Tutti i libri del mondo non valgono un caffè con un amico. Ermanno Olmi
Come nasce questo blog? Da Claudio che invia regolarmente una e-mail ai suoi amici con brani acchiappati qua e la. Testi che aiutano a riflettere a farsi delle domande o a cercare delle risposte non banali, non conformiste, non retoriche. Al mio invito di raccoglierle in un blog, Claudio ha risposto più o meno...." se vuoi pensaci tu" E io ho raccolgo la sfida!
È il 14 luglio.
Tutti si apprestano a danzare.
Dappertutto il mondo, dopo anni dopo mesi, danza.
Ondate di guerra, ondate di ballo.
C'è proprio molto rumore.
La gente seria è a letto.
I religiosi dicono il mattutino di sant'Enrico, re.
Ed io, penso
all'altro re.
Al re David che danzava davanti all'Arca.
Perché se ci sono molti santi che non amano danzare,
ce ne sono molti altri che hanno avuto bisogno di danzare,
tanto erano felici di vivere:
Santa Teresa con le sue nacchere,
San Giovanni della Croce con un Bambino Gesù tra le braccia,
e san Francesco, davanti al papa.
Se noi fossimo contenti di te, Signore,
non potremmo resistere
a questo bisogno di danzare che irrompe nel mondo,
e indovineremmo facilmente
quale danza ti piace farci danzare
facendo i passi che la tua Provvidenza ha segnato.
Perché io penso che tu forse ne abbia abbastanza
della gente che, sempre, parla di servirti col piglio da
condottiero,
di conoscerti con aria da professore,
di raggiungerti con regole sportive,
di amarti come si ama in un matrimonio invecchiato.
Un giorno in cui avevi un po' voglia d'altro
hai inventato san Francesco,
e ne hai fatto il tuo giullare.
Lascia che noi inventiamo qualcosa
per essere gente allegra che danza la propria vita con te.
Per essere un buon danzatore, con te come con tutti,
non occorre sapere dove la danza conduce.
Basta seguire,
essere gioioso,
essere leggero,
e soprattutto non essere rigido.
Non occorre chiederti spiegazioni
sui passi che ti piace di segnare.
Bisogna essere come un prolungamento,
vivo ed agile, di te.
E ricevere da te la trasmissione del ritmo che l'orchestra
scandisce.
Non bisogna volere avanzare a tutti i costi,
ma accettare di tornare indietro, di andare di fianco.
Bisogna saper fermarsi e saper scivolare invece di
camminare.
Ma non sarebbero che passi da stupidi
se la musica non ne facesse un'armonia.
Ma noi dimentichiamo la musica del tuo Spirito,
e facciamo della nostra vita un esercizio di ginnastica:
dimentichiamo che fra le tue braccia la vita è danza,
che la tua Santa Volontà
è di una inconcepibile fantasia,
e che non c'è monotonia e noia
se non per le anime vecchie,
tappezzeria
nel ballo di gioia che è il tuo amore.
Signore, vieni ad invitarci.
Siamo pronti a danzarti questa corsa che dobbiamo fare,
questi conti, il pranzo da preparare, questa veglia in
cui avremo sonno.
Siamo pronti a danzarti la danza del lavoro,
quella del caldo, e quella del freddo, più tardi.
Se certe melodie sono spesso in minore, non ti diremo
che sono tristi;
Se altre ci fanno un poco ansimare, non ti diremo
che sono logoranti.
E se qualcuno per strada ci urta, gli sorrideremo:
anche questo è danza.
Signore, insegnaci il posto che tiene, nel romanzo eterno
avviato fra te e noi,
il ballo della nostra obbedienza.
Rivelaci la grande orchestra dei tuoi disegni:
in essa, quel che tu permetti
dà suoni strani
nella serenità di quel che tu vuoi.
Insegnaci a indossare ogni giorno
la nostra condizione umana
come un vestito da ballo, che ci farà amare di te
tutti i particolari. Come indispensabili gioielli.
