giovedì, dicembre 24, 2009

E' Natale

È Natale ogni volta
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.
È Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l'altro.
È Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.
È Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.
È Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.
È Natale ogni volta
che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri.

Madre Teresa di Calcutta

mercoledì, dicembre 23, 2009

Natale tutto l'anno

Siete disposti a dimenticare quel che avete fatto per gli altri
e a ricordare quel che gli altri hanno fatto per voi?

A ignorare quel che il mondo vi deve
e a pensare a ciò che voi dovete al mondo?

Ad accorgervi che i vostri simili esistono come voi,
e a cercare di guardare dietro i volti
per vedere il cuore avido di gioia?

A capire che probabilmente
la sola ragione della vostra esistenza
non è ciò che voi avrete dalla Vita,
ma ciò che darete alla Vita?

A non lamentarvi per come và l'universo
e a cercare intorno a voi
un luogo in cui potrete seminare
qualche granello di Felicità?

Siete disposti a fare queste cose
sia pure per un giorno solo?

Allora per voi Natale durerà per tutto l'anno.

 Henry Van Dyke

Gesù è il sorriso di Dio

Ecco perché quando è nato l'angelo ha detto ai pastori di Betlemme:

"Vi comunico una grande gioia; è nato per voi un salvatore!".

Chi vuole essere destinatario di questa gioia

deve piuttosto donare che ricevere.

Ma solo chi ama sa donare.

Solo chi ama assapora la gioia.

Egli, Gesù, più che dare cose ha dato se stesso.

E ci chiede di fare altrettanto!

P. Angelo

martedì, dicembre 22, 2009

Distrazioni

Ciò che cerchiamo è il trambusto che ci distoglie dal pensiero e ci distrae.  Basterebbe togliere agli uomini tutte le distrazioni e comincerebbero a pensare a quello che sono, da dove vengono, dove vanno. B.Pascal - Pensieri

lunedì, dicembre 21, 2009

Io sono la mente

Ho perso un po' la vista, molto l'udito. Alle conferenze non vedo le proiezioni e non sento bene. Ma penso più adesso di quando avevo vent'anni. Il corpo faccia quello che vuole. Io non sono il corpo: io sono la mente.  Rita Levi Montalcini

venerdì, dicembre 18, 2009

Apertura

Aprirci alle idee, comprese quelle contrarie alle nostre, significa avere il fiato del camminatore. Felice chi comprende e vive questo pensiero: se non sei d'accordo con me, tu mi fai più ricco.   Hélder Càmara

giovedì, dicembre 17, 2009

Il Vangelo

È vero ciò che dice un gesuita inglese: noi leggiamo il Vangelo come se non avessimo soldi in tasca, e usiamo i soldi come se non conoscessimo nulla del Vangelo.     Alex Zanotelli

mercoledì, dicembre 16, 2009

Iperprotezione

Il ruolo protettivo della famiglia è sacrosanto ed appartiene al concetto più profondo di famiglia, l'iperprotezione è probabilmente un concetto nuovo, una nuova funzione che la famiglia ha assunto probabilmente per rispondere efficacemente alle insidie di questa società, ma resta sempre un'aberrazione castrante; per cui concetti come "crescere" ed "assumersi le proprie responsabilità" appaiono obsoleti, privi di significato, privi di richiamo. Mauro Crosta, educatore della Città dei ragazzi

lunedì, dicembre 14, 2009

Le ali del dispiacere

Non puoi evitare che le ali del dispiacere ti volino sulla testa, ma puoi evitare che facciano il nido fra i tuoi capelli.       Proverbio cinese

domenica, dicembre 13, 2009

Apparire

Ritenere di poter entrare nel regno di Dio soltanto perché protagonisti di gesti superficiali e formali di religione o di preghiere dette solo con le labbra..., è una autentica illusione.    I giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire

venerdì, dicembre 11, 2009

Contagio

La malattia mentale non è contagiosa. L'indifferenza purtroppo sì.  Caritas italiana

giovedì, dicembre 10, 2009

Canta e cammina

Anima mia canta e cammina,

anche tu o fedele di chissà quale fede

oppure tu uomo di nessuna fede

camminiamo insieme

e l'arida valle si metterà a fiorire.

Qualcuno,

Colui che tutti cerchiamo

ci camminerà accanto.

