Le mani che aiutano sono più sacre
delle bocche che pregano.
Sathya Sai Baba
Come nasce questo blog? Da Claudio che invia regolarmente una e-mail ai suoi amici con brani acchiappati qua e la. Testi che aiutano a riflettere a farsi delle domande o a cercare delle risposte non banali, non conformiste, non retoriche. Al mio invito di raccoglierle in un blog, Claudio ha risposto più o meno...." se vuoi pensaci tu" E io ho raccolgo la sfida!
Quando, come accade ora così frequentemente,
vediamo i defunti ridotti a una piccola urna di ceneri,
una terribile domanda si risveglia in noi:
è possibile che siamo così poca cosa?
Ma quell'urna, abbracciata da una sposa, una figlia, un nipote…
con tutto l'amore del loro cuore,
è esigenza e speranza di non dimenticare
né separarsi per sempre.
Carolina Blázquez Casado
Pochi possono dirsi: "Sono qui".
La gente si cerca nel passato
e si vede nel futuro.
Georges Braque, Cahier 1917/47
L'importante non è vincere le argomentazioni,
ma occupare la scena.
E ogni menzogna, se ripetuta abbastanza,
diventa identità.
Il leader non deve essere credibile,
ma riconoscibile in una sorta di rivalsa emotiva continua.
L'odio, allora come oggi, non è un effetto collaterale:
è il collante.
Il peggio non arriva mai annunciandosi come tale.
Arriva travestito da nostalgia, da protezione, da buon senso.
Arriva quando ci convinciamo che non è poi così grave
e che, in un modo o nell'altro, il sistema democratico se la caverà.
Giulio D'Antona, dalla recensione del libro di Sergio Luzzatto: Morès, "Il primo fascista", Tuttolibri 7/2/26
La colpa sta morendo.
Parliamo di un malessere che si percepisce
se si compiono azioni contro il proprio valore,
le proprie convinzioni.
Si tratta di qualche cosa che è dentro di noi.
Quando ci sentiamo in colpa, perdiamo l'autostima,
come se avessimo tradito il nostro essere.
Nella vergogna, invece, emerge un disagio
non per le nostre azioni
ma per la paura di essere scoperti.
La dinamica che emerge è nei confronti dell'altro.
La vergogna spinge alla falsificazione, fa arrossire,
mentre la colpa fa impallidire.
La società attuale è quella della vergogna.
Vittorino Andreoli, "I paradossi dell'esistenza" (Piemme editore)
Stamattina mi sono svegliato con un nodo al petto.
Una tristezza senza nome.
In casa tutto sommato va bene.
Nulla che giustifichi quello struggimento.
Poi ho capito.
Non voglio abituarmi al dolore.
Non voglio assuefarmi alla guerra.
Non voglio smettere di essere una persona.
Voglio che il male mi faccia ancora male.
Voglio che una bomba mi indigni.
Voglio che una madre che piange mi costringa a fermarmi.
Sì, è più scomodo.
Sì, ti rovina un po' la serenità.
Ma forse è l'unico modo per restare umani.
Gigi De Palo