo il mio posto facendo spazio nella mia vita ad un Altro e a tanti altri…

Alessandro Pronzato


martedì, giugno 17, 2008

Fuori dal proprio io

Non vedremo sbocciare dei santi finché non ci saranno dei giovani che vibrino di dolore e di fede pensando all'ingiustizia sociale. A qualcosa cioè che sia al centro del momento storico che attraversiamo; al di fuori dell'angustia del proprio io, al di sopra delle stupidaggini che vanno di moda.     Don Lorenzo Milani

lunedì, giugno 16, 2008

Le nostre armi

Anche se non siamo tutti militari, tutti siamo armati di qualche cosa che può far male: potere, influenza, sapere, maldicenza, calunnia: tutte armi che anche l'uomo migliore può essere tentato di impugnare quando teme per i propri interessi, la propria reputazione e la propria situazione.  Gandhi

venerdì, giugno 13, 2008

Preghiera

Voglio curare il mio abbigliamento quanto basta per dimostrare buon gusto e pulizia,
ma la gente deve poter notare che sono proprio libero dalla moda,
che, anzi, mi vesto diversamente da come piace alla gente,
per essere sicuro che mi interessa piacere a me, Te, e basta.
Voglio sistemare la mia casa in modo che, entrando
si possano conoscere e mie passioni:
la passione per il mondo con quadri di paesaggi lontani,
passione per la povertà con l'essenzialità dell'arredamento,
passione per l'amicizia con un grande tavolo e tante seggiole,
la passione per Te, Signore, con una tua chiara "fotografia"
e la passione per i Poveri, presentandone uno, almeno dipinto, da un poster in bella mostra sulla parete.
Voglio comportarmi da strano, Signore, in questo mondo schiavo dell'immagine,
vivendo sereno senza curarmi della bella figura, della carriera, della mia prestanza fisica giovanile,
compatendo i divi dello spettacolo, le stelle della canzone e soprattutto i fortunati benestanti:
la mia ricchezza è il tesoro del Tuo sguardo!
Voglio trovare i modi per essere di scandalo
a chi legge il Tuo Vangelo come il codice del galateo:
mi farò vedere amico del Barbone
e frequenterò quei posti della mia città dove non ci passa la gente perbene, ma ci passavi Tu!
Voglio sperare per i nostri figli qualcosa di diverso dalle quattro "S":
soldi, salute, sesso, successo.
Mi rallegrerò davanti agli altri per quando mio figlio dedicherà le ferie agli Handicappati
più di quanto mi sono rallegrato il giorno della sua laurea.
Aiutami, Signore, a non "sistemarmi" in questo mondo
sazio, superficiale, scintillante e disperato.
Voglio ricordarmi che Tu hai detto:
"guai a voi quando tutti parleranno bene di voi!".
Don Prospero

mercoledì, giugno 11, 2008

Guardatevi intorno

Se volete conoscere Dio, non siate solutori di enigmi.
Piuttosto guardatevi intorno e lo vedrete giocare con i vostri bambini.

Kahlil Gibran

martedì, giugno 10, 2008

Intrecciati

Ciò che la gente di città non capisce è che le radici di tutti gli esseri viventi sono intrecciate tra loro. Quando un albero maestoso viene abbattuto, cade una stella del cielo. Prima di tagliare un albero bisognerebbe chiedere il permesso al guardiano delle stelle.

Chan Kin (patriarca indigeno Lacandòn)

lunedì, giugno 09, 2008

Pregare

Bisogna sempre pregare
come se l'azione fosse inutile
e agire come se la preghiera
fosse insufficiente.

Santa Teresa di Lisieux

venerdì, giugno 06, 2008

Lourdes

È completamente errato l'atteggiamento di sufficienza di certi che si definiscono laici.
Che vi siano centinaia di milioni di persone che da Lourdes iniziano una strada di fede e di bontà nuova, è un miracolo che non si può negare. Non riconoscere la presenza del segno, del prodigio è agnosticismo stupido, sciocco, del tutto irrealistico. Che 70mila persone, come quest'oggi si è registrato, vadano a Lourdes per rafforzare la propria fede e tornino con un carico di bontà, questo è un vero miracolo e nessuno lo può negare.

Massimo Cacciari (11 feb 2008)

giovedì, giugno 05, 2008

Guerra giusta

Abbiamo dunque preso i nostri libri di storia (umili testi di scuola media, non monografie da specialisti) e siamo riandati a cento anni di storia italiana in cerca d'una "guerra giusta". D'una guerra cioè che fosse in regola con l'articolo 11 della Costituzione. Non è colpa nostra se non l'abbiamo trovata.

Lorenzo Milani

mercoledì, giugno 04, 2008

Angeli & elettroni

Non riesco a capire perché gli uomini che credono agli elettroni si considerino meno creduli degli uomini che credono agli angeli.

