venerdì, marzo 25, 2011

Shalom

Forse Maria ha detto solo shalom, ma in questo shalom, Maria porta tutta se stessa: la sua voglia d'incontro, lo stupore per ciò che Dio compie nell'altra.

E noi non abbiamo corroso i nostri saluti, che sono così scontati da non dire niente di nuovo all'altro?

Ci dimentichiamo di quanto siano importanti i saluti, un ciao luminoso, con il sapore di una punta di desiderio…   G.Gillini - M.Zattoni, "Interno familiare C"


mercoledì, marzo 23, 2011

Piccole cose quotidiane

Per restare fedeli nel quotidiano occorre la manna della fedeltà alle piccole cose: la manna degli incontri, dell'amicizia, degli sguardi e dei sorrisi che dicono "ti voglio bene" e riscaldano il cuore. È la fedeltà a orientare continuamente i progetti personali verso il bene di tutta la comunità, e che ci spinge a morire ai progetti che sono solo per il prestigio personale.          Jean Vanier

lunedì, marzo 21, 2011

Idoli

Se non è Dio a costituire il centro della nostra vita, innumerevoli altri dei/idoli si affrettano a occupare il posto rimasto vuoto. E allora ci tormenta il pensiero e la vista di quanti ci appaiono più ricchi o più intelligenti o più ammirati di noi. Ci sottomettiamo all'idolo dell'opinione pubblica, ci classifichiamo in base alla scala della popolarità. Ma questo non significa vivere secondo dignità e libertà. Ci opprime l'ansia per ciò che gli altri possono pensare e dire di noi. Così possono diventare "idoli stranieri" il bisogno di sicurezza, la ricerca dell'efficienza ad ogni costo, del progresso, del predomino, del piacere, ecc. Anselm Grün

mercoledì, marzo 16, 2011

Dolore

Non sempre si può giudicare l'intensità del dolore dalle grida. Sören Kierkegaard

martedì, marzo 15, 2011

Sobrietà

Se guardate tutto ciò che viene messo in vendita, scoprirete di quante cose potete fare a meno!  Socrate

sabato, marzo 12, 2011

Messaggio comprensibile

Credo che la chiesa debba farsi comprendere, innanzitutto ascoltando la gente, le sue sofferenze, le sue necessità, i problemi, lasciando che le parole rimbalzino nel cuore, lasciando che queste sofferenze della gente risuonino nelle nostre parole. In questo modo le nostre parole non sembreranno cadute dall'alto, o da una teoria, ma saranno prese per quello che la gente vive. E porteranno la luce del Vangelo, che non porta parole strane, incomprensibili, ma parla in modo che tutti possono intendere. Anche chi non pratica la religione, o chi ha un'altra religione.       card. Martini - La Repubblica - 16 marzo 2007

venerdì, marzo 11, 2011

giovedì, marzo 10, 2011

Credevi fossero gli altri

I nomi collettivi servono a fare confusione. "Popolo, pubblico…".

Un bel giorno ti accorgi che siamo noi; invece credevi che fossero gli altri. 

Ennio Flaiano

mercoledì, marzo 09, 2011

L'audacia

C'è una verità elementare, la cui ignoranza uccide innumerevoli idee e splendidi piani: nel momento in cui uno si impegna a fondo, anche la provvidenza allora si muove. Infinite cose accadono per aiutarlo, cose che altrimenti mai sarebbero avvenute... Qualunque cosa tu possa fare, o sognare di poter fare, incominciala. L'audacia ha in sé genio, potere, magia. Incomincia adesso.  W. Goethe

martedì, marzo 01, 2011

La giusta misura

Comune alla democrazia, all'oligarchia, (alla monarchia) e ad ogni costituzione è la necessità di badare a che nessuno si innalzi in potenza tanto da superare la giusta misura. Aristotele

lunedì, febbraio 28, 2011

Anche questa è legge?

Ma se un tiranno (o un manipolo di deficienti, anche democraticamente eletti) usurpa il potere e prescrive al popolo quel che deve fare, è anche questa una legge? Alcibiade

venerdì, febbraio 25, 2011

Il dubbio

IL CREDENTE - Io sono un credente, signore, afflitto dal dubbio che Dio non esista.

L'ATEO - Io, peggio. Sono un ateo, signore, afflitto dal dubbio che Dio, invece, esista realmente, È terribile.

