La vera questione non è
chiedersi se si è “sale”,
ma se ci si sta sciogliendo.
Marco Ruggiero
Come nasce questo blog? Da Claudio che invia regolarmente una e-mail ai suoi amici con brani acchiappati qua e la. Testi che aiutano a riflettere a farsi delle domande o a cercare delle risposte non banali, non conformiste, non retoriche. Al mio invito di raccoglierle in un blog, Claudio ha risposto più o meno...." se vuoi pensaci tu" E io ho raccolgo la sfida!
La vera questione non è
chiedersi se si è “sale”,
ma se ci si sta sciogliendo.
Marco Ruggiero
Certe parole sanno travestirsi,
e quando lo fanno mettono i brividi.
In inglese col termine grooming si indica
la cura che un animale dedica a un proprio simile:
lo pulisce, gli riordina il pelo e intanto
– dicono gli etologi –
stabilisce chi comanda nel branco.
È con questa stessa parola
che oggi si definisce l’adescamento online dei minori,
quel processo lento e paziente
grazie al quale un predatore costruisce in rete
una relazione intima con la sua giovane vittima,
convincendola di essere l’unica persona
in grado di capirla e proteggerla.
Si tratta di violenza,
ma ciò che più inquieta è la sua maschera.
Il predatore non minaccia, ascolta.
Non pretende, lusinga.
È sempre presente, risponde subito, non giudica mai.
Tutto quello che un adolescente vorrebbe dagli adulti
e non sempre riceve.
La tecnologia c’entra solo fino a un certo punto,
la rete è il luogo della trappola.
Il grooming funziona
perché occupa un posto lasciato vuoto.
Gioele Dix, Avvenire
Le persone vivono la vita come un regalo
e la prendono sul serio.
Non ci si sente stanchi della vita,
non si è sazi del bene:
si capisce che il bene
è qualcosa che va conquistato
con decisione.
Tetiana Chystotina in “Custodire l’umano. Voci dall’Ucraina” a cura di Elena Mazzola
(Castel Bolognese, Itaca Edizioni, 2025, pagine 254, euro 18)
Il giudizio di Dio
non è castigo per quanto si è goduto,
ma piuttosto il contrario:
destino dell’uomo nell’esistenza terrena
è quello di raccogliere
i frammenti di felicità che egli incontra.
Chi non lo fa cade sotto il giudizio divino.
Gianfranco Ravasi
Dio ci convocherà in giudizio
per i beni che egli ci ha donato
ma dei quali non abbiamo saputo gioire.
Come si legge in un bel testo rabbinico:
«Ognuno dovrà rendere conto di sé
per ogni cosa che il suo occhio ha visto
e che non ha mangiato»,
cioè di ogni piacere di cui non ha saputo godere,
di ogni peccato di omissione
nell’uso condiviso e pieno di gioia dei beni donati da Dio.
Niente di meno!
Ludwig Monti
Ho iniziato ad amare la Vergine Maria
prima ancora di conoscerla…
le sere al focolare sulle ginocchia materne,
la voce della mamma che recitava il rosario.
Albino Luciani (Giovanni Paolo I)
O giorni, o mesi che andate sempre via,
sempre simile a voi è questa vita mia.
Diverso tutti gli anni,
ma tutti gli anni uguale,
la mano di tarocchi
che non sai mai giocare,
che non sai mai giocare
che non sai mai giocare,
che non sai mai giocare
che non sai mai giocare,
che non sai mai giocare...
Francesco Guccini da “La canzone dei dodici mesi”
La letteratura è nata
quel giorno che Giona è tornato a casa
e ha raccontato alla moglie
che aveva fatto tardi perché
era stato inghiottito da una balena.
Gabriel Garcia Màrquez
– Chi mi sa dire –
chiese un giorno abba Michele
ai bambini del villaggio –
come Dio possa essere dappertutto
senza che lo si veda?
Un bimbo rispose:
– Io penso
ad un pezzo di zucchero
in una ciotola di latte.
