venerdì, settembre 30, 2011

Guai a quelli

- che, in piatti raffinati, assaporano la dolcezza dello zucchero, ma non sanno percepire l'amarezza dell'haitiano che ne ha tagliato la canna;
- che ammirano la bellezza dei grandi edifici, ma non odono il grido degli uomini mal pagati che fuoriesce dalle pietre;
- che percorrono su automobili di lusso, i nuovi viali della città, ma non fanno caso alle famiglie sfrattate come rifiuti;
- che sfoggiano vestiti eleganti, ma non si preoccupano delle mani che hanno raccolto il cotone...
...perché hanno sulla vita lo sguardo superficiale del turista e non penetrano oltre la facciata con lo sguardo del profeta!
Benjamin Gonzales Buelta sacerdote gesuita

giovedì, settembre 29, 2011

Guai a quelli

- che vedono nel povero solo una mano che mendica, e non la dignità che cerca giustizia;
- che vedono nei numerosi bambini di strada una piaga, e non una speranza per tutti che va custodita;
- che sentono nel grido dei poveri, confusione e pericolo, e non odono la protesta di Dio contro i potenti;
- che ammirano solo ciò che è bello, sano e forte, e non accolgono la grandezza dei piccoli...
...perché non potranno godere la salvezza che viene da Gesù incarnato nell'umiltà!

Benjamin Gonzales Buelta sacerdote gesuita

mercoledì, settembre 28, 2011

martedì, settembre 27, 2011

Quando ami

Quando ami,

non dire:

"Ho Dio nel cuore",

ma

"Sono nel cuore di Dio"

E non pensare

di poter dirigere

i passi

dell'amore,

perché l'amore,

se ti ritiene

degno,

dirigerà i tuoi passi.

il profeta

lunedì, settembre 26, 2011

Tutti vi dicono

Tutti vi dicono: «Tenetevi cari i vostri amici, perché altrimenti potrete rimanere soli!» Ma io vi dico: «Fatevi sempre nuovi amici, così tanti non saranno più soli!»
Tutti vi dicono: «State attenti ai compagni cattivi, perché vi possono creare fastidi!» Ma io vi dico: «Createvi dei fastidi per i compagni cattivi. Il bene deve essere diffuso».
Tutti vi dicono: «Mettetevi insieme a quelli bravi, a quelli intelligenti, a quelli educati». Ma io vi dico: «State vicino a quelli più in difficoltà, ai più timidi, ai più poveri, a quelli presi in giro da tutti».
Tutti vi dicono: «Non andate con chi non conoscete». Ma io vi dico: «Fate che nessuno sia per voi uno sconosciuto». Solo così ci sarà più gioia.
    Tonino Lasconi

venerdì, settembre 23, 2011

Fiducia e serenità

Credo che dobbiamo amare Dio e avere fiducia in lui nella nostra vita e nel bene che ci dà, in una maniera tale che quando arriva il momento, ma veramente solo allora, andiamo a lui ugualmente con amore, fiducia e gioia. Ma, per dirla chiaramente, che un uomo nelle braccia di sua moglie può avere nostalgia dell'aldilà, è, a dir poco, una mancanza di gusto e comunque non è la volontà di Dio. Dobbiamo amare e trovare Dio precisamente in ciò che egli ci dà; se a Dio piace farci provare una travolgente felicità terrena non bisogna essere più pii di lui e guastare questa felicità con idee tracotanti e pretese provocatorie e con una fantasia religiosa incontrollata incapace di accontentarsi di ciò che Dio dà. Dio non farà mancare, a chi lo trova e lo ringrazia nella propria felicità terrena, i momenti in cui gli sarà ricordato che tutte le cose terrene sono qualcosa di provvisorio, e che è bene abituare il proprio cuore all'eternità, né infine mancheranno i momenti in cui potremo dire con sincerità: "Vorrei essere nella mia casa...". Ma tutto questo ha il suo tempo, e ciò che conta è tenere il passo con Dio, e non volerlo sempre precedere né d'altra parte stare indietro di qualche passo. È un atteggiamento tracotante voler avere tutto in una volta, la felicità terrena e la croce e la Gerusalemme celeste, nella quale non c'è né uomo né donna.  Dietrich Bonhoeffer

mercoledì, settembre 21, 2011

Aprire gli occhi

Ognuno dovrà rendere conto a Dio di tutte le cose buone viste nella vita e non godute. Dal Talmud palestinese

martedì, settembre 20, 2011

Menzogna e Verità

Menzogna e Verità sono i primi abitanti della terra. Verità è il fratello maggiore, ma siccome Menzogna è il più dotato, è lui che regge il mondo.

