giovedì, marzo 29, 2012

Dove sono le donne?

Dove sono le donne

mentre voi camminate per le strade in branchi regolari

la domenica mattina

col passo degli sfaccendati?

Fanno la spesa

le faccende di ogni giorno

lavano i piatti del sabato sera

e badano ai bambini

mentre voi camminate per le strade

la domenica mattina

col passo degli sfaccendati.

Dove sono le donne

mentre voi rifate il mondo a misura vostra

un mondo rosso un mondo nero

la sera

intorno al tavolo?

Cucinano

apparecchiano

mettono i piatti sulla tavola

li riempiono di cibo

mentre voi rifate il mondo a misura vostra.

Dove sono le donne

quando voi fate loro l'amore?

Lontano da voi

pensano al giorno dopo

alla spesa

ai piatti da lavare

alle faccende

ai figli

alla cucina

alle posate

alla tavola

ai piatti

pensano al giorno dopo, loro.

Anne Sexton

lunedì, marzo 26, 2012

I figli sono come aquiloni

I figli sono come gli aquiloni,
passi la vita a cercare di farli alzare da terra.
Corri e corri con loro
fino a restare tutti e due senza fiato…
Come gli aquiloni, essi finiscono a terra…
e tu rappezzi e conforti, aggiusti e insegni.
Li vedi sollevarsi nel vento e li rassicuri
che presto impareranno a volare.


Infine sono in aria:
gli ci vuole più spago e tu seguiti a darne.
E a ogni metro di corda
che sfugge dalla tua mano
il cuore ti si riempie di gioia
e di tristezza insieme.

Giorno dopo giorno
l'aquilone si allontana sempre più
e tu senti che non passerà molto tempo
prima che quella bella creatura
spezzi il filo che vi unisce e si innalzi,
come è giusto che sia, libera e sola.


Allora soltanto saprai
di avere assolto il tuo compito.
 

Erma Bombeck

venerdì, marzo 23, 2012

Padre nostro

Siamo mal ridotti, Papà, ma siamo insieme.
Laceri, sporchi, non troppo presentabili, ma ci riconosciamo fratelli.
Ci sentiamo colpevoli "insieme".
Abbiamo tutti qualcosa da farci perdonare.
Nessuno di noi è giudice dell'altro.
Nessuno di noi condanna le colpe dell'altro.
Siamo uniti da una comune solidarietà di miseria.
Soltanto per questo "osiamo dire".
E tu, siamo sicuri, ci guardi con benevolenza.

Perché noi ci guardiamo senza durezza.
Tu, abbiamo la certezza, ci accetti.

Perché noi ci accettiamo vicendevolmente.
Tu non ti vergogni di noi, nonostante tutto.

Perché noi non rifiutiamo nessuno.
Ecco, Signore, soltanto dopo che ci siamo caricati sulle spalle questo colossale peso di tutti i nostri fratelli, osiamo dire "Padre nostro!".
E, stavolta, è preghiera.

Alessandro Pronzato

 

 

giovedì, marzo 22, 2012

Dimmi spesso che mi ami

Dimmi spesso che mi ami, con parole, gesti e azioni.

Non credere che lo sappia già.

Forse ti sembrerò imbarazzato e negherò di averne bisogno,

ma non credermi, fallo lo stesso.

Prenderemo del tempo per guardarci in faccia e parlarci come al principio.

Prenderemo del tempo perché ritorni la tenerezza.

Charles Singer

 

 

mercoledì, marzo 21, 2012

Chi è il mio prossimo?

Chi è il mio prossimo? "Non conosco il suo nome", dice Gesù in sostanza.

È chiunque verso cui voi agite da buon vicino.

È chiunque giace nel bisogno all'angolo della strada della vita.

Non è giudeo né gentile, né russo né americano, né nero né bianco.

È "un uomo – ogni uomo in bisogno – in una delle numerose strade della vita".

Così Gesù definisce il prossimo, non con una definizione teologica, ma con una situazione vitale. Martin Luther King


 

 

 

martedì, marzo 20, 2012

Il Vangelo

Il Vangelo è diventato non soltanto il libro del Signore vivo, ma ancora il libro del Signore da vivere... Il suo amore è un movimento ininterrotto: "Vieni... Seguimi... Andate". Madeleine Delbrèl

lunedì, marzo 19, 2012

S.Giuseppe

Oggi, più che mai, vorremmo perciò guardare ancora a voi, papà carissimi, straordinarie figure che riempite le nostre case di amore e di luce con la vostra presenza. Desideriamo ascoltare le vostre parole misurate e i vostri paterni rimproveri, sotto il vostro sguardo severo e tenerissimo, che incute forse un po' di santo timore, ma che sa sempre infondere fiducia nei cuori.

Abbiamo bisogno della vostra Fede, incarnata nella fatica del lavoro e nelle delusioni della vita, ma sorretta da una irremovibile confidenza in Dio. Abbiamo bisogno della vostra forza e della vostra fragilità, della vostra fedeltà e della dedizione al bene delle vostre case. Abbiamo bisogno della vostra pace, della vostra tenacia, del vostro buonumore e della vostra saggezza. 

La paternità non si improvvisa: come ogni autentico bene umano e cristiano, richiede educazione del cuore e della mente, umiltà, fermezza, sguardo positivo sulla vita e costante abbandono nella mano provvidente di Dio e devozione vera a San Giuseppe, padre putativo di Gesù.

Anche a voi, papà delle nuove generazioni nell'epoca delle "unioni di fatto", fomentate da chi si adopera con ogni mezzo per distruggere la famiglia e stravolgere definitivamente ogni valore, in nome dell'onnipotente Nulla Assoluto, Dio affida ancora le vostre spose e le vostre case.
E continua e continuerà sempre a contare su di voi e a fidarsi di voi.

