giovedì, dicembre 31, 2015

Filastrocca di capodanno

La filastrocca di Capodanno

fammi gli auguri per tutto l'anno:

 

Voglio un gennaio col sole d'aprile,

un luglio fresco, un marzo gentile,

 

Voglio un giorno senza sera,

voglio un mare senza bufera,

 

voglio un pane sempre fresco,

e sul cipresso il fiore del pesco,

 

che siano amici il gatto e il cane,

che diano latte tutte le fontane.

 

Se voglio troppo, non darmi niente,

dammi una faccia allegra solamente.

 

Gianni Rodari

mercoledì, dicembre 30, 2015

Anno nuovo

Indovinami, indovino,
tu che leggi nel destino:
l'anno nuovo come sarà?
Bello, brutto o metà e metà?
Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un carnevale e un ferragosto,
e il giorno dopo il lunedì
sarà sempre un martedì.
Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell'anno nuovo:
per il resto anche quest'anno
sarà come gli uomini lo faranno.

 

Gianni Rodari

martedì, dicembre 29, 2015

Idee

Di idee ne aveva poche; ma a quelle poche era molto affezionata. Tra le poche, ce n'era per disgrazia molte delle storte; e non erano quelle che le fossero meno care. Manzoni a proposito di donna Prassede


lunedì, dicembre 28, 2015

Prendersi cura

Gesù incontrò un uomo e gli chiese: «Che cosa stai facendo?». «Mi dedico a Dio», rispose l'uomo. Gesù gli chiese: «Chi si prende cura di te?». «Mio fratello», rispose l'uomo. Gesù disse: «Il tuo fratello è più devoto a Dio di te». Parabola islamica (Citata da Gianfranco Ravasi nel "Mattutino", Avvenire del 24/3/2004)


domenica, dicembre 27, 2015

La vite e l'olmo

Lodiamo pure i giovani, esaltiamo l'adolescenza, adoriamo estatici la puerizia. Ma ricordiamoci anche che gli uomini i quali hanno rinnovato il mondo sono sempre usciti da scuole dove i capricci e gli impeti della giovinezza erano corretti e frenati e dove i ragazzi si davano per modello gli uomini e le loro più stabili e provate virtù. La vite s'è sempre appoggiata all'olmo, non l'olmo alla vite. Ugo Ojetti (1871-1946)


venerdì, dicembre 25, 2015

Natale

Per il Figlio

Natale è

abbandonare il Padre

e abbandonarsi ai fratelli

che hanno abbandonato il Padre

perché nessuno si senta abbandonato.

Silvano Fausti             

giovedì, dicembre 24, 2015

Sotto il mantello

Travestiti da pastori

o scorta volontaria dei re magi

andiamo a Betlemme cianciando

di grazia d'amore di pace,

comunque nascondendo

sotto il mantello per ogni evenienza

un kalaschnikov ben oliato.

"Natale 1987", Giovanni Angelo Abbo (1911-1994), "Parole dipinte" (Libreria Leoniana 1989)


mercoledì, dicembre 23, 2015

Natale

La mia idea sul Natale, antica o moderna che sia, è molto semplice: amare gli altri. Pensateci un attimo, perché dobbiamo aspettare il Natale per iniziare a farlo?

Bob Hope

 

Filastrocca di Natale

Un abete speciale

Quest'anno mi voglio fare

un albero di Natale

di tipo speciale,

ma bello veramente.

Non lo farò in tinello,

lo farò nella mente,

con centomila rami

e un miliardo di lampadine,

e tutti i doni

che non stanno nelle vetrine.

Un raggio di sole

per il passero che trema,

un ciuffo di viole

per il prato gelato,

un aumento di pensione

per il vecchio pensionato.

E poi giochi,

giocattoli, balocchi

quanti ne puoi contare

a spalancare gli occhi:

un milione, cento milioni

di bellissimi doni

per quei bambini

che non ebbero mai

un regalo di Natale,

e per loro ogni giorno

all'altro è uguale,

e non è mai festa.

Perché se un bimbo

resta senza niente,

anche uno solo, piccolo,

che piangere non si sente,

Natale è tutto sbagliato.

 Gianni Rodari

 

 


martedì, dicembre 22, 2015

Aspettando Dio

Penso al teologo che non aspetta perché possiede Dio chiuso in un edificio dottrinale.

Penso all'uomo di Chiesa che non aspetta Dio perché lo possiede racchiuso in un'istituzione.

Penso al credente che non aspetta Dio perché lo possiede rinchiuso nella propria esperienza.

Non è facile sopportare questo non possedere Dio, questo aspettare Dio.

