Ho bisogno di silenzio.
Tanto ho parlato, troppo.
È arrivato il tempo di tacere,
di raccogliere i pensieri:
allegri, tristi, dolci, amari.
Ce ne sono tanti dentro ognuno di noi.
Alda Merini
Come nasce questo blog? Da Claudio che invia regolarmente una e-mail ai suoi amici con brani acchiappati qua e la. Testi che aiutano a riflettere a farsi delle domande o a cercare delle risposte non banali, non conformiste, non retoriche. Al mio invito di raccoglierle in un blog, Claudio ha risposto più o meno...." se vuoi pensaci tu" E io ho raccolgo la sfida!
Ho bisogno di silenzio.
Tanto ho parlato, troppo.
È arrivato il tempo di tacere,
di raccogliere i pensieri:
allegri, tristi, dolci, amari.
Ce ne sono tanti dentro ognuno di noi.
Alda Merini
Ciascuno di noi è amministratore dei misteri di Dio,
non proprietario.
Ognuno sia amministratore del dono che ha ricevuto.
L'amministratore, quando fa il raccolto e riempie il granaio,
si consiglia col padrone su come poterlo spendere.
Così vale anche per noi:
è il Signore che ci dice come dobbiamo spendere tutte le nostre capacità.
In questo modo viene fuori un'altra amministrazione del denaro.
Non ha più importanza il denaro, averlo o no,
perché noi non intendiamo per povertà la privazione,
ma intendiamo per povertà la pienezza.
Essendo pieno dentro di te,
allora non ci sta più niente delle cose materiali;
fuggi quindi dalla vanità di questo mondo,
le cose non sono più il tuo Dio.
Anche le tue sicurezze vengono sconvolte
dall'incontro della vita del povero,
perché il suo stile,
il suo modo di essere diventa il tuo;
le tue sicurezze,
che appoggiavano sulla tua ricchezza,
saltano tutte
e tu ti immetti molto di più nell'avventura di Dio.
Dai! Se noi respiriamo in questa libertà,
ditemi voi:
come facciamo a non volerci bene?
Oreste Benzi
Per anni abbiamo temuto
che la macchina diventasse come noi.
Guardavamo dalla parte sbagliata. […]
Sono gli uomini che stanno diventando come lei.
Hanno rinunciato al limite,
e senza limite si diventa meri esecutori.
Daniele D’Elia
Avevo tutto ma non ero libero.
Il combattimento più difficile
è stato contro me stesso.
Jet Li
È salutare ogni tanto fermarsi,
staccare la spina,
schiarire le idee,
ritrovarsi e ricordare a se stessi:
chi sei, dove stai andando,
dove vuoi andare
e soprattutto dove vuoi restare.
Giuseppe Donadei
Suona la campanella;
scopa, scopa la bidella;
viene il bidello ad aprire il portone;
viene il maestro dalla stazione;
viene la mamma, o scolaretto,
a tirarti giù dal letto...
Viene il sole nella stanza:
su, è finita la vacanza.
Metti la penna nell’astuccio,
l’assorbente nel quadernuccio,
fa la punta alla matita
e corri a scrivere la tua vita.
Scrivi bene, senza fretta
ogni giorno una paginetta.
Scrivi parole diritte e chiare:
amore, lottare, lavorare.
Gianni Rodari
Qual è il limite che divide eugenetica e progresso?
E soprattutto qual è il nostro di limite?
L’azienda Preventive si porrebbe come obiettivo
quello di modificare l’embrione in modo
da prevenire le malattie ereditarie.
Il problema è quello che viene dopo,
perché c’è sempre un dopo, e il dopo non è prevedibile.
Quali sono i confini?
Un tecnopazzo potrebbe pensare che sarebbe proprio bello
avere un mondo solo di geni
e sviluppare una tecnica per modificare il quoziente intellettivo,
o un mondo solo di imbecilli, o di soli sani, o di soli malati.
Io non ho risposte su quali siano i confini,
ma quello che so per certo
è che non li lascerei decidere al proprietario di Preventive.
Assia Neumann Dayan, La Stampa, 12 novembre 2025