domenica, dicembre 30, 2012

La sala d'aspetto

Chi non ha casa e non ha letto

si rifugia in sala d'aspetto.

Di una panca si contenta,

tra due fagotti s'addormenta.

Il controllore pensa: "Chissà

quel viaggiatore dove andrà?"

Ma lui viaggia solo di giorno,

sempre a piedi se ne va attorno:

cammina, cammina, eh, sono guai,

la sua stazione non la trova mai!

Non trova lavoro, no ha tetto,

di sera torna in sala d'aspetto:

e aspetta, aspetta, ma sono guai,

il suo treno non parte mai.

Se un fischio echeggia di prima mattina,

Controllore non lo svegliare

un poco ancora lascialo sognare.

Gianni Rodari

venerdì, dicembre 21, 2012

Buon Natale

Guardando la cosa da un punto di vista cristiano, non può essere un problema particolare trascorrere un Natale nella cella di una prigione. Molti in questa casa celebreranno probabilmente un Natale più ricco di significato e più autentico di quanto non avvenga dove di questa festa non si conserva che il nome. Un prigioniero capisce meglio di qualunque altro che miseria, sofferenza, povertà, solitudine, mancanza di aiuto e colpa hanno agli occhi di Dio un significato completamente diverso che nel giudizio degli uomini; che Dio volge lo sguardo proprio verso coloro da cui gli uomini sono soliti distoglierlo; che Cristo nacque in una stalla perché non aveva trovato posto nell'albergo; tutto questo per un prigioniero è veramente un lieto annunzio.   Dietrich Bonhoeffer

 

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martedì, dicembre 18, 2012

E ora a voi, ricchi!

E ora a voi, ricchi: piangete e gridate

per le sciagure che cadranno su di voi!

Le vostre ricchezze sono marce,

i vostri vestiti sono mangiati dalle tarme.
Il vostro oro e il vostro argento sono

consumati dalla ruggine, la loro ruggine

si alzerà ad accusarvi e divorerà

le vostre carni come un fuoco.
Avete accumulato tesori per gli ultimi giorni!
Ecco, il salario dei lavoratori

che hanno mietuto sulle vostre terre,

e che voi non avete pagato, grida,

e le proteste dei mietitori sono giunte

agli orecchi del Signore onnipotente.
Sulla terra avete vissuto in mezzo

a piaceri e delizie, e vi siete ingrassati

per il giorno della strage.
Avete condannato e ucciso il giusto

ed egli non vi ha opposto resistenza.
Libro dei Giudici 5,1 - 6


giovedì, dicembre 06, 2012

Giovani ribellatevi!

Io dico spesso ai giovani che sempre più fre­quentemente incontro: "Ribellatevi, non con la violenza, ma con la vita, senza mai demordere. Siate come un rullo compressore vivente che non la­scia tranquillo nessuno. Non scendete a compro­messo. Riappropriatevi della gestione della società. Siete stati sradicati dalle vostre o­rigini, vi è stato tolto il futu­ro dalle mani, siete costretti a consumare emozioni. Per il sistema è meglio che siate drogati!". Nella società del profitto il potere economico, politico, finanziario, ha co­me fine principale se stesso.

Oreste Benzi, da un testo inedito ritrovato tra le carte relative agli anni 2003-2004


venerdì, novembre 30, 2012

Balli tra sordi

Quelli che ballavano erano visti come pazzi da quelli che non sentivano la musica. ... Friedrich Wilhelm Nietzsche

mercoledì, novembre 28, 2012

parole, parole

Vorrei parole che siano organicamente inserite

in un gran silenzio,

e non parole che esistono solo per coprirlo e disperderlo.

Etty Hillesum

venerdì, novembre 16, 2012

I poveri

Io dico che i poveri salveranno il mondo, e lo salveranno senza vederlo, lo salveranno malgrado loro stessi, non chiederanno in cambio nulla per questo, semplicemente perché non conoscono il prezzo del servizio prestato. Bernanos "Les enfants humiliés", 1949

 


 

lunedì, novembre 12, 2012

sabato, novembre 10, 2012

Amore

Chiamo amore quell'esperienza intensa, indimenticabile e inconfondibile che si può fare soltanto nell'incontro con un'altra persona.
Non c'è quindi amore con una cosa astratta, con una virtù. Non c'è amore solitario. L'amore suppone sempre un altro e si attua in un incontro concreto. Per questo l'amore ha bisogno di appuntamenti, di scambi, di gesti, di parole, di doni che, se sono parziali, sono tuttavia simbolo del dono pieno di una persona ad un'altra.
Amore è dunque incontrare un'altra persona scambiandosi dei doni, è esperienza in cui si dà qualcosa di sé e c'è più amore quanto più si dà qualcosa di sé.
L'amore è un incontro in cui l'altro ci appare importante, in un certo senso più importante di me: così importante che, al limite, io vorrei che lui fosse anche con perdita di me. Uno scopre di essere innamorato quando si accorge che l'altro gli è divenuto, in qualche modo, più importante di se stesso. Per questo l'amore realizza qualcosa che potremmo chiamare un'estasi, un uscire da sé, dal proprio tornaconto: una sorta di estasi in cui io mi sento tanto più vero e tanto più autentico, tanto più genuinamente io quanto più mi dono, mi spendo e non mi appartengo più in esclusiva.
 Dal Dizionario spirituale del cardinal C.M.Martini, pag.18

 

lunedì, novembre 05, 2012

Immortalità

Sono milioni quelli che desiderano l'immortalità e poi non sanno cosa fare la domenica pomeriggio se piove.   S.Erz

martedì, ottobre 23, 2012

Troppo successo

Quando in un dato paese e in un dato momento della storia, vedo che gli applausi piovono, che la religione è onorata da tutti e che Dio come la Chiesa hanno un grande successo, ogni spirito prudente e veramente ispirato dalla fede sarà non già tranquillo, come spesso siamo stati, ma inquieto, temendo che sia qualche specie di idolo che si adora al posto del vero Dio, e che sia una qualche deformazione della religione ad avere un tale successo. John Henry Newman

mercoledì, ottobre 17, 2012

Mancanza d'amore

Oggi non abbiamo più neppure il tempo per guardarci, per parlarci, per darci reciprocamente gioia, e ancor meno per essere ciò che i nostri figli si aspettano da noi, che un marito si aspetta dalla moglie e viceversa. E così siamo sempre meno in contatto gli uni con gli altri. Il mondo va in rovina per mancanza di dolcezza e di gentilezza. La gente è affamata d'amore. Madre Teresa