Paul Tillich (1886-1965)


venerdì, dicembre 18, 2015

Angina pectoris

Se qui c'è la metà del mio cuore, dottore,

l'altra metà sta in Cina

nella lunga marcia verso il Fiume Giallo.

E poi ogni mattina, dottore,

ogni mattina all'alba

il mio cuore lo fucilano in Grecia.

E poi, quando i prigionieri cadono nel sonno

quando gli ultimi passi si allontanano

dall'infermeria

il mio cuore se ne va, dottore,

se ne va in una vecchia casa di legno, a Istanbul.

E poi sono dieci anni, dottore,

che non ho niente in mano da offrire al mio popolo

niente altro che una mela

una mela rossa, il mio cuore.

È per tutto questo, dottore,

e non per l'arteriosclérosi, per la nicotina, per la prigione,

che ho quest'angina pectoris.

Guardo la notte attraverso le sbarre

e malgrado tutti questi muri

che mi pesano sul petto

il mio cuore batte con la stella più lontana.

 

Nazim Hikmet, "Angina pectoris"- Poesie sulla morte, 1948

giovedì, dicembre 17, 2015

Disuguaglianze

È chiaramente contro la legge di natura, in qualsiasi modo la si definisca, che un fanciullo comandi a un vecchio, un imbecille guidi un saggio e che un pugno di uomini nuoti nel superfluo, mentre la moltitudine affamata manca del necessario. 

Jean Jacques Rousseau


mercoledì, dicembre 16, 2015

martedì, dicembre 15, 2015

Bambini

I bambini con gli occhi parlano parole adulte.

Sguardi incrociati per annuire il silenzio,

è una lunga attesa,

ancora ricca di speranza,

speranza che non vogliamo spegnere.  

Ada Roggio

 

 

lunedì, dicembre 14, 2015

Semina

Non vi fate illusioni; non ci si può prendere gioco di Dio. Ciascuno raccoglierà quello che avrà seminato. San Paolo


giovedì, dicembre 10, 2015

Bambini

I bambini partecipano sempre, per istinto mimetico, al nervosismo di chi sta con loro; e in particolare avvertono sempre ogni turbamento o ogni sovversione imminente, di qualunque genere, nella situazione familiare

Nathaniel Hawthorne


mercoledì, dicembre 09, 2015

Idea unica

Nulla è più pericoloso di un'idea, quando è l'unica che abbiamo.

 Alain (1868-1951), "Il sistema delle belle arti" (1920)


lunedì, dicembre 07, 2015

venerdì, dicembre 04, 2015

Giovane e vecchio

Sono giovane come la mia speranza,

vecchio come il mio scoraggiamento.

Sono giovane come la mia fede,

vecchio come il mio dubbio.

Sono giovane come le mie aspirazioni,

vecchio come le mie lagne.

Sono giovane come il mio sorriso,

vecchio come il mio broncio.

Sono giovane come le mie conquiste,

vecchio come le mie abitudini.

Sono giovane come il mio amore,

vecchio come il mio rancore.

Sono giovane come la mia dolcezza,

vecchio come la mia durezza.

Sono giovane come la mia gioia,

vecchio come la mia noia.

Maurizio Giordano, "Il Senso della Vita - attingere alla Sorgente della felicità" di padre Gianni Santopietro (ed. Missionari OMI) 


 

giovedì, dicembre 03, 2015

Il peccato prediletto

E il Demonio sorrise, perché il suo peccato prediletto

è l'orgoglio che scimmiotta l'umiltà.

Ephraim Kishon

 

mercoledì, dicembre 02, 2015

Laici

Voglio un laicato non arrogante, non precipitoso nei discorsi, non polemico, ma uomini che conoscono la propria religione, che sanno cosa credono e cosa non credono, che conoscono così bene la storia da poterla difendere. John Henry Newman


martedì, dicembre 01, 2015

Amare

La mia vita ha conosciuto tanti e poi tanti pericoli, ho rischiato la morte tante e poi tante volte. Sono stata per anni nel mezzo della guerra. Ho sperimentato nella carne dei miei, di quelli che amavo, e dunque nella mia carne, la cattiveria dell'uomo, la sua perversità, la sua crudeltà, la sua iniquità. E ne sono uscita con una convinzione incrollabile che ciò che conta è solo amare.

Annalena Tonelli

 


lunedì, novembre 30, 2015

Liturgia da strada

Abbiate per monastero la camera dei malati, per cella la chiesa parrocchiale, per chiostro le strade della città, per clausura l'obbedienza, per grata il timor di Dio, per velo la santa modestia. Se dovete lasciare l'orazione per andare da un malato, fatelo. Il vostro dovere è lasciare tutto per il servizio dei poveri. San Vincenzo de' Paoli


venerdì, novembre 27, 2015

La mancanza

Vuoi sapere chi tu sei per me?