 

David Maria Turoldo

martedì, dicembre 08, 2009

Civiltà

- Giornalista: Mr. Gandhi, cosa ne pensa della civiltà occidentale?
- Gandhi: Credo che sarebbe un'ottima idea!

lunedì, dicembre 07, 2009

Figlio della miscredenza e del dubbio

Io vi dirò di me che sono un figlio del secolo, un figlio della miscredenza e del dubbio e che (lo so) lo resterò fino alla tomba. Quante terribili sofferenze mi è costata e mi costa ora questa sete di fede, la quale è tanto più forte nella mia anima, quanto più sono gli argomenti contrari. Dio mi manda minuti nei quali sono del tutto tranquillo; in questi minuti amo e trovo amabili le altre persone e in questi stessi minuti ho messo insieme un simbolo di fede in cui tutto per me è chiaro e santo. Questo simbolo di fede è molto semplice, eccolo: credere che non c'è nulla di più bello, di più profondo, di più simpatico, di più ragionevole (razumnee) di più virile e di più completo di Cristo, non solo, ma con amore geloso, mi dico che non ci può essere nulla. Non solo, ma se qualcuno mi dimostrasse che Cristo è fuori della verità e fosse effettivamente così, che la verità è fuori di Cristo, preferirei rimanere con Cristo, piuttosto che con la verità, e cioè starei con Cristo anche se avesse torto. Fëdor Michajlovic Dostoevskij, appena uscito dai lavori forzati, dalla "casa dei morti", dove l'unico libro che si poteva leggere era il Vangelo, così scriveva a Natal'ja Vonvizina esprimendo una convinzione che avrebbe ribadito poi sino alla fine della sua vita.

sabato, dicembre 05, 2009

Fermarsi per vedere

Il Samaritano si è fermato non perché ha visto (anche gli altri due avevano visto): ma ha visto perché si è fermato. C. Di Sante

giovedì, dicembre 03, 2009

Ogni guerra

Ogni guerra ci ricorda che l'uomo non è ancora uomo; ogni guerra mette in lutto l'umanità. L'uomo ucciderebbe ancora se vedesse davvero nell'uomo l'uomo? Evidentemente no! E se l'uomo non vede nell'altro un uomo è perché non vede se stesso come uomo. Viviamo ancora nella biologia, non siamo ancora una società di persone, siamo, secondo la classificazione scientifica, una specie animale: la specie umana.              Maurice Zundel

mercoledì, dicembre 02, 2009

La tenda di Abramo

La tenda di Abramo presso la quercia di Mamre era aperta sui quattro lati, perché il visitatore potesse entrarvi da qualunque parte arrivasse, senza essere costretto ad aggirarla. L'architettura dell'ospitalità non teme il vento.    Sandro Tarter

lunedì, novembre 30, 2009

A volte uno si crede...

Alle volte uno si crede incompleto ed è soltanto giovane.   Italo Calvino

venerdì, novembre 27, 2009

Impicciarsi

Noi potremmo godere molta pace se non ci impicciassimo di quello che dicono e fanno gli altri e di quelle cose che non hanno alcun rapporto con il nostro miglioramento. Non può affatto rimanere a lungo in pace chi si immischia nei fatti altrui, chi va procurandosi occasioni di dissipazione, chi poco o nulla si raccoglie in se stesso. Beati dunque i semplici perché avranno tanta pace. Imitazione di Cristo: lib I, cap XI,1

 


giovedì, novembre 26, 2009

Nascere

Per far nascere una vita, oggi, il rapporto interpersonale diventa facoltativo, è una possibilità fra le altre. L'unico rapporto necessario è quello che si esaurisce in se stesso e con il proprio corpo. Con gli sviluppi della bio-ingegneria, l'originaria indivisibile unità fra l'universo maschile e quello femminile non è più necessaria. Nei confronti della nascita si verifica perciò una svolta antropologica, nel senso di una sconfitta della relazione, della dualità. Ma se non si può vivere che in relazione, si può nascere dalla solitudine?          Gian Antonio Dei Tois

martedì, novembre 24, 2009

Amore e giustizia

Amare è donare, offrire del "mio" all'altro; ma non è mai senza la giustizia, la quale induce a dare all'altro ciò che è "suo"… Non posso donare all'altro del mio, senza avergli dato, in primo luogo, ciò che gli compete secondo giustizia.  Benedetto XVI "Caritas in veritate"- 6

lunedì, novembre 23, 2009

venerdì, novembre 20, 2009

Coniugi, compagni

C'è una bella differenza tra coniuge (da cum e iugum: colui o colei con cui divido il giogo), e compagno (da cum e panis: colui con il quale divido il pane): quest'ultimo è un semplice commensale, ma il pranzo lo divido con chi voglio, la sorte no.