 

lunedì, ottobre 15, 2012

Santi

Non vedremo sbocciare dei santi finché non ci saremo costruiti dei giovani che vibrino di dolore e di fede pensando all'ingiustizia sociale.
Don Milani, da "Esperienze pastorali"

giovedì, ottobre 11, 2012

Satana

Satana è molto spirituale. La sua natura è la stessa di un puro spirito. In lui non vi è neppure un'oncia di materia. Non ha propensione per il materialismo banale. E quindi – ci si può scommettere – la spiritualità è il suo stratagemma.

Ci si potrà sorprendere, ma è difficile contestare queste righe del libro La fede dei demoni (Marietti 1820, 2010) del filosofo francese Fabrice Hadjadj, nato nel 1971, di origine ebraica, convertito dall'ateismo al cattolicesimo. Satana, come insegna la dottrina tradizionale, è «puro spirito»; perciò, non è così ingenuo da affidarsi al materialismo greve per convertire a sé le persone più avvedute. No, sceglie spesso un'altra via, quella dello spiritualismo etereo, magico, esoterico che colma ormai intere biblioteche specializzate e si vende persino su eBay. Egli, allora, propone una sua fede, lasciando da parte gli attrezzi arrugginiti di un certo ateismo alla "Unione Atei Agnostici Razionalistici" che sa tanto di vecchia congrega miscredente e gaudente («Dio non c'è: goditi la vita!»). Satana predilige, invece, una spiritualità individualistica, egoistica, snob e detesta la "carnalità" cristiana che costringe a sporcarsi le mani nel curare malati, a varcare soglie di carcere rovinandosi la reputazione interessandosi ai colpevoli, a impantanarsi negli spazi fangosi riservati ai nomadi, a curare vecchi bavosi, servendo a mensa brutti ceffi affamati. Eppure, il Dio cristiano del Natale si nasconde proprio lì, nella carne degli ultimi della terra, lui che ha scelto di finire sull'equivalente di allora della sedia elettrica. Aveva ragione un altro filosofo più celebre, l'austriaco Ludwig Wittgenstein: «Il cristianesimo non è una dottrina, né una teoria sull'anima umana. È la descrizione di un evento reale nella vita dell'uomo». Da Il Mattutino di Gianfranco Ravasi (Avvenire, 13.12.11)

 

mercoledì, ottobre 10, 2012

Colonialismo

Dopo aver visto per ben due volte il film "Des hommes et des dieux" (Uomini di Dio), sui monaci trappisti di Tibhirine, sto ora leggendo un libro che parla dei martiri d'Algeria (M.Mc Gee, Christian Martyrs for a muslim people, 2008). La loro storia mi dà una chiave di lettura della situazione dei cristiani un po' ovunque. L'aspetto che mi colpisce di più è che, in Algeria, la colonizzazione prima e la decolonizzazione poi hanno lasciato dietro di sé un grande senso di umiliazione. Nelle nostre conversazioni, quando parlerò di umiliazione, non penso tanto a situazioni in cui qualcuno interviene dall'esterno per umiliare di proposito un altro, a situazioni in cui ci sarebbero per così dire degli umiliatori e degli umiliati. Voglio piuttosto evocare situazioni in cui le circostanze della storia hanno portato con sé, nei confronti di un gruppo, di una Chiesa, di una cultura che si trovava in posizione dominante o per lo meno riconosciuta, un ribaltamento e quindi un'umiliazione. In Algeria i francesi avevano fatto anche del bene, costruito scuole, ospedali, belle opere. Le gestivano, trasmettendo però un messaggio implicito: che gli Algerini non sarebbero stati capaci di fare altrettanto. Jean Vanier, Avvenire, 19.2.12 


martedì, ottobre 02, 2012

Il prete

Se il prete una volta parla dieci minuti più a lungo: è un parolaio.
Se durante una predica parla forte: allora urla.
Se non predica forte: non si capisce niente.
Se possiede un'auto personale: è capitalista, è mondano.
Se non ha un'auto personale: non è capace di adattarsi ai tempi.
Se visita i suoi fedeli fuori parrocchia: allora gironzola dappertutto.
Se frequenta le famiglie: non è mai in casa.
Se rimane in casa: non visita le famiglie.
Se parla di offerte e chiede qualcosa: non pensa ad altro che a far soldi.
Se non organizza feste, gite, incontri: nella parrocchia non c'è vita.
Se in confessionale si concede tempo: è interminabile.
Se fa in fretta: non è capace di ascoltare.
Se comincia la Messa puntualmente: il suo orologio è avanti.
Se ha un piccolo ritardo: fa perdere tempo a un sacco di gente.
Se abbellisce la Chiesa: getta via i soldi inutilmente.
Se non lo fa: lascia andare tutto alla malora.
Se parla da solo con una donna: c'è sotto qualcosa.
Se parla da solo con un uomo: eh!
Se prega in Chiesa: non è un uomo d'azione.
Se si vede poco in Chiesa: non è un uomo di Dio.
Se si interessa agli altri: è un impiccione.
Se non si interessa: è un egoista.
Se parla di giustizia sociale: fa della politica.
Se cerca di essere prudente: è di destra.
Se ha un po' di coraggio: è di sinistra.
Se è giovane: non ha esperienza.
Se è vecchio: non si adatta ai tempi.
Se muore: non c'è nessuno che lo sostituisce!

 

anonimo

venerdì, settembre 21, 2012

Il mistero cristiano

I cristiani né per regione, né per voce, né per costumi sono da distinguere dagli altri uomini. Infatti, non abitano città proprie, né usano un gergo che si differenzia, né conducono un genere di vita speciale. La loro dottrina non è nella scoperta del pensiero di uomini multiformi, né essi aderiscono ad una corrente filosofica umana, come fanno gli altri. 

