giovedì, dicembre 31, 2020

Ringraziamento

Rivolgiamo il nostro ringraziamento alla terra
che ci dona la nostra casa.
Rivolgiamo il nostro ringraziamento ai fiumi e ai laghi
che ci donano le loro acque.
Rivolgiamo il nostro ringraziamento agli alberi
che ci donano frutti e noci.
Rivolgiamo il nostro ringraziamento al sole
che ci dona calore e luce.
Tutti gli esseri sulla terra: gli alberi, gli animali,
il vento e i fiumi si donano l'un l'altro
così tutto è in equilibrio.
Rivolgiamo la nostra promessa di iniziare
a imparare come stare in armonia
con tutta la terra.

 Dolores La Cappelle


mercoledì, dicembre 30, 2020

Il cambio della ruota

Mi siedo al margine della strada.

Il guidatore cambia la ruota.
Non sono contento di dove vengo.
Non sono contento di dove vado.
Perché guardo il cambio della ruota
con impazienza?

 Bertolt Brecht 

martedì, dicembre 29, 2020

La neve

D'inverno, quando cade

la neve e imbianca il prato

e nasconde le strade

sotto il manto gelato,

ai bimbi, avventurieri

dal cuor senza paura,

non servono sentieri

per tentare l'avventura...

Gianni Rodari

lunedì, dicembre 28, 2020

Amare

Amare non è uniformare a sé stessi, ma preservare ciò che di unico, di irripetibile, di diverso esiste nell'altro. È amare ciò che dell'altro non corrisponde. È permettere all'altro di essere sé stesso fino in fondo, di essere diverso dalle aspettative nostre e di chi lo circonda. Le Clarisse di Mantova

domenica, dicembre 27, 2020

Preghiere inutili

Quante preghiere inutili se non ci mutano dentro dal profondo. Piero Gribaudi "50 preghiere per chi è giovane nel cuore"

sabato, dicembre 26, 2020

Prendersi cura

Prendersi cura di qualcuno non è sostituirsi a lui, non è invadere, non è cercare di risolvere i suoi problemi, non è volerlo guarire a tutti i costi, a volte il male è anche il bene che si vuole imporre agli altri; dunque aver cura è comprendere quando esserci e quando fermarsi a debita distanza. Giorgio Bonati, "Ogni giorno" Agenda 2021, edizioni Romena, https://romenaccoglienza.it/catalogo/ogni-giorno-2021-agenda/144


venerdì, dicembre 25, 2020

Grazie a Dio

Grazie a Dio abbiamo il Natale e grazie a voi non ci viene rubato. Voi che fate ancora il presepio, senza comprarlo fatto, ma lo rifate ogni anno, con le vostre mani e il vostro tempo. E non vi preoccupate se le statuine sono sproporzionate, o se gli alberi e le casette sono improbabili. Voi che ogni anno volete riprovare la meraviglia dei pastori, anche se la gente attorno a voi non se ne accorge, attratta da altre vetrine. Voi che guardate alto e venite irrisi da chi pretende di svelare che Gesù bambino non esiste, voi sapete che non state mettendo in scena una fiaba. E che non mentono i genitori quando dicono che a fare i regali è Gesù bambino. Perché loro due danno corpo al Donatore con la D maiuscola, colui che regala la vita attraverso un papà e una mamma che si vogliono bene. Voi che vorreste il Natale come una festa senza fine e vi immalinconite al momento di disfare il presepio perché ci vedete un assaggio di paradiso, voi siete i veri credenti: che sono celebranti, ancor prima che praticanti. Perché sapete dire grazie a Dio per essersi fatto uno di noi. Auguri di Natale di Gian Carlo Olcuire e Paola Springhetti


giovedì, dicembre 24, 2020

Tempo di segni

Invece di parlarvi di segni dei tempi, voglio dirvi: è tempo di segni! Di segni forti. Di gesti concreti. Di esemplarità nuove. E l'esemplarità nuova è quella della comunione. Siamo troppo divisi: nei progetti, nei programmi, nei percorsi, nelle mete. Siamo troppo arroccati: ognuno nel suo guscio, nel suo ghetto, nella sua casa, nella sua Chiesa… Ritroviamo le cadenze smarrite del dialogo interpersonale. Assaporiamo il gusto della collaborazione. A tutti i livelli. All'interno della casa, tra una famiglia e l'altra, tra parrocchia e parrocchia. Crescerà sul nostro albero ecclesiale il frutto della comunione? Ce lo auguriamo. don Tonino Bello

mercoledì, dicembre 23, 2020

Le cose essenziali

Le cose essenziali della vita devono essere godute da chiunque come quelle che si godono i principi e i ricchi, ma non vuol dire che si debbano avere palazzi come i loro, non sono necessari per la felicità. Mohandas K. Gandhi

martedì, dicembre 22, 2020

Un bambino alla volta

Non lasciamo che la loro voce resti inascoltata. Portiamola ai quattro angoli del mondo, perché ogni bambino è figlio nostro e, un bambino alla volta, cambieremo questo mondo. Nicolò Govoni, presentazione di "Attraverso i nostri occhi: vivere da bambini in un campo profughi" (Milano, BUR Rizzoli, 2020, pagine 208, euro 16)

lunedì, dicembre 21, 2020

Il grano del povero

Altri l'hanno detto prima di me, fino a che punto si è scavato il fossato tra i popoli benestanti e quelli che non aspirano che a mangiare, bere e difendere la propria dignità. Nessuno immagina fino a che punto sia il grano del povero a nutrire la vacca del ricco. Thomas Sankara

sabato, dicembre 19, 2020

Il bene

Questo bene non vale niente senza passione e misericordia. "Francisco" (Viterbo, Augh!, 2020, pagine 92, euro 12) di Gabriella La Rovere. È la storia di "il matto buono dei frati", un ragazzo e poi un uomo probabilmente affetto da autismo, vissuto in Spagna alla fine del Cinquecento.

