lunedì, febbraio 28, 2011

Anche questa è legge?

Ma se un tiranno (o un manipolo di deficienti, anche democraticamente eletti) usurpa il potere e prescrive al popolo quel che deve fare, è anche questa una legge? Alcibiade

venerdì, febbraio 25, 2011

Il dubbio

IL CREDENTE - Io sono un credente, signore, afflitto dal dubbio che Dio non esista.

L'ATEO - Io, peggio. Sono un ateo, signore, afflitto dal dubbio che Dio, invece, esista realmente, È terribile.

Achille Campanile - Tragedie in due battute

giovedì, febbraio 24, 2011

Per il mio torturatore, il tenente D.

Mi avete schiaffeggiata
- nessuno l'aveva mai fatto -
la corrente elettrica
e il vostro pugno
e quel linguaggio da teppista
troppo sanguinavo per poter ancora arrossire
un'intera notte
una locomotiva nel ventre
arcobaleni dinanzi agli occhi
era come se io mangiassi la mia bocca
e affogassi i miei occhi
avevo mani dovunque
e una gran voglia di ridere.
Poi un mattino, è venuto un altro soldato
vi rassomigliava come una goccia di sangue
vostra moglie, tenente,
ha  messo lo zucchero nel vostro caffè?
Vostra madre ha osato ammirare la vostra buona cera?
Avete carezzato i capelli dei vostri ragazzi?

Leila Djabali, poetessa algerina, nata ad Algeri nel 1940, catturata e torturata dai Francesi nella prigione di Barberousse nel 1957

Diavoli e buffoni

Chi si aspetta che nel mondo i diavoli vadano in giro con le corna e i buffoni coi sonagli sarà sempre loro preda e il loro zimbello. Arthur Schopenhauer

venerdì, febbraio 18, 2011

Vocazione

La vocazione non tollera che ti volti indietro, quando hai posto mano all'aratro, non tollera i cuori angusti e stretti, "sclerotici", sempre pronti a calcolare se conviene fare questo e lasciare quello. La vocazione è la via dei "cuori ardenti", come direbbe p. Teilhard de Chardin; è per coloro che non si accontentano di andare nel bosco a fare il pic-nic, ma vogliono salire sulla cima della montagna, anche se il sentiero si fa duro e stretto, e sole e fatica ti asciugano ogni energia...  Nico Dal Molin

 

giovedì, febbraio 10, 2011

La vita

Non aver paura che la vita possa finire.
Abbi invece paura che non cominci mai davvero.
Beato John Henry Newman

 

domenica, febbraio 06, 2011

Il digiuno

Il digiuno che io gradisco non è forse questo:
che si spezzino le catene della malvagità,
che si sciolgano i legami del giogo,
che si lascino liberi gli oppressi
e che si spezzi ogni tipo di giogo?
Non è forse questo: che tu divida il tuo pane con chi ha fame,
che tu conduca a casa tua gli infelici privi di riparo,
che quando vedi uno nudo tu lo copra
e che tu non ti nasconda a colui che è carne della tua carne?
Allora la tua luce spunterà come l'aurora,
la tua guarigione germoglierà prontamente;
la tua giustizia ti precederà,
la gloria del Signore sarà la tua retroguardia.

Isaia 58, 6-8

venerdì, febbraio 04, 2011

Consumismo, anche nell'amore

Il consumo ha permeato tutte le dimensioni dell'esistenza umana e di conseguenza tutte le dimensioni dell'esistenza umana hanno assunto la forma del consumo. Anche l'amore umano diventa consumo nel senso che la formula dell'amore non è più: «Ti amo e quindi mi prendo cura di te, della tua felicità», ma: «Mi piaci e quindi vivo il piacere distare con te fino a quando la tua presenza mi soddisferà». Quest'ultima formula è quella propria del "consumatore", ma ormai la usiamo in tutte le dimensioni della nostra esistenza, rendendo così effimere, fungibili, sostituibili come gli oggetti di consumo. Si pensi anche alla dimensione religiosa: la tendenza alla "religione fai da te"; così caratteristica dell'uomo d'oggi, viene dalla stessa logica di consumo. La religione non è più il luogo del rapporto personale con Dio; è invece un oggetto di consumo che mi garantisce alcune soddisfazioni altrimenti irraggiungibili. La religione cristiana, invece, è rapporto con Dio nel modo che a Lui piace. Non è un edificio religioso che mi costruisco secondo i miei desideri e le mie necessità... Il consumismo può essere attraente, il permissivismo allettante, l'aggressività rassicurante, ma l'uomo non riuscirà mai a trovare la propria quiete e serenità nel possesso, nel lasciarsi andare, nell'affermarsi sopra gli altri... La tendenza così diffusa oggi a creare atteggiamenti di lotta, di competizione con l'altro deve venire assorbita da una forza di solidarietà e di comunione più grande.  Luciano Monari