Il consenso espresso il giorno delle nozze non è dunque soltanto un momento di particolare intensità nella vicenda sentimentale tra un uomo e una donna, ma è quell'atto unico e irripetibile che li fa diventare sposi, ossia definitivi debitori di reciproco amore.

E proprio l'esistenza di questo vincolo che segna la differenza tra amanti e sposi, tra il convivere e l'essere marito e moglie, tra il generare dei figli e l'essere famiglia.

Arturo Cattaneo, Franca & Paolo Pugni, "Matrimonio d'amore". Edizioni Ares, Milano 1997

giovedì, novembre 19, 2009

Una nuova fantasia della carità

È l'ora di una nuova fantasia della carità che si dispieghi non tanto e non solo nella efficacia dei soccorsi prestati ma nella capacità di farsi vicini, solidali con chi soffre, così che il gesto di aiuto sia sentito non come obolo umiliante, ma come fraterna condivisione. "Tertio millennio ineunte" - 6 gennaio 2001

Convivialità delle differenze

La pace è la convivialità delle differenze. È qui il nostro compito storico: saper stare insieme a tavola. Non basta mangiare: pace significa mangiare con gli altri. Anche se i cento pani venissero distribuiti uno a testa, non sarebbe ancora pace, finché ognuno va a mangiarselo per conto suo. Non c'è pace perché non c'è convivialità delle differenze. Cioè la pace consiste nella solidarietà, simbolizzata da un'unica tavola dove tutti, oltre che mangiare, possono dialogare, scambiarsi le espressioni festose dell'amicizia e aggiungere una sedia in più per l'ospite in ritardo. E la pace accetta, anzi valorizza, non manipola le culture degli altri, non annulla il prossimo, ma lo esalta e lo accoglie come valore.      Don Tonino Bello

martedì, novembre 17, 2009

Felicità

Felicità è uguale a semplicità. La maggior parte degli uomini sono così poco felici perché la loro vita è troppo complicata.    Rudolf von Delius

 

lunedì, novembre 16, 2009

Dammi un cuore che ama

La salvezza non si ottiene con la osservanza dei comandamenti ma con la sequela, e la sequela è possibile solo se si ama. Dammi un cuore che ama, e capirà ciò che dico. Dammi un cuore anelante, un cuore affamato, che si senta pellegrino e assetato in questo deserto, un cuore che sospiri alla patria della vita eterna ed egli capirà ciò che dico. Certamente se parlo ad un cuore arido non potrà capire.   S. Agostino: in Jo. 26,4

venerdì, novembre 13, 2009

Sirena o Balena?

Qualche tempo fa, sulla vetrina di una palestra, comparve un manifesto che rappresentava una ragazza spettacolare, accompagnata dalla scritta: "QUEST'ESTATE VUOI ESSERE SIRENA O BALENA ?"

Si dice che una donna, di cui non ci è pervenuta la tipologia fisica ha risposto alla domanda in questi termini :

Egregi signori,

le balene sono sempre circondate da amici (delfini, foche, umani curiosi), hanno una vita sessuale molto vivace, ed allevano dei cuccioli che allattano teneramente.

Si divertono come pazze coi delfini, e si strafogano di gamberetti.

Nuotano tutto il giorno e scoprono posti fantastici come la Patagonia, il mar di Barens o le barriere coralline della Polinesia.

Cantano benissimo e registrano talvolta dei CD.

Sono impressionanti e sono amate, difese ed ammirate da quasi tutti.

Le sirene non esistono.

Ma se esistessero farebbero la fila dagli psicologi in preda ad un grave problema di sdoppiamento della personalità (donna o pesce?).

Non avrebbero vita sessuale perché ucciderebbero tutti gli uomini che si avvicinano (e del resto come farebbero)?

Non potrebbero fare neanche bambini.

Sarebbero graziose é vero, ma solitarie e tristi. E del resto chi vorrebbe vicino una ragazza che puzza di pesce?

Non ci sono dubbi, io preferisco essere una balena.

P.S.  