George Bernard Shaw

martedì, giugno 03, 2008

Diritti umani

Ogni qualvolta siano in conflitto i diritti umani e il diritto di proprietà, devono prevalere i diritti umani.
Abraham Lincoln

venerdì, maggio 30, 2008

I miei figli

I miei figli non sono lo specchio delle mie illusioni,
non sono coloro che portano avanti le mie idee,
non sono la rivalsa delle mie frustrazioni e delle mie delusioni.
I miei figli non saranno la mia ombra,
ma cammineranno con le proprie gambe,
ragioneranno con la propria testa,
vivranno la pienezza della vita
insieme a tanti uomini e donne come loro.
Farò di tutto perché
ci sia tra noi un'amicizia pura.
Farò di tutto perché
vedano nella mamma e nel papà
persone che lottano per la giustizia
perché ne sono innamorate,
persone che pregano perché credono
che la giustizia si compie solo in Gesù

Ernesto Oliviero

giovedì, maggio 29, 2008

La Parola di Dio

Quando leggi la parola di Dio, bisogna che ricordi di dirti senza posa: è a me che si rivolge, è di me che si tratta.

Sören Kierkegaard

mercoledì, maggio 28, 2008

Buttarsi

In un atto di fede viene sempre il momento in cui bisogna chiudere gli occhi, buttarsi in acqua senza trepidazione e senza nessuna garanzia apparente.

Paul Claudel

martedì, maggio 27, 2008

lunedì, maggio 26, 2008

Un Dio che si schiera

In una situazione di ingiustizia e oppressione non esiste neutralità. Chi si dice neutrale mente, perché ha già preso partito per i potenti. Il nostro Dio non è neutrale. Noi abbiamo un Dio che si schiera.

Desmond Tutu

venerdì, maggio 23, 2008

La Croce

È la Croce che ci insegna come amare i nemici. Una Croce da prendere per il braccio lungo, come fece Gesù, e non da impugnare per il braccio corto, come abbiamo fatto noi, usandola a guisa di una spada che ferisce e uccide.

Tonino Bello

lunedì, maggio 19, 2008

Dov'è nata la Costituzione

Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché li è nata la nostra Costituzione.

Piero Calamandrei

venerdì, maggio 16, 2008

Temi centrali

Parlo da laico, da non credente. Quando un Papa, un arcivescovo pongono come centrali i temi dell'educazione e delle speranze di una comunità, e la classe politica, nella sua interezza, maggioranza e opposizione, passa un'intera campagna elettorale senza spendere sul tema neanche una parola, beh, io laico, io non credente, mi sento più vicino al Papa.

Luca Borzani - presidente Fondazione Cultura – Genova

giovedì, maggio 15, 2008

mercoledì, maggio 14, 2008

Se vuoi che lui rispetti te

Non perseguitare e non deridere mai un tuo simile per la sua Religione.
Rispetta invece ciò in cui lui crede, se vuoi che lui, in cambio, rispetti te.
Tecumseh  (capo indiano della tribù degli Shawnee)

martedì, maggio 13, 2008

lunedì, maggio 12, 2008

Interessati di Dio

Ci sono atei di un'asprezza feroce che tutto sommato si interessano di Dio molto più di certi credenti frivoli e leggeri.

Pierre Reverdy

venerdì, maggio 09, 2008

È un cappello

Ho conosciuto molte persone importanti nella mia vita, ho vissuto a lungo in mezzo ai grandi. Li ho conosciuti intimamente, li ho osservati proprio da vicino. Ma l'opinione che avevo di loro non è molto migliorata. Quando ne incontravo uno che mi sembrava di mente aperta, tentavo l'esperimento del mio disegno numero uno, che ho sempre conservato. Cercavo di capire così se era veramente una persona comprensiva. Ma, chiunque fosse, uomo o donna, mi rispondeva: "È un cappello". E allora non parlavo di boa, di foreste primitive, di stelle. Mi abbassavo al suo livello. Gli parlavo di bridge, di golf, di politica, di cravatte. E lui era tutto soddisfatto di avere incontrato un uomo tanto sensibile.
Antoine de Saint-Exupéry, Il Piccolo Principe

mercoledì, maggio 07, 2008

martedì, maggio 06, 2008

Solidarietà

Finché non avvertiamo la dolente urgenza di coloro che soffrono, la nostra solidarietà resta sospesa nelle intenzioni e non discende nel cuore, spingendoci a prender cura davvero degli altri.              Henry Nouwen


lunedì, maggio 05, 2008

La libertà

La libertà non è una cameriera tuttofare che si può sfruttare impunemente.
Né un paravento sbalorditivo dietro il quale si gonfiano fetide ambizioni.
Raoul Follerau

lunedì, aprile 28, 2008

La mia rabbia

Ho imparato, mediante amare esperienze, una lezione suprema: a preservare la mia rabbia; e, come il calore che non si disperde si converte in energia, così la nostra rabbia dominata può trasformarsi in una forza capace di muovere il mondo.
Ghandi

venerdì, aprile 25, 2008

Beato chi...

