Il pessimismo è un freno, un'evasione, quando non è un alibi della pigrizia.
Come nasce questo blog? Da Claudio che invia regolarmente una e-mail ai suoi amici con brani acchiappati qua e la. Testi che aiutano a riflettere a farsi delle domande o a cercare delle risposte non banali, non conformiste, non retoriche. Al mio invito di raccoglierle in un blog, Claudio ha risposto più o meno...." se vuoi pensaci tu" E io ho raccolgo la sfida!
Nel pensiero e nel sentimento umano preferiremmo talvolta vendicarci un po', ma la fede cristiana non ce lo permette, dobbiamo ripagare il male con il bene. E soltanto l'amore è in grado di restaurare ogni volta di nuovo la pace… Franz Jägerstätter
Accogliere non è per prima cosa aprire la porta della propria casa, ma aprire le porte del proprio cuore e perciò diventare vulnerabili. È uno spirito, un atteggiamento interiore. È prendere l'altro all'interno di sé, anche se è sempre un rischio che disturba e toglie sicurezza: è preoccuparsi di lui, essere attenti, aiutarlo a trovare il suo posto... DARE LA VITA significa essere colmi di sacro stupore e di profondo rispetto davanti al mistero della persona; significa vedere al di là di tutto quello che è spezzato.... Ciò che conta è l'incontro con le persone, l'ascolto, la condivisione; tutto ciò, insomma, che si chiama misericordia: dare la libertà alle persone grazie alla qualità del nostro ascolto e della nostra attenzione, far loro sentire che sono importanti.... E così si diventa uomini di pace, operatori di pace. Jean Vanier
Forse Maria ha detto solo shalom, ma in questo shalom, Maria porta tutta se stessa: la sua voglia d'incontro, lo stupore per ciò che Dio compie nell'altra.
E noi non abbiamo corroso i nostri saluti, che sono così scontati da non dire niente di nuovo all'altro?
Ci dimentichiamo di quanto siano importanti i saluti, un ciao luminoso, con il sapore di una punta di desiderio… G.Gillini - M.Zattoni, "Interno familiare C"
Per restare fedeli nel quotidiano occorre la manna della fedeltà alle piccole cose: la manna degli incontri, dell'amicizia, degli sguardi e dei sorrisi che dicono "ti voglio bene" e riscaldano il cuore. È la fedeltà a orientare continuamente i progetti personali verso il bene di tutta la comunità, e che ci spinge a morire ai progetti che sono solo per il prestigio personale. Jean Vanier
Se non è Dio a costituire il centro della nostra vita, innumerevoli altri dei/idoli si affrettano a occupare il posto rimasto vuoto. E allora ci tormenta il pensiero e la vista di quanti ci appaiono più ricchi o più intelligenti o più ammirati di noi. Ci sottomettiamo all'idolo dell'opinione pubblica, ci classifichiamo in base alla scala della popolarità. Ma questo non significa vivere secondo dignità e libertà. Ci opprime l'ansia per ciò che gli altri possono pensare e dire di noi. Così possono diventare "idoli stranieri" il bisogno di sicurezza, la ricerca dell'efficienza ad ogni costo, del progresso, del predomino, del piacere, ecc. Anselm Grün
Se guardate tutto ciò che viene messo in vendita, scoprirete di quante cose potete fare a meno! Socrate
Credo che la chiesa debba farsi comprendere, innanzitutto ascoltando la gente, le sue sofferenze, le sue necessità, i problemi, lasciando che le parole rimbalzino nel cuore, lasciando che queste sofferenze della gente risuonino nelle nostre parole. In questo modo le nostre parole non sembreranno cadute dall'alto, o da una teoria, ma saranno prese per quello che la gente vive. E porteranno la luce del Vangelo, che non porta parole strane, incomprensibili, ma parla in modo che tutti possono intendere. Anche chi non pratica la religione, o chi ha un'altra religione. card. Martini - La Repubblica - 16 marzo 2007
I nomi collettivi servono a fare confusione. "Popolo, pubblico…".
Un bel giorno ti accorgi che siamo noi; invece credevi che fossero gli altri.
Ennio Flaiano
IL CREDENTE - Io sono un credente, signore, afflitto dal dubbio che Dio non esista.