Facci vivere la nostra vita,
non come un giuoco di scacchi dove tutto è calcolato,
non come una partita dove tutto è difficile,
non come un teorema che ci rompa il capo,
ma come una festa senza fine dove il tuo incontro si
rinnovella,
come un ballo,
come una danza,
fra le braccia della tua grazia,
nella musica che riempie l'universo d'amore.
Signore, vieni ad invitarci.
Madeleine Delbrêl, "Noi delle strade", Gribaudi, Milano 1995.
Davanti a noi può esserci, se lo scegliamo, un progresso continuo nella felicità, nella conoscenza e nella saggezza. Vogliamo invece scegliere la morte perché non siamo in grado di dimenticare le nostre dispute? Noi rivolgiamo un appello da essere umani a esseri umani: ricordate la vostra umanità e dimenticate il resto. Luglio 1955. Conclusione del Manifesto redatto da Bertrand Russell e Albert Einsteìn, in cui si sollecitavano i governi a bandire le armi nucleari e a trovare mezzi pacifici per la risoluzione dei conflitti (da questo documento sarebbe poi sorto il movimento internazionale per il disarmo Pugwash).
Avere meno occasioni da dedicare all'otium, alla riflessione e alla interiorità ci porta a essere meno creativi: abbiamo meno possibilità di immaginare e pensare liberamente. Nicoletta Vittadini
Non avere il tempo per meditare è come non avere il tempo di guardare dove si sta andando, perché si è troppo impegnati a camminare. A. D. Sertillange
C'è del gusto a stare in un mare in tempesta, quando si è sicuri che la nave non può affondare. Blaise Pascal
Prima di discutere, respira.
Prima di parlare, ascolta.
Prima di criticare, esaminati.
Prima di scrivere, pensa.
Prima di ferire, senti.
Prima di arrenderti, tenta.
Prima di morire, vivi.
William Shakespeare
Capimmo che il mondo non sarebbe stato più lo stesso. Alcuni risero, altri piansero. Ma la maggior parte di noi rimase in silenzio. A me venne in mente un verso della Bhagavadgita: "Sono la Morte, la distruttrice dei mondi". Suppongo che pensassimo tutti qualcosa del genere in un modo o nell'altro. Robert Oppenheimer, deserto del New Mexico, scoppio della prima bomba atomica, 16 luglio 1945.
Pensare e agire pensando alla prossima generazione, ed essere contemporaneamente pronti ad andarsene, ogni giorno, senza paura e senza preoccupazione: questo è l' atteggiamento che praticamente ci è imposto e che non è facile, ma tuttavia è necessario mantenere coraggiosamente. Dietrich Bonhoeffer
Se tu e io ci scambiamo un dollaro, restiamo sempre con un dollaro ciascuno. Se invece ci scambiamo le idee, dopo tu ne hai due e io pure. Dan Zadra
.. siamo tutti nati dal seme celeste;
tutti abbiamo lo stesso padre,
da cui la terra,
la madre che ci alimenta,
riceve limpide gocce di pioggia,
e quindi produce luminoso frumento,
e gli alberi rigogliosi,
e la razza umana,
e le stirpi delle fiere,
offrendo i cibi con cui tutti nutrono i corpi,
per condurre una vita dolce
e generare la prole...