Beato chi decide di perdere:
come il chicco di frumento sotto terra,
darà abbondanti frutti;
beato chi porge l'altra guancia:

spezzerà la catena della violenza;
beato chi non ricorre a metodi sleali per far carriera:
sarà ricompensato dalla sua virtù;
beato chi non pretende d'avere il monopolio della verità:
troverà gioia nel mendicare amore e bellezza,
nascosti in ogni essere umano;
beato chi non si scoraggia:
rimarrà giovane come il suo ottimismo;
beato chi sposa la povertà:
genererà figli innamorati della vita;
beato chi per la non violenza muore:
libero come il vento, competerà in bellezza con le stelle
e creerà sulla terra la civiltà dell'amore.

 Don Valentino

giovedì, aprile 24, 2008

Amarsi

O gli uomini impareranno ad amarsi o, infine, l'uomo vivrà per l'uomo, o gli uomini moriranno.
Raoul Follerau

mercoledì, aprile 23, 2008

Ascoltare

La verità dell'altro non è in ciò che ti rivela, ma in ciò che non sa rivelarti. perciò se vuoi capirlo, non ascoltare ciò che dice, ma ciò che non dice"
K. Gibran

martedì, aprile 22, 2008

Mai contenti

Quelli che non sono mai contenti di nessuno sono gli stessi di cui nessuno è contento.
J. de la Bruyèr

lunedì, aprile 21, 2008

Valorizzare

Il nostro errore più grave è quello di pretendere da uno proprio le qualità che non ha, trascurando di valorizzare quelle che ha.
M. Yourcenar

venerdì, aprile 18, 2008

Spiritualità

Come si fa a parlare di spiritualità in un mondo pieno di rumore e di chiasso; quando le nostre giornate sono dominate dalla fretta, dalla confusione, quando siamo continuamente sollecitati dalla responsabilità che ci domanda di agire; quando gli impegni incombono e sembra che il tempo non ci basti neanche per le cose che siamo abituati a considerare "necessarie"? Dobbiamo rassegnarci a pensare che la spiritualità è fatta per i monaci?
P. Bignardi

giovedì, aprile 17, 2008

La misericordia

La misericordia non è frutto di una trattativa sindacale, ma è figlia di un rapporto asimmetrico e unilaterale che si riconosce nella logica della gratuità e del primo passo.
Luigi Alici

mercoledì, aprile 16, 2008

Viaggiare

Di una città non godi le sette o le settantasette meraviglie,
ma la risposta che dà a una tua domanda.

Italo Calvino

martedì, aprile 15, 2008

La povertà

La povertà non è stata creata da Dio.

L'abbiamo creata noi, io e te, con il nostro egoismo.

Madre Teresa

lunedì, aprile 14, 2008

Perdono

Qualche cosa mi dice che è la parola più umile e la più difficile, quella parola che tutto l'Occidente non ha mai potuto pronunciare, e che dobbiamo imparare a dire, senza la quale sprofondiamo: la parola perdono.
Lacoue-Labarthe

venerdì, aprile 11, 2008

Predicano bene...

Sulla cattedra di Mosè si sono assisi gli scribi e i farisei.
Fate e osservate ciò che vi dicono, ma non quello che fanno.
Poiché dicono, ma non fanno.
Legano infatti pesi opprimenti, difficili a portarsi, e li impongono sulle spalle degli uomini;
ma essi non li vogliono rimuovere neppure con un dito.
Fanno tutto per essere visti dagli uomini.
Infatti fanno sempre più larghe le loro filatterie e più lunghe le frange;
amano i primi posti nei conviti e le prime file nelle sinagoghe;
amano essere salutati nelle piazze ed essere chiamati dalla gente rabbì.

Matteo, 23,2 ss.

giovedì, aprile 10, 2008

Come stolti

La vera scelta non è tra nonviolenza e violenza ma tra nonviolenza e non esistenza... Se non riusciremo a vivere come fratelli moriremo tutti come stolti.
Martin Luther King

mercoledì, aprile 09, 2008

La vita

La vita è una malattia a trasmissione sessuale
e ha un tasso di mortalità del cento per cento.

R.D.Laing

martedì, aprile 08, 2008

Tolleranza

La nozione di "tolleranza", utilizzata ampiamente a proposito del dialogo interreligioso, non ha più grande senso: bisogna passare dalla tolleranza alla stima reciproca e, se il Signore ci farà la grazia, all'ammirazione.
Philippe Barbain, arcivescovo di Lione

lunedì, aprile 07, 2008

Amare

Amare significa anche avere tempo.
Chi ama, non tiene il proprio tempo solamente per sé;
nel suo tempo si inserisce l'altro.
Chi ama ha, per così dire, un'agenda, uno scadenziario particolare.
Vuole avere più tempo possibile per l'altro.

Klaus Hemmerle

venerdì, aprile 04, 2008

Storiella ebraica

Tempo fa, in un villaggio, scoppiò un incendio.
Un ricco e un povero, fino a quel giorno buoni vicini di casa, persero tutti loro averi.
Il povero rimase nella pace, il ricco invece cadde in una cupa disperazione.
"Moishele", disse allora il ricco, "come è possibile che tu sia così tranquillo quando tutto ciò che avevamo è bruciato nell'incendio?" "A me è rimasto il mio Dio" - rispose il povero - "il tuo è bruciato con la casa".