Tratto da Maria di Fatima, mensile della Famiglia del Cuore Immacolato di Maria


giovedì, marzo 15, 2012

I Santi (uomini nuovi)

Già gli uomini nuovi sono sparsi in tutta la terra. Alcuni sono ancora difficilmente riconoscibili; ma altri possiamo riconoscerli. Di tanto in tanto li incontriamo. Le loro voci e le loro facce sono diverse dalle nostre: più forti, più calme, più liete, più raggianti. Questi uomini partono da dove i più di noi si arrestano. Sono riconoscibili, ma dobbiamo sapere cosa cercare. Non attirano l'attenzione su di sé. Tu immagini di far loro del bene, mentre sono loro a fartene. Ti amano più di quanto ti amino gli altri uomini, ma hanno meno bisogno di te. Sembrano, di solito, avere una quantità di tempo a disposizione, e tu ti domandi da dove gli venga. Quando abbiamo riconosciuto uno di essi, riconoscere il successivo ci riesce molto più facile. E io sospetto molto fortemente (ma come faccio a saperlo?) che essi si riconoscano tra loro immediatamente e infallibilmente, al di là di ogni barriera di colore, sesso, classe, età, e anche dottrina. Diventare santi è un po' come aderire a una società segreta. Per dirla in termini molto riduttivi dev'essere un gran divertimento. C.S.Lewis

 

martedì, marzo 13, 2012

Se non tornerete come bambini...

L'amore è quando esci a mangiare e dai un sacco di patatine fritte a qualcuno senza volere che l'altro le dia a te. (Gianluca, 6 anni)
Quando nonna aveva l'artrite e non poteva mettersi più lo smalto, nonno lo faceva per lei anche se aveva l'artrite pure lui. Questo è l'amore. (Rebecca, 8 anni)
L'amore è quando la ragazza si mette il profumo, il ragazzo il dopobarba, poi escono insieme per annusarsi. (Martina, 5 anni)
L'amore è la prima cosa che si sente, prima che arrivi la cattiveria. (Carlo, 5 anni)
L'amore è quando qualcuno ti fa del male e tu sei molto arrabbiato, ma non strilli per non farlo piangere. (Susanna, 5 anni)
6. L'amore è quella cosa che ci fa sorridere quando siamo stanchi. (Tommaso, 4 anni)
L'amore è quando mamma fa il caffè per papà e lo assaggia prima per assicurarsi che sia buono. (Daniele, 7 anni)
L'amore è quando mamma dà a papà il pezzo più buono del pollo. (Elena, 5 anni)
L'amore è quando il mio cane mi lecca la faccia, anche se l'ho lasciato solo tutta la giornata. (Anna Maria, 4 anni)
Non bisogna mai dire "Ti amo" se non è vero. Ma se è vero bisogna dirlo tante volte. Le persone dimenticano. (Jessica, 8 anni)

Il papà chiede ad Alessio, 5 anni: «Che cosa ti piace di più del papà?». E Alessio, dopo aver riflettuto un po': «La mamma».
«Quand'è che ti accorgi che la tua famiglia va bene?» chiesero ad una bambina «Quando vedo il papà e la mamma che si danno i bacetti» rispose.

 


lunedì, marzo 12, 2012

venerdì, marzo 09, 2012

Talenti

Ho sempre amato la parabola dei talenti: Gesù dice che se hai un talento e lo sotterri, sbagli. Devi impegnarlo, anche a rischio di perderlo. è un messaggio che dà il senso della vita. Comunque la si pensi per il dopo, il paradiso non è qui. Qui si prende solo il biglietto e una volta di là ci chiederanno conto di ciò che abbiamo fatto di quei talenti. Massimo Gramellini, Famiglia Cristiana n°10 - 4 marzo 2012

martedì, marzo 06, 2012

Ricchezza

Le ricchezze rappresentano un torto che dobbiamo riparare, e potremmo dire: "Scusatemi, se sono tanto ricco"     Montesquieu

lunedì, marzo 05, 2012

Oppio dei popoli

La religione ha a che fare sia con la terra sia con il cielo, sia con il tempo sia con l'eternità. Ogni religione che professa di essere preoccupata per l'anima degli uomini e non è preoccupata dei tuguri in cui vivono da dannati, delle condizioni economiche che li strangolano, delle condizioni sociali che li mutilano, è una religione secca come la polvere. Questo tipo di religione è ciò che al marxismo piace vedere come oppio dei popoli. Martin Luther King

venerdì, marzo 02, 2012

Canta il sogno del mondo

Ama
saluta la gente
dona
perdona
ama ancora e saluta.

Dai la mano
aiuta
comprendi
dimentica
e ricorda
solo il bene.

E del bene degli altri
godi e fai godere.

Godi del nulla che hai
del poco che basta
giorno dopo giorno:
e pure quel poco
–se necessario-
dividi.

E vai, vai leggero
dietro il vento
e il sole
e canta.
Vai di paese in paese
e saluta tutti
il nero, l'olivastro
e perfino il bianco.

Canta il sogno
del mondo
che tutti i paesi
si contendano
di averti generato.

 

David Maria Turoldo

giovedì, marzo 01, 2012

Concedimi...

Signore,

Padre santo e buono,

concedimi:

un'intelligenza che ti conosca,

un cuore che ti senta,

uno spirito che ti gusti,

un ardore che ti cerchi,

una sapienza che ti trovi,

un'anima che ti comprenda,

occhi del cuore che ti vedano,

una vita che ti sia gradita,

una perseveranza che ti attenda,

una morte santa.

 

preghiera del XII secolo