Tito Lucrezio Caro, "De rerum Natura"
La difficoltà non è tanto quella di sviluppare nuove idee, quanto quella di separarsi dalle vecchie. John Maynard Keynes
Il buon senso c'era, ma se ne stava nascosto per paura del senso comune. Alessandro Manzoni
La pazienza è ciò che nell'uomo più somiglia al procedimento che la natura usa nelle sue creazioni. Honoré de Balzac
Non mi piacciono i dritti, i disonesti, i dilettanti presuntuosi, le salse agrodolci, i seccatori, gli invadenti, gli animali che mordono. Sergio Endrigo
L'ottimista proclama che viviamo nel migliore dei mondi possibili. Il pessimista teme che possa essere vero. James Branch Cabell
Che cos'è un cinico? Uno che sa il prezzo di ogni cosa e il valore di nessuna. Oscar Wilde, "Il ventaglio di Lady Windermere"
I bambini non hanno né passato né avvenire e, cosa che a noi non accade mai, godono del presente. Jean De La Bruyère
Il ritmo frenetico della vita moderna è una forma, forse la forma più comune, della sua innata violenza. Lasciarsi prendere da molteplici preoccupazioni, accondiscendere a qualsivoglia richiesta, impegnarsi in troppi progetti, voler aiutare tutti in tutto, significa soccombere a questa violenza. Di più, sarebbe quasi un cooperare alla violenza. La frenesia delle attività annulla la nostra innata capacità di pace. Finisce per distruggere la fecondità del nostro lavoro, perché finisce per distruggere le radici della nostra saggezza che rende proficuo il lavoro.
Th.Merton "Réflexions d'un spectateur coupable", Albin Michel, Paris 1970 – " Diario d'un testimone colpevole", Garzanti, Milano 2004, citato da Timothy Radcliffe in "Essere cristiani nel XXI secolo"
Ogni scelta comporta sempre una rinuncia e certe gioie si possono assaporare solo accettando di pagare questo prezzo. Testimoni, 2015/5
Oggi non si attende più. La vera tristezza non è quando ti ritiri a casa la sera e non sei atteso da nessuno, ma quando tu non attendi più nulla dalla vita. Tonino Bello
Ma che cos'è un uomo se non può dire le cose che pensa e deve ripetere solamente le parole di quelli che si inginocchiano? Che cos'è un uomo, che cosa possiede un uomo se non se stesso? Tommaso Moro
L'altra sera ero sfinita, non riuscivo a dormire e di fronte a me sul muro scrostato e sporco di questa stanza d'ospedale, c'era una croce. Pensavo alla mia mamma che adesso non mi consola più telefonandomi tutte le sere. Mi sono sentita veramente sola e mi venivano le lacrime agli occhi. Gli dicevo: "Eccoci qui, io e te, l'uno di fronte all'altra, soli, comunque e sempre, noi due soli. Certo che quando trovi qualcuno non molli eh? Ma quanto durerà?". So che è difficile spiegare cosa sono questi momenti di solitudine con Lui, ma credo che tu lo possa capire benissimo. Da una lettera di Chiara M. a Chiara Lubich, 30 gennaio 1991, "Il Cenacolo", novembre 2006.
Quanto più un uomo invecchia,
tanto più si riavvicina alla fanciullezza,
finché lascia questo mondo in tutto come un bambino
al di là del tedio della vita
e al di là del senso della morte.
Erasmo da Rotterdam
Un'esistenza vissuta in pienezza non consente di rimandare a domani quel che è possibile fare oggi, perché del domani non si è sicuri, ma dell'oggi ci si può sentire responsabili. Giuseppe Crea
Bisognerebbe partire dalla premessa che nessuna persona è uno scarto; in questo modo la capacità di riconoscere e apprezzare le reciproche diversità diventa un'occasione per contribuire alla costruzione di un benessere comune che va al di là degli interessi individualistici. Giuseppe Crea, " Il segreto della felicità nella vita consacrata"
La compassione è risposta al muto grido di aiuto che si leva dal viso dell'uomo sofferente, dagli occhi atterriti e inermi della persona soverchiata dal dolore, vicina alla morte; è il no radicale all'indifferenza di fronte al male del prossimo: in essa io partecipo e comunico, per quanto mi è possibile, alla sofferenza dell'altro.
Enzo Bianchi, "Raccontare l'amore"
La zuppa di verdure che il monaco offre ai suoi ospiti è migliore del grasso dei sacrifici. Iperechio, "Esortazione ai monaci"
I miei capitali, i tuoi averi, i nostri beni:
i miei, i tuoi, i miei, i tuoi...
Un solo universo
molle, sordido e chiuso,
nel quale ci si va a barricare.
finito il tempo di amare.