Daniel Lifschitz -  "Storielle di rabbini mendicanti e malandrini"

giovedì, aprile 03, 2008

Nelle menti degli uomini

"Poiché le guerre cominciano nelle menti degli uomini, è nelle menti degli uomini che si devono costruire le difese della Pace"    Costituzione dell'UNESCO, 1945, preambolo

mercoledì, aprile 02, 2008

In morte di Nunzio

Nunzio, 19 anni, è morto durante un "rave" (dall'inglese "delirio") per un'overdose da poveri: un cocktail di alcool, pasticche e droghe varie. [...] ora Nunzio abita nella Casa del Padre, ascolta musiche angeliche e, nella luce della verità, prega per noi, per gli amici che ha lasciato, i familiari, gli spacciatori, i trafficanti, per chi ogni giorno si impegna con e per i giovani.

don Nicolò Anselmi (Avvenire, 1 aprile 2008)


martedì, aprile 01, 2008

Saggezza

Molti potrebbero arrivare alla saggezza se non avessero la presunzione di esserci già arrivati.
Seneca

venerdì, marzo 28, 2008

La vita non è uno scherzo

La vita tu la prenderai sul serio
come fa uno scoiattolo, per esempio,
senza aspettarsi niente di fuori e d'aldilà.
Non dovrai fare nient'altro che vivere.
La vita non è uno scherzo,
la prenderai sul serio, ma sul serio a tal punto,
che addossato al muro, per esempio,
con le mani legate, o in un laboratorio,
con grandi occhiali,
tu morirai perché vivano gli uomini,
gli uomini di cui non avrai neppure visto il viso
e morirai, pur sapendo
che niente è più bello, niente è più vero che la vita.
Tu la prenderai sul serio, ma sul serio a tal punto
che a settanta anni, per esempio,
pianterai degli ulivi, non perché restino ai tuoi figli,
ma perché non crederai alla morte, pur temendola,
ma perché la vita peserà più forte sulla bilancia.

N. Hikmet

giovedì, marzo 27, 2008

mercoledì, marzo 26, 2008

Sentinella

Il Profeta fa da sentinella:
vede l'ingiustizia,
la denuncia
e richiama il progetto originario di Dio

Ezechiele 3, 16-18

venerdì, marzo 21, 2008

Coraggio gente!

Coraggio, gente!
La Pasqua ci dice
che la nostra storia ha un senso,
e non è un mazzo di inutili sussulti.
Che quelli che stiamo percorrendo
non sono sentieri ininterrotti.
Che la nostra esistenza personale
non è sospesa nel vuoto
né consiste in uno spettacolo senza rete.
Precipitiamo in Dio.
In lui viviamo,
ci muoviamo ed esistiamo.
Coraggio, gente!
La Pasqua vi prosciughi
i ristagni di disperazione
sedimentati nel cuore.
E, insieme al coraggio di esistere,
vi ridia la voglia di camminare
Don Tonino Bello

giovedì, marzo 20, 2008

Catino d'acqua sporca

Se dovessi scegliere
una reliquia della tua Passione,
prenderei proprio quel catino
colmo d'acqua sporca.
Girare il mondo con quel recipiente
e ad ogni piede
cingermi dell'asciugatoio
e curvarmi giù in basso,
non alzando mai la testa oltre il polpaccio
per non distinguere
i nemici dagli amici,
e lavare i piedi del vagabondo,
dell'ateo, del drogato,
del carcerato, dell'omicida,
di chi non mi saluta più,
di quel compagno per cui non prego mai,
in silenzio,
finché tutti abbiano capito nel mio il tuo amore.

Madeleine Delbrel

mercoledì, marzo 19, 2008

Una Madre

Ho pensato a te, Maria,
e la mia solitudine si è fatta meno pesante.
Ho pensato alla tua vita in quegli anni,
quando sembrava che tutti
ti avessero dimenticata.
Anche tuo Figlio.
Sembrava che lui il mondo
lo stesse salvando da solo.
Invece tu eri presente ad ogni istante.
Eri presente nel suo cuore
quando parlava e quando taceva.
Quando pregava e quando agiva.
Quando ammaestrava e quando guariva...
Ho pensato a te, Maria.
E ho scoperto che una madre
non è mai tanto «sulla breccia»,
come quando si crede inutile.
Perché la sua missione esteriore finisce.
E comincia quella della presenza
silenziosa, discreta.
Che sa sparire per anni.
E ricomparire al momento in cui
tutti gli altri abbandonano... tradiscono.
Una presenza tanto più viva,
in quanto non chiede nulla per sé.
Né tempo, né attenzioni.
E neppure il ricordo.
Oggi ho pensato a te, Maria.
E ho capito il valore
di questa mia vita,
fatta di attese, di discrezione,
di apparente dimenticanza.
Una vita fatta solo d'amore.