L'ATEO - Io, peggio. Sono un ateo, signore, afflitto dal dubbio che Dio, invece, esista realmente, È terribile.
Achille Campanile - Tragedie in due battute
Mi avete schiaffeggiata
- nessuno l'aveva mai fatto -
la corrente elettrica
e il vostro pugno
e quel linguaggio da teppista
troppo sanguinavo per poter ancora arrossire
un'intera notte
una locomotiva nel ventre
arcobaleni dinanzi agli occhi
era come se io mangiassi la mia bocca
e affogassi i miei occhi
avevo mani dovunque
e una gran voglia di ridere.
Poi un mattino, è venuto un altro soldato
vi rassomigliava come una goccia di sangue
vostra moglie, tenente,
ha messo lo zucchero nel vostro caffè?
Vostra madre ha osato ammirare la vostra buona cera?
Avete carezzato i capelli dei vostri ragazzi?
Leila Djabali, poetessa algerina, nata ad Algeri nel 1940, catturata e torturata dai Francesi nella prigione di Barberousse nel 1957
La vocazione non tollera che ti volti indietro, quando hai posto mano all'aratro, non tollera i cuori angusti e stretti, "sclerotici", sempre pronti a calcolare se conviene fare questo e lasciare quello. La vocazione è la via dei "cuori ardenti", come direbbe p. Teilhard de Chardin; è per coloro che non si accontentano di andare nel bosco a fare il pic-nic, ma vogliono salire sulla cima della montagna, anche se il sentiero si fa duro e stretto, e sole e fatica ti asciugano ogni energia... Nico Dal Molin
Non aver paura che la vita possa finire.
Abbi invece paura che non cominci mai davvero.
Beato John Henry Newman
Il digiuno che io gradisco non è forse questo:
che si spezzino le catene della malvagità,
che si sciolgano i legami del giogo,
che si lascino liberi gli oppressi
e che si spezzi ogni tipo di giogo?
Non è forse questo: che tu divida il tuo pane con chi ha fame,
che tu conduca a casa tua gli infelici privi di riparo,
che quando vedi uno nudo tu lo copra
e che tu non ti nasconda a colui che è carne della tua carne?
Allora la tua luce spunterà come l'aurora,
la tua guarigione germoglierà prontamente;
la tua giustizia ti precederà,
la gloria del Signore sarà la tua retroguardia.
Isaia 58, 6-8
Il consumo ha permeato tutte le dimensioni dell'esistenza umana e di conseguenza tutte le dimensioni dell'esistenza umana hanno assunto la forma del consumo. Anche l'amore umano diventa consumo nel senso che la formula dell'amore non è più: «Ti amo e quindi mi prendo cura di te, della tua felicità», ma: «Mi piaci e quindi vivo il piacere distare con te fino a quando la tua presenza mi soddisferà». Quest'ultima formula è quella propria del "consumatore", ma ormai la usiamo in tutte le dimensioni della nostra esistenza, rendendo così effimere, fungibili, sostituibili come gli oggetti di consumo. Si pensi anche alla dimensione religiosa: la tendenza alla "religione fai da te"; così caratteristica dell'uomo d'oggi, viene dalla stessa logica di consumo. La religione non è più il luogo del rapporto personale con Dio; è invece un oggetto di consumo che mi garantisce alcune soddisfazioni altrimenti irraggiungibili. La religione cristiana, invece, è rapporto con Dio nel modo che a Lui piace. Non è un edificio religioso che mi costruisco secondo i miei desideri e le mie necessità... Il consumismo può essere attraente, il permissivismo allettante, l'aggressività rassicurante, ma l'uomo non riuscirà mai a trovare la propria quiete e serenità nel possesso, nel lasciarsi andare, nell'affermarsi sopra gli altri... La tendenza così diffusa oggi a creare atteggiamenti di lotta, di competizione con l'altro deve venire assorbita da una forza di solidarietà e di comunione più grande. Luciano Monari
È comune difetto degli uomini, non fare conto, nella bonaccia, della tempesta. Machiavelli
Il vero problema non è se puoi aiutare gli altri anche con le tue fragilità, ma se tu accetti di essere così, ed accettandolo cerchi, anche se con fatica, di fare lo stesso quello che ti è chiesto senza fuggire. Gabriella Tripani
L'amore funziona solo con la libertà.
