Ciascuno di noi è amministratore dei misteri di Dio,
non proprietario.
Ognuno sia amministratore del dono che ha ricevuto.
L'amministratore, quando fa il raccolto e riempie il granaio,
si consiglia col padrone su come poterlo spendere.
Così vale anche per noi:
è il Signore che ci dice come dobbiamo spendere tutte le nostre capacità.
In questo modo viene fuori un'altra amministrazione del denaro.
Non ha più importanza il denaro, averlo o no,
perché noi non intendiamo per povertà la privazione,
ma intendiamo per povertà la pienezza.
Essendo pieno dentro di te,
allora non ci sta più niente delle cose materiali;
fuggi quindi dalla vanità di questo mondo,
le cose non sono più il tuo Dio.
Anche le tue sicurezze vengono sconvolte
dall'incontro della vita del povero,
perché il suo stile,
il suo modo di essere diventa il tuo;
le tue sicurezze,
che appoggiavano sulla tua ricchezza,
saltano tutte
e tu ti immetti molto di più nell'avventura di Dio.
Dai! Se noi respiriamo in questa libertà,
ditemi voi:
come facciamo a non volerci bene?
Oreste Benzi
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