  Annie Cagiati

martedì, marzo 18, 2008

Ci sono uomini

Ci sono uomini
che lottano un giorno,
e sono bravi.

 Ci sono uomini
che lottano un anno,
e sono più bravi.

 Ci sono uomini
che lottano molti anni,
e sono ancora più bravi.

 Però ci sono quelli
che lottano tutta la vita:
di essi non se ne può
fare a meno.

 Bertold Brecht

lunedì, marzo 17, 2008

Nei suoi mocassini

Non condannerò mai un mio fratello fino a quando avrò camminato per un miglio nei suoi mocassini
detto indiano

venerdì, marzo 14, 2008

Giovani, pensateci!

Giovani, pensateci!
Voi siete destinati, che lo vogliate o no,
ad essere la più infelice di tutte le generazioni umane,
o la più felice di tutte.
Sarete i più infelici se, stupidi come in così larga misura
siamo stati noi prima di voi,
contribuirete a lasciarvi trascinare nell'insulsaggine
e nella vergogna dell'idolatria di voi stessi,
a credere che la gioia di vivere sia: Io, Io, Io,
la Mia camera, la Mia fortuna, i Miei soldi...
Guai a voi se vi trovaste ancora
in questo accecamento, in questo abominio!
Guai a voi, perché se fino a ieri
qualcuno ha potuto credere di poter conservare
il proprio benessere materiale pensando solo a sé,
per voi - ed è la vostra fortuna - questo è finito.
Ma voi potrete essere i più felici
tra i figli dell'uomo, tra i figli di Dio,
se finalmente capirete che la felicità di vivere
sta nel cercare la propria gioia
mettendosi al servizio della gioia di tutti.
Se finalmente capirete che il modo di impegnare la vita
è AMARE il prossimo come se stessi,
vale a dire servirlo prima di me,
se è meno felice di me.

  Abbè Pierre

giovedì, marzo 13, 2008

Fiducia

Sii con Dio come l'uccello che sente tremare il ramo e continua a cantare, perché sa di avere le ali.

martedì, marzo 11, 2008

Buone maniere

Il compito più difficile per i bambini
è imparare le buone maniere, senza vederle applicate.

Ed. Domenicana italiana

lunedì, marzo 10, 2008

Non so come dipingerti

Sono tuo figlio
in terra
e cammino con fatica.

Tu m'hai riempito le mani
di colori, di pennelli
ed io non so
     come dipingerti…

 Forse sarai Tu a fare
che il mio quadro
s'illumini.

 Marc Chagall

venerdì, marzo 07, 2008

Cattedrale tra le sbarre

Ogni volta che posso faccio visita ai prigionieri, ai detenuti.
Li sento come fratelli.
Dico loro molto sinceramente che avrei potuto essere al loro posto e loro al mio…
Io sono sempre stata molto fortunata
e mi chiedo come avrei potuto commettere un crimine
– non potevo, ero protetta –
mentre altri sono stati quasi preparati al crimine;
è ciò che dico loro quando arrivo e li guardo,
li abbraccio tutti prima di andarmene.
Li abbraccio tutti, dicendo loro che mi sento come una buona vecchia nonna.
Anch'essi mi abbracciano.
Ed è molto bello.
Quando lascio una prigione
è come se lasciassi una cattedrale
in cui ho pregato veramente
tuffandomi nella bellezza in modo profondo.

Suor Emmanuel Cinquin

giovedì, marzo 06, 2008

Vivere

Dobbiamo imparare a declinare per intero il verbo vivere:
"io vivo", ma anche: "tu vivi, egli vive… essi vivono"

mercoledì, marzo 05, 2008

Un quarto d'ora di ritardo

A Emmaus la Provvidenza ci ha sempre dato ciò che è veramente necessario…
con un quarto d'ora di ritardo…
per non trasformarci in bambini viziati.

Abbé Pierre

martedì, marzo 04, 2008

L'esperienza

L'esperienza non è ciò che accade a una persona, ma ciò che una persona decide di fare con ciò che le accade.
Aldous L. Huxley

lunedì, marzo 03, 2008

Agli occhi di Dio

Anche se scrivete solo una lettera ad un cieco, o se vi sedete ad ascoltare una persona, o imbucate la sua corrispondenza, o fate visita a qualcuno o gli portate un fiore o gli lavate la biancheria o gli pulite la casa: piccole cose, ma agli occhi di Dio tutto è grande. La povertà più grande che c'è nel mondo non è la mancanza di cibo ma quella d'amore. C'è la povertà della gente che non è soddisfatta da ciò che ha, che non è capace di soffrire, che si abbandona alla disperazione. La povertà di cuore spesso è più difficile da combattere e sconfiggere.     Madre Teresa

venerdì, febbraio 29, 2008

Perdona loro

Padre, perdona loro,
che non sanno quello che fanno:
in nome della fedeltà a Dio, sterminano gli infedeli;
in nome della sicurezza, seminano paura;
in nome del progresso, ignorano le persone;
in nome dell'efficienza, calpestano i deboli;
in nome del diritto, uccidono la giustizia.
Padre, perdona me
che resto inoperoso a guardare
questo spettacolo disgustoso.