Vivendo in città greche e barbare, come a ciascuno è capitato, e adeguandosi ai costumi del luogo nel vestito, nel cibo e nel resto, testimoniano un metodo di vita sociale mirabile e indubbiamente paradossale. Vivono nella loro patria, ma come forestieri; partecipano a tutto come cittadini e da tutto sono distaccati come stranieri. Ogni patria straniera è patria loro, e ogni patria è straniera. 

Si sposano come tutti e generano figli, ma non gettano i neonati.Mettono in comune la mensa, ma non il letto. Sono nella carne, ma non vivono secondo la carne. Dimorano nella terra, ma hanno la loro cittadinanza nel cielo. Obbediscono alle leggi stabilite, e con la loro vita superano le leggi.

Amano tutti, e da tutti vengono perseguitati. Non sono conosciuti, e vengono condannati. Sono uccisi, e riprendono a vivere. Sono poveri, e fanno ricchi molti; mancano di tutto, e di tutto abbondano. Sono disprezzati, e nei disprezzi hanno gloria. Sono oltraggiati e proclamati giusti. Sono ingiuriati e benedicono; sono maltrattati ed onorano. Facendo del bene vengono puniti come malfattori; condannati gioiscono come se ricevessero la vita. Dai giudei sono combattuti come stranieri, e dai greci perseguitati, e coloro che li odiano non saprebbero dire il motivo dell'odio.

A dirla in breve, come è l'anima nel corpo, così nel mondo sono i cristiani.

Frasi tratte dalla "Lettera a Diogneto", II Secolo d.C.

domenica, settembre 16, 2012

Fede e opere

Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprov­visti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: «Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi», ma non date loro il necessario per il corpo, a che cosa serve? Così anche la fede: se non è seguita dalle opere, in se stessa è morta. Gc 2, 15-17

venerdì, settembre 14, 2012

Voler il bene

Non sempre è facile "voler bene" ad ogni persona. Ma è sempre possibile, giusto e bello "volere il suo bene". E adoperarsi per quello.     P.Angelo Grande

 

mercoledì, settembre 12, 2012

Verità e intolleranza

"L'idea di verità e di intolleranza oggi sono quasi completamente fuse tra loro, e così non possiamo più credere affatto alla verità o parlare della verità (…). Nessuno può dire: ho la verità – questa è l'obiezione che si muove  - e, giustamente , nessuno può avere la verità. È la verità che ci possiede, è qualcosa di vivente! Noi non siamo suoi possessori, bensì siamo afferrati da lei (…). Come nessuno può dire: ho dei figli – non sono un nostro possesso, sono un dono di Dio ci sono dati per un compito – così non possiamo dire. Ho la verità, ma la verità è venuta verso di noi e ci spinge. Dobbiamo imparare a farci muovere da lei, a farci condurre da lei. E allora brillerà di nuovo: se essa stessa ci conduce e ci compenetra".             Benedetto XVI: 2 sett.2012

Dio con noi

«A lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa Dio con noi. Egli viene dove volete, dove vi piace, avendo preso dimora con voi: in casa vostra, in fabbrica, in piazza. Ovunque andiate, Egli vi segue: anzi, ci ha preceduto. Egli occupa ogni cosa nostra, e ogni nostra abitazione, da quando si è fatto uomo per stare con noi. Rispetto a lui niente è conclusivo, niente vano, anche il più vuoto camminare, anche il più smarrito. Egli ci attende e ci raggiunge, ci rampogna e ci consola, sta all'avanguardia e alla retroguardia, a seconda del nostro camminare a ritroso o in armonia con noi stessi. Egli cammina con ognuno su tutte le nostre strade.          Don Primo Mazzolari, Il compagno Cristo; Impegno con Cristo.

lunedì, settembre 10, 2012

Gli uomini dopo la venuta di Cristo

Attraverso la Passione e il Sacrificio salvati a dispetto del loro essere negativo; bestiali come sempre, carnali, egoisti come sempre, interessati e ottusi come sempre lo furono prima, eppure sempre in lotta, sempre a riaffermare, sempre a riprendere la loro marcia sulla via illuminata dalla Luce; spesso sostando, perdendo tempo, sviandosi, attardandosi, tornando, eppure mai seguendo un'altra via. T.S.Eliot, Cori da "La Rocca"

domenica, settembre 09, 2012

Tu siediti qui, comodamente

Supponiamo che, in una delle vostre riunioni, entri qualcuno con un anello d'oro al dito, vestito lussuosamente, ed entri anche un povero con un vestito logoro. Se guardate colui che è vestito lussuosamente e gli dite: «Tu siediti qui, comodamente», e al povero dite: «Tu mettiti là, in piedi», oppure: «Siediti qui ai piedi del mio sgabello», non fate forse discriminazioni e non siete giudici dai giudizi perversi? Gc 2, 2-4

 

 

lunedì, luglio 09, 2012

Gli voglio bene

Se dicessi che credo in Dio, direi troppo poco perché gli voglio bene. E voler bene a uno è qualcosa di più che credere nella sua esistenza.    don Lorenzo Milani

sabato, giugno 30, 2012

Satana

Satana è molto spirituale. La sua natura è la stessa di un puro spirito. In lui non vi è neppure un'oncia di materia. Non ha propensione per il materialismo banale. E quindi – ci si può scommettere – la spiritualità è il suo stratagemma.

