lunedì, marzo 09, 2026

il peggio

L'importante non è vincere le argomentazioni,

ma occupare la scena.

E ogni menzogna, se ripetuta abbastanza,

diventa identità.

Il leader non deve essere credibile,

ma riconoscibile in una sorta di rivalsa emotiva continua.

L'odio, allora come oggi, non è un effetto collaterale:

è il collante.

Il peggio non arriva mai annunciandosi come tale.

Arriva travestito da nostalgia, da protezione, da buon senso.

Arriva quando ci convinciamo che non è poi così grave

e che, in un modo o nell'altro, il sistema democratico se la caverà.


Giulio D'Antona, dalla recensione del libro di Sergio Luzzatto: Morès, "Il primo fascista", Tuttolibri 7/2/26

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