venerdì, novembre 28, 2008

La figura di Cristo

Nulla mi pare più contrario al mondo moderno di quella figura, di quel Cristo, mite nel cuore ma mai nella ragione; la figura del Cristo dovrebbe avere, alla fine, la stessa violenza di una resistenza, qualcosa che contraddica radicalmente la vita come si sta configurando all'uomo moderno: la sua grigia orgia di cinismo, ironia, brutalità pratica, compromesso, conformismo, glorificazione della propria identità nei connotati di massa, odio per ogni diversità, rancore teologico senza religione.
Pier Paolo Pasolini

giovedì, novembre 27, 2008

Fra mille anni

E fra mille anni la gente correrà a seimila chilometri l'ora su macchine a razzo superatomiche e per far cosa? Per arrivare in fondo all'anno e rimanere a bocca aperta davanti allo stesso Bambinello di gesso che, una di queste sere, il compagno Peppone ha ripitturato con il pennello. Giovanni Guareschi

mercoledì, novembre 26, 2008

Tutto già previsto

...vogliamo interrogarci sul nostro cristianesimo da poltrona e pantofole, sui nostri troppi e inopportuni silenzi durante le discussioni farcite di pregiudizi, sulle occasioni - evitate - di rendere testimonianza, come chiede il Signore ai suoi discepoli. Testimonianza di amore e di dialogo senza fanatismi, ma capace di porre interrogativi, di suscitare brecce nelle pagane certezze della nostra modernità. E se questo, talvolta, suscita uno sguardo di commiserazione, una battuta inopportuna dei colleghi di lavoro, un qualche dispetto, era già previsto dal Signore Gesù! Don Paolo Curtaz

lunedì, novembre 24, 2008

Imparare a pregare

Impareremo a pregare quando impareremo a contemplare con occhio gratuito la profondità delle cose. Non siamo più abituati a guardare la realtà senza lo sguardo interessato di chi da ogni situazione deve guadagnare qualche cosa.     Carlo Maria Martini 

domenica, novembre 23, 2008

Conversione

La conversione più difficile è quella a cui tutti siamo chiamati: all'interno della nostra religione.  Louis Evely

giovedì, novembre 20, 2008

Abbandonarsi

Se non c'è nulla da fare
perché le cose sono di per se stesse insolubili
o le soluzioni non dipendono da noi,
è arrivata l'ora di far tacere la mente,
chinare il capo,
affidare le cose impossibili nelle mani di Dio Padre
e abbandonarsi.

Ignazio Larrañaga


mercoledì, novembre 19, 2008

venerdì, novembre 07, 2008

Il perdono

Il perdono è sorgente di guarigione,
guarisce infatti le ferite provocate dal risentimento,
rinnova le persone, i matrimoni, le famiglie, le comunità, la vita sociale.
Il perdono è la chiave dei nostri rapporti con Dio,
col prossimo e con noi stessi.
Il perdono è una necessità:
non possiamo fare a meno di perdonare.
Se non perdono non posso essere perdonato!
Il perdono è una decisione:
non è un sentimento, ma un atto della nostra volontà.
Decido di perdonare anche se non me la sento.
E' la scelta di amare gli altri così come sono.
Il perdono è uno stile di vita:
è lo stile di vita del cristiano che accetta di perdonare sempre, chiunque e per ogni cosa.
Il perdono è un processo,
cioè una continua crescita verso la libertà interiore.
Non dimentichiamo che alcune esperienze sono così dolorose
da richiedere molto tempo trascorso nel perdono.

Da una meditazione quaresimale di C.M. Martini

lunedì, novembre 03, 2008

Gesù e la Nazionale

Non posso più tollerare che vengano i signori dello sport a dire quello che è buono e quello che è cattivo. Non li voglio tra i miei ragazzi a seminare ambizioni egoiste, a fargli disimparare la solidarietà e a scordare l'amore per il prossimo. Non me ne importa niente se non diventeranno campioni, neanche Gesù sarebbe mai andato in Nazionale.(Don Mario Ruffino, parroco di S.Giovanni Battista, Imperia – "Cacciati dall'oratorio i talent scout del calcio", Il Secolo XIX, domenica 2 novembre 2008)