Ci si potrà sorprendere, ma è difficile contestare queste righe del libro La fede dei demoni (Marietti 1820, 2010) del filosofo francese Fabrice Hadjadj, nato nel 1971, di origine ebraica, convertito dall'ateismo al cattolicesimo. Satana, come insegna la dottrina tradizionale, è «puro spirito»; perciò, non è così ingenuo da affidarsi al materialismo greve per convertire a sé le persone più avvedute. No, sceglie spesso un'altra via, quella dello spiritualismo etereo, magico, esoterico che colma ormai intere biblioteche specializzate e si vende persino su eBay. Egli, allora, propone una sua fede, lasciando da parte gli attrezzi arrugginiti di un certo ateismo alla "Unione Atei Agnostici Razionalistici" che sa tanto di vecchia congrega miscredente e gaudente («Dio non c'è: goditi la vita!»). Satana predilige, invece, una spiritualità individualistica, egoistica, snob e detesta la "carnalità" cristiana che costringe a sporcarsi le mani nel curare malati, a varcare soglie di carcere rovinandosi la reputazione interessandosi ai colpevoli, a impantanarsi negli spazi fangosi riservati ai nomadi, a curare vecchi bavosi, servendo a mensa brutti ceffi affamati. Eppure, il Dio cristiano del Natale si nasconde proprio lì, nella carne degli ultimi della terra, lui che ha scelto di finire sull'equivalente di allora della sedia elettrica. Aveva ragione un altro filosofo più celebre, l'austriaco Ludwig Wittgenstein: «Il cristianesimo non è una dottrina, né una teoria sull'anima umana. È la descrizione di un evento reale nella vita dell'uomo».        Da Il Mattutino di Gianfranco Ravasi (Avvenire, 13.12.11)


giovedì, giugno 28, 2012

Ai laici

Scegliete le strade del nascondimento, ma anche quelle della chiarezza. Praticate lo stile della semplicità, ma astenetevi dal "semplificare" i problemi.

Fate luce alla terra, ma senza pretendere di fare scintille.

Aggregate la gente attorno alla Parola di Dio, senza la smania di compattarla attorno alle parole effimere dell'uomo.

Amate e servite la vostra Chiesa non per inseguirne la gloria, ma perché essa sia serva fedele del Regno.

Portate la tuta da lavoro in chiesa, ma nei cantieri di lavoro portate la veste battesimale.

È il mondo lo spazio in cui ci giochiamo la nostra identità.

Il mondo, non la parrocchia.

Quale mondo?

Quello della scuola, della fabbrica, dell'ufficio, dei campi...

e poi gli ambienti, la spiaggia quest'estate, il bar questa sera, la villa, la piazza...

E se vi dicono che afferrate le nuvole, che battete l'aria, che non siete pratici, prendetelo come un complimento!

Non fate riduzione ai sogni.

Non praticate sconti all'utopia.

Se dentro vi canta un grande amore per Gesù Cristo e vi date da fare per vivere il Vangelo, la gente si chiederà:"Ma che cosa si cela negli occhi così pieni di stupore di costoro?"

Il Signore vi dia il gusto delle cose essenziali

Vi renda ministri della felicità della gente. 

don Tonino Bello

domenica, giugno 24, 2012

L'aforisma

[...] Ogni motto è come un contenitore, talora pieno solo a metà di verità, altre volte debordante nell'eccesso, in entrambi i casi imperfetto e talvolta anche custode solo di appassiti luoghi comuni.

Eppure, la frase essenziale e incisiva spesso lascia un'eco nella mente e nel cuore molto di più di quanto accada con un lungo argomentare. Ma il mio ricorso alla citazione icastica ha un'altra ragione. La confesso citando (appunto) Montaigne: "Faccio dire agli altri quello che non so dire bene io, sia per debolezza del mio linguaggio, sia per la debolezza della mia intelligenza". "Breviaro" di Gianfranco Ravasi, Domenica de Il Sole 24 ore, 24 giugno 2012


venerdì, giugno 22, 2012

Ho un sogno

Sì, è vero, io stesso sono vittima di sogni svaniti, di speranze rovinate, ma nonostante tutto voglio concludere dicendo che ho ancora dei sogni, perché so che nella vita non bisogna mai cedere.
Se perdete la speranza, perdete anche quella vitalità che rende degna la vita, quel coraggio di essere voi stessi, quella forza che vi fa continuare nonostante tutto.

Ecco perché io ho ancora un sogno…

Ho il sogno che un giorno gli uomini si rizzeranno in piedi e si renderanno conto che sono stati creati per vivere insieme come fratelli.

Questa mattina ho ancora il sogno che un giorno ogni nero della nostra patria, ogni uomo di colore di tutto il mondo, sarà giudicato sulla base del suo carattere piuttosto che su quella del colore della sua pelle, e ogni uomo rispetterà la dignità e il valore della personalità umana.

Ho ancora il sogno che un giorno la giustizia scorrerà come acqua e la rettitudine come una corrente poderosa.

Ho ancora il sogno che un giorno la guerra cesserà, che gli uomini muteranno le loro spade in aratri e che le nazioni non insorgeranno più contro le nazioni, e la guerra non sarà neppure oggetto di studio.
Ho ancora il sogno ogni valle sarà innalzata e ogni montagna sarà spianata.

Con questa fede noi saremo capaci di affrettare il giorno in cui vi sarà la pace sulla terra.           

Martin Luther King

lunedì, giugno 18, 2012

Sparlare

Nella vita associativa e professionale ho avuto a che fare con preti, professori universitari, e da ultimo anche magistrati; a volte mi chiedo in quale dei tre gruppi accada più rapidamente che, quando qualcuno si allontana, gli altri comincino a parlar male di lui.

Il segreto per non parlar male degli altri è semplice: basta non pensar male degli altri. Basta ammettere onestamente che in analoghe condizioni ci comportiamo spesso nello stesso modo, e a volte peggio. Vittorio Bachelet 1926-1980


mercoledì, giugno 13, 2012

Digiuno

Il nostro vero digiuno non sta nella sola astensione dal cibo; non vi è merito a sottrarre alimento al corpo se il cuore non rinuncia all'ingiustizia e se la lingua non si astiene dalla calunnia. Leone Magno


 

lunedì, giugno 11, 2012

La famiglia

Quando i miei figli erano piccoli, facevo un gioco con loro. Gli davo un rametto ciascuno e dicevo loro di spezzarlo. Non era certo un'impresa difficile. Poi dicevo loro di legare insieme i rametti, e gli dicevo di provare con il mazzetto. Ovviamente non ci riuscivano. " Quel mazzetto - gli dicevo - quello è la famiglia".   da "Una storia vera" di David Lynch


 

sabato, giugno 09, 2012

Profezia di falsi profeti...

Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, pur di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo i propri capricci, rifiutando di dare ascolto alla verità per perdersi dietro alle favole.  2 Tm 4, 3-4


martedì, giugno 05, 2012

Salvare il mondo

Se quando si immerge la mano nel catino dell'acqua,

se quando si attizza il fuoco col soffietto,

se quando si allineano interminabili colonne di numeri

al proprio tavolo di contabile,

se quando, scottati dal sole, si è immersi nella melma della risaia,

non si realizza la stessa vita religiosa

di quando ci si trova in preghiera in un monastero,

il mondo non sarà mai salvo.

Gandhi

lunedì, giugno 04, 2012

Primo passo

Tutto dipende dal primo passo... esso è qualitativamente diverso da tutti gli altri. Dietrich Bonhoeffer

domenica, giugno 03, 2012

La donna

State molto attenti a far piangere una donna perché Dio conta le sue lacrime! La donna è uscita dalla costola dell'uomo, non dai piedi perché dovesse essere pestata, né dalla testa per essere superiore, ma dal fianco per essere uguale, un po' più in basso del braccio per essere protetta, e dal lato del cuore per essere amata. Talmud


venerdì, giugno 01, 2012

Lavoro

Noi siamo sfidati da ogni parte a lavorare instancabilmente per raggiungere l'eccellenza nel nostro lavoro. Non tutti gli uomini sono chiamati a lavori specializzati o professionali; anche meno sono quelli che si elevano alle altezze del genio nelle arti e nelle scienze: la maggior parte è chiamata a lavorare nei campi, nelle fabbriche o sulle strade. Ma nessun lavoro è insignificante. Ogni lavoro che fa crescere l'umanità ha la sua dignità e la sua importanza, e dovrebbe essere intrapreso con diligenza e perfezione. Se un uomo è chiamato ad essere uno spazzino, egli dovrebbe pulire le strade proprio come Michelangelo dipingeva, o Beethoven componeva musica, o Shakespeare scriveva poesia. Dovrebbe pulire le strade così bene che tutte le legioni del cielo e della terra dovrebbero fermarsi per dire: qui è vissuto un grande spazzino, che faceva bene il suo lavoro. Martin Luther King


lunedì, maggio 28, 2012

Il carcere

Il carcere è un grande contenitore dove la società nasconde i problemi con l'illusione di averli risolti. Agostino Zenere, cappellano del carcere di Vicenza

giovedì, maggio 24, 2012

Vita piena

Il mondo soffocherà nello slancio della tecnica, se in tutte le nostre società, nelle famiglie, nelle città, nei paesi, nelle scuole, nei sindacati, nelle chiese, negli stati e nell'universo, non saremo capaci di agire con volontà e lucidità, e di affermare convinti che si può essere felici solo nella felicità che diamo; che ogni vita è vita piena solo quando è dedicata al servizio della pienezza della vita di tutti, cominciando dai più deboli e dimenticati. Abbé Pierre


giovedì, maggio 17, 2012

Niente paura: tutto previsto

È un'esperienza che fanno in molti: dopo avere incontrato il Signore, dopo avere cambiato la nostra vita lasciandola illuminare dal Vangelo, dobbiamo fare conti con l'ostilità di chi ci sta accanto e non crede. A volte sono proprio famigliari o gli amici a non capire le nostre scelte, ci prendono in giro, sono perplessi dalle nostre manifestazioni di fede (che è sempre meglio tenere per sé), può succedere, addirittura, di essere umiliati o presi in giro. Niente paura: tutto previsto. il Signore sa bene che l'unico modo per cambiare idea è quello di incontrare Dio. Con lui o senza di lui è tutto diverso, ma solo incontrandolo convertendosi si riesce a capire questa cosa! Per molti la fede è un hobby, una moda, una tendenza: ci sono persone che amano il bridge o la musica classica e altri che hanno il "pallino" della fede. Non è così, e lo sappiamo bene: la fede è un'esperienza coinvolgente, che cambia la nostra prospettiva. Non pretendiamo, allora, di essere capiti, relazioniamoci con oculatezza e prudenza con chi disprezza la fede, per non gettare il prezioso tesoro del Vangelo in pasto chi non lo capisce. E sorridiamo: abbiamo Gesù come Maestro!  Paolo Curtaz

giovedì, maggio 10, 2012

LA FORESTA DELLA VITA

Non credere che la vita sia fatta

soltanto di gioie,

non credere che al tuo arrivo

gli ostacoli crollino

e tu possa calpestarli.

Non pensare neppure un attimo

che per te le porte

saranno sempre aperte

ad un mondo migliore;

tu sei un uomo,

e non è proprio dell'uomo

avere una vita facile.

Forse te ne sarai già accorto,

forse avrai già perso

tutta quella sicurezza

che avevi in partenza.

La vita non è un giardino

in cui potrai trovare

solo fiori, siepi ben potate,

niente erbacce.

La tua vita è una foresta intricata, misteriosa,

in cui se tu camminerai

"ad occhi chiusi"

ti graffierai tra i rovi,

inciamperai nei rami secchi,

nelle radici,

in cui ti spaventeranno

le grida degli uccelli,

il fruscio delle foglie.

Ma se tu saprai camminarvi,

potrai evitare di cadere, di spaventarti,

e se saprai cercare, vi troverai anche

verde, fiori,

e un raggio di sole

penetrato tra i rami degli alberi

ti illuminerà.

Non fermarti perciò

se troverai un ostacolo,

scavalcalo;

non sederti su di un sasso

a piangere sulla tua sorte

e a sperare inutilmente

che qualcuno ti aiuti,

vai sempre avanti

e non voltarti mai al passato,

c'è il futuro innanzi a te.

Anche se non ci riuscirai subito,

riprova e prova ancora,

la tua vita è difficile,

ma non impossibile;

e vedrai che se sarai tenace

anche per te sboccerà un fiore.

Non darti per vinto mai,

perché chi rinuncia non è più un uomo,

è l'ombra di un uomo.

Non potrai essere sempre felice,

ma una parte di felicità

spetta anche a te:

sappila trovare!