In quest'epoca in cui i media ci mettono in testa che solo le magre sono belle, io preferisco mangiare un gelato coi miei bambini, cenare con un uomo che mi piace, bere un vino rosso coi miei amici.

Noi donne prendiamo peso, perché accumuliamo tanta di quella conoscenza, che nella testa non ci sta più e si distribuisce in tutto il corpo.

Noi non siamo grasse, siamo enormemente colte. Ogni volta che vedo il mio sedere in uno specchio penso :"Mio Dio, come sono intelligente !".


venerdì, novembre 06, 2009

Il crocifisso

Il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. È l'immagine della rivoluzione cristiana che ha sparso per il mondo l'idea dell'uguaglianza tra gli uomini fino allora assente".
A scrivere queste parole, il 22 marzo 1988, era Natalia Ginzsburg sulle pagine de "L'Unità" il quotidiano fondato da Antonio Gramsci, allora organo del Partito Comunista Italiano.

mercoledì, ottobre 21, 2009

Uno per tutti

"Quando in una comunità uno pensa per tutti, tutti pensano poco".


venerdì, ottobre 09, 2009

Vivere e poi morire

Ci vuole tutta la vita per imparare a vivere e, quel che forse sembrerà più strano, ci vuole tutta la vita per imparare a morire. Seneca

giovedì, ottobre 08, 2009

Chi ha due tuniche...

Sottolineo questa profonda ineguaglianza sociale, perché da una parte trovo l'ipoalimentazione, la fame, dall'altra il benessere e lo spreco. Il Cristo ci dice: "Chi ha due tuniche ne dia una a chi non ne ha e così faccia chi ha da mangiare". Ma le cifre dell'ONU e della FAO parlano chiaro: oggi noi non spezziamo il nostro pane con il fratello perché lo amiamo solo a parole. P.Ezechiele Ramin

lunedì, ottobre 05, 2009

Intelligenza e stupidità

Il problema dell'umanità è che gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi.    B. Russell

Offerte missionarie

Alle porte della Chiesa verranno raccolte le offerte per la Giornata missionaria mondiale. Non vorrei però che quei soldi vi facessero sentire giustificati, a posto con la coscienza. È un atto di giustizia che dobbiamo rendere. Liberiamo l'uomo dalla fame, dalle malattie, rendiamolo un uomo libero testimoniando in questo modo il Cristo che è dentro di noi. Raoul Foullereau scrive: "Non è lecito essere felici da soli". A questo punto, amici, se non farete parte della soluzione, farete parte del problema; pensateci su e tirate le somme. P.Ezechiele Ramin

giovedì, ottobre 01, 2009

Paternità

Nessun uomo nasce padre: la paternità è il punto di arrivo della creatura, il punto in cui essa diviene immagine e somiglianza del Creatore. Ogni figlio può diventare padre, e ogni padre o madre - quando la vecchiaia, il dolore e la malattia l'hanno consumato - è di nuovo figlio nell'attenzione ormai paterna dei suoi figli, o è di nuovo orfano nel loro abbandono. Paolo De Benedetti

martedì, settembre 22, 2009

La Pace e la Giustizia

Da quando la pace ha cominciato a presentarsi in pubblico con la compagnia un po' sospetta della giustizia, quello della pace non solo è diventato il discorso più destabilizzante, ma che ha fatto capire tantissime cose.

Che non ci potrà mai essere pace finché i beni della terra sono così ingiustamente distribuiti.

Che guerra non è solo il tuono dei cannoni o l'esplosione delle atomiche o materiale chimico, ma la semplice esistenza, anche se subìta in rassegnato silenzio, di questo violento sistema economico. L'assurdo non è che nel mondo ci siano ricchi e poveri, ma che i ricchi diventino sempre più ricchi sulla pelle dei poveri che diventano sempre più poveri.

Che l'asse della pace o della guerra non passa tanto tra l'Est e l'Ovest, ma tra il Nord e il Sud; tra popoli ricchi e terzo mondo, sprofondato nei debiti e sull'orlo dell'abisso.

Forse ciascuno di noi con le mille violenze pubbliche e private che consuma ogni giorno, è complice e titolare dei focolai della guerra.