giovedì, febbraio 28, 2008

Beata ignoranza

Secondo alcuni autorevoli testi di tecnica aeronautica, il calabrone non può volare, a causa della forma e del peso del proprio corpo in rapporto alla superficie alare. Ma il calabrone non lo sa e perciò continua a volare.

mercoledì, febbraio 27, 2008

Speranza

La speranza è conoscere la realtà: è sapere che esistono i ladri, che molti sono disonesti; è sapere che non sempre i buoni sono buoni e i cattivi cattivi. Ma la speranza è sapere che se si allarga il bene, tutto questo si annullerà; e la speranza prevarrà se ognuno smetterà di pensare soltanto al proprio interesse... Ernesto Olivero

martedì, febbraio 26, 2008

L'esperienza

L'esperienza se non è illuminata dalla riflessione serve solo a contare quante volte commettiamo lo stesso errore.

G. Vicarelli

lunedì, febbraio 25, 2008

Europa cristiana

Fratelli, sopra la volta stellata
deve abitare un caro Padre.
Vi prosternate, o milioni?
Senti tu il Creatore, o mondo?
Cercalo sopra la volta stellata!
Egli deve abitare sopra le stelle!

 Finale dell'Inno dell'Europa Unita

venerdì, febbraio 22, 2008

Educare

"Che cosa significa educare? Di certo non che un pezzo di materia inanimata riceva una forma, come la pietra per mano dello scultore. Piuttosto, educare significa che io do a quest'uomo coraggio verso se stesso. Che gli indico i suoi compiti ed interpreto il suo cammino, non i miei. Che lo aiuto a conquistare la libertà sua propria. (...) Da ultimo, come credenti diciamo: educare significa aiutare l'altra persona a trovare la sua strada verso Dio. Non soltanto che abbia le carte in regola per affermarsi nella vita, bensì che questo 'bambino di Dio' cresca fino a giungere la 'maturità di Cristo'. L'uomo è per l'uomo la via verso Dio"

Romano Guardini - Persona e libertà, La scuola, pag. 222

giovedì, febbraio 21, 2008

mercoledì, febbraio 20, 2008

martedì, febbraio 19, 2008

Facile dominio

È più facile dominare chi non crede in niente,
è questo il modo più facile di conquistare il potere.

da Never Ending Story


lunedì, febbraio 18, 2008

Odio

Quando Giovanni Guareschi tornò dai campi di concentramento, la moglie Ennia non mancò di cogliere negli occhi del reduce un inconfondibile lampo di fierezza, per cui gli fece osservare: "Giovannino, sembra che tu abbia vinto la guerra..."
E lui replicò calmo: "Sì, mi sento un vincitore perché in diciannove mesi sono riuscito a non odiare nessuno!".

venerdì, febbraio 15, 2008

Grattacieli di inutili cose

Tienimi alla tua porta
come servo vigile e attento:
mandami come messaggero per il Regno
a invitare tutti alle tue nozze.
Non permettere che io affondi
nelle sabbie mobili della noia,
non lasciarmi intristire dall'egoismo,
in pareti strette, senza cielo aperto.
Svegliami se m'addormento nel dubbio
e sotto la coltre della distrazione,
cercami, se mi perdo nelle molte strade
tra grattacieli di inutili cose.
Non permettere che io pieghi il cuore
all'onda violenta dei molti:
tienimi alta la testa,
orgoglioso d'essere tuo servo.

 Robindronath Tagore

mercoledì, febbraio 13, 2008

Io credo

Se il nostro fosse un Dio di cui si può parlare,
non crederei nemmeno io.
Ma essendo un Dio a cui si può parlare,
io credo.

M.Buber

martedì, febbraio 12, 2008

Ricordati

Quando bevi l'acqua,
ricordati della sorgente.                                
Confucio

domenica, febbraio 10, 2008

Che stai facendo?

Per me sarebbe un'umiliazione tremenda se qualcuno mi domandasse: "Che stai facendo? Perché lo stai facendo?"
e dovessi rimanere a bocca aperta senza rispondere. Ed educo i miei ragazzi così, a saper dire in qualunque momento della loro vita, che cosa fanno e perché lo fanno.