E allora ecco: tu sei

colei che m'impedisce di bastarmi.

Tu mi hai dato

la cosa più preziosa di tutte:

la mancanza!

Christian Bobin


giovedì, novembre 26, 2015

Cominciare

L'unica gioia al mondo è cominciare. È bello vivere perché vivere è cominciare, sempre, ad ogni istante. Cesare Pavese


 

martedì, novembre 24, 2015

Idoli

Un giorno fu chiesto a rabbí Bunam: «Che cosa s'intende oggi quando si parla di un sacrificio per gli idoli?». Egli rispose: «Vi farò un esempio. Quando un uomo pio e giusto che siede con gli altri a tavola e che mangerebbe volentieri ancora qualcosa, vi rinunzia per mantenere la sua reputazione, ebbene questo è un sacrificio agli idoli». "Storie e leggende chassidiche", Martin Buber


lunedì, novembre 23, 2015

Avaro

Per l'avaro l'avere è il fondamento del suo essere, la garanzia della sua identità: "Io sono ciò che ho". Per lui la proprietà privata (dal latino privare che significa "portar via agli altri") non è finalizzata all'uso, ma al possesso. Umberto Galimberti

 

giovedì, novembre 19, 2015

Insignificanza

La maggior parte degli uomini manca certamente di giustizia, indubbiamente di amore, ma ancor più di significato. L'insignificanza del lavoro, l'insignificanza del piacere, l'insignificanza della sessualità: ecco i problemi di oggi.  Paul Ricoeur, "Etudes", 1966.


mercoledì, novembre 18, 2015

Speranza

Se io avessi una botteguccia
fatta di una sola stanza
vorrei mettermi a vendere
sai cosa? La speranza.

"Speranza a buon mercato!"
Per un soldo ne darei
ad un solo cliente
quanto basta per sei.

E alla povera gente
che non ha da campare
darei tutta la mia speranza
senza fargliela pagare.

 

Gianni Rodari

 

martedì, novembre 17, 2015

lunedì, novembre 16, 2015

Con tristezza

Il dubbio è divenuto cultura. L'incredulità, virtù. La diffidenza, sistema. [...]

Forse non ne abbiamo colpa. Ma noi oggi stiamo vivendo proprio questa tragedia.

Con tristezza.

Tonino Bello


venerdì, novembre 13, 2015

Formula per trattare con il prossimo

1° ascoltare quello che dice l'altro; 2° ascoltare tutto quello che dice l'altro; 3° ascoltare prima quello che dice l'altro. George Marshall ("Verso le vette", Corbo editore, Ferrara)


giovedì, novembre 12, 2015

Il mistero della fede

Non sono le grandi conoscenze che contano all'inizio, anche se hanno il loro gran valore. È col cuore, nelle profondità di se stesso che l'essere umano inizia a cogliere il mistero della fede; le conoscenze seguiranno. Non capiamo tutto in un colpo solo e una vita interiore si elabora a passo a passo. Oggi più che ieri penetriamo nella fede avanzando a tappe. Roger Schutz


 

martedì, novembre 10, 2015

La croce

Franco, perdonaci tutti, comunisti, industriali e  preti. Dimenticaci, disprezzaci, fai quel che vuoi, ma il tuo Signore non lo lasciare. Abbi il coraggio di prendere la sua croce, portala con fiducia. Non hai che lui che ti abbia amato. Don Milani, Articolo 15. 11. 49, www.donlorenzomilani.it


venerdì, novembre 06, 2015

Non ho tempo di pensare a me

Il segreto della mia vitalità è che vivo ora per ora, continuamente impegnata nella ricerca scientifica e nei problemi sociali. Non ho tempo di pensare a me... La mia vitalità deriva dalla totale indifferenza a me stessa. Rita Levi Montalcini, in occasione del suo 100° compleanno

 

giovedì, novembre 05, 2015

Umiltà

L'umiltà è la virtù più difficile da conquistare; niente di più duro a morire del desiderio di pensar bene di se stessi. Thomas Stearns Eliot (1888–1965)

 

mercoledì, novembre 04, 2015

la vita 2

Purtroppo la mia previsione è che sarete pecore, che vi piegherete completamente alle usanze, che vi vestirete come vuole la moda, che passerete il tempo come vuole la moda.[…] Rifletteteci! Ne avete l'età. Don Milani, una lezione alla scuola di Barbiana, www.donlorenzomilani.it

martedì, novembre 03, 2015

la vita 1

Le cose meno belle, purtroppo, vengono da sé, invece le cose belle bisogna imporsele con la volontà, perché c'è stato chi ha pensato a fare in modo che la società vi offrisse tutto quello che occorre perché alle cose belle e utili non ci pensaste e teneste la vostra vita a un basso livello.