 

Federica Girani, Genova 1964-1984

Incontro Gruppo Giovani Tabernacolo - 8 gennaio 2012

L'abc del dialogo

Nell'epoca della comunicazione per antonomasia, si assiste di frequente ad un drammatico paradosso: quello di non mettere in atto, sopratutto nel difficile rapporto tra le generazioni, l'abc dell'arte del dialogo, e di non esercitarla di fatto, sopratutto nell'ambito dell'affettività all'interno della relazione di coppia.  Ina Siviglia Sammartino

giovedì, maggio 03, 2012

Ho un sogno

Ho un sogno che un giorno i bambini diventeranno bambini
in tutte le parti del mondo,
Ho un sogno che un giorno i bambini africani avranno
la possibilità di giocare e studiare come bambini,
Ho un sogno che un giorno loro deporranno le armi perché
non ne avranno più bisogno,
Ho un sogno che un giorno loro verranno ascoltati,
tollerati e che potranno anche decidere cosa fare da grandi.
Nel mio sogno vedo che i bambini africani non
moriranno più di fame, sete e malattie banali,
Nel mio sogno vedo che questi bambini andranno a scuola
la mattina anziché andare nei vari cantieri,
Nel mio sogno vedo che questi bambini lasceranno le grotte,
i tombini e le strade per andare a dormire
nelle case.
Ho un sogno che un giorno i bambini africani
lasceranno i campi profughi,
Ho un sogno che un giorno loro non avranno più
bisogno di camminare per chilometri in cerca d'acqua
sporca da bere,
Ho un sogno che un giorno i loro piedi saranno
protetti dalle scarpe e i loro corpi coperti dai vestiti.
Nel mio sogno vedo che i bambini africani avranno la
possibilità di vaccinarsi contro le malattie infantili,
Nel mio sogno vedo che i loro destini non saranno più
decisi dalle tragedie causate dai grandi,
Nel mio sogno vedo che i bambini africani avranno la
possibilità di riuscire un giorno a sognare!

Blessing Sunday Osuchukwu

mercoledì, maggio 02, 2012

Non violenza

La non violenza attiva non è pacifismo, è ben altra cosa. Ho cominciato leggendo Gandhi, Martini Luther King, Milani, Mazzolari, e questi mi hanno aiutato a capire che era stato Gesù a praticare per primo la nonviolenza in quella Galilea schiacciata dall'imperialismo romano. Vi vorrei pregare, con tutto il cuore, di avere il coraggio di una scelta radicale di nonviolenza. Questo sistema è violento per natura. Noi dobbiamo costruire un sistema non violento, una civiltà della tenerezza. Alex Zanotelli

martedì, maggio 01, 2012

Lottare per i sogni

Esistono le sconfitte.
Ma nessuno può sfuggirvi.
Perciò è meglio perdere alcuni combattimenti
nella lotta per i propri
sogni,
piuttosto che essere sconfitto
senza neppure conoscere
il motivo per cui si sta lottando.

Paulo Coelho


venerdì, aprile 27, 2012

Tempo

Infelice quel tempo che divora il presente, rimpiange il passato e annienta il futuro. Non e' un tempo per giovani. Enrico Camanni


martedì, aprile 24, 2012

lunedì, aprile 23, 2012

Bambino

Un bambino può insegnare sempre tre cose a un adulto: a essere contento senza un motivo, a essere sempre occupato con qualche cosa e a pretendere con ogni sua forza quello che desidera. Paulo Coelho, Monte Cinque.

giovedì, aprile 19, 2012

Scelta di vita o di morte

Ogni società si trova a dover scegliere fra una legge di vita e di pace, e una legge di morte e di odio. La legge di morte è quella che dice: i forti devono essere i primi. Ciò fa sì che tutti lottino per essere forti, in modo da essere serviti. Questa legge è disperata, perché anche il forte un giorno diverrà debole, e i deboli che lui non ha amato lo lasceranno morire abbandonato. C'è solo una via d'uscita a questa disperazione: obbedire alla legge della vita e dell'amore. Questa legge è il contrario della prima: dice che i poveri e deboli debbono essere serviti per primi. Questa legge porta pace, perché nessuno competerà mai con gli altri, lotterà contro gli altri, ucciderà gli altri per divenire debole e povero. Ed è una legge di vita, perché quando il forte diverrà debole, sarà sostenuto dai deboli che lui ha aiutato quand'era forte. Abbé Pierre

martedì, aprile 17, 2012

Epoca ingenua

Viviamo in un'epoca molto ingenua; per esempio, la gente compra prodotti la cui eccellenza è vantata dalle stesse persone che li vendono. Jorge Luis Borges

 

lunedì, aprile 16, 2012

Bambino

Bambino, se trovi l'aquilone della tua fantasia

legalo con l'intelligenza del cuore.

Vedrai sorgere giardini incantati

e tua madre diventerà una pianta

che ti coprirà con le sue foglie.

Fa delle tue mani due bianche colombe

che portino la pace ovunque

e l'ordine delle cose.

Ma prima di imparare a scrivere

guardati nell'acqua del sentimento.

Alda Merini

 

 

venerdì, aprile 13, 2012

Pensieri vari di Madre Teresa

Voi ed io siamo stati creati per cose più grandi. Non siamo stati creati solo per attraversare questa vita senza uno scopo. E quello scopo più grande consiste nell'amare e nell'essere amati.
Non ci viene chiesto di essere bravi, ma di essere fedeli.
Iniziate e finite la giornata con la preghiera. Andate da Dio come bambini. Se trovate difficile pregare, potete dire: "Vieni, Spirito Santo, guidami, proteggimi, sgombera la mia mente affinché possa pregare".
La preghiera non richiede di interrompere il lavoro, ma di proseguire il lavoro come se fosse una preghiera. Quel che conta è essere con Lui, vivere in Lui, nella sua volontà.
Più ci svuotiamo, più lasciamo a Dio spazio per riempirci.
Talvolta la nostra anima deve essere un cristallo trasparente attraverso il quale scorgere Dio. Talvolta il nostro cristallo è coperto da polvere e sporcizia. Se glielo consentiremo, Dio ci aiuterà ad eliminare la polvere: se quella è la nostra volontà, sarà fatta la sua volontà.
Quando non abbiamo nulla da dare, diamogli quel nulla.
Se davvero apparteniamo totalmente a Dio, dobbiamo essere a sua disposizione e dobbiamo confidare in Lui. Ieri è passato. Il domani non è ancora arrivato. Abbiamo solo l'oggi: cominciamo.
La gente mi chiede quale consiglio abbia da dare alle coppie sposate che faticano a tenere in vita la loro relazione. Rispondo sempre: "Pregate e perdonate"; e alle madri sole senza alcun sostegno: "Pregate e perdonate".
L'importante è il dono di noi stessi, il grado di amore che mettiamo in ciascuno dei nostri gesti. Non sappiamo fare grandi cose, soltanto piccole cose con grande amore. Madre Teresa di Calcutta

