venerdì, aprile 27, 2007

Noi delle strade

C'é gente che Dio prende e mette da parte.
Ma ce n'è altra che egli lascia nella moltitudine, che non «ritira dal mondo».
È gente che fa un lavoro ordinario, che ha una famiglia ordinaria o che vive un'ordinaria vita da celibe.
Gente che ha malattie ordinarie, e lutti ordinari.
Gente che ha una casa ordinaria, e vestiti ordinari.
È la gente della vita ordinaria.
Gente che si incontra in una qualsiasi strada.
Costoro amano il loro uscio che si apre sulla via, come i loro fratelli invisibili al mondo amano la porta che si è richiusa definitivamente sopra di essi.
Noialtri, gente della strada, crediamo con tutte le nostre forze che questa strada, che questo mondo dove Dio ci ha messo è per noi il luogo della nostra santità.
Noi crediamo che niente di necessario ci manca. Perché se questo necessario ci mancasse, Dio ce lo avrebbe già dato.
Madeleine Delbrêl - Noi delle strade

martedì, aprile 24, 2007

Vorrei essere un televisore

Un bambino pensando una preghiera, disse così:

Signore questa notte ti chiedo una cosa speciale…

Trasformami in un televisore, così che io possa occupare il suo posto.

Mi piacerebbe vivere come vive la televisione di casa mia.

In altre parole avere una stanza speciale per riunire tutti i membri della mia famiglia attorno a me.

Esser preso sul serio quando parlo.

Fa' che io sia al centro dell'attenzione così che tutti mi prestino ascolto senza interrompermi né discutere.

Mi piacerebbe provare l'attenzione particolare che riceve ila televisore quando qualcosa non funziona...  

E tener compagnia a mio papà quando torna a casa, anche quando è stanco dal lavoro.

E che mia mamma, al posto di ignorarmi, mi cerchi quando è sola e annoiata.

E che i miei fratelli e sorelle litighino per poter stare con me...

E che possa divertire tutta la famiglia, anche se a volte non dico niente.

Mi piacerebbe vivere la sensazione di chi tralascia tutto per passare alcuni momenti al mio fianco.

Signore non ti chiedo molto. Solo vivere come vive qualsiasi televisore.

lunedì, aprile 23, 2007

Danzare con Te

Io penso, Signore, che tu ne abbia abbastanza della gente che parla di servirti con piglio da condottiero, di conoscerti con aria da professore, di amarti come si ama in un matrimonio invecchiato. Un giorno in cui avevi voglia d'altro hai inventato san Francesco e ne hai fatto il tuo giullare. Lascia che noi inventiamo qualcosa per essere gente allegra che danza la propria vita con Te.     Madeleine Delbrêl

venerdì, aprile 20, 2007

La casa di Emmaus

A chi di noi, dunque, la casa di Emmaus non è familiare? Chi non ha camminato su quella strada, una sera che tutto pareva perduto? Il Cristo era morto in noi. Ce l'avevano preso il mondo, i filosofi e gli scienziati, nostra passione. Non esisteva più nessun Gesù per noi sulla terra. Seguivamo una strada, e qualcuno ci veniva a lato. Eravamo soli e non soli. Era la sera. Ecco una porta aperta, l'oscurità d'una sala ove la fiamma del caminetto non rischiara che il suolo e fa tremolare delle ombre. O pane spezzato! O porzione del pane consumata malgrado tanta miseria! Rimani con noi, perché il giorno declina…! Il giorno declina, la vita finisce. L'infanzia sembra più lontana che il principio del mondo, e della giovinezza perduta non sentiamo più altro che l'ultimo mormorio degli alberi morti nel parco irriconoscibile…

Francois Mauriac

giovedì, aprile 19, 2007

mercoledì, aprile 18, 2007

Pena di morte

"Perché si uccidono le persone che hanno ucciso altre persone?
Per dimostrare che le persone non si debbono uccidere?"
Norman Mailer

martedì, aprile 17, 2007

Insegnante

Un insegnante ha effetto sull'eternità; non può mai dire dove termina la sua influenza." Henry Adams

lunedì, aprile 16, 2007

Il grano, la farina

Non ci è domandato di essere forti nei momenti di sofferenza. Non si chiede al grano, quando lo si macina, di essere forte, ma di lasciare che la macina del mulino ne faccia della farina.                (Madeleine Delbrel)

venerdì, aprile 06, 2007

È Pasqua!

È il giorno della vita che più non muore,
della gioia che non ha mai fine.
È Pasqua!
È il tempo del credente che esce allo scoperto,
che testimonia la sua speranza,
che si fortifica nelle difficoltà,
che annuncia la vita nuova in Cristo risorto.
È Pasqua!
Nella Chiesa, per la Chiesa, con la Chiesa
che annuncia speranza là dove regna la disperazione,
che annuncia una forza là dove si subisce la violenza,
che annuncia il riscatto là dove vige la schiavitù.
È Pasqua!
Cristo è veramente risorto, per sempre, per tutti!
La sua risurrezione è speranza, certezza.
Diventiamo noi stessi testimoni per gli altri.
Curiamo le ferite dei nostri fratelli.
È Pasqua!

Antonio Merico, Vangelo e vita. Preghiere dell'anno liturgico "C", Elledici, Leumann 2004

Il Verbo-carne

Il Verbo–carne si è visibilmente insediato nella nostra storia. Questa dichiarazione non riguarda solo la nascita terrena di Gesù, ma tutta la sua vita di uomo, tutti i momenti della sua vita terrena, fino alla croce, perché mai come sulla croce il Verbo si fece carne. La Parola fatta carne si è impiantata tra la polvere e il fango della storia e si è fatta pianto di bambino. Poi questa Parola fatta carne è cresciuta e si è fatta grido contro ogni ipocrisia, canto di beatitudine per i poveri di spirito, chiamata irresistibile per dei poveri pescatori, giubilo di lode al Padre, turbine di festa travolgente per il figliol prodigo, pianto incontenibile per la morte dell'amico Lazzaro. E alla fine la Parola è diventata urlo di dolore sulla croce, e quindi silenzio, il grande silenzio, ma solo per tre giorni. poi, al mattino del terzo giorno, la Parola fatta carne e crocifissa è risorta ed è diventata sussurro di tenerezza per Maria di Magdala presso la tomba vuota e domanda d'amore per Simone, presso il lago.

F. Lambiasi, "Nella casa di Gesù"

giovedì, aprile 05, 2007

mercoledì, aprile 04, 2007

Felicità

Volete essere felici per un attimo? Vendicatevi.

Volete esserlo per sempre? Perdonate.

Henri Lacordaire

lunedì, aprile 02, 2007

Lasciamolo fare

Ogni piccola azione è un avvenimento immenso nel quale ci viene dato il paradiso, nel quale possiamo dare il paradiso. Non importa quel che dobbiamo fare: tenere in mano una scopa o una stilografica. Parlare o tacere, rammendare o fare una conferenza, curare un malato o battere a macchina. Tutto ciò non è che la scorza della realtà splendida, l'incontro dell'anima con Dio rinnovata ad ogni minuto, che ad ogni minuto si accresce in grazia, sempre più bella per il suo Dio. Suonano? Presto, andiamo ad aprire: è Dio che viene ad amarci. Un'informazione?…eccola: è Dio che viene ad amarci. È l'ora di metterci a tavola? Andiamoci: è Dio che viene ad amarci. Lasciamolo fare.     Madeleine Delbrel