Dovrei essere impegnata a scrivere e leggere
e ad assorbire le cose che mi circondano,
non a memorizzare il numero di giorni
piovosi e di sole in Georgia.
Sono stanca. Sono disgustata.
Voglio vivere – non funzionare.
Flannery O’Connor
Come nasce questo blog? Da Claudio che invia regolarmente una e-mail ai suoi amici con brani acchiappati qua e la. Testi che aiutano a riflettere a farsi delle domande o a cercare delle risposte non banali, non conformiste, non retoriche. Al mio invito di raccoglierle in un blog, Claudio ha risposto più o meno...." se vuoi pensaci tu" E io ho raccolgo la sfida!
Dovrei essere impegnata a scrivere e leggere
e ad assorbire le cose che mi circondano,
non a memorizzare il numero di giorni
piovosi e di sole in Georgia.
Sono stanca. Sono disgustata.
Voglio vivere – non funzionare.
Flannery O’Connor
Non è dalla benevolenza
del macellaio, del birraio o del fornaio
che ci aspettiamo il nostro desinare,
ma dalla considerazione del loro interesse personale.
Non ci rivolgiamo alla loro umanità ma al loro egoismo,
e parliamo dei loro vantaggi
e mai delle nostre necessità.
Adam Smith (1776/1987, p. 92)
Il superuomo dei giorni nostri
si connota per il suo calarsi in una società
individualistica e patologicamente competitiva.
Una società dove a prevalere
è la ricerca dell’efficienza ad ogni costo
e in cui ci si sente in guerra contro tutti.
In grado di ibridarsi con tecnologie
che gli consentono di vivere quanto vuole,
di ritardare e persino di impedire l’invecchiamento,
di espandere le sue capacità cognitive,
di non essere più schiavo dei geni assegnatagli dalla sorte,
il superuomo cui si ispirano i più ricchi e potenti del pianeta
vuole emendare la natura, forse addirittura cancellare la morte.
Questi superuomini chiaramente ambiscono a sostituirsi a Dio.
Alberto De Sanctis
La maturità inizia a manifestarsi
quando sentiamo che è più grande
la nostra preoccupazione per gli altri
che non per noi stessi.
Albert Einstein
Se si pensa che la vocazione dell'uomo,
la sua unica ragione di essere,
è trovare Dio, unirsi a lui,
il peccato è tutt'insieme
un errore (sheghaghah),
una follia e un accecamento (nebâlâh).
Ecco perché la Scrittura qualifica
il giusto da saggio
e il peccatore da stolto
(Sir 16,21-23; 21,11-28).
Ceslas Spicq O.P
Guai a coloro
che sono sicuri su come deve essere fatto il mondo,
perché domani ci impiccheranno
affinché il mondo sia fatto in quel modo;
guai a coloro
che non hanno perplessità
di fronte all’enigma dell’uomo,
al sentimento dell’imprevedibilità della storia;
all’ingresso improvviso della diversità della storia
che obbliga a chiudere i libri delle ideologie
e a ricominciare da capo.
Solo chi ha il senso della fragilità
ricomincia da zero con gioia.
Ernesto Balducci
Ma attenzione:
molto spesso noi soffriamo più
per i mali di cui abbiamo paura,
che per quelli che ci vengono realmente addosso.
«La troppa paura dei pericoli
fa sì che spesso vi cadiamo dentro»
(Jean de La Fontaine).
Leonardo Sapienza, L’Osservatore Romano