(Lettera Equipe Notre Dame n°116 – nov. dic. 2001)

Disponibilità

Un solo "eccomi" vale più di dieci "Il ciel t'assista".      proverbio cinese


lunedì, settembre 21, 2009

La gelosia

La gelosia è la radice di tutti i mali, la sorgente delle stragi, il vivaio dei delitti, la sostanza delle colpe. Da lei sorge l'odio, da lei procede l'animosità. La gelosia infiamma l'avarizia, perché non può essere contento del suo, chi vede l'altro più ricco di sé. La gelosia eccita l'ambizione, se si vede qualcuno maggiormente onorato.   S.Cipriano di Cartagine

venerdì, settembre 18, 2009

Scandalo migranti

L'identità cristiana si difende non con nuove cortine di ferro o di bambù, ma con la scelta dei valori evangelici. In una revisione del nostro modo di vivere dovremmo scandalizzarci per il fatto che molti fratelli e sorelle scappano da situazioni create dall'economia di ingiustizia di Paesi che pure si dicono immersi in una cultura cristiana. Mario Aldighieri

giovedì, settembre 17, 2009

mercoledì, settembre 16, 2009

Avere di più, sempre di più

Avere di più, per i popoli come per le persone, non è lo scopo ultimo. Ogni crescita è ambivalente. Necessaria onde permettere all'uomo di essere più uomo, essa lo rinserra come in una prigione, quando diventa il bene supremo che impedisce di guardare oltre. Allora i cuori s'induriscono e gli spiriti si chiudono, gli uomini non s'incontrano più per amicizia, ma spinti dall'interesse, il quale ha buon gioco nel metterli gli uni contro gli altri e nel disunirli. La ricerca esclusiva dell'avere diventa così un ostacolo alla crescita dell'essere e si oppone alla sua vera grandezza: per le nazioni come per le persone, l'avarizia è la forma più evidente del sottosviluppo morale.

Paolo VI - Populorum progressio – 26 marzo 1967 – S.Pasqua – par. 19

martedì, settembre 15, 2009

Paura del prossimo

Non sappiamo metterci nei panni dell'altro, perché ci hanno insegnato a diffidare dell'altro... Siamo in una società di specchi, dobbiamo sempre trovare l'approvazione negli occhi dell'altro: è il meccanismo della moda, del consumismo. Invece è la sobrietà che ci fa incontrare il povero, una sobrietà che ha la sua radice nel Vangelo, nel "perdere la vita per gli amici".   suor Emmanuelle Marie

lunedì, settembre 14, 2009

Medico

Ricordati che il miglior medico é la natura: guarisce i due terzi delle malattie e non parla male dei colleghi.    Galeno

domenica, settembre 13, 2009

Partire

Partire è anzitutto uscire da sé.
Rompere quella crosta di egoismo che tenta di imprigionarci nel nostro "io".
Partire è smetterla di girare in tondo intorno a noi, come se fossimo al centro del mondo e della vita. Partire è non lasciarsi chiudere negli angusti problemi del piccolo mondo cui apparteniamo: qualunque sia l'importanza di questo nostro mondo l'umanità è più grande ed è essa che dobbiamo servire. Partire non è divorare chilometri, attraversare i mari, volare a velocità supersoniche.
Partire è anzitutto aprirci agli altri, scoprirli, farci loro incontro. Aprirci alle idee, comprese quelle contrarie alle nostre, significa avere il fiato di un buon camminatore.
E' possibile viaggiare da soli. Ma un buon camminatore sa che il grande viaggio è quello della vita ed esso esige dei compagni.
Beato chi si sente eternamente in viaggio e in ogni prossimo vede un compagno desiderato. Un buon camminatore si preoccupa dei compagni scoraggiati e stanchi. Intuisce il momento in cui cominciano a disperare. Li prende dove li trova. Li ascolta, con intelligenza e delicatezza, soprattutto con amore, ridà coraggio e gusto per il cammino.
Camminare è andare verso qualche cosa; è prevedere l'arrivo, lo sbarco. Ma c'è cammino e cammino: partire è mettersi in marcia e aiutare gli altri a cominciare la stessa marcia per costruire un mondo più giusto e umano.

