lunedì, novembre 30, 2009

A volte uno si crede...

Alle volte uno si crede incompleto ed è soltanto giovane.   Italo Calvino

venerdì, novembre 27, 2009

Impicciarsi

Noi potremmo godere molta pace se non ci impicciassimo di quello che dicono e fanno gli altri e di quelle cose che non hanno alcun rapporto con il nostro miglioramento. Non può affatto rimanere a lungo in pace chi si immischia nei fatti altrui, chi va procurandosi occasioni di dissipazione, chi poco o nulla si raccoglie in se stesso. Beati dunque i semplici perché avranno tanta pace. Imitazione di Cristo: lib I, cap XI,1

 


giovedì, novembre 26, 2009

Nascere

Per far nascere una vita, oggi, il rapporto interpersonale diventa facoltativo, è una possibilità fra le altre. L'unico rapporto necessario è quello che si esaurisce in se stesso e con il proprio corpo. Con gli sviluppi della bio-ingegneria, l'originaria indivisibile unità fra l'universo maschile e quello femminile non è più necessaria. Nei confronti della nascita si verifica perciò una svolta antropologica, nel senso di una sconfitta della relazione, della dualità. Ma se non si può vivere che in relazione, si può nascere dalla solitudine?          Gian Antonio Dei Tois

martedì, novembre 24, 2009

Amore e giustizia

Amare è donare, offrire del "mio" all'altro; ma non è mai senza la giustizia, la quale induce a dare all'altro ciò che è "suo"… Non posso donare all'altro del mio, senza avergli dato, in primo luogo, ciò che gli compete secondo giustizia.  Benedetto XVI "Caritas in veritate"- 6

lunedì, novembre 23, 2009

venerdì, novembre 20, 2009

Coniugi, compagni

C'è una bella differenza tra coniuge (da cum e iugum: colui o colei con cui divido il giogo), e compagno (da cum e panis: colui con il quale divido il pane): quest'ultimo è un semplice commensale, ma il pranzo lo divido con chi voglio, la sorte no.

Il consenso espresso il giorno delle nozze non è dunque soltanto un momento di particolare intensità nella vicenda sentimentale tra un uomo e una donna, ma è quell'atto unico e irripetibile che li fa diventare sposi, ossia definitivi debitori di reciproco amore.

E proprio l'esistenza di questo vincolo che segna la differenza tra amanti e sposi, tra il convivere e l'essere marito e moglie, tra il generare dei figli e l'essere famiglia.

Arturo Cattaneo, Franca & Paolo Pugni, "Matrimonio d'amore". Edizioni Ares, Milano 1997

giovedì, novembre 19, 2009

Una nuova fantasia della carità

È l'ora di una nuova fantasia della carità che si dispieghi non tanto e non solo nella efficacia dei soccorsi prestati ma nella capacità di farsi vicini, solidali con chi soffre, così che il gesto di aiuto sia sentito non come obolo umiliante, ma come fraterna condivisione. "Tertio millennio ineunte" - 6 gennaio 2001

Convivialità delle differenze

La pace è la convivialità delle differenze. È qui il nostro compito storico: saper stare insieme a tavola. Non basta mangiare: pace significa mangiare con gli altri. Anche se i cento pani venissero distribuiti uno a testa, non sarebbe ancora pace, finché ognuno va a mangiarselo per conto suo. Non c'è pace perché non c'è convivialità delle differenze. Cioè la pace consiste nella solidarietà, simbolizzata da un'unica tavola dove tutti, oltre che mangiare, possono dialogare, scambiarsi le espressioni festose dell'amicizia e aggiungere una sedia in più per l'ospite in ritardo. E la pace accetta, anzi valorizza, non manipola le culture degli altri, non annulla il prossimo, ma lo esalta e lo accoglie come valore.      Don Tonino Bello

martedì, novembre 17, 2009

Felicità

Felicità è uguale a semplicità. La maggior parte degli uomini sono così poco felici perché la loro vita è troppo complicata.    Rudolf von Delius

 

lunedì, novembre 16, 2009

Dammi un cuore che ama

La salvezza non si ottiene con la osservanza dei comandamenti ma con la sequela, e la sequela è possibile solo se si ama. Dammi un cuore che ama, e capirà ciò che dico. Dammi un cuore anelante, un cuore affamato, che si senta pellegrino e assetato in questo deserto, un cuore che sospiri alla patria della vita eterna ed egli capirà ciò che dico. Certamente se parlo ad un cuore arido non potrà capire.   S. Agostino: in Jo. 26,4

venerdì, novembre 13, 2009

Sirena o Balena?

Qualche tempo fa, sulla vetrina di una palestra, comparve un manifesto che rappresentava una ragazza spettacolare, accompagnata dalla scritta: "QUEST'ESTATE VUOI ESSERE SIRENA O BALENA ?"

Si dice che una donna, di cui non ci è pervenuta la tipologia fisica ha risposto alla domanda in questi termini :

Egregi signori,

le balene sono sempre circondate da amici (delfini, foche, umani curiosi), hanno una vita sessuale molto vivace, ed allevano dei cuccioli che allattano teneramente.

Si divertono come pazze coi delfini, e si strafogano di gamberetti.

Nuotano tutto il giorno e scoprono posti fantastici come la Patagonia, il mar di Barens o le barriere coralline della Polinesia.

Cantano benissimo e registrano talvolta dei CD.

Sono impressionanti e sono amate, difese ed ammirate da quasi tutti.

Le sirene non esistono.

Ma se esistessero farebbero la fila dagli psicologi in preda ad un grave problema di sdoppiamento della personalità (donna o pesce?).

Non avrebbero vita sessuale perché ucciderebbero tutti gli uomini che si avvicinano (e del resto come farebbero)?

Non potrebbero fare neanche bambini.

Sarebbero graziose é vero, ma solitarie e tristi. E del resto chi vorrebbe vicino una ragazza che puzza di pesce?

Non ci sono dubbi, io preferisco essere una balena.

P.S.  

In quest'epoca in cui i media ci mettono in testa che solo le magre sono belle, io preferisco mangiare un gelato coi miei bambini, cenare con un uomo che mi piace, bere un vino rosso coi miei amici.

Noi donne prendiamo peso, perché accumuliamo tanta di quella conoscenza, che nella testa non ci sta più e si distribuisce in tutto il corpo.

Noi non siamo grasse, siamo enormemente colte. Ogni volta che vedo il mio sedere in uno specchio penso :"Mio Dio, come sono intelligente !".


venerdì, novembre 06, 2009

Il crocifisso

Il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. È l'immagine della rivoluzione cristiana che ha sparso per il mondo l'idea dell'uguaglianza tra gli uomini fino allora assente".
A scrivere queste parole, il 22 marzo 1988, era Natalia Ginzsburg sulle pagine de "L'Unità" il quotidiano fondato da Antonio Gramsci, allora organo del Partito Comunista Italiano.