Certe parole sanno travestirsi,
e quando lo fanno mettono i brividi.
In inglese col termine grooming si indica
la cura che un animale dedica a un proprio simile:
lo pulisce, gli riordina il pelo e intanto
– dicono gli etologi –
stabilisce chi comanda nel branco.
È con questa stessa parola
che oggi si definisce l’adescamento online dei minori,
quel processo lento e paziente
grazie al quale un predatore costruisce in rete
una relazione intima con la sua giovane vittima,
convincendola di essere l’unica persona
in grado di capirla e proteggerla.
Si tratta di violenza,
ma ciò che più inquieta è la sua maschera.
Il predatore non minaccia, ascolta.
Non pretende, lusinga.
È sempre presente, risponde subito, non giudica mai.
Tutto quello che un adolescente vorrebbe dagli adulti
e non sempre riceve.
La tecnologia c’entra solo fino a un certo punto,
la rete è il luogo della trappola.
Il grooming funziona
perché occupa un posto lasciato vuoto.
Gioele Dix, Avvenire
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