Helder Camara, Camminiamo la speranza

martedì, agosto 11, 2009

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venerdì, luglio 10, 2009

Dare la vita

Dare la vita significa essere colmi di sacro stupore e di profondo rispetto davanti al mistero della persona; significa vedere al di là di tutto quello che è spezzato.... Ciò che conta è l'incontro con le persone, l'ascolto, la condivisione; tutto ciò, insomma, che si chiama misericordia: dare la libertà alle persone grazie alla qualità del nostro ascolto e della nostra attenzione, far loro sentire che sono importanti.... E così si diventa uomini di pace, operatori di pace.  Jean Vanier

giovedì, luglio 09, 2009

Esserci più che parlare

Quando la sofferenza sembra diventare insopportabile, non è di ragionamenti che ha bisogno la persona che soffre ma della presenza di chi prega, di un amico, di una partecipazione affettuosa. Soltanto queste cose possono, persino nella sofferenza che spaventa, rendere credibile un'altra Presenza, rendere sopportabile, minuto per minuto, il grave fardello, perché Presenza di Speranza, più forte di tutte le speranze perdute. Abbé Pierre


 


mercoledì, luglio 08, 2009

Accumulare, accumulare

Il mondo Tu l'hai donato a tutti, affinché la terra sia una casa che tutti nutre e protegge. Accumulare pertanto è rubare, se il cumulo inutile impedisce ad altri di vivere. Angelo Comastri

 


lunedì, luglio 06, 2009

Educare

Sapere che cosa siamo e che cosa dobbiamo essere, e come possiamo arrivare ad esserlo, è la questione più urgente per l'uomo. "Educare" significa condurre altre persone a diventare ciò che devono essere. Edith Stein

 

venerdì, luglio 03, 2009

Prendersi per mano

Sono convinto che se dobbiamo recitare il Padre nostro tra poco e qualcuno dice di prenderci per mano, fin qui è facile. Ma prenderci per mano per la strada, quello è difficile. Prendersi per mano in treno, quello è difficile, quando ci spintoniamo tutti quanti per avere un posto. Prendersi per mano nella vita, quello è molto più difficile. Tonino Bello

 

 

giovedì, luglio 02, 2009

Non ripagare il male con il male

Danneggi te stesso. Quando ti capita qualcosa di male, non sei in pericolo tu, ma l'altro che ti fa il male, e può perire per questo, se tu non lo aiuti. Pertanto, per amore dell'altro e perché tu sei responsabile di lui, non ripagare il male con il male.    Dietrich Bonhoeffer

mercoledì, luglio 01, 2009

Malattie dello spirito

L'invidia, la gelosia, la mormorazione, la calunnia, il dispiacere per la riuscita di un altro, la contentezza per il fiasco e le disgrazie del tuo vicino, sono tutte malattie dello spirito. Tutti ne abbiamo qualcuna. Sta' attento a non essere un ospedale ambulante!

Gesù è il Signore che ti guarisce!
don Oreste Benzi

 

martedì, giugno 30, 2009

Ai bordi di una strada

È l'egoismo che ci chiude gli occhi e ci lascia credere di essere umani, senza renderci conto delle situazioni di vita inumana che ci circondano, delle condizioni di schiavitù di cui anche noi siamo responsabili. Chi si è trovato nel bisogno, sui bordi di una strada, e ha visto le vetture sfrecciare veloci senza fermarsi, costui può capire il dramma di chi è lasciato ai margini. HelderCamara

 

 

lunedì, giugno 29, 2009

Unità della comunità

Il demonio teme poco coloro che digiunano, coloro che pregano anche di notte, coloro che sono casti, perché sa bene quanti di questi ne ha portato alla rovina. Ma coloro che sono concordi e che vivono nella casa di Dio con un cuor solo, uniti a Dio e tra loro nell'amore, questi producono al demonio dolore, timore, rabbia. Questa unità della comunità non solo tormenta il nemico, ma anche attira la benevolenza di Dio. Questa è la città forte e inespugnabile.  S.Bernardo

 

venerdì, giugno 26, 2009

Acqua sul fuoco

Se contro la violenza usi la violenza, si fa doppia violenza. Ci vuole il doppio di bene per arginare il male. Se scoppia un incendio che fai? Butti legna? No, acqua. Ecco, appunto! Ma non è facile. Questo, però, è il Vangelo. NELLE MANI DI GESÙ NON C'È LA SPADA, MA LA CROCE... don Andrea Santoro

mercoledì, giugno 24, 2009

Solidarietà e Sobrietà

Il solco della solidarietà è la sobrietà; queste due virtù, sovversive di un sistema che ingigantisce l'opulenza dei ricchi e scava la fossa degli ultimi, diventano il più efficace messaggio educativo per le generazioni che si affacciano all'orizzonte del nuovo millennio. Enrico Masseroni