La libertà funziona solo con l'amore. Christian Bobin
Per quanto riguarda il mio essere sacerdote, fino a qualche anno fa era caratterizzato dalla spiritualità del seminatore chiamato a gettare il seme in un campo incolto: poi la scoperta che Gesù nel Vangelo parla anche di operai per la messe. Ora, la messe è il grano maturo. Questo ha cambiato tantissimo il mio modo di essere prete! Il mondo non è più un campo incolto nel quale seminare, ma un campo già fecondato dallo Spirito nel quale raccogliere i frutti di bene presenti! Che modo completamente diverso di entrare nelle famiglie, a scuola, nei gruppi...! don Francesco Cassol (1958-2010), il parroco di Longarone ucciso accidentalmente l'agosto scorso
Un'esistenza significativa va al di là della mera gratificazione di necessità materiali. Non tutto si può comprare col denaro, non tutti sono disposti ad essere comprati. Quando penso a un paese più ricco non penso alla ricchezza in denaro, penso alle minori sofferenze per le persone, al rispetto delle leggi, alla sicurezza di ciascuno, all'istruzione incoraggiata e capace di ampliare gli orizzonti. Questo è il sollievo di un popolo. San Suu Kyi
Non sposiamo una, ma tre persone diverse: quella che crediamo che sia, quella che è in realtà e quella che diventerà dopo essersi sposata con noi. Agenda missionaria
Mi dice la mia casa: "non abbandonarmi, il tuo passato è qui".
Mi dice la mia strada: "vieni, seguimi, sono il tuo futuro"'.
E io dico alla mia casa e alla mia strada: "non ho passato, non ho futuro".
Se resto qui, c'è un andare nel mio restare, se vado là c'è un restare nel mio andare.
Solo l'amore e la morte cambiano ogni cosa.
Kahlil Gibran
Dapprima impariamo, poi insegniamo, poi ci ritiriamo e impariamo a tacere e, nella quarta fase, dobbiamo imparare a mendicare. C.M.Martini,Conversazioni notturne a Gerusalemme, pag 36
Io mi chiamo Nino e ho dieci anni. Vivo in più di mille periferie, ho parenti neri, bianchi e gialli e ogni giorno subisco soverchierie. La mia storia è un grido su bocche mute, una di quelle storie taciute. Io mi chiamo Nino e tu devi ascoltarmi: è da quando esisto che su di me alzano la voce e anche le mani. Il male che fa dentro tu non sai quant'è... La mia storia è un grido di sofferenza, in mezzo a troppa indifferenza... Forse molti si stupiranno che oggi abbia citato alcuni versi di "Ali e radici" di un cantautore come Eros Ramazzotti, a prima vista così lontano dal mio orizzonte culturale (e musicale). Eppure devo dire che il suo Nino, uno dei tanti ragazzi dispersi che anche in questa domenica incontreremo nelle strade delle nostre città, ha un volto e dice parole che nessuno può ignorare. C'è, infatti, un coro di grida mute che escono dalle labbra di tante creature umiliate: sono le «storie taciute» fatte di violenza, sfruttamento, degrado, storie che si consumano «in mezzo a troppa indifferenza». Nel testo del cantautore romano c'è, però, un'altra frase che cerca di infrangere la nostra indifferenza, che ci impedisce di guardare dall'altra parte e che ci vieta di ricorrere al solito alibi dell'intervento della società, della politica, dell'assistenza, del volontariato, pur di proseguire comodamente il nostro passeggio domenicale. Dice, infatti, Eros: «Non possiamo chiudere gli occhi, guarda lì quanto dolore, non possiamo chiudere gli occhi, dillo forte a chi non vuole vedere, il risveglio delle coscienze più non tarderà». Ecco, anche se ci turba la festa, Nino dev'essere ascoltato e la speranza è che la sua voce faccia fremere, almeno per un momento, i giovani che ascoltano in cuffia Ramazzotti e colpisca noi adulti inclini a considerare come un fastidio queste presenze di ragazzi sbandati, da affidare soltanto alla polizia o ai servizi sociali. Cristo ripete anche oggi: «Tutto ciò che avete fatto a uno solo di questi piccoli, l'avete fatto a me». Gianfranco Ravasi - Mattutino - Avvenire 9,1,2011