Don Milani, una lezione alla scuola di Barbiana, www.donlorenzomilani.it

domenica, novembre 01, 2015

Sorella Morte

Conoscevo una signora, una vicina di casa che quando io e mio fratello eravamo piccoli ci trattava sempre come fossimo dei principi; ricordiamo ancora i "gelatini" che ci regalava tutte le volte che ci vedeva per le scale, invitandoci a casa sua.

Una sera di primavera quella signora venne portata via da un'ambulanza: io assistetti dalla finestra di casa mia, senza fiatare, nascosta nel buio, come se stessi spiando qualcosa di proibito. Vidi partire l'ambulanza con dentro la signora con un respiratore ad aiutarla. Quel giorno conobbi la morte.

Prima di allora avevo visto delle persone senza vita, ma non mi avevano colpita quanto quella signora che non riusciva a respirare e che veniva portata via dagli infermieri. Per la prima volta mi trovai a pensare alla fine dell'esistenza, a come deve essere l'attimo in cui tutto si spegne e - per colui che se ne va - il mondo si ferma, l'universo intero trattiene il respiro. Un senso di impotenza e di ineluttabilità mi pervase; una sensazione di claustrofobia si impossessò dei miei pensieri per lunghi giorni.

All'improvviso mi trovai a chiedermi cosa ci fosse dopo la morte: forse era la prima volta che ci pensavo realmente: tutte le questioni riguardanti il Paradiso, fino ad allora, mi erano sembrate quasi ovvie, ma questo perché non vi avevo mai riflettuto. Mi trovai a chiedermi persino se potesse essere, sotto sotto, che ci fosse qualcosa di vero nel concetto di reincarnazione: mi pareva "poetica" l'idea che alla morte ci si trasformasse in qualcos'altro. Mi trovai a chiedermi se era poi realmente vero che ero una creatura speciale a cui spettava un posto speciale non soltanto quaggiù, ma anche dopo.

Molte cose traballavano nella mia testa, niente era più ovvio come prima, adesso la morte aveva un volto, aveva un suono, aveva una temperatura. Adesso potevo toccarla, sentirla, immaginarla. Capii che la morte non è un corpo inerte, bensì un'anima che ci manca; capii che quel che ci spaventa della morte non è tanto la sofferenza, quanto il nulla che ci pare possa sopraggiungere; non è l'attimo del distacco terreno, bensì la paura di doverlo attraversare da soli. Infine, pensai che non avrebbe alcun senso avere Dio vicino solamente nel corso della vita: che probabilmente il punto è proprio andare oltre.

Ricordai l'espressione di un prete che sentii ad un funerale molti anni prima: «... Attraversare la morte con la vita tra le mani». Fu la prima volta che capii cosa intendeva. Avevo pensato che era una cosa ben strana poter attraversare la morte, e ancora di più poter continuare a trattenere, in quel frangente, la vita tra le mani: capii che con la fede si poteva fare. Arriva un momento in cui la ragione ha talmente ragione che non ci lascerebbe mai credere altre cose: è in quei momenti che scopriamo se la nostra è una fede "di cuore" o "di testa". L'una e l'altra si aiutano ma, alla fine, la fede abbraccia il cuore: la testa deve solo accompagnarci fin tanto che basta a toccare gli estremi della fede, poi sopraggiunge il cuore.

Capii, allora, che la morte è una questione di cuore: che non vi è angoscia per chi al di là di essa vede una strada, e oltre quella strada Dio; che non vi è solitudine per chi sa che, anche se va, nel posto che lascia restano persone che gli rimarranno fedeli per sempre; che non vi è paura per chi ha vissuto meglio che poteva quel che ha vissuto, raccolto tutto quello che poteva raccogliere e dato tutto quel che poteva dare.  Maristella Leandrin, "Il Cenacolo", ottobre 2013

venerdì, ottobre 30, 2015

Poveri

Non bisogna correre il rischio di idealizzare i poveri. Anche loro sono esseri umani, hanno tutti i difetti che l'umanità porta con sé. Ma all'interno di Emmaus ho incontrato poveri che sono stati capaci di mobilitare energia e passione per persone ancora più povere di loro. Che non si sono tirati indietro di fronte al dolore degli altri, che sono stati capaci di vivere la condivisione senza farsi prendere dalle logiche del profitto e del guadagno. Sono loro che mi hanno mostrato che è insopportabile essere felici senza gli altri ed è insopportabile che gli altri soffrano se si ha qualche mezzo e non lo si mette al loro servizio. Questo mi hanno insegnato i poveri.