 


martedì, giugno 23, 2009

Fanatismo

Il fanatismo consiste nel raddoppiare gli sforzi quando si è dimenticato lo scopo.     George Santayana

 


lunedì, giugno 22, 2009

venerdì, giugno 19, 2009

Beato chi

Beato chi si alza presto per cercare la saggezza
la trova seduta alla sua porta.
Beato chi si consacra all'"inutile" gratuità
entra in vacanza presso Dio.
Beato
chi prende semplicemente il tempo di esistere
incontra l'Autore del settimo giorno.
Beato
chi si immerge nelle radici del suo essere
sente la sorgente sgorgare in sé.
Beato chi si riconosce mendicante di Assoluto
dà un nome alla bramosia del suo grido.
Beato chi scopre il proprio volto interiore
precipita nella gioia.
Beato chi dimentica perfino i propri peccati
conosce il riposo dell'Amore.
Beato chi guarda l'altro come Dio lo vede
diventa ciò che contempla.
Jacques Gauthier


mercoledì, giugno 17, 2009

I tuoi pensieri

Tu sei là dove sono i tuoi pensieri.

Assicurati che i tuoi pensieri siano dove tu vuoi essere.

Rabbi Nachman di Brazlav

martedì, giugno 16, 2009

Piove

Piove sul giusto e piove anche sull'ingiusto, ma sul giusto di più, perché l'ingiusto gli ha rubato l'ombrello. John Bowen

 

lunedì, giugno 15, 2009

Al suo posto

Mostrami un uomo la cui vita è andata male, ti mostrerò mille ragioni per cui è solo un caso se al suo posto non ci sei tu. Phil Ochs

giovedì, giugno 11, 2009

Omelia

Il santo curato d'Ars un giorno fu invitato a predicare in una parrocchia in cui gli uomini erano soliti uscire dalla chiesa durante il sermone. Il santo allora pensò bene di iniziare la sua predica in questo modo: Fratelli, oggi parlerò del furto. Chi tra voi si sente colpevole al riguardo farebbe bene ad uscire, perché dirò delle cose molto dure. Naturalmente, nessuno si sognò di andarsene prima del termine della messa.  da "Imperfetta letizia: aneddoti dal mondo cristiano" a cura di GiusyBedetti, Gribaudi

La mia vita

È un cantiere aperto

un' architettura ardita,

mai finita
la mia vita.
Dalle fondamenta al tetto

ristrutturo il mio passato

ridipingo il mio futuro.

Arredare la mia mente

con pensieri confortevoli

dare spazio ai desideri

farli andare liberi

e godere ai piani alti

di una luce quasi mistica

poi discendere le scale

giù fino in fondo all'anima.

I lavori sono in corso

non risparmierò nemmeno

la facciata del mio corpo

ed abbatterò pareti
che separano le stanze

troppo strette
del mio cuore.
Open-space.

 

Marco Venuti

mercoledì, giugno 10, 2009

Il muro di Berlino

Quando l'abbiamo abbattuto non immaginavamo

quanto fosse alto

dentro di noi.

C'eravamo abituati

al suo orizzonte

e all'assenza di vento.

Alla sua ombra nessuno

gettava ombra.

E ora siamo qui

spogli di giustificazioni.

Reiner Kunze

 

Evangelizzazione

Porto dentro di me questa frase: "Vivere in modo tale che il mio solo modo di vivere faccia pensare che è impossibile che Dio non esista"  padre Guy Gilbert

 

http://www.deipensieriedelleparole.blogspot.com

sabato, maggio 30, 2009

Retaggi culturali

Troppo spesso appellandoci all'unità della Chiesa e all'obbedienza, al rispetto delle norme e delle tradizioni, finiamo con il portare avanti, non il Vangelo ricevuto da Gesù Cristo, ma la sensibilità di una devozione legata alla cultura da cui proveniamo. Paolo Curtaz

