martedì, gennaio 31, 2017

Burattini

I burattini non crescono mai. Nascono burattini, vivono burattini e muoiono burattini.  Carlo Collodi, "Le avventure di Pinocchio"


lunedì, gennaio 30, 2017

Tacere

Le nostre vite cominciano a finire nel giorno in cui non diciamo più nulla sulle cose che contano.   Martin Luther King


sabato, gennaio 28, 2017

Visitare gli infermi

La stanza da letto di Piero era caratterizzata dal disordine tipico delle camere dove da tempo giace un ammalato, che quasi non riceve visite, all'infuori di quella del medico a ore fisse, le quali lasciano il tempo che trovano. I primi tempi veniva anche qualche amico o, un po' meno, qualche parente. Poi, come succede, visto che la cosa prendeva per le lunghe, non venne più nessuno. Achille Campanile


venerdì, gennaio 27, 2017

giovedì, gennaio 26, 2017

mercoledì, gennaio 25, 2017

martedì, gennaio 24, 2017

lunedì, gennaio 23, 2017

Spettacolo della natura

È un peccato che lo spettacolo della levata del sole si svolga la mattina presto. Perché non ci va nessuno. Achille Campanile


sabato, gennaio 21, 2017

Mettere ordine

Mettere ordine è dare un nome alle cose, a ciò che ci succede. Il linguaggio crea. Cioè delimita, definisce, ordina. Le parole "formano" le cose, nel senso che fanno passare dal caos informe e deserto a un mondo formato. […] Chi si sente disorientato e pieno di dubbi deve dare un nome a ciò che lo attraversa. Dare un nome è già un'opera creatrice. J.P.Hernandez, sj


lunedì, gennaio 16, 2017

Evangelizzare

Vi sono stati alcuni che erano così occupati a diffondere il cristianesimo che non han mai rivolto un pensiero al Cristo.        Clive Staples Lewis


sabato, gennaio 14, 2017

Bellezza

Bellezza non sono i capelli lunghi,

le gambe magre, la pelle abbronzata

e i denti perfetti.

Fidatevi di me.

Bellezza è il viso di chi ha pianto e ora sorride,

bellezza è la cicatrice sul ginocchio

fin da quando sei caduta da bambina,

bellezza sono le occhiaie

quando l'amore non ti fa dormire,

bellezza è l'espressione sulla faccia

quando suona la sveglia la mattina,

è il trucco colato quando esci dalla doccia,

è la risata quando fai una battuta

che capisci solo tu,

bellezza è incrociare il suo sguardo

e smettere di capire,

bellezza è il tuo sguardo quando vedi lui,

è quando piangi per le tue paranoie,

bellezza sono le rughe segnate dal tempo.

Bellezza è tutto quello che proviamo dentro

e si manifesta al di fuori.

Bellezza sono i segni che la vita ci lascia addosso,

i pugni e le carezze che i ricordi ci lasciano.

Bellezza è lasciarsi vivere,

per quelle piccole fottutissime cose

che fanno di una vita.. la vita.

Emma Watson


venerdì, gennaio 13, 2017

L'altro

Non dobbiamo avere paura

delle differenze d'opinione.

Se tutti la pensassimo allo stesso modo

il mondo sarebbe molto noioso.

Ma non vale la pena uccidere

per le differenze d'opinione.

Dobbiamo cercare di comprendere l'altro

per una semplice ragione:

perché noi siamo

l'altro dell'altro.

José Saramago


giovedì, gennaio 12, 2017

Poeti

I poeti lavorano di notte

quando il tempo non urge su di loro,

quando tace il rumore della folla

e termina il linciaggio delle ore.

I poeti lavorano nel buio

come falchi notturni od usignoli

dal dolcissimo canto

e temono di offendere iddio

ma i poeti nel loro silenzio

fanno ben più rumore

di una dorata cupola di stelle.

Alda Merini


mercoledì, gennaio 11, 2017

martedì, gennaio 10, 2017

Diritti dei poveri

All'affamato spetta il pane che si spreca nella tua casa.

Al misero spetta il denaro che si svaluta nelle tue casseforti.

San Basilio


 

lunedì, gennaio 09, 2017

Io valgo

Se oggi non valgo nulla, non varrò nulla nemmeno domani;

ma se domani scoprono in me dei valori,

vuol dire che li posseggo anche oggi.