don Lorenzo Milani

venerdì, febbraio 08, 2008

Costruire la pace

C'è un gruppo a Gerusalemme formato da ebrei e palestinesi che mi dà molta speranza e indica la via giusta. È formato da famiglie che hanno avuto ciascuna un lutto grave per la violenza di questi anni. Invece di crogiolarsi nel desiderio di vendetta, hanno deciso di andare a cercare chi nell'altro campo ha sofferto un dolore simile, per viverlo insieme e parlare così con realismo di vie di riconciliazione e di pace.                Carlo Maria Martini

giovedì, febbraio 07, 2008

Equilibri

Lo spostamento dell'asse che spaccava l'Est dall'Ovest sulla demarcazione che divide il Nord dal Sud ci ha fatto prendere coscienza che mancanza di pace non è solo la guerra ma la violazione dei più elementari diritti umani.
Don Tonino Bello

mercoledì, febbraio 06, 2008

Rancore

Provare rancore e desideri di vendetta è come prendere del veleno e sperare che faccia danno ad un altro.
W. Shakespeare

martedì, febbraio 05, 2008

venerdì, febbraio 01, 2008

Parole multiuso

Oggi le parole sono diventate così "multiuso", che non puoi più giurare a occhi bendati sull'idea che esse sottendono. Anzi, è tutt'altro che rara la sorpresa di vedere accomunate accezioni diametralmente opposte sotto il mantello di un medesimo vocabolo. Guaio, del resto che è capitato soprattutto ai termini più nobili; alle parole di serie A; a quelle, cioè, che esprimono i sentimenti più radicati nel cuore umano come pace, amore, libertà.
Don Tonino Bello – "Le mie notti insonni", ed. S.Paolo

giovedì, gennaio 31, 2008

Matrimonio

Il compito del matrimonio consiste nel tollerare la natura dell'altro, nel tollerare che il partner si senta libero di essere quello che è.  L'amore è il sostegno per una debole coscienza di sé.        Milena Jeshenka


mercoledì, gennaio 30, 2008

martedì, gennaio 29, 2008

Guarda soltanto

Hanno detto: "Da ogni parte c'è la luce di Dio".
Ma gridano gli uomini tutti: "Dov'è quella luce?".
L'ignaro guarda a ogni parte, a destra, a sinistra;
ma dice una Voce: "Guarda soltanto, senza destra e sinistra!".
Gialâl ad-Dîn Rûmî (1207-1273)

lunedì, gennaio 28, 2008

Imprestito

"Cos'è tutto questo affannarsi per il denaro,
e tormentarsi per questo mondo?
Hai mai visto qualcuno che sia vissuto eterno?
Questi uno o due soffi di vita che sono nel tuo corpo,
sono un imprestito:
a mo' d'imprestito bisogna vivere.
Omar Khayyàm (1050-1122 ca.)

venerdì, gennaio 25, 2008

Perdonare

Perdonare non significa dimenticare.
Quando perdoniamo una persona, la memoria di quella ferita può rimanere a lungo con noi, anche tutta la vita. Talvolta portiamo questa memoria nel nostro corpo come un segno visibile. Il perdono cambia però la maniera in cui ricordiamo; trasforma la maledizione in benedizione. Quando perdono i miei genitori per il loro divorzio, i miei figli per la loro mancanza di attenzione, i miei amici per la loro infedeltà nelle crisi, i miei medici per i loro cattivi consigli, non devo più sentirmi la vittima di eventi che non ho potuto dominare. Il perdono mi consente di fare appello alla mia stessa forza e di non lasciare che questi eventi mi distruggano; li fa diventare eventi che approfondiscono la saggezza del mio cuore.
Il perdono guarisce veramente il ricordo.

Henri J.M. Nouwen

giovedì, gennaio 24, 2008

Nel poco

Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto;
e chi è disonesto nel poco, è disonesto anche nel molto.

Lc 16,10

martedì, gennaio 22, 2008

Amare

"Devi amare senza aspettative,
fare qualche cosa per l'amore fine a se stesso,
non per quello che ne potrai ricevere in cambio.
Se ti attendi qualche forma di ricompensa, non è amore:
l'amore vero è amare senza condizioni e senza aspettative".
Madre Teresa di Calcutta

lunedì, gennaio 21, 2008

Le cinque tappe

Ogni lotta per la giustizia passa per la prova di cinque tappe:
l'indifferenza, il ridicolo, la calunnia, la repressione, il rispetto.

Gandhi

venerdì, gennaio 18, 2008

Vietato giudicare perché "io sono tu"

Non siamo migliori di chi sbaglia.
Il clima di paura si vince solo se non consideriamo nemico chi ci è prossimo.