venerdì, dicembre 18, 2020

Essere innamorati

Ciò che chiamiamo «essere innamorati» è una condizione splendida, e per più versi benefica. Giova a renderci generosi e coraggiosi, ci apre gli occhi non solo alla bellezza dell'essere amato ma a tutta la bellezza, e mette in sottordine (specie in un primo tempo) la nostra sessualità meramente animale; in questo senso, l'amore è il grande vincitore della lussuria. Nessuna persona sensata negherà che essere innamorati è molto meglio della sensualità volgare o di un freddo egocentrismo. Clive Staples Lewis, "Il cristianesimo così com'è", Adelphi, Milano, 1997

giovedì, dicembre 17, 2020

Attendere

Molti battezzati sembrano aver smesso di attendere, quasi non avvertendone lo scandalo. Al contrario, ostentano rassegnazione e cinismo come forme legittime di resistenza, espressione di realismo e di un saper vivere. Nel «non c'è nulla da fare», se non da aggredire o difendersi, si manifesta l'affievolirsi della fede, la negazione dell'avvento. Tra questi battezzati siamo certo anche noi. Non sempre, forse, ma il necessario per non pensar subito a qualcun altro. Che cosa ci è capitato? Sembra una malattia più diffusa tra i ricchi che tra i poveri, una malinconia che avvolge Chiese dalla grande storia e società costellate di testimonianze cristiane. Sergio Massironi, L'Osservatore Romano, 15 dicembre 2020

mercoledì, dicembre 16, 2020

Attendere

Ci sono attese cui non corrisponde alcuna venuta e ci sono venute assai poco attese. Non si tratta di giochi di parole, specie dall'interno dell'oscurità in cui il mondo è avvolto. Collettivi, oltre che personali, sono i drammi e le tensioni che invocherebbero una venuta, una svolta. L'arrivo di un vaccino, il ritorno di una persona cara, un sistema sanitario accessibile ai poveri, il ritorno a scuola dei nostri ragazzi, la liberazione da violenze domestiche e abusi di ogni sorta, la guarigione: di questo e di molto altro c'è attesa. Di contatto fisico, di muoversi liberamente, di cambiamento, di sposarsi, di un figlio, di nuove vie, di modelli alternativi di sviluppo, di giustizia, della stessa morte. Sergio Massironi, L'Osservatore Romano, 15 dicembre 2020

martedì, dicembre 15, 2020

Faticare

Perché quando uno fatica per uno che non ama, è disperato; quando uno fatica per qualcuno che ama, è il paradiso! Le Clarisse di Mantova

lunedì, dicembre 14, 2020

Il respiro del mondo

Tra due granelli di sab­bia,

per quanto uniti siano

c'è un intervallo di spazio

c'è un sentire all'interno del senti­re

c'è la linea di mistero e di fuoco

che è il respiro del mondo

e il continuo respiro del mondo

è quello che sen­tiamo

e che chiamiamo silen­zio.

Clarice Lispector, "Dammi la tua mano"

sabato, dicembre 12, 2020

Schiuma della paura

La fede che nasce su un'onda di paura non è altro che la schiuma della paura: essa s'alza e s'abbassa con la paura. La vera fede non sboccia che sullo stelo dell'amore. Il suo frutto è il discernimento. Mikha'il Nu'ayma, poeta libanese

 

venerdì, dicembre 11, 2020

Draghi

Le favole non dicono ai bambini che i draghi esistono, perché i bambini lo sanno già. Le favole dicono ai bambini che i draghi possono essere sconfitti. Gilbert Keith Chesterton

 

giovedì, dicembre 10, 2020

Gentilezza

La gentilezza è una liberazione dalla crudeltà che a volte penetra le relazioni umane, dall'ansietà che non ci lascia pensare agli altri, dall'urgenza distratta che ignora che anche gli altri hanno diritto a essere felici. "Fratelli tutti", 224

mercoledì, dicembre 09, 2020

Un uomo umile

Non immaginatevi che un uomo davvero umile, se vi capiterà di incontrarlo, corrisponda a ciò che oggi si suole designare con quell'aggettivo: una persona untuosa e viscida, che dichiara a ogni piè sospinto di non essere nessuno. Probabilmente vi troverete di fronte un uomo vivace e intelligente, che si interessa davvero a ciò che voi gli dite. Se vi riesce antipatico, sarà perché vi sentite un po' invidiosi di uno che sembra godersi così facilmente la vita. Costui non pensa all'umiltà: non pensa affatto a sé stesso». Clive Staples Lewis, citato da Andrea Monda, "L'Osservatore Romano", 30 novembre 2020

martedì, dicembre 08, 2020

Salve, sole

Salve, sole sul viso.

Salve, tu che crei la mattina

e la diffondi sui campi

e sui visi dei tulipani

e delle campanule che annuiscono

e persino sulle finestre dei

miserabili e degli irascibili —

miglior predicatore che sia mai esistito,

cara stella, che per caso

sei dove sei nell'universo,

per tenerci lontano dalle tenebre eterne,

per darci sollievo con tiepido tocco,

per cingerci in grandi mani di luce —

buongiorno, buongiorno, buongiorno.

