Nessun figlio vuole crescere sapendo di essere stato un peso.
Non un ostacolo, non un problema di agenda,
non una variabile economica da incastrare tra mutuo e congedi.
Eppure, è anche questa la narrazione che, forse senza volerlo,
abbiamo lasciato serpeggiare.
Abbiamo mostrato la parte più faticosa del mestiere,
raramente quella più luminosa.
I pannolini e i pianti strazianti,
mai il miracolo dei primi sguardi.
Le notti in bianco,
mai la potenza di un abbraccio alle sei del mattino.
L'incastro continuo tra turni e baby-sitter,
mai la pienezza della manina che scorre sul nostro viso.
Così, mentre parlavamo di libertà,
il messaggio arrivato è stato l'opposto:
la maternità toglie, non restituisce.
E loro, che questo l'hanno visto in tempo reale,
hanno risposto con una logica limpida:
preferisco la parte che dà.
Nathania Zevi, La Stampa, 15 dicembre 2025 (Gruppifamiglia.it)
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