lunedì, ottobre 31, 2016

Se non avessi fede

"Se non avessi fede per negare la morte,

forse non avrei il coraggio di nominarla.

Forse non sarei capace di questi cammini

se non ci fosse Dio, come un'aurora,

a rompere la nebbia e la stanchezza".

 

Mons. Pedro Casaldaliga


domenica, ottobre 30, 2016

Sicomoro

Ci si può arrampicare sopra un sicomoro per vedere il Cristo che passa, non sulle spalle della povera gente, come fa qualcuno, per darsi una statura che non ha. Don Primo Mazzolari


 

sabato, ottobre 29, 2016

Cos'è il morire?

Me ne sto sulla riva del mare,

una nave apre le vele alla brezza del mattino

e parte per l'oceano.

È uno spettacolo di rara bellezza

e io rimango ad osservarla

fino a che svanisce all'orizzonte

e qualcuno accanto a me dice: "È andata!".

Andata! Dove?

È sparita dalla mia vista: questo è tutto.

Nei suoi alberi, nella carena e nei pennoni

essa è ancora grande come quando la vedevo,

e come allora è in grado di portare a destinazione

il suo carico di esseri viventi.

Che le sue misure si riducano fino a sparire del tutto

è qualcosa che riguarda me, non lei,

e proprio nel momento in cui qualcuno accanto a me dice: "È andata!"

Ci sono altri che stanno scrutando il suo arrivo,

e altri voci levano un grido di gioia: "Eccola che arriva!".

E questo è il morire.

Bishop Brent


 

 

venerdì, ottobre 28, 2016

Mortalità

Il concetto di mortalità è stato come censurato. Non si muore più di mortalità, ma si cerca sempre la causa, dalla malattia all'errore medico, ecc. Anche delle persone più anziane non si dice mai che sono morte di mortalità, ma che la loro fine è sempre causata da qualcosa che occorre conoscere, proprio per rimuovere la morte come traguardo dell'esistenza umana, quasi che se non ci fosse stata quell'infermità o quell'altra malattia la persona avrebbe potuto sopravvivere per chissà quanto tempo!

Alberto Maggi, conferenza dal titolo "La morte", Padova, 29 novembre 2004


giovedì, ottobre 27, 2016

L’amore che mi attende

Che cosa succederà dall'altra parte,

quando anche per me tutto si sarà volto verso l'eternità,

io non lo so.

lo credo;

credo soltanto che un amore mi attende.

So soltanto che allora,

povero e senza pesi,

dovrò fare il bilancio della mia vita.

Ma non dispero perché io credo,

credo che un amore mi attende.

Ciò che ho creduto,

lo crederò ancora più fortemente al di là della morte.

È verso un amore che io cammino

quando percorro il mio sentiero;

è verso l'amore che io discendo dolcemente.

Se ho paura

- e perché mai –

ricordatemi solo che un amore mi attende.

 

"Il Cenacolo", ottobre 2004


 

mercoledì, ottobre 26, 2016

Tu sarai amato

Tu sarai amato il giorno in cui potrai mostrare la tua debolezza

senza che l'altro se ne serva per affermare la sua forza.

Cesare Pavese


martedì, ottobre 25, 2016

Considerare

Dobbiamo imparare a considerare le persone meno alla luce di ciò che fanno o dimenticano di fare, e più alla luce di ciò che soffrono. Dietrich Bonhoeffer 

lunedì, ottobre 24, 2016

Ogni stagione è piacevole

Ogni stagione è piacevole, i giorni di pioggia e quelli belli, il buon vino rosso e quello bianco, la compagnia e la solitudine. Perfino il sonno, quel deplorevole riduttore della gioia della vita, può esser pieno di sogni; e le azioni più comuni - una passeggiata, due chiacchiere – possono essere aumentate e accese dalle associazioni della mente. La bellezza è dappertutto, la bellezza è a due sole dita dalla bontà. Virginia Woolf