 

martedì, aprile 10, 2012

Non cosa ma come

Dio non guarda i verbi, ma gli avverbi - diceva S.Gaspare Bertoni. Cioè, non è importante ciò che fai, ma come lo fai. Giancarlo Bregantini

giovedì, aprile 05, 2012

Digiuno

Quanto è splendido il digiuno
che si adorna dell'amore
spezza generoso il tuo pane con chi ha fame
altrimenti il tuo non è digiuno, ma risparmio.

Dalla liturgia maronita

mercoledì, aprile 04, 2012

lunedì, aprile 02, 2012

Uomo Nuovo

L'amore è l'unica forza capace di svegliare nell'uomo energie a lui stesso sconosciute... Esso riesce a far crescere e a far fiorire tutto ciò che è addormentato dentro l'uomo. Rivela l'Uomo Nuovo del futuro, che sta in gestazione.  Carlos Mesters

 

 

giovedì, marzo 29, 2012

Dove sono le donne?

Dove sono le donne

mentre voi camminate per le strade in branchi regolari

la domenica mattina

col passo degli sfaccendati?

Fanno la spesa

le faccende di ogni giorno

lavano i piatti del sabato sera

e badano ai bambini

mentre voi camminate per le strade

la domenica mattina

col passo degli sfaccendati.

Dove sono le donne

mentre voi rifate il mondo a misura vostra

un mondo rosso un mondo nero

la sera

intorno al tavolo?

Cucinano

apparecchiano

mettono i piatti sulla tavola

li riempiono di cibo

mentre voi rifate il mondo a misura vostra.

Dove sono le donne

quando voi fate loro l'amore?

Lontano da voi

pensano al giorno dopo

alla spesa

ai piatti da lavare

alle faccende

ai figli

alla cucina

alle posate

alla tavola

ai piatti

pensano al giorno dopo, loro.

Anne Sexton

lunedì, marzo 26, 2012

I figli sono come aquiloni

I figli sono come gli aquiloni,
passi la vita a cercare di farli alzare da terra.
Corri e corri con loro
fino a restare tutti e due senza fiato…
Come gli aquiloni, essi finiscono a terra…
e tu rappezzi e conforti, aggiusti e insegni.
Li vedi sollevarsi nel vento e li rassicuri
che presto impareranno a volare.


Infine sono in aria:
gli ci vuole più spago e tu seguiti a darne.
E a ogni metro di corda
che sfugge dalla tua mano
il cuore ti si riempie di gioia
e di tristezza insieme.

Giorno dopo giorno
l'aquilone si allontana sempre più
e tu senti che non passerà molto tempo
prima che quella bella creatura
spezzi il filo che vi unisce e si innalzi,
come è giusto che sia, libera e sola.


Allora soltanto saprai
di avere assolto il tuo compito.
 

Erma Bombeck

venerdì, marzo 23, 2012

Padre nostro

Siamo mal ridotti, Papà, ma siamo insieme.
Laceri, sporchi, non troppo presentabili, ma ci riconosciamo fratelli.
Ci sentiamo colpevoli "insieme".
Abbiamo tutti qualcosa da farci perdonare.
Nessuno di noi è giudice dell'altro.
Nessuno di noi condanna le colpe dell'altro.
Siamo uniti da una comune solidarietà di miseria.
Soltanto per questo "osiamo dire".
E tu, siamo sicuri, ci guardi con benevolenza.

Perché noi ci guardiamo senza durezza.
Tu, abbiamo la certezza, ci accetti.

Perché noi ci accettiamo vicendevolmente.
Tu non ti vergogni di noi, nonostante tutto.

Perché noi non rifiutiamo nessuno.
Ecco, Signore, soltanto dopo che ci siamo caricati sulle spalle questo colossale peso di tutti i nostri fratelli, osiamo dire "Padre nostro!".
E, stavolta, è preghiera.

Alessandro Pronzato

 

 

giovedì, marzo 22, 2012

Dimmi spesso che mi ami

Dimmi spesso che mi ami, con parole, gesti e azioni.

Non credere che lo sappia già.

Forse ti sembrerò imbarazzato e negherò di averne bisogno,

ma non credermi, fallo lo stesso.

Prenderemo del tempo per guardarci in faccia e parlarci come al principio.

Prenderemo del tempo perché ritorni la tenerezza.

Charles Singer

 

 

mercoledì, marzo 21, 2012

Chi è il mio prossimo?

Chi è il mio prossimo? "Non conosco il suo nome", dice Gesù in sostanza.

È chiunque verso cui voi agite da buon vicino.

È chiunque giace nel bisogno all'angolo della strada della vita.

Non è giudeo né gentile, né russo né americano, né nero né bianco.

È "un uomo – ogni uomo in bisogno – in una delle numerose strade della vita".

Così Gesù definisce il prossimo, non con una definizione teologica, ma con una situazione vitale. Martin Luther King


 

 

 

martedì, marzo 20, 2012

Il Vangelo

Il Vangelo è diventato non soltanto il libro del Signore vivo, ma ancora il libro del Signore da vivere... Il suo amore è un movimento ininterrotto: "Vieni... Seguimi... Andate". Madeleine Delbrèl

lunedì, marzo 19, 2012

S.Giuseppe

Oggi, più che mai, vorremmo perciò guardare ancora a voi, papà carissimi, straordinarie figure che riempite le nostre case di amore e di luce con la vostra presenza. Desideriamo ascoltare le vostre parole misurate e i vostri paterni rimproveri, sotto il vostro sguardo severo e tenerissimo, che incute forse un po' di santo timore, ma che sa sempre infondere fiducia nei cuori.

