domenica, aprile 12, 2026

da altri sentieri

Nelle rarissime occasioni in cui posso incontrare un vero israelita,

un musulmano mistico,

penso a tutte le dimore che vi sono nella casa del Padre.

E ciò che sento riguardo a un figlio di Israele o a un figlio del Profeta

lo sento ancor più, ovviamente, riguardo ai cristiani delle diverse confessioni,

ma che vivono del Cristo,

riguardo ai quei miei fratelli separati che hanno una fede viva

o riguardo a certe anime che non appartengono a nessuna confessione particolare,

ma vivono come ha vissuto Simone Weil, ai confini della Chiesa,

e la luce che le attraversa, che esse rifrangono,

forse perché non si esprime in formule tradizionali, mi illumina ancor di più.

Qui la grazia appare allo stato grezzo,

al di fuori di tutti i mezzi che ne sono per noi i normali veicoli.

È un po' come quando scopriamo che dei forestieri

conoscono e amano come noi un certo luogo segreto della foresta

che era la meta delle nostre passeggiate solitarie.

Ci stupiamo che vi siano giunti per altri sentieri

di cui non avevamo alcuna idea.

 

Francois Mauriac

sabato, aprile 11, 2026

un uomo

La vita di un uomo puro e generoso

è sempre una cosa sacra e miracolosa,

da cui si sprigionano forze inaudite

che operano anche in lontananza.


Hermann Hesse

venerdì, aprile 10, 2026

grido d'angoscia

Un grido d’angoscia
Si è affogato nelle nebbie
E un bambino in ginocchio

Solleva le mani

TUTTE LE MADRI DEL MONDO PIANGONO


Vicente Huidobro, da “Le città”

giovedì, aprile 09, 2026

dalla luna

Ho contemplato dalla luna, o quasi,

il modesto pianeta che contiene

filosofia, teologia, politica,

pornografia, letteratura, scienze

palesi o arcane. Dentro c’è anche l’uomo,

ed io tra questi. E tutto è molto strano.

Tra poche ore sarà notte e l’anno

finirà tra esplosioni di spumanti

e di petardi. Forse di bombe o peggio,

ma non qui dove sto. Se uno muore

non importa a nessuno purché sia

sconosciuto e lontano.

 

Eugenio Montale, “Fine del ’68”

mercoledì, aprile 08, 2026

odio

Prendi quel nostro assistente.

Lo vedo spesso nei miei pensieri.

La cosa che più colpisce in lui

è il suo collo diritto e rigido.

Odia i suoi persecutori

con un odio che suppongo sia giustificato.

Ma anche lui è un uomo crudele.

Sarebbe un perfetto capo di campo di concentramento.

L’osservavo spesso mentre stava all’ingresso,

quasi fosse lì per acchiappare i suoi compagni ebrei...


Etty Hillesum, “Diario” dal Campo di raccolta olandese di Westerbork, 1942

martedì, aprile 07, 2026

comicità

Io so a memoria la miseria,

e la miseria è il copione della vera comicità.

Non sì può far ridere

se non si conoscono bene il dolore, la fame,

il freddo, l’amore senza speranza,

la disperazione della solitudine

di certe squallide camerette ammobiliate

alla fine di una recita in un teatrucolo di provincia;

e la vergogna dei pantaloni sfondati,

la prepotenza esosa degli impresari,

la cattiveria del pubblico senza educazione.

Insomma,

non sì può essere un vero attore comico

senza aver fatto la guerra con la vita.


Totò

lunedì, aprile 06, 2026