martedì, maggio 19, 2009

A proposito di clandestini

[...] Nessuno pretende che il più grande comandamento del cristianesimo – ama il prossimo tuo – possa essere compreso e vissuto universalmente, in questa affluent e fatua società del jet set e del "Grande Fratello". Ma è opportuno che qualcuno ricordi alle comunità cristiane e sopratutto ai politici che hanno inneggiato al "respingimento" dei profughi, e che al primo accenno alle cellule staminali o alle unioni civili sbandierano una inossidabile religiosità, qualche concetto che sembra caduto nell'oblio. Come dicevano Giovanni e Pietro nelle loro Lettere: Deus caritas est. Senza retorica, sarebbe forse utile che certi nostri parlamentari provassero a rivalutare le loro decisioni ricorrendo ad un personaggio da loro stessi celebrato, Madre Teresa, che così definiva l'unico vero significato della nostra esistenza: "Combattere perché si riconosca Cristo in ogni uomo, arrivare a Dio amando le sue creature". Ci riflettano un momento in silenzio. Dopo, solo dopo, riprendano pure le loro interviste sulla "svolta storica" ecc.   Massimo Gerosa – Avvenire 14 mag 2009 – pag. 35


mercoledì, maggio 06, 2009

Impara a sognare

Impara a sognare, cioè a vivere pienamente:
i sogni non devono realizzarsi tutti,
ma devono e possono spingerti oltre,
portarti avanti,
darti e conservarti il coraggio di sognare.
Così non correrai il pericolo
di fermarti stanco sul ciglio della strada,
ma crederai di più nelle tue ali
anche quando per paura
non hai il coraggio di spiccare il volo.
Oggi prova a volare!
Cosa sogni?
Questo ti dice chi sei
molto meglio di ciò che fai.
Dimmi cosa sogni e ti dirò chi sei!
Siano grandi, coraggiosi, colorati i tuoi sogni,
non ridimensionarli mai,
non venderli e non svenderli mai!
Niente è mai scontato in te
e i tuoi sogni lo dimostrano!
Abbi il coraggio di sognare, allora,
e se vuoi conoscerti davvero
guarda sempre ai sogni che hai
e per i quali sei sempre pronto
ad investire in speranza,
non una volta soltanto,
ma tutti i giorni!

Maria Chiara Carulli, Ed. Insieme

L'assenza

Non c'è nulla che possa sostituire l'assenza di una persona a noi cara.
Non c'è alcun tentativo da fare, bisogna semplicemente tenere duro e sopportare.
Ciò può sembrare a prima vista molto difficile, ma è al tempo stesso una grande consolazione, perché finché il vuoto resta aperto si rimane legati l'un l'altro per suo mezzo.
È falso dire che Dio riempie il vuoto; Egli non lo riempie affatto, ma lo tiene espressamente aperto, aiutandoci in tal modo a conservare la nostra antica reciproca comunione, sia pure nel dolore.
Ma la gratitudine trasforma il tormento del ricordo in una gioia silenziosa.
I bei tempi passati si portano in sé non come una spina, ma come un dono prezioso.
Bisogna evitare di avvoltolarsi nei ricordi, di consegnarci ad essi; così come non si resta a contemplare di continuo un dono prezioso, ma lo si osserva in momenti particolari e per il resto lo si conserva come un tesoro nascosto di cui si ha la certezza.
Allora sì che dal passato emanano una gioia e una forza durevoli.

Dietrich Bonhoeffer

giovedì, aprile 30, 2009

Digiuno

Fa' digiunare il nostro cuore:
che sappia rinunciare a tutto quello che l'allontana
dal tuo amore, Signore, e che si unisca a te
più esclusivamente e più sinceramente.

Fa' digiunare il nostro orgoglio,
tutte le nostre pretese, le nostre rivendicazioni,
rendendoci più umili e infondendo in noi
come unica ambizione, quella di servirti.

Fa' digiunare le nostre passioni,
la nostra fame di piacere,
la nostra sete di ricchezza,
il possesso avido e l'azione violenta;
che nostro solo desiderio sia di piacerti in tutto.

Fa' digiunare il nostro io,
troppo centrato su se stesso, egoista indurito,
che vuol trarre solo il suo vantaggio:
che sappia dimenticarsi, nascondersi, donarsi.

Fa' digiunare la nostra lingua,
spesso troppo agitata, troppo rapida nelle sue repliche,
severa nei giudizi, offensiva o sprezzante:
fa' che esprima solo stima e bontà.

Che il digiuno dell'anima,
con tutti i nostri sforzi per migliorarci,
possa salire verso di te come offerta gradita,
meritarci una gioia più pura, più profonda.

 

Jean Galot, Ritorno alla sorgente