 

mercoledì, ottobre 19, 2016

lunedì, ottobre 17, 2016

Nascita

Nasciamo, per così dire, provvisoriamente, 
da qualche parte; 
soltanto a poco a poco 
andiamo componendo in noi 
il luogo della nostra origine, 
per nascervi dopo, 
e ogni giorno più definitivamente.
Rainer Maria Rilke, Lettere milanesi 


sabato, ottobre 15, 2016

Fraternità

Con il tempo, con la storia … la fraternità è diventata la sorella povera di libertà e uguaglianza. La meno considerata e quella nel cui nome si sono fatte meno battaglie sociali. Un errore: senza fraternità non ci sono nemmeno libertà e uguaglianza, essa ne è il presupposto. Carlo Petrini


venerdì, ottobre 14, 2016

Libertà, parità, fraternità

Caro Voltaire, hai curato la libertà,

ma trascurato parità e fraternità.

Libertà e relazione.

Se del relativo fai un assoluto, diventi idolatra.

È la morte tua e altrui.

Devi coniugare libertà con parità e fraternità.

Ma non solo nelle idee, che è già qualcosa.

Non ghigliottinarti:

la tua testa sia con il corpo, il tuo pensare con l'agire.

Non togliere all'umanesimo un Dio ignoto e sempre nuovo.

Questi apre l'uomo a libertà senza fine.

L'uomo è immagine di Dio.

Senza Dio diventa immagine di sé stesso.

Specchio che specchia sé stesso.

Nulla. O forse le cornici.

Eccoci al nodo:

Allora il Signore disse a Caino: Dov'è tuo fratello?

Egli rispose: Sono forse il responsabile di mio fratello? (Gn 4,9-10).

Il resto lo sai già.

Basta questo per capire la responsabilità.

Se ignoro l'altro come fratello,

crolla il castello di "libertà, parità, e fraternità".

Silvano Fausti, "Lettera a Voltaire. Contrappunti sulla libertà", Ed. Áncora


giovedì, ottobre 13, 2016

Liberté, egalité, fraternité

Chi percorra la Francia scopre forse con stupore che, fin dall'ultimo villaggio, su tutti i municipi – inciso sulla pietra, come la legge mosaica – si trovi il motto risalente alla Dichiarazione dei Diritti dell'uomo e del cittadino del 1789: liberté, égalité, fraternité. I tre valori non si trovano allo stesso livello. Libertà e uguaglianza dei cittadini, qualora vengano violate, possono essere rivendicate di fronte a un tribunale; appartengono alla sfera del diritto, con i suoi effetti e le sue applicazioni concrete. Al contrario la fraternità, nessuna legge può prescriverla. Christoph Theobald, "Fraternità" (Qiqajon, 2016)


 

mercoledì, ottobre 12, 2016

Certe cose vanno dette

Ci sono cose che vanno dette, non importa quanto possano sembrare stupide.

Per certe cose non si può aspettare il momento giusto.

Potrebbe non essercene un altro.

Mary F. Pearson,  "Dentro Jenna"


 

 

lunedì, ottobre 10, 2016

Custodire

Tanti di noi, mi includo anch'io, siamo disorientati, non siamo più attenti al mondo in cui viviamo, non curiamo, non custodiamo quello che Dio ha creato per tutti e non siamo più capaci neppure di custodirci gli uni gli altri.     Papa Francesco a Lampedusa


sabato, ottobre 08, 2016

Non incolpare nessuno

Non incolpare nessuno,

non lamentarti mai di nessuno, di niente,

perché in fondo

Tu hai fatto quello che volevi nella vita.

 

Accetta la difficoltà di costruire te stesso

ed il valore di cominciare a correggerti.

Il trionfo del vero uomo

proviene delle ceneri del suo errore.

 

Non lamentarti mai della tua solitudine

o della tua sorte,

affrontala con valore e accettala.

In un modo o in un altro

è il risultato delle tue azioni e la prova

che tu sempre devi vincere.

 

Non amareggiarti del tuo fallimento

né attribuirlo agli altri.

 

Accettati adesso o

continuerai a giustificarti come un bimbo.

Ricordati che qualsiasi momento

è buono per cominciare

e che nessuno

è così terribile per cedere.

 

Non dimenticare

che la causa del tuo presente

è il tuo passato,

come la causa del tuo futuro sarà il tuo presente.

