Se si pensa che la vocazione dell'uomo,
la sua unica ragione di essere,
è trovare Dio, unirsi a lui,
il peccato è tutt'insieme
un errore (sheghaghah),
una follia e un accecamento (nebâlâh).
Ecco perché la Scrittura qualifica
il giusto da saggio
e il peccatore da stolto
(Sir 16,21-23; 21,11-28).
Ceslas Spicq O.P
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