Il recente concilio l'ha ricordato: "Dio ha destinato la terra e tutto ciò che contiene all'uso di tutti gli uomini e di tutti i popoli, dimodoché i beni della creazione devono equamente affluire nelle mani di tutti, secondo la regola della giustizia, ch'è inseparabile dalla carità". Tutti gli altri diritti, di qualunque genere, ivi compresi quelli della proprietà e del libero commercio, sono subordinati ad essa: non devono quindi intralciare, bensì, al contrario, facilitarne la realizzazione, ed è un dovere sociale grave e urgente restituirli alla loro finalità originaria. Paolo VI - Populorum progressio – 26 marzo 1967 – S.Pasqua – par. 22
Promuovere la famiglia significa sottolineare che si tratta di un'istituzione che ha una forza intrinseca, che non è data dall'esterno, o da chissà dove. La famiglia ha una sua forza e bisogna che questa forza sia messa in rilievo, che quindi appaia la bellezza, la nobiltà, l'utilità, la ricchezza, la pienezza di soddisfazioni di una vera vita di famiglia. Bisognerà che la gente la desideri, la gusti, la ami e faccia sacrifici per essa. card. Martini - La Repubblica - 16 marzo 2007
La viva inquietudine, che si è impadronita delle classi povere nei paesi in fase di industrializzazione, raggiunge ora quelli che hanno una economia quasi esclusivamente agricola: i contadini prendono coscienza, anch'essi, della loro "miseria immeritata". A ciò s'aggiunga lo scandalo di disuguaglianze clamorose, non solo nel godimento dei beni, ma più ancora nell'esercizio del potere. Mentre una oligarchia gode, in certe regioni, di una civiltà raffinata, il resto della popolazione, povera e dispersa, è "privata pressoché di ogni possibilità di iniziativa personale e di responsabilità, e spesso anche costretta a condizioni di vita e di lavoro indegne della persona umana". Paolo VI - Populorum progressio – 26 marzo 1967 – S.Pasqua
Credere è riconoscere che la creazione non è terminata e noi ne siamo responsabili. E.Lévinas
Per molto tempo il mio corpo mi ha fatto sentire a disagio, poi ho fatto di lui un amico e adesso c'intendiamo bene. A ogni modo, le carte sono queste, le accetto senza cercare di guardare il gioco degli altri.
Gerard Depardieu
Chi ti spianerà la via per raggiungere le sorgenti zampillanti?
Solo là e non altrove si sviluppano le forze vive del rischio.
Quando ti interroghi dicendo: "Come potrò realizzarmi?",
sai di aspirare ad un'esistenza di completezza
e non ad una vita inquadrata e senza rischi.
Non attardarti in situazioni senza via d'uscita
perché vi bruceresti energie vitali.
Niente compiacenze con te stesso.
Va oltre, senza esitare.
E scoprirai che il tuo cuore s'allarga:
solo alla presenza di Dio l'uomo si realizza.
Frère Roger Schutz
Per favore, non rubatemi
la mia serenità.
E la gioia che nessun tempio
ti contiene, o nessuna chiesa
t'incatena:
Cristo sparpagliato
per tutta la terra,
Dio vestito di umanità:
Cristo sei nell'ultimo di tutti
come nel più vero tabernacolo:
Cristo dei pubblicani,
delle osterie dei postriboli,
il tuo nome è colui
che-fiorisce-sotto-il-sole.
La morte non è
una luce che si spegne.
È mettere fuori la lampada
perché è arrivata l'alba.
Rabindranath Tagore
"Come spende il denaro (poco) che gli do? Se lo beve appena scende le scale? Gli serve per l'eroina o per un po' di neve bastarda, alla portata delle sue tasche? Neppure è improbabile che l'elemosina vada almeno in parte a dei figli bambini. Io una cosa so per certo: non posso fare domande. Ogni volta che qualcuno mi chiede l'elemosina ho davanti a me il mio povero: di quale povertà si tratti non mi riguarda. Non sono chiamato a premiarla né a punirla: non spetta a me dare voti agli affanni di una vita (che del resto non conosco)".
Salvatore Mannuzzu - Avvenire, 28 agosto 2010
Chi spera cammina,
non fugge!