 

Apprendi dagli audaci,

dai forti

da chi non accetta compromessi,

da chi vivrà malgrado tutto

pensa meno ai tuoi problemi

e più al tuo lavoro.

 

I tuoi problemi, senza alimentarli, moriranno.

Impara a nascere dal dolore

e ad essere più grande, che è

il più grande degli ostacoli.

 

Guarda te stesso allo specchio

e sarai libero e forte

e finirai di essere una marionetta delle circostanze,

perché tu stesso sei il tuo destino.

 

Alzati e guarda il sole nelle mattine

e respira la luce dell'alba.

Tu sei la parte della forza della tua vita.

 

Adesso svegliati,

combatti,

cammina,

deciditi e trionferai nella vita.

 

Non pensare mai al destino,

perché il destino

è il pretesto dei falliti.

 

Pablo Neruda

 


venerdì, ottobre 07, 2016

Parole

Siamo quello che diciamo: se la nostra parola è verità, siamo liberi; se la nostra parola è menzogna siamo nella morte.  Francesco Scanziani, "Se siamo insieme ci sarà un perché"


 

 

 

giovedì, ottobre 06, 2016

Migliori

Ogni giorno io mi impegno a diventare una cattolica migliore. Recito spesso una preghiera: O Signore, ti ringrazio per i musulmani e gli induisti. E per tutti i miei cari amici tra loro. Ogni volta che ti incontriamo nella preghiera, tu ci rendi migliori cristiani, migliori musulmani, migliori induisti. Da' a tutti noi il dono della fede per saperti scorgere.  Madre Teresa


mercoledì, ottobre 05, 2016

Ottimismo

Guardare le cose con ottimismo o benevolenza non significa essere stupidamente ingenui e permettere agli altri di approfittare della nostra buona disposizione d'animo. Significa avere la saggezza e l'intuizione di muovere le cose in direzione positiva, considerandone l'aspetto migliore pur rimanendo concentrati sulla realtà.  Daisaku Ikeda


martedì, ottobre 04, 2016

lunedì, ottobre 03, 2016

Mediare

Mediare non è segno di debolezza, ma di profonda sapienza. In fondo, camminare insieme vale più che avere ragione sull´altro.   Francesco Scanziani, "Se siamo insieme ci sarà un perché"


sabato, ottobre 01, 2016

Una mamma

La vita è diventata un orologio.

Otto e trenta scuola elementare. Sbrigati o fai tardi.

Otto e quarantacinque asilo nido. Il pannolino è asciutto, puoi andare.

Ore nove scuola materna. Un bacino bimbi ben vestiti.

Mamma va a lavoro. Papà va a lavoro.

Torneremo a prendervi, cari pacchi ben consegnati.

Niente lacrime e niente drammi.

L'auto corre veloce. L'orologio corre veloce.

Perché non sono rimasta al sole, a fare capriole coi miei bimbi?

La vita la decide un altro tempo.

Quindici e trenta ritiro dal nido. Il bollettino della refezione.

Quindici e quarantacinque fine scuola materna. Il disegno da portare a casa.

Sedici e trenta: uscita dall'elementare. "Mamma, c'è un altro avviso".

Diciassette è ora di catechismo.

Diciotto corriamo che è finito il nuoto.

Diciannove ritorno dal calcio. Come è andata?

Ora venti, cena, ed è già tardi.

Ventidue ancora non avete lavato i denti?

Ventitré siete ancora alzati?

Ventitré e trenta ogni luce è spenta. Ogni urlata chetata.

Vorrei fermarmi, pensare, parlarvi, pregare.

Ma l'orologio indica il bollettino da compilare, l'avviso da firmare,

il cambio del nuoto da lavare, la borsa del calcio con il fango,

la tavola ancora apparecchiata, e tic tac ancora ancora.

Abbiamo fatto tutto. Abbiamo fatto così poco.

Cosa ci siamo detti? Come mai ancora oggi non vi ho parlato?

Vorrei farlo ora, sopra le vostre palpebre chiuse.

Appendo quel disegno sopra il vostro letto.

Mi sono dimenticata di dirvi quant'era bello.

Stefano Biavaschi