Richard Kern
Se esprimi un desiderio
è perché vedi cadere una stella,
se vedi cadere una stella
è perché stai guardando il cielo,
se stai guardando il cielo
è perché credi ancora in qualcosa.
Bob Marley
Uomini vanno a Dio
nella loro tribolazione
piangono per aiuto,
chiedono felicità e pane,
salvezza dalla malattia,
dalla colpa, dalla morte.
Così fanno tutti, tutti,
cristiani e pagani.
Uomini vanno a Dio
nella sua tribolazione,
lo trovano povero, oltraggiato,
senza tetto né pane,
lo vedono consunto da peccati,
debolezza e morte.
I cristiani stanno vicino a Dio
nella sua sofferenza.
Dietrich Bonhoeffer, “Resistenza e resa. Lettere e scritti dal carcere”
La società del gratuito, per natura sua,
è uguaglianza che si esprime anche sul piano economico.
Mentre nella prima società la guerra è strutturale,
nella società del gratuito la pace è strutturale,
perché la guerra non è altro che la reazione
al non sentirsi esistere nell'altro.
Noi costituiamo la società del gratuito
là dove ognuno di noi è,
come punto critico di deflagrazione
di una conflittualità vitale.
Dobbiamo essere la nuova società
che vive dentro il tessuto fragile di questa società,
creando continuamente un confronto di vita.
Prova e vedrai!
Oreste Benzi
In un’epoca
in cui nessuno vuol essere giudicato
per quello che veramente vale.
Tutti vogliono essere giudicati
per quello che credono di valere.
Roberto Gervaso
Forse sarebbe più comodo
fare finta di niente,
voltarsi dall’altra parte.
Ma non è nella natura umana.
Non è per questo che siamo qui.
Heroes
Ama tuo fratello
come la tua anima
e vigila su di lui
come sulla pupilla del tuo occhio.
Vangelo apocrifo di Tommaso
Mia nonna, ebrea, da bambino mi diceva:
“Quando avrai dei figli,
la cosa più importante che dovrai fare
sarà educarli a essere umani.
Perché quelli che ad Auschwitz
bruciavano e uccidevano degli esseri umani,
vecchi e bambini,
avevano tutti ricevuto un’ottima istruzione.
Ma non erano umani”.
Konstantin Gudauskas in “Custodire l’umano. Voci dall’Ucraina”
a cura di Elena Mazzola (Castel Bolognese, Itaca Edizioni, 2025, pagine 254, euro 18)
Una città
non va in rovina quando finiscono i soldi,
una città
si sfalda quando finisce il soffio vitale.
Quando le parole vuote sovrastano quelle piene.
Quando l’amicizia muore
e lascia spazio ai rapporti di convenienza.
Quando le persone vengono pesate
sulla bilancia del conto in banca.
Quando non ci si commuove più e, invece,
si pensa che l’accumulo possa metterci in sicurezza la vita.
Quando «mille vigili che dirigono il traffico
non sanno dirvi né perché venite né dove andate»
(Thomas Stearns Eliot, Cori da “La Rocca”, 1934).
“Città”, Lessico inquieto. L’Osservatore Romano 29 luglio 2026
State attenti voi davanti ai rigidi.
State attenti davanti ai cristiani
- siano laici, preti, vescovi -
che si presentano così "perfetti", rigidi.
State attenti.
Non c'è lo Spirito di Dio lì.
Manca lo spirito della libertà.
E stiamo attenti con noi stessi,
perché questo ci deve portare
a pensare nella nostra vita,
io cerco di guardare le apparenze soltanto?
E non cambio il mio cuore?
Non apro il mio cuore alla preghiera?
Papa Francesco
Nessuna possibile speranza
finché non si avverte di nuovo,
come un pugno sferrato contro tutta l’umanità,
l’ingiustizia subita da un solo uomo.
Antoine de Saint-Exupéry,
I pensieri di Saint-Exupéry sono usciti in “Nouvelle Revue française” (Janvier, 1952)
e raccolti successivamente in “Carnets” (Gallimard, 1975).
Traduzione di Girolamo Settanta