Centinaia di milioni di poveri senza pane,
senza casa e senza nulla.
Il mio patrimonio, il tuo patrimonio,
i miei capitali, i tuoi averi:
i miei, i tuoi, il mio, il tuo.
Ormai sono duemila anni: l'era cristiana...
Ma quando mai cominceremo ad essere cristiani?
Raoul Follereau
Dobbiamo diventare l'altro, entrare nella sua immaginazione e nei dilemmi con i quali si confronta prima di dispensargli il nostro insegnamento. Timothy Radcliffe, "Perché dunque essere cristiani?"
Tutto il mondo oggi sembra avere fretta. Tutti sembrano correre come pazzi dietro a uno sviluppo e a un arricchimento maggiori, di modo che, da una parte, i figli sembrano avere molto poco tempo per i genitori, e allo stesso tempo ai genitori manca il tempo per i figli e per se stessi. Così è proprio dal focolare domestico che si mette in moto la rottura della pace nel mondo. Madre Teresa di Calcutta
Capisco benissimo coloro che soffrono, coloro che sono feriti nel più profondo della loro carne e fanno fatica a credere in questo Amore infinito. Ma siamo noi, i privilegiati, che hanno una casa, un lavoro, la salute, i soldi, siamo noi che impediamo agli altri di credere all'Amore. Abbé Pierre ("Il cenacolo", settembre 2003)
L'identità è il maggiore pericolo del nostro mondo moderno: mi riconosco solo in quelli che sono identici a me. È chiusura, ignoranza e, presto, odio. Jacques Dalarun, storico
Una società sbrigativa e superficiale che ingurgita cibi a caso in un fast food, che ignora lo spreco alimentare, che si infastidisce quando si evoca lo spettro della fame nel mondo, che si oppone all'ospitalità, ha perso non solo la dimensione simbolica del cibo ma anche la spiritualità che in quel segno è celata. Gianfranco Ravasi, "Siamo quel che mangiamo?"
Persone male informate
O più bugiarde del diavolo
Dicono che tu sei nato
Sotto a una foglia di cavolo!
Altri maligni invece
Sostengono senza vergogna
Che sei venuto al mondo
A bordo di una cicogna!
Se mamma ti ha comperato
Come taluni pretendono
Dimmi: dov'è il negozio
Dove i bambini si vendono?
Tali notizie sono
Prive di fondamento:
Mi ha fatto la mia mamma
E sono molto contento!
Tali notizie sono
Prive di fondamento:
Mi ha fatto la mia mamma
E sono molto contento!
E sono molto contento!
Gianni Rodari, Sergio Endrigo
Quanto maggiori sono le responsabilità di una persona, tanto più si devono trovare ogni giorno più lunghe ore di silenzio contemplativo. Bisogna cercarlo, e lottare per averlo, per non farsi travolgere dalle cose, dalla valanga di parole dette a vanvera, di giudizi affrettati. Il silenzio è sempre difficile.
Carlo Maria Martini
Si direbbe che il pane, più che per nutrire, è nato per essere condiviso.
Con gli amici, con i poveri, con i pellegrini, con gli ospiti di passaggio.
Spezzato sulla tavola, cementa la comunione dei commensali.
Deposto nel fondo di una bisaccia, riconcilia il viandante con la vita.
Tonino Bello
Accontentiamoci di riparare poche cose.
Poche cose, è già molto.
Una sola cosa riparata ne cambia altre mille.
In che modo?
Il cane laggiù è legato a una catena troppo corta.
Cambiala, allungala.
Così riuscirà a raggiungere l'ombra e a distendersi, e smetterà di abbaiare.
E il silenzio ricorderà alla madre che desiderava un canarino nella gabbia in cucina.
E sentendo cantare il canarino, stirerà un altro po'.
E, con indosso una camicia stirata di fresco, il padre sentirà meno dolore alle spalle quando andrà al lavoro.
E così, quando tornerà a casa, di tanto in tanto scherzerà, come faceva un tempo, con la figlia adolescente.