Guarda, ora, come inizio la giornata

con felicità, con gentilezza.

Mary Oliver

(traduzione di Elena Buia Rutt e Andrew Rutt)

"L'Osservatore Romano", 30 novembre 2020

 

lunedì, dicembre 07, 2020

Discernimento

Più che discernere, per alcuni fratelli cattolici, bisogna obbedire. Non occorre pensare e valutare, poiché tutto è già stato pensato e il resto è "psicologismo e sociologismo". Soprattutto, per discernere, devi voler bene: al mondo e alle persone, per quanto irritanti, fastidiosi, aggressivi. Voler bene al tempo in cui siamo stati chiamati a vivere, non averne il terrore. Amare, perché solo chi ama può sperare di poter discernere. Umberto Folena, Avvenire, domenica 6 dicembre 2020

 

 

sabato, dicembre 05, 2020

Salvezza

Solo se comprendiamo, ci prendiamo davvero cura.
Solo se ci prendiamo davvero cura, aiutiamo.
Solo se aiutiamo saremo tutti salvi.

Jane Goodal


 

venerdì, dicembre 04, 2020

Misericordia

Parlate e agite come persone che devono essere giudicate secondo una legge di libertà, perché il giudizio sarà senza misericordia contro chi non avrà avuto misericordia. La misericordia ha sempre la meglio sul giudizio. Giacomo 2,13 

 

giovedì, dicembre 03, 2020

Impara

Impara a scrivere le tue ferite sulla sabbia e a incidere le tue gioie nella pietra. Lao Tzu

mercoledì, dicembre 02, 2020

Invidia

I lessici medievali sanzionano: "ti invidio" vale "non ti vedo", cioè "non sopporto di vedere il tuo bene". E, in effetti, "invidiare", alla radice, designa un'alterazione malevola e funesta della funzione visiva...
"O gente sicura

di veder l'alto lume

che 'l disio vostro solo ha in cura",

li interpella il pellegrino Dante... Vittorio Sermonti, Il Purgatorio di Dante, canto XIII

martedì, dicembre 01, 2020

Profeti

Essere profeti non è solo questione delle cose che si dicono, ma del modo in cui si sta al mondo. Luke Timothy Johnson

lunedì, novembre 30, 2020

Hai sbagliato foresta

Non chieder più.
Nulla per te qui resta.
Non sei della tribù.
Hai sbagliato foresta.

(Giorgio Caproni, "Cabaletta dello stregone benevolo")

Ecco, non saprei dire se come stregoni siamo benevoli o no (penserei comunque di no). In ogni caso sembriamo ormai solo preoccupati di stabilire chi appartiene alla tribù e chi no, sempre ansiosi di dire a qualcun altro che "ha sbagliato foresta", con il logico corollario che deve smetterla di accampare pretese su un territorio, il "nostro", che non gli appartiene. Maurizio Bettini "Hai sbagliato foresta - il furore dell'identità" (Bologna, Il Mulino, 2020, pagine 168, euro 14)

domenica, novembre 29, 2020

sabato, novembre 28, 2020

Perdonare

Sappiamo che, se vogliamo veramente amare, dobbiamo imparare a perdonare. Madre Teresa di Calcutta

venerdì, novembre 27, 2020

Il nemico

Ci sono momenti della nostra vita in cui inconsciamente persino speriamo di avere un nemico, perché è la sua presenza ad allontanarci dalla percezione che la nostra vita è vuota di significato. È quando scompaiono dal nostro orizzonte i nemici, che molte volte facciamo l'esperienza del vuoto. Ci svegliamo al mattino con la motivazione di combattere qualcuno, ma quando non abbiamo più quel qualcuno da combattere ci accorgiamo che non c'è nient'altro di interessante. Luigi Maria Epicopo

 

 

giovedì, novembre 26, 2020

La fatica di vivere bene

Ma si sa che, delle volte, è più facile vivere male che fare la fatica di vivere bene. Clarisse di Mantova

mercoledì, novembre 25, 2020

Quel macinino del vostro cervello

Non rinunciate mai per nessun motivo, sotto qualsiasi pressione ad essere voi stessi, siate sempre padroni del vostro senso critico e niente potrà farvi sottomettere. Ricordatevi che mai nessuno potrà bloccarvi se voi non lo volete. Nessuno potrà mai distruggervi se voi non lo volete. Perciò avanti, serenamente, allegramente, con quel macinino del vostro cervello. Alberto Manzi, conduttore e curatore del programma televisivo "Non è mai troppo tardi", "Corso di istruzione popolare per il recupero dell'adulto analfabeta", prodotto dalla Rai, in collaborazione con il ministero della pubblica istruzione, tra il 1960 e il 1968.

martedì, novembre 24, 2020

Miracoli per posta

Mi hanno detto che adesso i presepi si possono ordinare in blocco su Amazon, ma davvero si può ordinare un miracolo per posta? Maurizio Maggiani, Il Secolo XIX, domenica 15 novembre 2020

lunedì, novembre 23, 2020

Andrà tutto bene

"Mi sento precario, insicuro, instabile, fragile, preoccupato". "Dovrei e vorrei sentirmi provvisorio cioè in attesa di una collocazione e posizione migliore, appagante, rasserenante". "Desidero imboccare un sentiero il quale mi conduca ad una meta identificata e raggiungibile, e mi liberi dalla esitazione che mi assale di fronte a molteplici indicazioni di strade che possono condurre sì a tranquille oasi pur sempre però insidiate dal deserto". "Ce la faremo"; "andrà tutto bene"; "mettiamocela tutta"; "rendiamoci responsabili e solidali", ecc …! Ma per fare veramente un passo avanti, come tutti ci auguriamo, è necessario che ciascuno trovi tempo e voglia non solo di interrogare, di ascoltare, di agire, ma soprattutto di ascoltarsi, interrogarsi, impegnarsi. È necessario riprendere in mano e consultare la bussola della propria coscienza e della propria fede, bussola ricevuta - insieme ad una mappa che traccia un sentiero inviolato - entrando nel mondo. Con altri, insieme verso la stessa meta, ma con scarpe diverse. Fra' Angelo