Achille Campanile - Tragedie in due battute

giovedì, febbraio 24, 2011

Per il mio torturatore, il tenente D.

Mi avete schiaffeggiata
- nessuno l'aveva mai fatto -
la corrente elettrica
e il vostro pugno
e quel linguaggio da teppista
troppo sanguinavo per poter ancora arrossire
un'intera notte
una locomotiva nel ventre
arcobaleni dinanzi agli occhi
era come se io mangiassi la mia bocca
e affogassi i miei occhi
avevo mani dovunque
e una gran voglia di ridere.
Poi un mattino, è venuto un altro soldato
vi rassomigliava come una goccia di sangue
vostra moglie, tenente,
ha  messo lo zucchero nel vostro caffè?
Vostra madre ha osato ammirare la vostra buona cera?
Avete carezzato i capelli dei vostri ragazzi?

Leila Djabali, poetessa algerina, nata ad Algeri nel 1940, catturata e torturata dai Francesi nella prigione di Barberousse nel 1957

Diavoli e buffoni

Chi si aspetta che nel mondo i diavoli vadano in giro con le corna e i buffoni coi sonagli sarà sempre loro preda e il loro zimbello. Arthur Schopenhauer

domenica, febbraio 20, 2011

venerdì, febbraio 18, 2011

Vocazione

La vocazione non tollera che ti volti indietro, quando hai posto mano all'aratro, non tollera i cuori angusti e stretti, "sclerotici", sempre pronti a calcolare se conviene fare questo e lasciare quello. La vocazione è la via dei "cuori ardenti", come direbbe p. Teilhard de Chardin; è per coloro che non si accontentano di andare nel bosco a fare il pic-nic, ma vogliono salire sulla cima della montagna, anche se il sentiero si fa duro e stretto, e sole e fatica ti asciugano ogni energia...  Nico Dal Molin

 

giovedì, febbraio 10, 2011

La vita

Non aver paura che la vita possa finire.
Abbi invece paura che non cominci mai davvero.
Beato John Henry Newman

 

domenica, febbraio 06, 2011

Il digiuno

Il digiuno che io gradisco non è forse questo:
che si spezzino le catene della malvagità,
che si sciolgano i legami del giogo,
che si lascino liberi gli oppressi
e che si spezzi ogni tipo di giogo?
Non è forse questo: che tu divida il tuo pane con chi ha fame,
che tu conduca a casa tua gli infelici privi di riparo,
che quando vedi uno nudo tu lo copra
e che tu non ti nasconda a colui che è carne della tua carne?
Allora la tua luce spunterà come l'aurora,
la tua guarigione germoglierà prontamente;
la tua giustizia ti precederà,
la gloria del Signore sarà la tua retroguardia.

Isaia 58, 6-8

venerdì, febbraio 04, 2011

Consumismo, anche nell'amore

Il consumo ha permeato tutte le dimensioni dell'esistenza umana e di conseguenza tutte le dimensioni dell'esistenza umana hanno assunto la forma del consumo. Anche l'amore umano diventa consumo nel senso che la formula dell'amore non è più: «Ti amo e quindi mi prendo cura di te, della tua felicità», ma: «Mi piaci e quindi vivo il piacere distare con te fino a quando la tua presenza mi soddisferà». Quest'ultima formula è quella propria del "consumatore", ma ormai la usiamo in tutte le dimensioni della nostra esistenza, rendendo così effimere, fungibili, sostituibili come gli oggetti di consumo. Si pensi anche alla dimensione religiosa: la tendenza alla "religione fai da te"; così caratteristica dell'uomo d'oggi, viene dalla stessa logica di consumo. La religione non è più il luogo del rapporto personale con Dio; è invece un oggetto di consumo che mi garantisce alcune soddisfazioni altrimenti irraggiungibili. La religione cristiana, invece, è rapporto con Dio nel modo che a Lui piace. Non è un edificio religioso che mi costruisco secondo i miei desideri e le mie necessità... Il consumismo può essere attraente, il permissivismo allettante, l'aggressività rassicurante, ma l'uomo non riuscirà mai a trovare la propria quiete e serenità nel possesso, nel lasciarsi andare, nell'affermarsi sopra gli altri... La tendenza così diffusa oggi a creare atteggiamenti di lotta, di competizione con l'altro deve venire assorbita da una forza di solidarietà e di comunione più grande.  Luciano Monari