E la figlia cambierà idea e una sera deciderà di portare a casa, solo per questa volta, il suo innamorato.
E un'altra sera, il padre proporrà al giovane di andare a pesca insieme…
Chi mai al mondo può saperlo?
Tu intanto allunga la catena.
John Berger
La strada che percorri sia facile
e il vento ti sospinga in avanti.
Il sole risplenda caldo sul tuo volto
e la pioggia cada dolcemente sui tuoi campi.
E fino al momento in cui ci rivedremo,
Dio ti conservi nel cavo delle sue mani.
Benedizione irlandese
Durante la seconda guerra mondiale, tra gli alleati sbarcati in Sicilia c'era un piccolo corpo di spedizione brasiliano. Io seguivo gli avvenimenti da lontano e seguivo con impazienza la loro risalita verso Roma. Le confesso che arrivai a pregare lo Spirito Santo perché gli eventi potessero condurre allo spogliamento materiale della Chiesa... Naturalmente lo Spirito Santo, meno stupido di me, fece in modo che la guerra non giungesse a toccare i palazzi Vaticani. Lo Spirito Santo sapeva bene che non bastava rivoltare le pietre che imprigionano la Chiesa. Si trattava di un altro bombardamento... E non a caso lo Spirito Santo alcuni anni dopo ci ha mandato Giovanni XXIII! Helder Camara in una conversazione con l'Abbé Pierre ("Il cenacolo", settembre 2003)
Il bene dei vostri figli sarà quello che sceglieranno: non sognate per loro i vostri desideri. Basterà che sappiano amare il bene e guardarsi dal male e che abbiano in orrore la menzogna. Non pretendete dunque di disegnare il loro futuro: siate fieri piuttosto che vadano incontro al domani con slancio, anche quando sembrerà che si dimentichino di voi. S. Ambrogio - Vescovo di Milano - IV secolo dopo Cristo
Spesso diciamo di essere dalla parte dei poveri a condizione che i poveri facciano quello che vogliamo noi. Non puoi essere solidale con qualcuno se non ti sporchi le mani accanto a lui. Pedro Meca
Vorrei che noi cristiani potessimo ascoltare atei e agnostici, potessimo confrontarci con loro, senza inimicizie, soprattutto attraverso un confronto delle nostre spiritualità, di ciò che in profondità ci muove nel nostro agire. Lo spirito dell'uomo è troppo importante perché lo si lasci nelle mani di fanatici e di intolleranti oppure di spiritualisti alla moda. Certo, ogni religione si nutre di spiritualità, ma c'è posto anche per una spiritualità senza religione, senza Dio. Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose
Quando si avvicina uno straniero e noi lo confondiamo con un nostro fratello, ponendo fine ad ogni conflitto, ecco, questo è il momento in cui finisce la notte e comincia il giorno. Paulo Coelho
Tutto ciò che è terreno dura poco. E tutto quello che sembra grande se ne va in fumo e non dà libertà all'anima, ma stanchezza. Felice l'anima che comprende queste cose e tocca la terra con un piede solo. Santa Faustina Kowalska, "Diario"
Bisogna che l'uomo si renda conto innanzitutto lui stesso, che le situazioni conflittuali che l'oppongono agli altri sono solo conseguenze di situazioni conflittuali presenti nella sua anima, e che quindi deve sforzarsi di superare il proprio conflitto interiore per potersi così rivolgere ai suoi simili da uomo trasformato, pacificato, e allacciare con loro relazioni nuove, trasformate. Martin Buber, "Il cammino dell'uomo"
Basterebbe togliere agli uomini tutte le distrazioni e comincerebbero a pensare a quello che sono, da dove vengono, dove vanno. Blaise Pascal, Pensieri n.143
Chi crede in Dio, deve spiegare l'esistenza del dolore. Ma chi non crede in Dio, deve spiegare tutto il resto. Dennis Prager
Gli adulti non capiscono mai niente da soli ed è una noia che i bambini siano sempre costretti a spiegar loro le cose. Antoine De Saint Exupéry
Anche se stremato e spossato uomo non ti riposare,
non abbandonare la tua lotta solitaria, continua, non ti riposare.