Si incarna nella storia!
Costruisce il futuro,
non lo attende soltanto!
Ha la grinta del lottatore,
non la rassegnazione
di chi disarma!
Ha la passione
del veggente,
non l'aria avvilita di chi
si lascia andare.
Cambia la storia,
non la subisce!
Don Tonino Bello
Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe, i capelli diventano bianchi, i giorni si trasformano in anni.
Però ciò che è importante non cambia; la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno.
Dietro ogni linea di arrivo c'è una linea di partenza.
Dietro ogni successo c'è un'altra delusione.
Fino a quando sei vivo, sentiti vivo.
Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite... insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
Non lasciare che si arrugginisca il ferro che c'è in te.
Fai in modo che invece di compassione, ti portino rispetto.
Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Però non fermarti mai.
Madre Teresa di Calcutta
Perché la fede abbia valore, deve saper sopravvivere alle prove più dure.
La vostra fede è un sepolcro imbiancato, se non è capace di resistere alle calunnie del mondo intero. Mahatma Gandhi
Mai nulla di splendido è stato realizzato se non da chi ha osato credere che dentro di sè ci fosse qualcosa di più grande delle circostanze. Bruce Barton
Siediti ai bordi dell'aurora...
per te si leverà il sole.
Siediti ai bordi della notte...
per te scintilleranno le stelle.
Siediti ai bordi del torrente...
per te canterà l'usignolo.
Siediti ai bordi del silenzio...
Dio ti parlerà.
Vahira
La nostra paura più profonda
non è di essere inadeguati.
La nostra paura più profonda,
è di essere potenti oltre ogni limite.
E' la nostra luce, non la nostra ombra,
a spaventarci di più.
Ci domandiamo: " Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso? "
In realtà chi sei tu per non esserlo?
Siamo figli di Dio.
Il nostro giocare in piccolo,
non serve al mondo.
Non c'è nulla di illuminato
nello sminuire se stessi cosicché gli altri
non si sentano insicuri intorno a noi.
Siamo tutti nati per risplendere,
come fanno i bambini.
Siamo nati per rendere manifesta
la gloria di Dio che è dentro di noi.
Non solo in alcuni di noi:
è in ognuno di noi.
E quando permettiamo alla nostra luce
di risplendere, inconsapevolmente diamo
agli altri la possibilità di fare lo stesso.
E quando ci liberiamo dalle nostre paure,
la nostra presenza
automaticamente libera gli altri.
Nelson Mandela
È l'uomo più amato e più incompreso;
il più cercato e il più rifiutato.
È la persona più criticata,
perché deve confermare con il suo esempio l'autenticità del messaggio.
È il fratello universale,
il cui mandato è solo quello di servire, senza nulla pretendere.
Se è santo, lo ignoriamo;
se è mediocre, lo disprezziamo.
Se è generoso, lo sfruttiamo;
se è "interessato", lo critichiamo.
Se siamo nel bisogno, lo assilliamo;
se vengono meno le necessità, lo dimentichiamo.
E solo quando ci sarà sottratto comprenderemo
quanto ci fosse indispensabile e caro.
Don Novello Pederzini
Potendo rivivere la mia vita, avrei parlato meno e ascoltato di più.
Non avrei rinunciato a invitare a cena gli amici soltanto perché il mio tappeto aveva qualche macchia e la fodera del divano era stinta.
Avrei mangiato briciolosi panini nel salotto buono e mi sarei preoccupata molto meno dello sporco prodotto dal caminetto acceso.
Avrei trovato il tempo di ascoltare il nonno quando rievocava gli anni della sua giovinezza.
Non avrei mai preteso, in un giorno d'estate, che i finestrini della macchina fossero alzati perché avevo appena fatto la messa in piega.
Non avrei lasciato che la candela a forma di rosa si sciogliesse, dimenticata nello sgabuzzino. L'avrei consumata io, a forza di accenderla.
Mi sarei stesa sul prato con i bambini senza badare alle macchie d'erba sui vestiti.
Avrei pianto e riso di meno guardando la televisione e di più osservando la vita.
Avrei condiviso maggiormente le responsabilità di mio marito.
Mi sarei messa a letto quando stavo male, invece di andare febbricitante al lavoro quasi che, mancando io dall'ufficio, il mondo si sarebbe fermato.
