Per funzionare meglio,
le leggi devono essere poche,
semplici e generali.
Credo addirittura
che sarebbe meglio non averne affatto,
piuttosto che averne troppe,
come avviene oggi.
Michel de Montaigne (XVI sec)
Come nasce questo blog? Da Claudio che invia regolarmente una e-mail ai suoi amici con brani acchiappati qua e la. Testi che aiutano a riflettere a farsi delle domande o a cercare delle risposte non banali, non conformiste, non retoriche. Al mio invito di raccoglierle in un blog, Claudio ha risposto più o meno...." se vuoi pensaci tu" E io ho raccolgo la sfida!
Per funzionare meglio,
le leggi devono essere poche,
semplici e generali.
Credo addirittura
che sarebbe meglio non averne affatto,
piuttosto che averne troppe,
come avviene oggi.
Michel de Montaigne (XVI sec)
Il digiuno di Nelson Mandela a Robben Island.
Il digiuno di Bobby Sands.
Il digiuno di Narges Mohammadi in Iran.
I digiuni del Mahatma Gandhi.
Sono pratiche di protesta contro l'ingiustizia,
ma sono anche altro.
A noi fortunati è richiesta giusto una dieta stagionale
dal cibo spazzatura con cui nutriamo le nostre menti.
Narcisismo e brama di affermazione
non ci hanno mai assediato in modo tanto stupido.
Siamo abili a trapuntare di buone cause ogni bassezza,
e del resto il diavolo, audace tra gli audaci, nel deserto cita un salmo:
ogni menzogna ha bisogno di una mezza verità
per farsi strada in noi.
Nicola Lagioia
Quando, come accade ora così frequentemente,
vediamo i defunti ridotti a una piccola urna di ceneri,
una terribile domanda si risveglia in noi:
è possibile che siamo così poca cosa?
Ma quell'urna, abbracciata da una sposa, una figlia, un nipote…
con tutto l'amore del loro cuore,
è esigenza e speranza di non dimenticare
né separarsi per sempre.
Carolina Blázquez Casado
Pochi possono dirsi: "Sono qui".
La gente si cerca nel passato
e si vede nel futuro.
Georges Braque, Cahier 1917/47
L'importante non è vincere le argomentazioni,
ma occupare la scena.
E ogni menzogna, se ripetuta abbastanza,
diventa identità.
Il leader non deve essere credibile,
ma riconoscibile in una sorta di rivalsa emotiva continua.
L'odio, allora come oggi, non è un effetto collaterale:
è il collante.
Il peggio non arriva mai annunciandosi come tale.
Arriva travestito da nostalgia, da protezione, da buon senso.
Arriva quando ci convinciamo che non è poi così grave
e che, in un modo o nell'altro, il sistema democratico se la caverà.
Giulio D'Antona, dalla recensione del libro di Sergio Luzzatto: Morès, "Il primo fascista", Tuttolibri 7/2/26