La sua era una concezione del tempo diversa,
particolare, quella che fa dire: "Ai miei tempi!".
Non è il nostro tempo, questo? ...
Non c'è niente di peggio dell'essere figliastri del proprio tempo.
Non c'è sorte peggiore di chi vive in un tempo non suo.
Li riconosci subito:
negli uffici del personale, nei comitati di partito,
nelle sezioni politiche dell'esercito,
nelle redazioni dei giornali, per strada.
Il tempo ama soltanto chi ha generato,
ama i propri figli.
Vasilij Grossman in "Vita e Destino" (citato da Luigino Bruni, Avvenire)
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