Lo ripeto: essi non sono migliori del resto degli uomini... A causa delle sofferenze che hanno patito, alcuni di loro sono diventati più feroci della società che li ha partoriti, altri hanno scoperto che la possibilità per il riscatto e la promozione stava nel mettersi al servizio, nel condividere il poco o il niente che si aveva giorno per giorno. Quale lezione anche per la nostra società occidentale di oggi che, nonostante le belle promesse, produce moltissimi poveri e moltissima incertezza anche tra coloro che, una volta, chiamavamo i "ceti medi". È sotto gli occhi di tutti il rischio dell'arroccamento, della sicurezza a qualunque costo. Eppure, sono convinto che nessun successo, nessuna gioia reale e durevole è possibile se non all'interno della ricerca della gioia per tutti.  Abbé Pierre ("Il cenacolo", settembre 2003)


 

mercoledì, ottobre 28, 2015

Generosità

Di solito le persone più generose sono quelle che hanno meno da dare. L'ho imparato per esperienza personale a dodici anni, quando consegnavo i giornali a domicilio. Le mance migliori venivano dalla gente più povera.  Keith Haring (1958 – 1990)

 

martedì, ottobre 27, 2015

Il povero

A volte il povero ti disturba, è scostante, puzza, è maleducato...; ti accorgi che, anche lui come te, pretende di mangiare ogni giorno, di dormire la notte in un letto, di vestire come te, di mandare i suoi figli a scuola... Vuole essere proprio una persona come te, come noi...

E questo povero è diverso da quello dei nostri sogni!  Ernesto Olivero, "Per una Chiesa Scalza"


lunedì, ottobre 26, 2015

Notizie

Uno che muore non è una notizia, ma se si abbassano di dieci punti le borse è una tragedia! Papa Francesco, udienza generale, Piazza S.Pietro, 5 giugno 2013


venerdì, ottobre 23, 2015

I nostri poveri

L'elemosina senza amore,

è niente.

E, a volte, peggio di niente,

se con essa intendi meno

soccorrere gli altri che

toglierti un obbligo.

Ciò che importa, è che la prima

miseria degli altri s'imprima

nella nostra carne,

bruci il nostro sangue.

Ci ossessioni i nostri pensieri

troppo tranquilli, guasti il

nostro cuore troppo sicuro di sé.

Tu mi dici "Anch'io ho i miei poveri".

No, né tu né io abbiamo i

"nostri poveri".

I poveri non sono nostri.

Siamo noi ad appartenere a loro.

Non si può dire "i miei poveri",

come la tua figlioletta dice: "le mie bambole".

Non si può giocare alle bambole con i poveri.

 Raoul Follereau

 


Amore

Il principio dell'amore è lasciare essere se stesso chi amiamo, senza storcerlo a nostra immagine. Altrimenti ameremo solo il riflesso di noi in loroThomas Merton


mercoledì, ottobre 21, 2015

martedì, ottobre 20, 2015

Dio basta

Accontèntati del Dio della tua vita e taci. Se a qualcuno non basta Dio, quale altra realtà potrà mai bastargli nella comunità, nel mondo? Karl Barth


lunedì, ottobre 19, 2015

La speranza nei giovani

Oggi, in diverse parti della terra, sono tanti i giovani che cercano di guarire le lacerazioni nella famiglia umana. La loro fiducia può rendere bella la vita attorno a essi. Lo sanno che, molto spesso, una speranza risplende in loro?  Roger Schutz


sabato, ottobre 17, 2015

Passa il tempo

Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe, i capelli diventano bianchi, i giorni si trasformano in anni. Però ciò che è importante non cambia; la tua forza e la tua convinzione non hanno età. Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno.  Madre Teresa di Calcutta


 

giovedì, ottobre 15, 2015

Apocalisse

Questa è un'ora di apocalissi nella Chiesa e non sarà l'ultima: ognuno si assuma le proprie responsabilità nei confronti della comunione cattolica e, più ancora, nei confronti del Vangelo al quale dice di voler obbedire.  Enzo Bianchi

 

 

mercoledì, ottobre 14, 2015

Bisogno di uomini

Il più grande bisogno del mondo è il bisogno di uomini: di uomini che non si possono né comprare né vendere; di uomini che sono fedeli e onesti fino all'intimo della loro anima; di uomini che non hanno paura di chiamare il peccato con il suo vero nome; di uomini la cui coscienza è fedele al dovere come l'ago magnetico lo è al polo; di uomini che staranno per la giustizia anche se dovessero crollare i cieli." E.G. White - Education, Mountain View, CA, Pacific Press, 1952, trad. it. Principi di Educazione Cristiana, Firenze, A.D.V., 1975, p. 48.