 

domenica, novembre 22, 2020

Povertà di mezzo

A volte i prigionieri non stanno in prigione, gli ignudi non sono senza vestiti, gli affamati non sono persone che visibilmente stanno morendo di fame e gli assetati non sono persone senz'acqua... Ci sono situazioni che si potrebbero definire come "di povertà di mezzo" che sono impercettibili ai più e che sono molto di più delle "situazioni estreme". Chi le vive spesso è discreto e incapace di dar spettacolo del suo bisogno davanti a tutti. Le Clarisse di Mantova

 

sabato, novembre 21, 2020

Gli altri

Quanto ci sarebbe da dire su tutti quei cattolici italiani che credono che la vita cristiana si riduca a pochi atti liturgici e a precise posizioni in materia familiare e sessuale, dimenticando e oscurando tutti i doveri verso gli altri e la comunità politica, nazionale e internazionale. Rocco D'Ambrosio

venerdì, novembre 20, 2020

Incarnazione

Qualunque vera amicizia comincia dal fuoco, dal cibo, dalle bevande e dalla percezione della pioggia e del gelo. Coloro che non vogliono partire dall'aspetto fisico delle cose sono dei presuntuosi. Ogni anima umana, in un certo senso, deve compiere quel gigantesco atto di umiltà che è l'Incarnazione. Ogni uomo deve farsi carne per incontrare i suoi simili.

Gilbert Keit Chesterton, "Ciò che non va nel mondo"

giovedì, novembre 19, 2020

Sistema complesso

In un sistema complesso come la famiglia basta una piccola vibrazione sbagliata per mandare in frantumi ogni cosa. Se si spezza un ingranaggio, una persona, anche gli altri sono "rotti" per sempre. Daniele Luchetti intervistato dall'HuffPost

mercoledì, novembre 18, 2020

Bisogno d'amore

Io non ho bisogno di stima, né di gloria, né di altre cose simili; ma ho bisogno d'amore. Giacomo Leopardi, Lettera a madama Antonietta Tommasini

martedì, novembre 17, 2020

Fratellanza

La fratellanza non brucia il tempo né acceca gli occhi e gli animi. Invece occupa il tempo, richiede tempo. Quello del litigio e quello della riconciliazione. La fratellanza "perde" tempo. L'apocalisse lo brucia. La fratellanza richiede il tempo della noia. L'odio è pura eccitazione. La fratellanza è ciò che consente agli uguali di essere persone diverse. L'odio elimina il diverso. La fratellanza salva il tempo della politica, della mediazione, dell'incontro, della costruzione della società civile, della cura. Il fondamentalismo lo annulla in un videogame. Antonio Spadaro, commento a "Fratelli tutti"

lunedì, novembre 16, 2020

Poveri in spirito

I poveri in spirito sono quelli che capiscono che il loro io non è il centro del mondo, e che il mondo non dipende da loro. Adriano Fabris "Le beatitudini"

sabato, novembre 14, 2020

Cuore puro

Le persone con un "cuore puro" non sono doppie, non sono ipocrite. Ciò che dicono corrisponde a quello che pensano. Il loro agire è animato da una retta intenzione: senza secondi fini, senza pensieri nascosti. Adriano Fabris "Le beatitudini"

venerdì, novembre 13, 2020

Salvami

Salvami dalla presunzione di sapere tutto. Dall'arroganza che non ammette dubbi. Dalla durezza che non tollera ritardi. Dal rigore che non perdona debolezze. Dall'ipocrisia che salva i principi e uccide le persone. Don Tonino Bello "Parole d'amore"

 

giovedì, novembre 12, 2020

Nel nuovo secolo

Oggi siete qui convenuti per affermare che nel nuovo secolo voi non vi presterete ad essere strumenti di violenza e distruzione; difenderete la pace, pagando anche di persona se necessario. Voi non vi rassegnerete ad un mondo in cui altri esseri umani muoiono di fame, restano analfabeti, mancano di lavoro. Voi difenderete la vita in ogni momento del suo sviluppo terreno, vi sforzerete con ogni vostra energia di rendere questa terra sempre più abitabile per tutti.
Giovanni Paolo II, XV Giornata mondiale della Gioventù, Tor Vergata 19 agosto 2000

 

mercoledì, novembre 11, 2020

Trasferimenti

Vi sono cose che non si possono "trasferire". Ciascuno è protagonista della propria storia, responsabile delle proprie scelte. O siamo noi che pensiamo, o nessuno penserà al nostro posto. O siamo noi che amiamo, o nessuno amerà al nostro posto. Le cose più serie, le cose più importanti della vita sono strettamente personali. Sarebbe troppo comodo se qualcuno potesse sostituirsi a noi. Vivere da credenti maturi e saggi è cosa nostra.  Le Clarisse di Mantova

martedì, novembre 10, 2020

Dieta

Affetti da «obesità mediatica», dobbiamo metterci «a dieta di media». Claudio Magris - "8 digiuni per vivere meglio...e salvare il pianeta".

lunedì, novembre 09, 2020

Museo del tempo che fu

Questa storia non è ancora accaduta, ma accadrà sicuramente domani. Ecco cosa dice.