Batterai i sentieri incerti e aggrovigliati
non salverai forse che qualche povera vita,
ma non perdere la fede non ti riposare,
la tua stessa vita ti consumerà e ti sarà nemica,
tremendi ostacoli sorgeranno sul tuo cammino
o uomo caricati di tutti questi pesi e non ti riposare,
balza al di là delle pene e degli affanni
anche se fossero alti come montagne
e anche se intravedi campi aridi e spenti
ara o uomo questi campi, non ti riposare.
Il mondo sarà avvolto dalle tenebre,
ma sarai tu a gettargli luce,
disperderai l'oscurità che lo circonda
anche quando la vita ti abbandona
o uomo non ti riposare,
non darti mai riposo,
dona riposo agli altri.
Inno quyorati
scelto da Gandhi per la preghiera serale
l'antivigilia della sua morte
Se si guardasse sempre il cielo, si finirebbe per avere le ali. Gustave Flaubert
Io guardo al cielo solo quando starnutisco. Ivan Sergeevič Turgenev
È molto difficile ricevere dagli altri ciò che la tua famiglia dovrebbe normalmente darti. Pedro Meca
Cani che abbaiano talora mordono. Uomini che ridono non sparano mai. Konrad Lorenz
Basta poco per riaccendere la speranza là dove la disperazione ha preso il sopravvento. A volte basta solo un po' di amore. C.Amirante, "Solo l'amore resta"
L'amore è fedele, l'amore è esagerato, l'amore non conosce confini. Sa alzarsi nel cuore della notte, non dorme, ti consola. Semplicemente sa esserci. Ma l'amore non è un sorriso, non è un sentimento zuccheroso. L'amore è un fatto. È ognuno di noi quando vediamo un affamato e lo sfamiamo, quando vediamo un ammalato e lo curiamo, uno straniero e lo accogliamo, una persona sola e le facciamo compagnia, un oppresso e lo riscattiamo. L'amore è il nostro modo per trasformare l'ingiustizia, la violenza, qualsiasi problema. L'amore è accettare di essere amati per poi amare senza retorica. Amati amiamo, perdonati perdoniamo, compresi comprendiamo, consolati consoliamo. Solo questo amore dà speranza. Solo questo amore comunica la tenerezza di Dio che abita in noi. Un amore da difendere con il cuore e con i denti, perché altrimenti l'amore passa, la vita passa e il bello che noi possiamo vivere svanisce. Al contrario, se lo vivremo senza farlo diventare di plastica, questo amore parlerà da solo, sarà attraente, proprio come il cuore di una madre. Ernesto Olivero, Avvenire, 2 aprile 2015
Io, stamattina, ho mangiato.
Certamente, non c'è nulla di più normale,
di più comune.
A mezzogiorno, e poi stasera, io mangerò
come tutti...
Cosa dite? Tutti,
non mangian tutti a questo mondo?
Certamente, almeno sembra: me l'han detto.
È ben triste, beninteso.
Ah! Non siamo in Paradiso!
Ma è necessario saper accettare il proprio destino;
non ci si può far nulla, non è vero?
Non ci si può far nulla!
Io, stamattina,
ho mangiato.
Sicuramente, loro non hanno mangiato.
Ma cosa posso farci, io?
Non c'è rischio che possa tentare,
perché non posso, con la mia porzione,
modesta porzione, nutrire il mondo,
tutti coloro che nel mondo hanno fame.
Ci scocciano senza fine
come se
non avessimo abbastanza seccature!
E poi
sono troppo preso dai miei affari.
Infine, si tratta di sconosciuti...
io, io, IO,
stamattina,
io
ho mangiato.
Raoul Follereau
Si prendano subito le impronte digitali dei bambini rom,
ordina un paio di baffi sul nulla.
