sabato, gennaio 10, 2026

narrazione sbagliata

Nessun figlio vuole crescere sapendo di essere stato un peso.

Non un ostacolo, non un problema di agenda,

non una variabile economica da incastrare tra mutuo e congedi.

Eppure, è anche questa la narrazione che, forse senza volerlo,

abbiamo lasciato serpeggiare.
Abbiamo mostrato la parte più faticosa del mestiere,

raramente quella più luminosa.

I pannolini e i pianti strazianti,

mai il miracolo dei primi sguardi.

Le notti in bianco,

mai la potenza di un abbraccio alle sei del mattino.

L'incastro continuo tra turni e baby-sitter,

mai la pienezza della manina che scorre sul nostro viso.
Così, mentre parlavamo di libertà,

il messaggio arrivato è stato l'opposto:

la maternità toglie, non restituisce.

E loro, che questo l'hanno visto in tempo reale,

hanno risposto con una logica limpida:

preferisco la parte che dà.


Nathania Zevi, La Stampa, 15 dicembre 2025 (Gruppifamiglia.it)

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