Domani una brava, vecchia maestra condusse i suoi scolari, in fila per due, a visitare il Museo del Tempo Che Fu, dove sono raccolte le cose di una volta che non servono più, come la corona del re, lo strascico della regina, il tram di Monza, eccetera.

In una vetrinetta un po' polverosa c'era la parola "Piangere".

Gli scolaretti di Domani lessero il cartellino, ma non capivano.
– Signora, che vuol dire?
– È un gioiello antico?
– Apparteneva forse agli Etruschi?

La maestra spiegò che una volta quella parola era molto usata, e faceva male. Mostrò una fialetta in cui erano conservate delle lacrime: chissà, forse le aveva versate uno schiavo battuto dal suo padrone, forse un bambino che non aveva casa.

– Sembra acqua – disse uno degli scolari.
– Ma scottava e bruciava – disse la maestra
– Forse la facevano bollire prima di adoperarla?

Gli scolaretti proprio non capivano, anzi cominciavano già ad annoiarsi. Allora la buona maestra li accompagnò a visitare altri reparti del Museo dove c'erano da vedere cose più facili come: L'inferriata di una prigione, un cane da guardia, il tram di Monza, eccetera, tutta roba che nel felice paese di Domani non esisteva più.

Gianni Rodari - https://www.filastrocche.it/contenuti/la-parola-piangere/


domenica, novembre 08, 2020

La parola "piangere"

 Un giorno tutti saremo felici.

Le lacrime, chi le ricorderà?

I bimbi scoveranno
nei vecchi libri
la parola "piangere"
e alla maestra in coro chiederanno:
"Signora, che vuol dire?
Non si riesce a capire".

Sarà la maestra,
una bianca vecchia
con gli occhiali d'oro,
e dirà loro:
"Così e così".

I bimbi lì per lì
non capiranno.
A casa, ci scommetto,
con una cipolla a fette
proveranno e riproveranno
a piangere per dispetto
e ci faranno un sacco di risate…

E un giorno tutti in fila,
andranno a visitare
il Museo delle lacrime:
io li vedo, leggeri e felici,
i fiori che ritrovano le radici.

Il Museo non sarà tanto triste:
non bisogna spaventare i bambini.
E poi, le lacrime di ieri
non faranno più male:
è diventato dolce il loro sale.

E la vecchia maestra narrerà:
"Le lacrime di una mamma senza pane…
le lacrime di un vecchio senza fuoco…
le lacrime di un operaio senza lavoro…
le lacrime di un negro frustato
perché aveva la pelle scura…"
"E lui non disse nulla?"
"Ebbe paura?"
"Pianse una sola volta ma giurò:
una seconda volta
non piangerò".

I bimbi di domani
rivedranno le lacrime
dei bimbi di ieri:
del bimbo scalzo,
del bimbo affamato,
del bimbo indifeso,
del bimbo offeso, colpito, umiliato…

Infine la maestra narrerà:
"Un giorno queste lacrime
diventarono un fiume travolgente,
lavarono la terra
da continente a continente,
si abbatterono come una cascata:
così, così la gioia fu conquistata".

 Gianni Rodari - https://www.filastrocche.it/contenuti/la-parola-piangere-2/

sabato, novembre 07, 2020

venerdì, novembre 06, 2020

Fare senza dire

Per evitare rivalità e ostilità io debbo tenere il metodo finora seguito: fare senza dire. Don Bosco

giovedì, novembre 05, 2020

Privazioni

Il punto di ogni privazione è che sottolinea l'idea di valore, e forse, questa è, dopotutto, la chiave dell'indovinello riguardo alla morte. In un mondo migliore, forse, potremmo permanentemente possedere, e permanentemente essere stupiti dal possesso. In qualche strano posto oltre le stelle possiamo riuscire ad avere e allo stesso tempo a gioire. Ma in questo mondo, attraverso qualche meccanismo malato alla base della psicologia, dobbiamo ricordare che una cosa ci appartiene per la possibilità che possa scomparire. Gilbert Keit Chesterton, "Lettura e follia" - Euridice ed.

 

mercoledì, novembre 04, 2020

Morire senza vergogna

Da noi si sa ancora morire senza vergogna. Nel Sahel sappiamo morire con dignità perché non abbiamo paura di vivere la vita come gratuita e inestimabile occasione per camminare assieme. La perdita dei legami sociali è il vero dramma dell'Occidente e della parte del mondo che cerca di imitarlo nella sua perdizione. Solo questo fattore rende sia la vita che la morte entrambi inesplicabili. Mauro Armanino, Niamey, 25 ottobre 2020


martedì, novembre 03, 2020

Morte all'antica

La grazia di saper morire, di essere degni di morire, il dono di chiudere cantando il lungo giorno "poiché i miei occhi hanno visto la luce delle genti". La grazia di poter dire di fronte al mondo: "Le valigie sono pronte. Arrivederci, figlioli". Una morte sempre più rara, è vero, questa bella morte all'antica. Di contro, ecco questa civiltà di morte, questa morte a battaglioni, ecco la nostra morte, una morte industrializzata. Una vita che è già morte. Morte mangiata nei cibi stessi che mangi; morte salita con te sull'aereo; morte che, appunto, con te viaggia sulla tua stessa auto, divertita a spingerti lei stessa al folle sorpasso. Davide Maria Turoldo citato da Gianfranco Ravasi in "Il Vangelo di Giovanni", Conversazioni bibliche, Mondadori

lunedì, novembre 02, 2020

Entrare a guardare il tuo volto

Ho ricevuto il mio invito

alla festa di questo mondo;

la mia vita è stata benedetta.

