venerdì, aprile 29, 2016

La lucerna

Accendi tutte le luci,

prepara tutte le fiaccole,

illumina la casa della tua anima.

È notte,

ma l'alba è certa,

vicina.

Potrebbe giungere il tuo Signore

e chiamarti con la voce che hai ascoltato fin da bambina.

Non si spenga la tua lucerna,

alimentala con la lunga pazienza del soffrire.

Donata Doni

 

 

giovedì, aprile 28, 2016

Il crocifisso

È là muto e silenzioso. C'è stato sempre. È il segno del dolore umano, della solitudine della morte. Non conosco altri segni che diano con tanta forza il senso del nostro destino. Il crocifisso fa parte della storia del mondo. Natalia Ginzburg, "Non togliete quel crocifisso!", L' Unità, 1988


mercoledì, aprile 27, 2016

martedì, aprile 26, 2016

lunedì, aprile 25, 2016

Paura dell'uguaglianza

Ci rendiamo conto dell'importanza della luce quando vediamo le tenebre. Ci rendiamo conto dell'importanza della nostra voce quando ci mettono a tacere (…) abbiamo capito l'importanza delle penne e dei libri quando abbiamo visto le armi. Il saggio proverbio "La penna è più potente della spada" dice la verità. Gli estremisti hanno paura dei libri e delle penne. Il potere dell'educazione li spaventa. […] I terroristi hanno paura delle donne [...] per questo uccidono le insegnanti donne. Questo è il motivo per cui ogni giorno fanno saltare le scuole: perché hanno paura del cambiamento e dell'uguaglianza che porteremo nella nostra società. […] Il 9 ottobre 2012, i talebani mi hanno sparato sul lato sinistro della fronte. Hanno sparato ai miei amici, anche. Pensavano che i proiettili ci avrebbero messi a tacere, ma hanno fallito. Anzi, dal silenzio sono spuntate migliaia di voci […] debolezza, paura e disperazione sono morte; forza, energia e coraggio sono nati. Malala Yousafzai (studentessa e attivista pakistana. È la più giovane vincitrice del Premio Nobel per la pace), discorso alle Nazioni Unite del 12 luglio 2013.

 

sabato, aprile 23, 2016

Tolleranza

Non mi piace la parola "tolleranza", ma non ne trovo una migliore. L'amore ci insegna ad avere per la fede religiosa degli altri lo stesso rispetto che abbiamo per la nostra. La tolleranza non è indifferenza per la propria fede, ma amore più puro e intelligente per questa fede. È chiaro che la tolleranza non è confusione tra bene e male, tra giusto e ingiusto. Gandhi


venerdì, aprile 22, 2016

Il matrimonio

Il matrimonio nasce nel segno dell'umiltà; è riconoscimento di dipendenza e quindi della propria condizione di creatura. Innamorarsi di una donna o di un uomo è fare il più radicale atto di umiltà. È un farsi mendicate e dire all'altro: "Io non basto a me stesso, ho bisogno del tuo essere". Raniero Cantalamessa


 

giovedì, aprile 21, 2016

Competizione

Genitori e professori insegnano che la vita è competizione, chi si ferma (magari per raccogliere un compagno caduto) è sconfitto, non vincerà. Il problema non è una scuola. È una cultura, anzi una civiltà. Ferdinando Camon, Avvenire, 21 aprile 2016


mercoledì, aprile 20, 2016

Voltare la testa

Quando i nazisti sono venuti a cercare i comunisti,

io non ho detto niente.

In effetti non ero comunista.

Quando hanno messo in prigione i socialdemocratici,

io non ho detto niente.

In effetti non ero socialdemocratico.

Quando sono venuti a cercare i cattolici,

io non ho detto niente.

In effetti io non ero cattolico.

Quando sono venuti a cercare me,

non c'era più nessuno per protestare.

Martin Niemöller


martedì, aprile 19, 2016

Sicurezze

Non credo che ci sia, oggi, un'altra maniera di salvarsi l'anima. Si salva l'uomo che supera il proprio egoismo d'individuo, di famiglia, di casta, e che libera la propria anima dall'idea di rassegnazione alla malvagità esistente. […] Non bisogna essere ossessionati dall'idea di sicurezza, neppure della sicurezza delle proprie virtù: Vita spirituale e vita sicura non stanno assieme. Per salvarsi bisogna rischiare.  Ignazio Silone


sabato, aprile 16, 2016

Aspettando i barbari

Che aspettiamo, raccolti nella piazza?

Oggi arrivano i barbari.

Perché mai tanta inerzia no Senato?
E perché i senatori siedono e non fan leggi?

Oggi arrivano i barbari.
Che leggi devon fare i senatori?
Quando verranno le faranno i barbari.

Perché l'imperatore s'è levato
così per tempo e sta, solenne, in trono,
alla porta maggiore, incoronato?

Oggi arrivano i barbari
L'imperatore aspetta di ricevere
il loro capo. E anzi ha già disposto
l'offerta d'una pergamena. E là
gli ha scritto molti titoli ed epiteti.

Perché i nostri due consoli e i pretori
sono usciti stamani in toga rossa?
Perché i bracciali con tante ametiste,
gli anelli con gli splendidi smeraldi luccicanti?
Perché brandire le preziose mazze
coi bei caselli tutti d'oro e argento?

Oggi arrivano i barbari,
e questa roba fa impressione ai barbari.

Perché i valenti oratori non vengono
a snocciolare i loro discorsi, come sempre?

Oggi arrivano i barbari:
sdegnano la retorica e le arringhe.

Perché d'un tratto questo smarrimento
ansioso? (I volti come si son fatti serii)
Perché rapidamente le strade e piazze
si svuotano, e ritornano tutti a casa perplessi?