 

martedì, ottobre 13, 2015

Dio

Generazioni di uomini hanno scaricato il peso della loro vita angustiata sulla parola "Dio" e l'hanno schiacciata al suolo; ora giace nella polvere e porta tutti i loro fardelli. Generazioni di uomini hanno lacerato questo nome con la loro divisione in partiti religiosi; hanno ucciso e sono morti per questa idea. Hanno disegnato smorfie e vi hanno scritto sotto: "Dio". Si uccidono a vicenda e dicono "in nome di Dio". Martin Buber (1878-1965)


lunedì, ottobre 12, 2015

sabato, ottobre 10, 2015

Pregare

È buona cosa pregare al mattino presto, prima che il mondo si riempia di sciocchezze. Pinchas di Korec (1726-1791), rabbino lituano


venerdì, ottobre 09, 2015

Ali

A un bambino regalerei le ali, ma lascerei che da solo imparasse a volare. Gabriel García Márquez

 

giovedì, ottobre 08, 2015

Educazione

L'educazione dei figli è impresa per adulti disposti a una dedizione che dimentica se stessa. Non arrogatevi il diritto di prendere decisioni al loro posto, ma aiutateli a capire che decidere bisogna e non si spaventino se ciò che amano richiede fatica e fa qualche volta soffrire: è più insopportabile una vita vissuta per niente.  S. Ambrogio - Vescovo di Milano - IV secolo dopo Cristo


mercoledì, ottobre 07, 2015

martedì, ottobre 06, 2015

Genitori usurai

I genitori che si aspettano gratitudine dai figli (anzi, spesso la pretendono) sono come usurai: rischiano volentieri il capitale pur di incassare gli interessi. Kafka, "Diari"


lunedì, ottobre 05, 2015

Non uccidere

Rispetto ad un ordine dato da un uomo di uccidere, deve prevalere la Legge di Dio di non uccidere. Nessun soldato è tenuto all'obbedienza! Monsignor Oscar Arnulfo Romero


sabato, ottobre 03, 2015

Figli

I figli cominciano con l'amare i genitori. Dopo un po' li giudicano. Raramente li perdonano. Oscar Wilde


venerdì, ottobre 02, 2015

Sorriso

Forse la prima luce del mattino

che reinventa il mondo

e la goccia di tempo equilibrata

sulla superficie dell'alba

che scivola via

sono il sorriso di Dio

 

Forse lo stupore di ogni scoperta

e i gesti più semplici,

il pane condiviso, il dolore partecipato,

la mano nel volto dell'altro,

sono il sorriso invisibile

di Dio.

Roseana Murray

 


giovedì, ottobre 01, 2015

mercoledì, settembre 30, 2015

venerdì, settembre 25, 2015

Digiuno

Il digiuno non sia farsa, ma decisione intima che esprime autodisciplina, liberazione dal consumismo, dall'egoismo, dalla logica del possesso, dalle false necessità, ma anche purificazione dello spirito, controllo di sé, dominio dei sensi. Gli stessi Padri del deserto non esitavano a dichiarare che «è meglio bere vino con umiltà che bere acqua con orgoglio». Gianfranco Ravasi, "Siamo quel che mangiamo?"


giovedì, settembre 24, 2015

Per la prima volta

Uno dei segreti del vero talento è saper vedere tutto "per la prima volta": guardare una foglia come se non se ne fossero mai viste, poiché soltanto allora essa può apparirci in tutta la sua novità. La capacità di sapersi ancora meravigliare è il genio dell'infanzia, così presto soffocato dall'abitudine e dall'educazione. Ciò che incanta nello sguardo di un bambino è il suo essere abbacinato e affascinato di fronte alla scoperta della realtà: può essere anche solo una formichina o una farfalla, ma i suoi occhi sono spalancati in uno stupore immenso, pronto a non perdersi nessun movimento, nessun colore, nessuna forma.  Julien Green


mercoledì, settembre 23, 2015

Martiri

Martiri, amici miei, dovete scegliere fra essere dimenticati, scherniti o ridotti a strumenti. Quanto a essere capiti: questo mai. Albert Camus


martedì, settembre 22, 2015

domenica, settembre 20, 2015

L'arena dell'avere

Oggi si riceve un'educazione comune, obbligatoria e sbagliata che ci spinge tutti dentro l'arena dell'avere tutto a tutti i costi. In questa arena siamo spinti come una strana e cupa armata in cui qualcuno ha i cannoni e qualcuno le spranghe. Tutti sono pronti al gioco del massacro. Pur di avere. L'educazione avuta è stata: avere, possedere, distruggere. Pier Paolo Pasolini, 1975, intervistato da Furio Colombo.