I miei occhi hanno veduto,

le mie orecchie hanno ascoltato.

In questa festa dovevo soltanto

suonare il mio strumento:

ho fatto come meglio potevo

la parte che mi era stata assegnata.

Ora dico: è venuto

alfine, il momento di entrare

e guardare il tuo volto e offrirti

il mio silenzioso saluto.

Rabindranath Tagore, Osservatore Romano, 12 ottobre 2020

domenica, novembre 01, 2020

Credo

Credo nelle anime sante,

nella loro indipendenza

conquistata sui sensi di una preghiera.

Credo nel lamento di un uomo

in agonia, inaccessibile silenzio

degli ultimi istanti in una vita.

Credo nel lavaggio

del suo corpo fermo, nel suo vestito

a festa e nell'incrocio delle mani,

testimoni di un battesimo confidato.

Credo nella gloria dei vinti.

Credo nelle loro carni piegate

sotto le macerie, i loro respiri cessati.

Credo nelle distese di orti trasformati,

dentro al loro recinto

le ossa dei popoli ammazzati.

Credo nei miserabili che annegano

alle porte d'Italia.

Credo in quelli che rimangono

e il giorno dopo chiamiamo clandestini.

Credo nelle loro bambine vendute

ai nostri piaceri, nella loro tristezza

che sorride vittima di un rossetto ingrato.

Credo negli angeli senza ali,

in quelli che a piedi nudi camminano

dentro una fede.

Credo nel mondo,

quello fuori dalla vetrina

in ginocchio a guardare dentro.

Credo nel colore delle pelli che indossa,

negli occhi neri dei figli

che perde affamati.

Credo nella verità delle madri

e del loro amore.

Credo nella miseria e nell'umiltà

di questi versi.

Credo nella bellezza

e qui conviene fermarmi.

Roberta Dapunt, da "La Terra più del paradiso", Einaudi, 2009

sabato, ottobre 31, 2020

Testamento

Lasciatemi sola con la mia morte.
Deve dirmi parole in re minore
che non conoscono i vostri dizionari.
Parole d'amore ignote anche a Petrarca,
dove l'amore è un oro sopraffino
inadatto a bracciali per polsi umani.

 

Io e la mia morte parliamo da vecchie amiche
perché dalla nascita l'ho avuta vicina.
Siamo state compagne di giochi e di letture
e abbiamo accarezzato gli stessi uomini.
Come un'aquila ebbra dall'alto dei cieli,
solo lei mi svelava misure umane.

 

Ora m'insegnerà altre misure
che stretta nella gabbia dei sei sensi
invano interrogavo sbattendo la testa alle sbarre.
È triste lasciare mia figlia e il libro da finire,
ma lei mi consola e ridendo mi giura
che quanto è da salvare si salverà.

 

Maria Luisa Spaziani, Tutte le poesie (Mondadori, 2012), https://internopoesia.com

 

 

 

http://www.deipensieriedelleparole.blogspot.com

venerdì, ottobre 30, 2020

Fine giornata

La morte è solo la fine di una giornata lavorativa, non la fine di tutto. Clarisse di Mantova

giovedì, ottobre 29, 2020

Gratuità

Esiste la gratuità. È la capacità di fare alcune cose per il solo fatto che di per sé sono buone, senza sperare di ricavarne alcun risultato, senza aspettarsi immediatamente qualcosa in cambio. "Fratelli tutti" 139

mercoledì, ottobre 28, 2020

Il pericolo più grande

Ci sono credenti che pensano che la loro grandezza consista nell'imporre le proprie ideologie agli altri, o nella difesa violenta della verità, o in grandi dimostrazioni di forza. Tutti noi credenti dobbiamo riconoscere questo: al primo posto c'è l'amore, ciò che mai dev'essere messo a rischio è l'amore, il pericolo più grande è non amare. "Fratelli tutti" 92

 

martedì, ottobre 27, 2020

lunedì, ottobre 26, 2020

Analfabeti

Dobbiamo riconoscere la tentazione che ci circonda di disinteressarci degli altri, specialmente dei più deboli. Diciamolo, siamo cresciuti in tanti aspetti ma siamo analfabeti nell'accompagnare, curare e sostenere i più fragili e deboli delle nostre società sviluppate. Ci siamo abituati a girare lo sguardo, a passare accanto, a ignorare le situazioni finché queste non ci toccano direttamente. "Fratelli tutti", 64

domenica, ottobre 25, 2020

Tutti fratelli

Da soli si rischia di avere miraggi, per cui vedi quello che non c'è; i sogni si costruiscono insieme. Sogniamo come un'unica umanità, come viandanti fatti della stessa carne umana, come figli di questa stessa terra che ospita tutti noi, ciascuno con la ricchezza della sua fede o delle sue convinzioni, ciascuno con la propria voce, tutti fratelli! "Fratelli tutti" 8

sabato, ottobre 24, 2020

Non sono miei

Questi denari non sono miei, ma del Signore, io ne sono solo depositaria. Eugenia Ravasco, cfr Positio C.I., 70