Poiché il grano è grano,

anche se la gente dapprima lo prende per erba...

Vincent Van Gogh

 

sabato, gennaio 07, 2017

Quelli che

Quelli che non sentono questo Amore

trascinali come un fiume,

quelli che non bevono l'alba

come una tazza di acqua sorgiva

o non fanno provvista per il tramonto,

quelli che non vogliono cambiare

… lasciateli dormire.

 

Jalāl al-Dīn Rūmī


venerdì, gennaio 06, 2017

Analfabeti del futuro

Se non impariamo dalla storia, siamo condannati a ripeterla.

Ma se non cambiamo il futuro, siamo condannati a sopportarlo.

E questo sarebbe peggio.

Gli analfabeti del futuro non saranno quelli che non sanno leggere o scrivere,

ma quelli che non sanno imparare, disimparare, e imparare di nuovo.

La conoscenza è la più democratica fonte di potere.

 

Alvin Toffler

 

martedì, gennaio 03, 2017

L'abbraccio analfabeta

Quando uno non ha abbracciato nessuno da giovane, per anni, per decenni, perché bloccato, per  l'educazione, per timidezza, per la solitudine, perché in famiglia non si usa o per altri motivi, quando finalmente abbraccia - perché, a un'età qualsiasi, succede che si sciolgano i nodi - allora lui mentre abbraccia, è come i sordomuti quando imparano col metodo vocale: fanno vibrare le corde e ci contano di emettere quel suono, ma non è che lo sentono: guardano l'altro e se l'altro ha capito sono felici: ci sono riusciti, con l'impegno e il puntiglio, a fare il suono.

Così l'analfabeta degli abbracci, quando finalmente si decide, non ha gesti spontanei, studia come muovere il braccio, la spalla, come stringere di più o di meno, è stupito e impaurito - benché felice - del contatto del corpo sul corpo.

È felice, è più felice di altri che hanno sempre abbracciato, fin da piccoli: è felice, è una conquista: ma recita l'abbraccio, è in ansia che gli venga bene, in pratica lo mette in scena, e gli altri se ne accorgono, a volte se ne accorgono e credono che sia un abbraccio finto: invece è il più felice degli abbracci. Lui ci è arrivato per strade difficili e quasi piange mentre riesce a fare ciò che per altri è una cosa normale.

Se incontri uno così, devi capire che non è finto, è il più vero dei veri: lui finge ciò che veramente fa perché non lo sa fare senza fingere.

È un po' come il poeta di Pessoa, ma è così vero che dopo l' abbraccio riuscirebbe a volare per la gioia: però nessuno se ne accorge mai perché, come l'abbraccio, anche lo sguardo e gli altri gesti sono troppo incerti, sgrammaticati, come di straniero, e si resta perplessi, diffidenti.

Sono persone che fanno fatica nelle cose più semplici, che mai ti aspetteresti. Poi da soli in casa cantano, ridono, scrivono versi.

Carlo Molinaro, "L'abbraccio analfabeta"             http://leggoerifletto.blogspot.it/

domenica, gennaio 01, 2017

Anno nuovo

Cesserà l'imbarbarimento dei rapporti quotidiani? Rinascerà la solidarietà tra le generazioni e le popolazioni della terra? Si concretizzerà la cura e la custodia per un creato affidato alla mano sapiente dell'uomo? I più deboli troveranno nei più forti sostegno e non oppressione? Le carestie, le guerre e le pandemie finiranno di essere considerate ineluttabili e verranno contrastate nelle loro cause e nei loro effetti? La pace ritroverà nel concreto della storia il suo significato di vita piena e ricca di senso? E ancora, crescerà il dialogo franco e autentico all'interno della chiesa e tra le chiese? Ci si aprirà all'ascolto dell'altro, al rispetto delle sue convinzioni, al discernimento delle sue attese, indipendentemente dal suo credere o meno? A questo dovremmo pensare quando ci scambiamo gli auguri: non a un gesto formale e scaramantico, ma a una promessa di impegno e a un'assunzione di responsabilità. Perché lo sguardo critico e sereno sul grigiore del passato è già apertura a un futuro colorato di speranza.

Enzo Bianchi, La Stampa, 24-12-2009