venerdì, settembre 18, 2015

giovedì, settembre 17, 2015

Fiume e roccia

Se poniamo a confronto il fiume e la roccia, il fiume vince sempre non grazie alla sua forza ma alla sua perseveranza. Buddha Gautama


 

mercoledì, settembre 16, 2015

Le cose a metà

Tutto nasce dal fatto che si fanno le cose a metà.

Si è buoni solo a metà.

Ecco perché il mondo si trova nei pasticci.

Fate le cose bene in modo completo.

Il chiodo deve essere battuto fino in fondo.

Nikos Kazantzakis

 

martedì, settembre 15, 2015

Concentrati su noi stessi

Se si cerca sempre il proprio equilibrio, se si cerca troppo la propria pace, non ci si arriverà mai perché la pace è un frutto dell'amore e dunque del servizio degli altri. Jean Vanier


sabato, settembre 12, 2015

Oro e schiavitù

lo sono la voce di colui che grida nel deserto di quest'isola e per questo voi dovete ascoltarmi con attenzione, non con una attenzione qualunque, ma con tutto il vostro cuore e i vostri sensi. (...) Questa voce vi dice che siete tutti in peccato mortale e nel peccato voi vivete e morite a causa della crudeltà con cui opprimete questa razza innocente. Ditemi: quale diritto e quale giustizia vi autorizzano a mantenere gli Indiani in una schiavitù così orrenda? In nome di quale autorità avete iniziato una guerra così detestabile contro questi popoli che vivevano pacificamente nelle loro terre e dove voi ne avete distrutto un numero considerevole e dove molti sono stati uccisi in maniera ancora mai vista tanto essa è atroce? Come potete opprimerli e mantenerli schiavi senza dar loro da mangiare, senza curarli nelle malattie che prendono a causa dei lavori eccessivi cui voi li sottoponete e che li portano alla morte? Per parlare più esattamente: voi li uccidete per avere ogni giorno un po' più di oro.

Bartolomé de Las Casas, domenicano, difensore degli Indiani nelle colonie spagnole dell'America, riporta l'omelia che un altro domenicano, Antonio de Montesinos, rivolge una domenica ai coloni d'Hispaniola (Santo Domingo) nel 1511. Tratto da "Il cenacolo", luglio 2002.

venerdì, settembre 11, 2015

Consiglio

Parla poco, odi assai et pensa al fine di quel che fai.  Frase scritta su una parete della sala capitolare dell'Abbazia di Chiaravalle di Fiastra

 

giovedì, settembre 10, 2015

Egli vi informerà

A ognuno di voi abbiamo assegnato una regola e una via. Se Dio avesse voluto, avrebbe fatto di voi una comunità unica, ma ciò non ha fatto per provarvi in quello che vi ha dato. Gareggiate, dunque, nelle opere buone perché a Dio voi tutti tornerete. Allora Egli vi informerà di quelle cose per le quali ora siete in discordia. Corano (5, 48)


mercoledì, settembre 09, 2015

E' la vita

Ora possiamo ammazzare, rubare, violentare, e tutti continuano a dire: è il mondo, è la vita. Ormai siamo uomini senza rimorso e senza peccati. David Maria Turoldo


martedì, settembre 08, 2015

Gioia

Desidero che non ti manchi mai la gioia, anzi che ti nasca in casa; e nascerà perché essa sia dentro di te. Le altre forme di allegria non riempiono il cuore, sono esteriori e vane, a meno che tu creda che uno sia allegro solo perché ride. È lo spirito che deve essere gioioso ed ergersi pieno di fiducia sopra ogni evento. Seneca. I sec d.C.


sabato, settembre 05, 2015

Vivi la vita

Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa andar bene così come sei. Quindi vivi come credi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un opera di teatro, che non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l'opera finisca senza applausi. Charlie Chaplin


venerdì, settembre 04, 2015

Cultura dello scarto

Non lasciamo entrare nel nostro cuore la cultura dello scarto, perché noi siamo fratelli. Nessuno è da scartare. Solo quando si è capaci di condividere ci si arricchisce veramente...Questa"cultura dello scarto" tende a diventare mentalità comune, che contagia tutti... E ci ha resi insensibili anche agli sprechi e agli scarti alimentari, che sono ancora più deprecabili quando in ogni parte del mondo, purtroppo, molte persone e famiglie soffrono fame e malnutrizione. Papa Francesco

martedì, settembre 01, 2015

venerdì, agosto 28, 2015

Pessimisti e ottimisti

Non possiamo passare sotto silenzio la definizione misteriosa ma suggestiva data, pare, da una bambina: un ottimista è un uomo che vi guarda gli occhi, un pessimista un uomo che vi guarda i piedi. Gilbert Keith Chesterton


giovedì, agosto 27, 2015

venerdì, agosto 14, 2015

Il ballo dell'obbedienza

È il 14 luglio.