 Ultimamente dalle nostre parti, e cioè le parti di tutti, appena metti il naso fuori casa rischi di incappare in almeno uno dei tanti «mostri bipedi» dei quali tv, politici preoccupati dell'ordine pubblico, sceriffi, ronde padane e chiacchiere di pianerottolo ci avvisano, per nostra fortuna. A quanto pare siamo circondati da nemici: per strada, agli incroci, davanti alle scuole, in casa e persino sotto il letto, lì dove il «babau» pensavamo di averlo sloggiato già da qualche anno ormai.
Statistiche, episodi cruenti di cronaca, il tuttologo di turno al talk show: tutto concorre a farci vivere nell'angoscia di una guerra strisciante, terribile perché diversa da tutte le altre. Perché il nemico non è oltre frontiera, magari pure con una divisa e una bandiera diversa dalle nostre, ma è... in mezzo a noi, tra di noi! Può essere chiunque, dato che nessuno gira con la nazionalità stampata in fronte, né possiamo chiedere a bruciapelo a qualsiasi passante che incrociamo per strada se si droga o milita in qualche haby gang.
Allora che fare? Mutandoni di lana contro il freddo e pistola sul comodino? E chi non vuole dubitare di tutti? E se fosse pensabile una strada alternativa, più responsabilizzante e più intelligente, persino più «dura», ma per lo meno più cristiana? Se «il loro problema» fossi io? Se evangelicamente, cioè, dovessi chiedermi non solo di chi io sia il prossimo (e non chi è il mio prossimo), ma anche di chi io sia il nemico (e, di nuovo, non chi è il mio nemico)? Si potrebbe provare a percorrere una simile strada...
Da parte mia ho cominciato con il dirmi che sono anch'io il rom che per sopravvivere rubacchia dove può e come può. Sono anch'io l'extracomunitario che farebbe di tutto, ma proprio tutto, per accedere al nostro bel sogno occidentale di benessere. Sono anch'io il piccolo bullo di periferia, in pantaloncini corti e lecca-lecca in bocca, ma che cerca di stare al passo con le aspettative sociali (la moda, la compagnia, gli adulti...). Sono anch'io il padre di famiglia, magari moralista e benpensante, cbe passa la sera tra le braccia di una prostituta (o amante) mentre moglie e figli guardano la tv, perché bisogna pur soddisfarla in qualche modo la propria sete d'amore. Sono anch'io il single che cerca di riempire la propria solitudine passando di avventura in avventura, senza guardare in faccia nessuno. Sono anch'io il ladro, lo stupratore, l'assassino, il genitore che abbandona il figlio, il marito che lascia la moglie perché le difficoltà sembrano montagne più alte dell'Everest, il politico che ruba. Sono io il fariseo che «giudica il fariseo perché giudica il pubblicano». Non giustifico né assolvo nessuno di questi atteggiamenti, sia chiaro, ma neppure li giudico. Perché che differenza c'è tra me e loro, tra il mio e il loro egoismo?. Che il mio, forse, è un p0' più elegante? Che cosa ne so davvero io di loro? Che cosa non ho ancora combinato nella vita, che non potrei commettere domani stesso? Quando smetterò di urlare «io», per sussurrare finalmente «tu» e «noi»?
E allora che cosa posso fare? Ho pensato che ho davanti un anno intero, un tempo favorevole per rimboccarmi le maniche, e per cominciare a convertire tutte queste persone che vivono in me. Per prendere sul serio quella parola di salvezza, la bella notizia di un Dio che mi ama così come sono. E amandomi mi càmbia la vita, la rimodella come farebbe un vasaio al tornio. Per rifarla più bella e più degna.
                Fabio Scarsato (Messaggero di Sant'Antonio – gennaio 2008)

mercoledì, gennaio 16, 2008

martedì, gennaio 15, 2008

In Grazia di Dio

Se la scoperta del male
prende tanto posto nella nostra vita
da non saper più guardare
con un sorriso divertito e affettuoso
tutte le cose buone
che pur esistono nel mondo...
vuol dire che non siamo più in grazia di Dio.
don Lorenzo Milani

lunedì, gennaio 14, 2008

Le persone

Voi potete sognare, progettare e costruire il posto più bello del mondo ma saranno sempre le persone che lo abiteranno a renderlo ciò che vogliono che esso sia, perché solo le persone possono far in modo che i sogni diventino realtà! FA.DI.VI e Oltre - FAmiglie DIsabili VIdoni e Oltre

venerdì, gennaio 11, 2008

La mia arma

Occhio per occhio, dente per dente.
Per ogni bimbo che assassinano
ridendo come ubriachi,
cercherò un bimbo povero, un bimbo ammalato,
e lo amerò, gli restituirò la gioia di vivere.

Occhio per occhio, dente per dente.
Per tutti gli occhi che distruggono,
asciugherò delle lacrime.
Ai morsi della loro rabbia laggiù,
risponderò qui con i miei baci,
e questa sarà la mia arma.

Occhio per occhio, dente per dente
A tutti i gesti di morte che mi circondano,
risponderò con altrettante parole di vita,
e le seminerò nelle anime
che il dolore ha segnate.

Occhio per occhio, dente per dente.
L'amore anziché l'odio,
questo sarà il taglione.
Sarà la mia vendetta ed il mio desiderio,
sarà la mia gioia di protesta,
di testardaggine e di ribellione.

Ostinatevi e io mi ostinerò;
rispondete e io risponderò;
accanitevi e io mi accanirò;
avrò ben io l'ultima parola.

Occhio per occhio, dente per dente...


L. Charles Baudoin (Tissons la mission)

giovedì, gennaio 10, 2008

Pace

Tutti hanno in sé capacità meravigliose per costruire la pace.
Ciascuno deve trovare in sé la sorgente dell'amore, il che significa trovare il positivo negli altri, rispettarli per quello che sono.
Louis Marie Parent