S'è fatta notte, e i barbari non sono più venuti.
Taluni sono giunti dai confini,
han detto che di barbari non ce ne sono più.

E adesso, senza barbari, cosa sarà di noi?
Era una soluzione, quella gente.

Costantino Kavafis, 1919, Tratto da Poesie, Oscar Mondadori editori, Milano, 1961

venerdì, aprile 15, 2016

giovedì, aprile 14, 2016

Pensare

Abbiamo un debole per i capi di stato che dicono quello che pensano. Solo vorremmo che ogni tanto pensassero a quello che dicono. Indro Montanelli


mercoledì, aprile 13, 2016

Diversità

La nostra ricchezza è fatta della nostra diversità: l'altro ci è prezioso nella misura in cui ci è diverso. Albert Jacquard


martedì, aprile 12, 2016

Cosa fate?

Ogni uomo deve decidere se camminerà nella luce dell'altruismo creativo o nel buio dell'egoismo distruttivo. Questa è la decisione. La più insistente ed urgente domanda della vita è: "Che cosa fate voi per gli altri?".   Martin Luther King


lunedì, aprile 11, 2016

Problemi

Non possiamo risolvere i nostri problemi con lo stesso pensiero che abbiamo usato nel crearli. Albert Einstein

 

sabato, aprile 09, 2016

Come i velieri

Non essere come quelle navi che arrugginiscono nel porto,

per paura che le correnti troppo forti non le portino lontano.

Per questo non vogliono mai rischiare una vela in mare aperto…

 

Non essere come quelle navi che dimenticano di partire.

Hanno paura del mare a forza di invecchiare…

e le onde non le hanno mai travolte.

Il loro viaggio è terminato prima di iniziare…

 

Non essere come quelle navi talmente incatenate

da crearsi l'illusione di sapere come liberarsi…

Conosco delle navi che restano a ondeggiare nel porto

per essere veramente sicure di non essere rovesciate dalle onde.

 

Sii come quelle navi che non hanno mai finito

di ripartire di nuovo ogni giorno della loro vita…

E non temono di lanciarsi in avanti, fianco a fianco

con il rischio di affondare…

 

Sii come quelle navi che ritornano al porto lacerate

da tutte le parti, ma più esperte e più forti che mai…

Conosco delle navi strapiene di sole dopo aver condiviso

degli anni di meraviglie…

 

Sii come quelle navi che ritornano sempre dopo aver navigato,

fino al loro ultimo giorno…

Sempre pronte a spiegare le loro ali di giganti

poiché hanno il cuore grande come l'oceano…

 

Jaques Brel

 

venerdì, aprile 08, 2016

La tomba di Monsignore

Pulisco la tomba di Monsignore perché era mio padre. Perché quelli come me lui li amava; non gli facevano schifo. Ci parlava, ci toccava, ci chiedeva, addirittura si confidava con noi. Se sapessi l'affetto che aveva per noi! Per questo gli pulisco la tomba; egli ha dato la sua vita per me.

«Una mattina d'inverno, con il cielo carico d'acqua, un povero, vestito di cenci e coi capelli sporchi di polvere, sta pulendo con cura una tomba, con uno dei suoi stracci, sporchi di unto e di tempo. La lapide ora brilla, e lui sorride soddisfatto». Così racconta, nel suo libro "A piedi" (ed. Messaggero), padre Silvio Zarattini, gesuita, la storia di un povero della città di El Salvador che va a pulire la tomba di mons. Romero, l'arcivescovo di quella città, assassinato la sera del 24 marzo 1980, mentre celebrava la Messa.


giovedì, aprile 07, 2016

Il mio dio

Signori ateniesi, io vi venero e vi sento profondamente miei, ma io obbedirò al mio dio piuttosto che a voi. Platone, Apologia di Socrate.


mercoledì, aprile 06, 2016

Morire

Nella vita, se uno vuol capire, capire veramente come stanno le cose di questo mondo, deve morire almeno una volta. Il giardino dei Finzi Contini, Giorgio Bassani 


martedì, aprile 05, 2016

Cibo

Il cibo è tale quando è condiviso, altrimenti è veleno per chi se lo accaparra e morte per chi non ce l'ha.  Enzo Bianchi, "Spezzare il pane"


lunedì, aprile 04, 2016

Le proprie idee

Non sempre vale la pena difendere le proprie idee o combattere per esse, ma è sempre doveroso esporle. Padre Angelo Grande


sabato, aprile 02, 2016

Arrivare a disarmarsi

La guerra più dura è la guerra contro se stessi.

Bisogna arrivare a disarmarsi.
Ho perseguito questa guerra per anni, ed è stata terribile.
Ma sono stato disarmato.

Non  ho più paura di niente,

perché l'amore caccia il timore.

Sono disarmato della volontà di aver ragione,
di giustificarmi squalificando gli altri.
Non sono più sulle difensive,
gelosamente abbarbicato alle mie ricchezze.
Accolgo e condivido.
Non ci tengo particolarmente alle mie idee, ai miei progetti.
Se uno me ne presenta di migliori,

o anche di non migliori, ma buoni,

accetto senza rammaricarmene.
Ho rinunciato al comparativo.
Ciò che è buono, vero e reale è sempre per me il migliore.
Ecco perché non ho più paura.
Quando non si ha più nulla, non si ha più paura.
Se ci si disarma, se ci si spossessa,
ci si apre al Dio-Uomo che fa nuove tutte le cose,
allora Egli cancella il cattivo passato
e ci rende un tempo nuovo in cui tutto è possibile.
Atenagora I, Patriarca di Costantinopoli

 

 

 

venerdì, aprile 01, 2016