venerdì, ottobre 23, 2020

Siamo ancora vivi

We are still alive, siamo ancora vivi. Dopo una notte passata tra colpi di mortaio e raffiche di kalashnikov in quel di Monrovia, la gente si salutava così, la mattina. Siamo ancora vivi! E infatti non era così scontato potersi parlare durante la guerra civile al suo termine, dopo 15 anni, nel lontano e vicino 2003. Mauro Armanino, Niamey

mercoledì, ottobre 21, 2020

Compagno

La parola compagno e compagna apparteneva a tutti coloro che militavano per la giustizia sociale mentre oggi - pensate un po'! - la si usa solo come sostituti di marito e moglie, "regolari" o no non importa. Ho sentito La Pira chiamare «compagno» il comunista Bilenchi e Bilenchi il democristiano La Pira, e così persone di opposta visione e politicamente quasi nemiche come Lelio Basso e Ugo La Malfa. Era una parola che indicava una solidarietà di fondo, la scelta di campo primaria ed essenziale di stare dalla parte della giustizia sociale. Goffredo Fofi, "Compagno, una parola svilita dal benessere", Avvenire, 9 ottobre 2020

martedì, ottobre 20, 2020

Spiritualità

Gli uomini sono spirituali grazie alla partecipazione dello Spirito, ma non grazie alla privazione ed eliminazione della carne. Sant'Ireneo

lunedì, ottobre 19, 2020

Il diavolo esiste

Il diavolo esiste. Noi stessi siamo dei poveri diavoli quando dividiamo. Quando proviamo rancore e non sappiamo perdonare. Quando seminiamo la gramigna della maldicenza telefonando a caio e sempronio per comunicare l'ultimo pettegolezzo. Quando voltiamo le spalle al fratello, quando predichiamo bene e razzoliamo male. Le Clarisse di Mantova

 

domenica, ottobre 18, 2020

Recipienti

Ci si presenta a Dio come recipienti; recipienti adattati, puliti, capaci, saldi, ma recipienti vuoti che chiedono di essere colmati di quanto si può attingere ad un'unica sorgente. Fra' Angelo Grande

sabato, ottobre 17, 2020

venerdì, ottobre 16, 2020

Sono sordo

Uomini, voi che mi reputate astioso, scontroso, misantropo, come siete ingiusti verso di me! Ignorate la ragione segreta che mi fa apparire così. Il mio cuore e il mio animo fin dall'infanzia erano inclini al sentimento della benevolenza e mi sono sempre sentito pronto a compiere azioni generose. […] Avevo un temperamento vivace, mi piaceva stare in società, ma sono stato obbligato ad isolarmi, a trascorrere la mia vita in solitudine. Se talvolta decidevo di non dare peso alla mia infermità, venivo ricacciato indietro dalla dura realtà della debolezza del mio udito. Ma non ero capace di dire alla gente: "Parlate più forte, gridate, perché sono sordo".  Ludwig van Beethoven, Testamento di Heiligenstadt



giovedì, ottobre 15, 2020

Prigionieri

Ci siamo nutriti con sogni di splendore e grandezza e abbiamo finito per mangiare distrazione, chiusura e solitudine; ci siamo ingozzati di connessioni e abbiamo perso il gusto della fraternità. Abbiamo cercato il risultato rapido e sicuro e ci troviamo oppressi dall'impazienza e dall'ansia. Prigionieri della virtualità, abbiamo perso il gusto e il sapore della realtà. "Fratelli tutti" 33

mercoledì, ottobre 14, 2020

Furbetti

Non si tratta di essere buoni ma di essere intelligenti. Non c'è più spazio per i "furbi". Antonio Migliardi

martedì, ottobre 13, 2020

Donna libera

La sua pistola era lì, a portata di mano. Avrei potuto prenderla e sparargli. Mi sembrava un giusto finale. Ma non lo feci. Io non sarei stata come mio assassino. E da quel momento, scegliendo la vita, diventai quella donna libera con cui ho convissuto finora. Liliana Segre

lunedì, ottobre 12, 2020

Libertà

Scrivere la parola libertà è pur sempre l'avventura più grande che possa accadere nella storia di un uomo. Mauro Armanino, Niamey, 8 ottobre 2020

domenica, ottobre 11, 2020

Orbite

Come sarebbe bello se, mentre scopriamo nuovi pianeti lontani, riscoprissimo i bisogni del fratello e della sorella che mi orbitano intorno. "Fratelli tutti" 31

sabato, ottobre 10, 2020

Egoismi

Oggi non si tengono più in considerazione neanche i danni che, a volte, possiamo causare agli altri per vivere seguendo solo i nostri desideri. Domenico Starnone intervistato dall'HuffPost

venerdì, ottobre 09, 2020

Utile e inutile

L'uomo moderno, universale, è l'uomo indaffarato, che non ha tempo, che è prigioniero della necessità, che non comprende come una cosa possa non essere utile; che non comprende neppure come, in realtà, proprio l'utile possa essere un peso inutile, opprimente. Eugene Ionesco, Relazione per una riunione di scrittori (febbraio 1961)

mercoledì, ottobre 07, 2020

Lavoratori

Sarebbe ora di invertire la tendenza, e di smettere di far sentire chi usa sudore e manualità per vivere meno elevato socialmente di un impiegato di Borsa, un avvocato, un giornalista, o di chi passa tutto il giorno davanti a un computer a fare nemmeno lui sa bene cosa. È una questione anche di risultato: chi realizza cose tangibili in questa società che vende soprattutto fumo, merita sempre un applauso. O comunque molto rispetto. Alberto Caprotti, "Cerchi alla testa", Avvenire, 12 settembre 2020

martedì, ottobre 06, 2020

Il passato

Non tenete davanti il vostro passato, vi paralizzerebbe; tenetelo di fianco e vi aiuterà a non ripetere gli stessi errori.  Valerio Albisetti – "Felici nonostante tutto"