E i baffi giurano che non è razzismo
ma solo umana pietà verso i bimbi costretti a mendicare.
Che cuore, che generosità.
E mi tornano a mente i versi di un grandissimo:
"Sei così ipocrita
che quando l'ipocrisia ti avrà ucciso sarai all'inferno
ma ti dirai in paradiso!"
Andrea Camilleri, "Poesie incivili"
Io credo che il soggettivismo etico riguardi tutti noi. La tentazione è quella di pensare di essere creatori di se stessi... La giustizia viene confusa come quella cosa giusta per me, la verità come quella vera per me... Ma la soggettività senza limiti diventa una prigione per tutti e un inferno per chi non ha potere. Giuseppe De Rita
Un giorno camminando in montagna ho visto da lontano una bestia. Avvicinandomi mi sono reso conto che era un uomo. Giungendo di fronte a lui, ho visto che era mio fratello. Proverbio tibetano
Grazie a te, donna, per il fatto stesso che sei donna! Con la percezione che è propria della tua femminilità tu arricchisci la comprensione del mondo e contribuisci alla piena verità dei rapporti umani. S.Giovanni Paolo II, 1995, Lettera alle donne
Non preoccupatevi di cercare la causa dei grandi problemi dell'umanità ; accontentatevi di fare ciò che potete fare per risolverli, portando il vostro aiuto a coloro che ne hanno bisogno. Alcuni mi dicono che facendo la carità agli altri, solleviamo gli Stati dalle loro responsabilità verso i bisognosi e i poveri. Non per questo m'inquieto, perché, di solito, gli Stati non offrono l'amore. Faccio semplicemente quanto posso fare, il resto non è di mia competenza. Madre Teresa di Calcutta
Rendendo servizio a un bisognoso, forse desideri elevarti ai suoi occhi e vuoi che si senta obbligato nei tuoi confronti, proprio lui che è l'origine della tua buona azione. Era nel bisogno, gli hai dato una parte dei tuoi beni; siccome doni, sembri superiore a colui a cui fai dono. S.Agostino
Su cento persone:
che ne sanno sempre più degli altri
- cinquantadue;
insicuri a ogni passo
- quasi tutti gli altri;
pronti ad aiutare,
purché la cosa non duri molto
- ben quarantanove;
buoni sempre,
perché non sanno fare altrimenti
- quattro, be', forse cinque;
propensi ad ammirare senza invidia
- diciotto;
viventi con la continua paura
di qualcuno o qualcosa
- settantasette;
dotati per la felicità,
- al massimo poco più di venti;
innocui singolarmente,
che imbarbariscono nella folla
- di sicuro più della metà;
crudeli,
se costretti dalle circostanze
- è meglio non saperlo
neppure approssimativamente;
quelli col senno di poi
- non molti di più
di quelli col senno di prima;
che dalla vita prendono solo cose
- quaranta,
anche se vorrei sbagliarmi;
ripiegati, dolenti
e senza torcia nel buio
- ottantatré
prima o poi;
degni di compassione
- novantanove;
mortali
- cento su cento.
Numero al momento invariato
Wislawa Szymborska
La terra produce il grano, ma l'uomo produce il sogno del grano. È il sogno che consente il realizzarsi delle cose. Proverbio indiano
Il femminismo è mescolato con l'idea confusa per cui le donne sono libere quando servono il datore di lavoro, ma schiave quando aiutano i mariti. Gilbert Keith Chesterton
Mattino di Pasqua
quando Dio si è alzato per rotolare le pietre
che imprigionano quelli che hanno fame di vita;
per aprire le porte che rinchiudono quelli
che hanno sete di giustizia; per rendere la speranza
a tutti gli uomini e tracciare davanti ad essi
il cammino che porta alla vita.
Mattino di Pasqua
quando Dio solleva l'uomo dalle tenebre
che schiacciano ogni anelito di speranza,
dalle malattie che spengono la voglia di vivere,
dalla paura dell'altro che attizza l'odio,
dallo sguardo che offende la dignità,
dalle idee immobili da sempre
che dividono famiglie e nazioni.