Abbiamo bisogno della vostra Fede, incarnata nella fatica del lavoro e nelle delusioni della vita, ma sorretta da una irremovibile confidenza in Dio. Abbiamo bisogno della vostra forza e della vostra fragilità, della vostra fedeltà e della dedizione al bene delle vostre case. Abbiamo bisogno della vostra pace, della vostra tenacia, del vostro buonumore e della vostra saggezza. 

La paternità non si improvvisa: come ogni autentico bene umano e cristiano, richiede educazione del cuore e della mente, umiltà, fermezza, sguardo positivo sulla vita e costante abbandono nella mano provvidente di Dio e devozione vera a San Giuseppe, padre putativo di Gesù.

Anche a voi, papà delle nuove generazioni nell'epoca delle "unioni di fatto", fomentate da chi si adopera con ogni mezzo per distruggere la famiglia e stravolgere definitivamente ogni valore, in nome dell'onnipotente Nulla Assoluto, Dio affida ancora le vostre spose e le vostre case.
E continua e continuerà sempre a contare su di voi e a fidarsi di voi.

Tratto da Maria di Fatima, mensile della Famiglia del Cuore Immacolato di Maria


giovedì, marzo 15, 2012

I Santi (uomini nuovi)

Già gli uomini nuovi sono sparsi in tutta la terra. Alcuni sono ancora difficilmente riconoscibili; ma altri possiamo riconoscerli. Di tanto in tanto li incontriamo. Le loro voci e le loro facce sono diverse dalle nostre: più forti, più calme, più liete, più raggianti. Questi uomini partono da dove i più di noi si arrestano. Sono riconoscibili, ma dobbiamo sapere cosa cercare. Non attirano l'attenzione su di sé. Tu immagini di far loro del bene, mentre sono loro a fartene. Ti amano più di quanto ti amino gli altri uomini, ma hanno meno bisogno di te. Sembrano, di solito, avere una quantità di tempo a disposizione, e tu ti domandi da dove gli venga. Quando abbiamo riconosciuto uno di essi, riconoscere il successivo ci riesce molto più facile. E io sospetto molto fortemente (ma come faccio a saperlo?) che essi si riconoscano tra loro immediatamente e infallibilmente, al di là di ogni barriera di colore, sesso, classe, età, e anche dottrina. Diventare santi è un po' come aderire a una società segreta. Per dirla in termini molto riduttivi dev'essere un gran divertimento. C.S.Lewis

 

martedì, marzo 13, 2012

Se non tornerete come bambini...

L'amore è quando esci a mangiare e dai un sacco di patatine fritte a qualcuno senza volere che l'altro le dia a te. (Gianluca, 6 anni)
Quando nonna aveva l'artrite e non poteva mettersi più lo smalto, nonno lo faceva per lei anche se aveva l'artrite pure lui. Questo è l'amore. (Rebecca, 8 anni)
L'amore è quando la ragazza si mette il profumo, il ragazzo il dopobarba, poi escono insieme per annusarsi. (Martina, 5 anni)
L'amore è la prima cosa che si sente, prima che arrivi la cattiveria. (Carlo, 5 anni)
L'amore è quando qualcuno ti fa del male e tu sei molto arrabbiato, ma non strilli per non farlo piangere. (Susanna, 5 anni)
6. L'amore è quella cosa che ci fa sorridere quando siamo stanchi. (Tommaso, 4 anni)
L'amore è quando mamma fa il caffè per papà e lo assaggia prima per assicurarsi che sia buono. (Daniele, 7 anni)
L'amore è quando mamma dà a papà il pezzo più buono del pollo. (Elena, 5 anni)
L'amore è quando il mio cane mi lecca la faccia, anche se l'ho lasciato solo tutta la giornata. (Anna Maria, 4 anni)
Non bisogna mai dire "Ti amo" se non è vero. Ma se è vero bisogna dirlo tante volte. Le persone dimenticano. (Jessica, 8 anni)

Il papà chiede ad Alessio, 5 anni: «Che cosa ti piace di più del papà?». E Alessio, dopo aver riflettuto un po': «La mamma».
«Quand'è che ti accorgi che la tua famiglia va bene?» chiesero ad una bambina «Quando vedo il papà e la mamma che si danno i bacetti» rispose.

 


lunedì, marzo 12, 2012

venerdì, marzo 09, 2012

Talenti

Ho sempre amato la parabola dei talenti: Gesù dice che se hai un talento e lo sotterri, sbagli. Devi impegnarlo, anche a rischio di perderlo. è un messaggio che dà il senso della vita. Comunque la si pensi per il dopo, il paradiso non è qui. Qui si prende solo il biglietto e una volta di là ci chiederanno conto di ciò che abbiamo fatto di quei talenti. Massimo Gramellini, Famiglia Cristiana n°10 - 4 marzo 2012

martedì, marzo 06, 2012

Ricchezza

Le ricchezze rappresentano un torto che dobbiamo riparare, e potremmo dire: "Scusatemi, se sono tanto ricco"     Montesquieu

lunedì, marzo 05, 2012

Oppio dei popoli

La religione ha a che fare sia con la terra sia con il cielo, sia con il tempo sia con l'eternità. Ogni religione che professa di essere preoccupata per l'anima degli uomini e non è preoccupata dei tuguri in cui vivono da dannati, delle condizioni economiche che li strangolano, delle condizioni sociali che li mutilano, è una religione secca come la polvere. Questo tipo di religione è ciò che al marxismo piace vedere come oppio dei popoli. Martin Luther King

venerdì, marzo 02, 2012

Canta il sogno del mondo

Ama
saluta la gente
dona
perdona
ama ancora e saluta.

Dai la mano
aiuta
comprendi
dimentica
e ricorda
solo il bene.

E del bene degli altri
godi e fai godere.

Godi del nulla che hai
del poco che basta
giorno dopo giorno:
e pure quel poco
–se necessario-
dividi.

E vai, vai leggero
dietro il vento
e il sole
e canta.
Vai di paese in paese
e saluta tutti
il nero, l'olivastro
e perfino il bianco.

Canta il sogno
del mondo
che tutti i paesi
si contendano
di averti generato.

 

David Maria Turoldo