 

lunedì, ottobre 05, 2020

Il ciclo riproduttivo dei pinguini

Il ciclo riproduttivo dei pinguini imperatore è una storia emozionante per ogni genitore. Il matrimonio è un duro lavoro di squadra. A volte, tocca a uno il compito più arduo; a volte, all'altro.  A volte, si è ben equipaggiati per la sfida; a volte, ben poco. Solo il coraggio e la fedeltà sono le garanzie di un successo contro le aspettative; ma — ci insegnano i pinguini — quando questo traguardo è raggiunto, spesso a costo di immensi sacrifici, i genitori devono trovare la forza di lasciare andare i piccoli per la loro strada, in un oceano a loro ignoto e pieno di pericoli. Carlo Maria Polvani, L'Osservatore Romano, 4 ottobre 2020

venerdì, ottobre 02, 2020

Tempo vuoto

Essendo il tempo il bene più prezioso che ci sia dato, perché il meno recuperabile, l'idea del tempo eventualmente perduto provoca in noi una costante inquietudine. Perduto sarebbe il tempo in cui non avessimo vissuto da uomini, non avessimo fatto delle esperienze, non avessimo imparato, operato, goduto, sofferto. Tempo perduto è il tempo non pieno, il tempo vuoto. Dietrich Bonhoeffer, "Resistenza e resa"

giovedì, ottobre 01, 2020

Benedizione

Benedici, Signore, chi sostiene il mio passo esitante e sorregge la mia mano che trema. Benedici chi parla lentamente con voce chiara e forte perché io non faccia fatica a capire. Benedici chi ascolta con pazienza i ricordi miei di giorni lontani, la mia felicità di altri tempi...  Dario Rezza "Riflessi d'autunno", Edizioni Palumbi

mercoledì, settembre 30, 2020

Amore

L'amore non è con chi fai tardi la sera, ma per chi ti svegli la mattina. Giovanni Marini, OFM

 

martedì, settembre 29, 2020

Nessuno nasce santo

Nessuno nasce santo. Siamo invitati a diventare santi, ma non ci riusciremo se non iniziamo a voler bene a noi stessi. Perché dare e ricevere amore è il nostro paradiso, qui, in terra. Marco Scarpa — Emanuela Testa

lunedì, settembre 28, 2020

Autopsia della letteratura

Molto dipende da come te la spiegano La Divina Commedia. Per far innamorare un ragazzo, devo presentargli una bella fanciulla, viva, a cui poter correre dietro. Se invece gliela esibisco dissezionata sul tavolo dell'obitorio, vomita. Ho colleghi che considerano l'opera letteraria morta in partenza e le fanno l'autopsia. Da un intervento di Franco Nembrini

venerdì, settembre 25, 2020

Quante tacche

Forse quando non c'era il cellulare le persone si mancavano di più. Forse si raccontavano di più. Forse una foto era un regalo importante. Forse. Di certo nessuno si chiedeva quante tacche servono per sentirsi vivi. Alberto Caprotti, Avvenire, 30 agosto 2020

giovedì, settembre 24, 2020

Occupazione quotidiana

La mia principale occupazione quotidiana consiste nel coltivare il dubbio e nell'evitare di prendermi troppo sul serio. Thomas Girst

mercoledì, settembre 23, 2020

Mi dispiace

Poche cose fanno imbestialire come un «Mi dispiace» detto a sproposito. L'espressione indica che provi dispiacere per la condizione triste o disagiata in cui mi trovo. Mi sei al fianco, forse mi aiuterai. Ma io m'aspettavo dell'altro. Che cosa? Mi aspettavo che tu dicessi «Scusami». Paolo Cattorini "Frasi di famiglia", Edizioni Dehoniane Bologna

martedì, settembre 22, 2020

Ciurma

Sulla nave spaziale Terra non ci sono passeggeri. Siamo tutti parte della ciurma. Marshall McLuhan

lunedì, settembre 21, 2020

Tramonto

De Lubac riporta un passaggio di una lettera di Jacques Rivière a Paul Claudel del 1907: «Io vedo che il cristianesimo muore... Non si sa quello che fanno ancora nel cielo delle nostre città quelle guglie che non rappresentano più la preghiera di nessuno di noi». «Ma la verità - come risponde Claudel - non ha nulla a che vedere col numero delle persone che vi aderiscono, qui piuttosto si tratta dello spirito del tempo, ovvero del "tramonto dell'Occidente"». Giuseppe Lorizio - "Avvenire" – 29 agosto 2020


venerdì, settembre 18, 2020

Educazione

La scuola è la mia seconda casa, però la mia casa è la mia prima scuola. Maestra Genoveva Hi Gonzalez

La festa

La nostra epoca ama lo spettacolo, il teatro, il cinema, la televisione, ma ha perso il senso della festa. Molto spesso oggi abbiamo la gioia senza Dio o Dio senza la gioia. È la conseguenza di tanti anni di giansenismo in cui Dio appariva come l'Onnipotente severo; la gioia si è staccata dal divino. La festa, al contrario, è la gioia con Dio. Jean Vanier, "La comunità, luogo del perdono e della festa", Jaca book