Mattino dove Dio solleva l'uomo
e gli permette di guardare in faccia
il suo avvenire.
Mattino di Pasqua
quando anch'io risorgo
per alzarmi contro ciò che opprime
e proclamare la libertà;
per alzarmi contro la disperazione
e condividere la speranza;
per protestare contro il non senso
e comunicare l'amore che innalza e dona vita;
per annunciare la gioia d'essere risuscitato
e la felicità di vivere in piedi.
Charles Singer
Mi piace la notte stellata di Pasqua, la folla furtiva che si affretta verso un incontro inconsueto, le chiese dalle volte immerse nella penombra, gli occhi dei piccoli affascinati dalla luce tremolante dei ceri. Mi piacciono le tenebre provvisorie di questa notte di grande passaggio, notte d'uscita dall'abisso dove, già, il soffio di Dio plana sulle acque agitate delle nostre vite avvolte di tenebra.
Mi piace il radunarsi notturno dei credenti che credono, di quelli che dubitano, dei credenti che hanno perso la fede, dei credenti arrabbiati, dei credenti tiepidi, di tutti i miscredenti che noi siamo e che formano il popolo variegato dell'Esodo.
Mi piace la notte di Pasqua perché è l'ultima traversata prima che l'uomo si svegli nel nuovo mattino del mondo. «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto!». Mi piace questa notte che muore incalzata dall'aurora, la morte che cade, infine, come un lenzuolo abbandonato a terra dalla forza della vita che preme come non mai.
Che venga l'alba, chiara e senza pieghe d'ombra, e vinca sulla notte delle nostre vite, sulle tenebre di un mondo dove rimbombano, ancora e sempre, i colpi che piantano i chiodi nel corpo della Pace, nel cuore dell'Amore.
Buona Pasqua!
("Il Cenacolo", aprile 2004)
Chiedo a quello di me
che più s'inoltra nella rischiosa
riva della trascendenza
come si paga il conto
della remissione, se ancora
mi dilungo nel dubbio
ai piedi di una croce
piantata qui per tutti,
dal principio e per sempre,
tra l'una e l'altra riva.
Ma ciascuno alla vela ha un altro vento.
Sergio Zavoli
E bello porsi a tavola, Signore, insieme a quelli che si amano; e l'amore sembra più caldo, sulla tovaglia stesa, tra il nitore delle stoviglie apparecchiate; e tanto più se c'è un mazzo di fiori sulla mensa. È bello sedersi attorno al medesimo desco, mangiare le medesime vivande: ciascuno secondo il suo appetito e il suo bisogno; e tutto è di tutti e nessuno è più padrone di un altro di ciò che si trova sulla mensa. Perché la mensa è il luogo dell'amicizia e della comunione: semplice e buona comunione di cose e di uomini, prima ancora che comunione con Te.
L'Eucarestia è il sacramento della tavola, così come la tavola è il sacramento della nostra amicizia. E se non sappiamo sederci a tavola, con gli amici, forse non sapremo nemmeno accostarci alla mensa dell'altare e ricevere il dono della tua amicizia. Perciò, prima di farci il dono dell'Eucarestia, facci, Signore il dono della cena: della semplice mensa degli uomini, della condivisione dell'amore e dei beni, della cordialità del pacato discorrere e del calore del volersi bene. E dacci di sapere cenare in amicizia, come facevi a casa tua, come facevi a Cafarnao, nella casa di Pietro, come facevi a Betania, nella casa di Lazzaro; e come facesti poi a Gerusalemme, nel cenacolo. E dacci amore per invitare amici, ospitalità per servirli, cordialità per discorrere con loro, gioia per mettere la tovaglia bella, letizia per versare il vino dolce. E che, in ogni pranzo e in ogni cena, avvertiamo la tua invisibile presenza, ospite sempre invitato, amico sempre amato, nostro pane, nostro vino, nostro banchetto eterno! Adriana Zarri