Proverbio del Ruanda

giovedì, settembre 15, 2011

Consigli di bellezza

Per avere labbra attraenti, pronuncia parole gentili.
Per avere uno sguardo amorevole, cerca il lato buono delle persone.
Per avere un aspetto magro, condividi il tuo cibo con l'affamato.
Per avere capelli bellissimi, lascia che un bimbo li attraversi con le proprie dita una volta al giorno.
Ricorda, se mai avrai bisogno di una mano, le troverai alla fine di entrambe le tue braccia. Quando diventerai anziana, scoprirai di avere due mani, una per aiutare te stessa, la seconda per aiutare gli altri.
La bellezza di una donna aumenta con il passare degli anni.
La bellezza di una donna non risiede nell'estetica, ma la vera bellezza in una donna è riflessa nella propria anima. È la preoccupazione di donare con amore, la passione che essa mostra.

Audrey Hepburn

martedì, settembre 13, 2011

Chi è il mio nemico?

Se guardo negli occhi di questo uomo, se ne ascolto i pensieri, se non stravolgo le sue parole, se non nascondo il suo dolore e se guardo le sue lacrime, chi è il mio nemico? Se rileggo la sua storia, se comprendo la sua rabbia, chi è il mio nemico? Se riconosco i legittimi desideri di questo uomo, di qualunque uomo e donna che ho davanti, chi è il mio nemico? Se per un attimo mi fermo, se solo per un attimo mi rendo uomo e non bestia, se per un attimo mi vedo uomo, dov'è il mio nemico? Da "SEGNIDIPACE" riflessioni frutto del confronto con gli studenti degli Istituti Superiori di Bergamo e provincia su alcuni temi riguardanti la pace

 

domenica, settembre 11, 2011

Questione di dignità

Siamo così convinti che la nostra vita dipende dalla morte del nostro nemico? Siamo così convinti che dobbiamo uccidere per vivere? «Però dobbiamo difenderci dall'ingiusta aggressione e dall'odio: la morte dell'altro è per la nostra vita» si risponde. Ma la morte dell'altro, anche se nostro nemico, non è forse un po' la nostra morte e una ferita mortale per la dignità del nostro vivere? Da "SEGNIDIPACE" riflessioni frutto del confronto con gli studenti degli Istituti Superiori di Bergamo e provincia su alcuni temi riguardanti la pace


giovedì, settembre 08, 2011

Divieto assoluto

È vietato fare la guerra. Dire «no» alla guerra è la più sconfinata e radicale delle rivoluzioni. Non stiamo pensando al divieto dell'uso, del commercio e della produzione delle armi. Stiamo pensando all'obbligo di cercare altre strade, percorsi e soluzioni; all'obbligo di ripensare la logica che regge il mondo e i rapporti tra i popoli e le nazioni. Significa ripensare di nuovo il mondo e ribaltarlo. Da "SEGNIDIPACE" riflessioni frutto del confronto con gli studenti degli Istituti Superiori di Bergamo e provincia su alcuni temi riguardanti la pace

 

mercoledì, settembre 07, 2011

Il linguaggio

Le trappole del linguaggio sono meno innocenti di quanto sembri, e chi ha l'astuzia di appropriarsi del valore simbolico delle parole ha in mano un potere enorme. Smascherare queste appropriazioni indebite mi sembra un compito culturale di prim'ordine. Achille Rossi, "Il mito del mercato"

martedì, settembre 06, 2011

Vigilare

Dobbiamo sempre vigilare per essere pronti a chiamare con il loro nome ciò che riteniamo buono e ciò che non lo è. Annelise Grobély, "Il tempo delle parole sottovoce"

lunedì, settembre 05, 2011

Schiavi

Sono schiavi quelli che temono di parlare

per il caduto e per il debole;

sono schiavi quelli che non scelgono

odio, scherno ed oltraggio

piuttosto che indietreggiare in silenzio

dalle verità che necessariamente devono accettare;

sono schiavi quelli che non osano essere

dalla parte giusta solo con due o tre.

James Russell Lowell

sabato, settembre 03, 2011

Pecore

Da nulla bisogna guardarsi meglio che dal seguire, come fanno le pecore, il gregge che ci cammina davanti, dirigendoci non dove si deve andare, ma dove tutti vanno. E niente ci tira addosso i mali peggiori come l'andar dietro alle chiacchiere della gente, convinti che le cose accettate per generale consenso siano le migliori e che, dal momento che gli esempi che abbiamo sono molti, sia meglio vivere non secondo ragione, ma per imitazione.   Lucio Anneo Seneca, I secolo d.C.