Certa gente non è cattiva.
È infelice.
La cattiveria è degli sciocchi,
di quelli che non hanno ancora capito
che non vivremo in eterno.
Alda Merini
Come nasce questo blog? Da Claudio che invia regolarmente una e-mail ai suoi amici con brani acchiappati qua e la. Testi che aiutano a riflettere a farsi delle domande o a cercare delle risposte non banali, non conformiste, non retoriche. Al mio invito di raccoglierle in un blog, Claudio ha risposto più o meno...." se vuoi pensaci tu" E io ho raccolgo la sfida!
Certa gente non è cattiva.
È infelice.
La cattiveria è degli sciocchi,
di quelli che non hanno ancora capito
che non vivremo in eterno.
Alda Merini
Si dice che gli psicologi si occupino dell’io,
i filosofi di Dio
e gli antropologi dello zio.
In questo adagio si racconta di come antropologi e antropologhe
abbiano osservato che qualche forma di legame parentale
è ovunque alla base del diventare comunità. […]
Stupirà forse scoprire che in certe società
lo zio è figura centrale dell’accudimento dei figli
e che altrove maternità e paternità
si articolano diversamente da come siamo abituati a considerarli.
Sara Zambotti
L’ira
è un acido che può provocare
più danni al recipiente che lo contiene
che a qualsiasi cosa su cui venga versato.
Lucio Anneo Seneca
Per Gesù,
vegliare significa restare fedeli
nelle piccole responsabilità quotidiane,
anche quando nessuno vede
e nessuno applaude.
https://www.missionaridellavia.net/#
Quando i genitori fanno troppo per i loro figli,
i figli non faranno abbastanza per sé stessi.
Elbert Hubbard
È intollerabile, per la ragione,
che un uomo nasca imbottito di beni
e un altro nasca nella più fetida fogna.
Il Verbo di Dio è venuto in una stalla,
in odio al Mondo, i fanciulli lo sanno,
e tutti i sofismi demoniaci
nulla cambieranno di quel mistero
per cui la gioia del ricco ha come sostanza
il Dolore del povero.
Quando non si comprende questo,
si è stupidi da qui all’eternità.
Da qui all’eternità.
Léon Bloy
Non basta parlare di pace.
È preferibile fare la pace
a partire dai luoghi di vita
che abitiamo.
“Percorsi di pace”
(San Paolo Edizioni, 2026, 302 pagine, 20 euro)
A nessuno piace morire,
si fatica anche a parlarne.
È un concetto rimosso.
L’uomo si caratterizza rispetto agli animali
per la coscienza d’essere una creatura mortale,
eppure pretende la longevità a oltranza.
Giorgio Cosmacini
Nel Medioevo
la morte improvvisa era considerata
il peggiore dei mali,
perché impediva di pentirsi dei peccati.
Nella società secolarizzata
è considerata invece la fine migliore.
Ci si sono messi anche i medici,
lasciando credere che la morte sia una malattia
e come tale curabile.
Da qui l’accanimento terapeutico e diagnostico,
altro errore grave.
Giorgio Cosmacini
C’è la tendenza a medicalizzare
il sano che potrebbe diventare malato:
cioè tutti.
Così nasce una patologia che non esiste,
o non esiste ancora.
In certi casi è il medico stesso a crearla:
la definisco incultura della salute.
Giorgio Cosmacini
Un conto è opporsi alle derive più estreme
e più irrealistiche di una determinata antropologia
– e sia nel woke sia nel gender gli esempi non mancano –
un conto è rifiutare le persone che quella cultura
ha contribuito a rendere visibili e rifiutare le loro legittime richieste
di dignità e di non discriminazione.
È l’errore commesso già anni fa sul gender
da certa parte del mondo cattolico, quando
– compreso chi scrive –
abbiamo confuso le priorità e invece di chiederci
quali ingiustizie
ci fossero alla base delle denunce formulate da questa nuova cultura
– il maschilismo, gli stereotipi relazionali,
la donna angelo del focolare, il mito della famiglia ideale
– ci siamo chiesti come difendercene,
entrando in una logica da guerra culturale
in cui ci siamo trovati alleati con forze politiche e culturali
che avevano e tuttora hanno un’altra idea della società,
della persona, dei diritti.
Luciano Moia, La cultura “woke”, noi cattolici e la lezione
dimenticata sul gender, Avvenire
Il profeta chiede la conversione
e non dà la sistemazione.
Le persone, invece,
sono facilmente portate alla sistemazione.
Oreste Benzi
Giovani,
non fatevi ingannare
dalle leggende degli eroi,
dai racconti di prodezze militari,
di avventure a cavallo
- non emulate questi emolumenti dell’illusione
- non terminate qui i vostri giorni.
Da “Dalla caserma sul confine”, Wang Chang-ling (698-757)
Come non è affatto lodevole
tendere a cose concrete
senza amore alcuno delle virtù
e senza cura della propria mente,
e limitarsi al puro e semplice operare,
così è un bene imperfetto e fiacco
la virtù confinata in un ritiro inattivo,
che non dimostra mai ciò che ha imparato.
Lucio Anneo Seneca
È assurdo
dice la ragione
È quel che è
dice l’amore
È l’infelicità
dice il calcolo
Non è altro che dolore
dice la paura
È vano
dice il giudizio
È quel che è
dice l’amore
È ridicolo
dice l’orgoglio
È avventato
dice la prudenza
È impossibile
dice l’esperienza
È quel che è
dice l’amore.
Erich Fried, È quel che è (Einaudi, 1988)
Occorre
il silenzio di molti
perché l’ingiustizia
continui indisturbata.
Luigi Ballerini
Alle religioni
non spetta di consolare e rassicurare,
semmai di rendere più inquieto l’uomo.
Come scriveva Julien Green,
«finché siamo inquieti,
possiamo stare tranquilli».
Gianfranco Ravasi
Dov'è finito l'entusiasmo?
Con il tempo e la frequentazione quotidiana, di tutto e di tutti
finiamo per vedere solo i difetti e le debolezze.
Capita così, e non dobbiamo meravigliarcene.
È segno che bisogna aggiustare continuamente
il nostro giudizio sulle persone e la nostra relazione con loro.
Dobbiamo riportare alla memoria
ciò che di bello di buono c'è in ciascuno,
e che purtroppo facilmente dimentichiamo.
Tomas Spidlik
Se per secoli la cultura ha assunto implicitamente
il maschile come misura universale dell'umano,
esiste il rischio che l'intelligenza artificiale
erediti lo stesso paradigma.
Forse più di un rischio.
Gli algoritmi apprendono dai dati del passato,
in gran parte elaborati e creati da uomini
e rischiano di riprodurre gli stessi modelli culturali
che hanno segnato finora la storia dell’umanità.
Le macchine intelligenti - questo il rischio -
possono perpetuare esclusioni, stereotipi
e squilibri già esistenti.
Il passato porta con sé pregiudizi, esclusioni e gerarchie.
Una macchina addestrata sulla storia
potrebbe finire per riprodurre la storia.
Ritanna Armeni