Tutti si apprestano a danzare.

Dappertutto il mondo, dopo anni dopo mesi, danza.

Ondate di guerra, ondate di ballo.

 

C'è proprio molto rumore.

La gente seria è a letto.

I religiosi dicono il mattutino di sant'Enrico, re.

Ed io, penso

all'altro re.

Al re David che danzava davanti all'Arca.

 

Perché se ci sono molti santi che non amano danzare,

ce ne sono molti altri che hanno avuto bisogno di danzare,

tanto erano felici di vivere:

Santa Teresa con le sue nacchere,

San Giovanni della Croce con un Bambino Gesù tra le braccia,

e san Francesco, davanti al papa.

Se noi fossimo contenti di te, Signore,

non potremmo resistere

a questo bisogno di danzare che irrompe nel mondo,

e indovineremmo facilmente

quale danza ti piace farci danzare

facendo i passi che la tua Provvidenza ha segnato.

Perché io penso che tu forse ne abbia abbastanza

della gente che, sempre, parla di servirti col piglio da

condottiero,

di conoscerti con aria da professore,

di raggiungerti con regole sportive,

di amarti come si ama in un matrimonio invecchiato.

 

Un giorno in cui avevi un po' voglia d'altro

hai inventato san Francesco,

e ne hai fatto il tuo giullare.

Lascia che noi inventiamo qualcosa

per essere gente allegra che danza la propria vita con te.

 

Per essere un buon danzatore, con te come con tutti,

non occorre sapere dove la danza conduce.

Basta seguire,

essere gioioso,

essere leggero,

e soprattutto non essere rigido.

Non occorre chiederti spiegazioni

sui passi che ti piace di segnare.

Bisogna essere come un prolungamento,

vivo ed agile, di te.

E ricevere da te la trasmissione del ritmo che l'orchestra

scandisce.

Non bisogna volere avanzare a tutti i costi,

ma accettare di tornare indietro, di andare di fianco.

Bisogna saper fermarsi e saper scivolare invece di

camminare.

Ma non sarebbero che passi da stupidi

se la musica non ne facesse un'armonia.

 

Ma noi dimentichiamo la musica del tuo Spirito,

e facciamo della nostra vita un esercizio di ginnastica:

dimentichiamo che fra le tue braccia la vita è danza,

che la tua Santa Volontà

è di una inconcepibile fantasia,

e che non c'è monotonia e noia

se non per le anime vecchie,

tappezzeria

nel ballo di gioia che è il tuo amore.

 

Signore, vieni ad invitarci.

Siamo pronti a danzarti questa corsa che dobbiamo fare,

questi conti, il pranzo da preparare, questa veglia in

cui avremo sonno.

Siamo pronti a danzarti la danza del lavoro,

quella del caldo, e quella del freddo, più tardi.

Se certe melodie sono spesso in minore, non ti diremo

che sono tristi;

Se altre ci fanno un poco ansimare, non ti diremo

che sono logoranti.

E se qualcuno per strada ci urta, gli sorrideremo:

anche questo è danza.

 

Signore, insegnaci il posto che tiene, nel romanzo eterno

avviato fra te e noi,

il ballo della nostra obbedienza.

 

Rivelaci la grande orchestra dei tuoi disegni:

in essa, quel che tu permetti

dà suoni strani

nella serenità di quel che tu vuoi.

Insegnaci a indossare ogni giorno

la nostra condizione umana

come un vestito da ballo, che ci farà amare di te

tutti i particolari. Come indispensabili gioielli.

 

Facci vivere la nostra vita,

non come un giuoco di scacchi dove tutto è calcolato,

non come una partita dove tutto è difficile,

non come un teorema che ci rompa il capo,

ma come una festa senza fine dove il tuo incontro si

rinnovella,

come un ballo,

come una danza,

fra le braccia della tua grazia,

nella musica che riempie l'universo d'amore.

 

Signore, vieni ad invitarci.

 

Madeleine Delbrêl, "Noi delle strade", Gribaudi, Milano 1995.