martedì, settembre 22, 2009

La Pace e la Giustizia

Da quando la pace ha cominciato a presentarsi in pubblico con la compagnia un po' sospetta della giustizia, quello della pace non solo è diventato il discorso più destabilizzante, ma che ha fatto capire tantissime cose.

Che non ci potrà mai essere pace finché i beni della terra sono così ingiustamente distribuiti.

Che guerra non è solo il tuono dei cannoni o l'esplosione delle atomiche o materiale chimico, ma la semplice esistenza, anche se subìta in rassegnato silenzio, di questo violento sistema economico. L'assurdo non è che nel mondo ci siano ricchi e poveri, ma che i ricchi diventino sempre più ricchi sulla pelle dei poveri che diventano sempre più poveri.

Che l'asse della pace o della guerra non passa tanto tra l'Est e l'Ovest, ma tra il Nord e il Sud; tra popoli ricchi e terzo mondo, sprofondato nei debiti e sull'orlo dell'abisso.

Forse ciascuno di noi con le mille violenze pubbliche e private che consuma ogni giorno, è complice e titolare dei focolai della guerra.

(Lettera Equipe Notre Dame n°116 – nov. dic. 2001)

Disponibilità

Un solo "eccomi" vale più di dieci "Il ciel t'assista".      proverbio cinese


lunedì, settembre 21, 2009

La gelosia

La gelosia è la radice di tutti i mali, la sorgente delle stragi, il vivaio dei delitti, la sostanza delle colpe. Da lei sorge l'odio, da lei procede l'animosità. La gelosia infiamma l'avarizia, perché non può essere contento del suo, chi vede l'altro più ricco di sé. La gelosia eccita l'ambizione, se si vede qualcuno maggiormente onorato.   S.Cipriano di Cartagine

venerdì, settembre 18, 2009

Scandalo migranti

L'identità cristiana si difende non con nuove cortine di ferro o di bambù, ma con la scelta dei valori evangelici. In una revisione del nostro modo di vivere dovremmo scandalizzarci per il fatto che molti fratelli e sorelle scappano da situazioni create dall'economia di ingiustizia di Paesi che pure si dicono immersi in una cultura cristiana. Mario Aldighieri

giovedì, settembre 17, 2009

mercoledì, settembre 16, 2009

Avere di più, sempre di più

Avere di più, per i popoli come per le persone, non è lo scopo ultimo. Ogni crescita è ambivalente. Necessaria onde permettere all'uomo di essere più uomo, essa lo rinserra come in una prigione, quando diventa il bene supremo che impedisce di guardare oltre. Allora i cuori s'induriscono e gli spiriti si chiudono, gli uomini non s'incontrano più per amicizia, ma spinti dall'interesse, il quale ha buon gioco nel metterli gli uni contro gli altri e nel disunirli. La ricerca esclusiva dell'avere diventa così un ostacolo alla crescita dell'essere e si oppone alla sua vera grandezza: per le nazioni come per le persone, l'avarizia è la forma più evidente del sottosviluppo morale.

Paolo VI - Populorum progressio – 26 marzo 1967 – S.Pasqua – par. 19

martedì, settembre 15, 2009

Paura del prossimo

Non sappiamo metterci nei panni dell'altro, perché ci hanno insegnato a diffidare dell'altro... Siamo in una società di specchi, dobbiamo sempre trovare l'approvazione negli occhi dell'altro: è il meccanismo della moda, del consumismo. Invece è la sobrietà che ci fa incontrare il povero, una sobrietà che ha la sua radice nel Vangelo, nel "perdere la vita per gli amici".   suor Emmanuelle Marie

lunedì, settembre 14, 2009

Medico

Ricordati che il miglior medico é la natura: guarisce i due terzi delle malattie e non parla male dei colleghi.    Galeno

domenica, settembre 13, 2009

Partire

Partire è anzitutto uscire da sé.
Rompere quella crosta di egoismo che tenta di imprigionarci nel nostro "io".
Partire è smetterla di girare in tondo intorno a noi, come se fossimo al centro del mondo e della vita. Partire è non lasciarsi chiudere negli angusti problemi del piccolo mondo cui apparteniamo: qualunque sia l'importanza di questo nostro mondo l'umanità è più grande ed è essa che dobbiamo servire. Partire non è divorare chilometri, attraversare i mari, volare a velocità supersoniche.
Partire è anzitutto aprirci agli altri, scoprirli, farci loro incontro. Aprirci alle idee, comprese quelle contrarie alle nostre, significa avere il fiato di un buon camminatore.
E' possibile viaggiare da soli. Ma un buon camminatore sa che il grande viaggio è quello della vita ed esso esige dei compagni.
Beato chi si sente eternamente in viaggio e in ogni prossimo vede un compagno desiderato. Un buon camminatore si preoccupa dei compagni scoraggiati e stanchi. Intuisce il momento in cui cominciano a disperare. Li prende dove li trova. Li ascolta, con intelligenza e delicatezza, soprattutto con amore, ridà coraggio e gusto per il cammino.
Camminare è andare verso qualche cosa; è prevedere l'arrivo, lo sbarco. Ma c'è cammino e cammino: partire è mettersi in marcia e aiutare gli altri a cominciare la stessa marcia per costruire un mondo più giusto e umano.

Helder Camara, Camminiamo la speranza