Invece di non veder l'ora che finissero i nove mesi della gravidanza, ne avrei amato ogni attimo, consapevole del fatto che la cosa stupenda che mi viveva dentro era la mia unica occasione di collaborare con Dio alla realizzazione di un miracolo.
A mio figlio che mi baciava con trasporto non avrei detto: «Su, su, basta. Va' a lavarti che la cena è pronta».
Avrei detto più spesso: «Ti voglio bene» e meno spesso «Mi dispiace»... ma sopratutto, potendo ricominciare tutto daccapo, mi impadronirei di ogni minuto...lo guarderei fino a vederlo veramente... lo vivrei... e non lo restituirei mai più. Erma Bombeck
Occupati dei guai,
dei problemi del tuo prossimo.
Prenditi a cuore gli affanni,
le esigenze di chi ti sta vicino.
Regala agli altri la luce che non hai,
la forza che non possiedi,
la speranza che senti vacillare in te,
la fiducia di cui sei privo.
Illuminali dal tuo buio.
Arricchiscili con la tua povertà.
Regala un sorriso
quando hai voglia di piangere.
Produci serenità
dalla tempesta che hai dentro.
"Ecco, quello che non hai, te lo do".
Questo è il tuo paradosso.
Ti accorgerai che la gioia
a poco a poco entrerà in te,
invaderà il tuo essere,
diventerà veramente tua
nella misura in cui
l'avrai regalata agli altri.
Alessandro Manzoni
Il bisogno dell'altro, del confronto con il diverso non solo arricchisce umanamente, ma permette di verificare e rinsaldare le proprie convinzioni e di farle entrare in una dialettica vitale con quelle degli altri, così da tradurre in norme condivise i principi fondamentali di una vita umana e sociale degna di tal nome. Enzo Bianchi nella prefazione del libro di Barbara Spinelli "Una parola ha detto Dio, due ne ho udite. Lo splendore delle verità" - Laterza
No, non è vero che la diversità
viene accettata spontaneamente.
Ci sono momenti in cui essa
mette a dura prova i nostri nervi,
ci sono frangenti in cui vorremmo
annullarla, come d'incanto,
per trovare tutti d'accordo con noi,
con gli stessi gusti e gli stessi desideri.
Tu ci hai fatti diversi:
lo vogliamo o no, questa è la realtà.
Una realtà scomoda,
per chi ama troppo l'ordine,
e la compattezza.
Una realtà colma di ricchezza,
per chi sa apprezzare le risorse
in qualunque persona.
Una realtà imbarazzante
per chi la avverte come un attentato
alle sue opinioni,
alla sua personalità.
Una realtà benefica,
per chi ama la propria e l'altrui libertà.
Grazie, Signore, per tutte le differenze
di pelle, di cultura, di tradizioni.
Grazie per averci salvati
dall'omologazione e dall'appiattimento,
dalla clonazione e dalla massificazione.
Grazie per tutti quelli che ci obbligano
a prendere atto del loro pensiero,
del loro temperamento, delle loro abitudini
così diversi dai nostri.
La vita tu la prenderai sul serio
come fa uno scoiattolo, per esempio,
senza aspettarsi niente di fuori e dall'aldilà.
Non dovrai fare nient'altro che vivere.
La vita non è uno scherzo,
la prenderai sul serio
ma sul serio a tal punto,
che addossato al muro, per esempio,
con le mani legate, o in un laboratorio,
con grandi occhiali,
tu morirai perché vivano gli uomini,
gli uomini di cui non avrai neppure visto il viso
e morirai, pur sapendo che niente è più bello,
niente è più vero che la vita.
Tu la prenderai sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant'anni, per esempio,
pianterai gli ulivi
non perché restino ai tuoi figli,
ma perché non crederai alla morte, pur temendola,
perché la vita peserà più forte sulla bilancia.
Nazim Hikmet
Sì, ma non usiamo questa affermazione contro quanti non credono, non affatichiamoli con eccessi di apologia e con imposizioni, non arrocchiamoci in posizioni difensive, finendo così per narrare un Dio "contro" l'uomo. Crediamo con serenità nel Dio narratoci da Gesù, nel Dio il cui Nome non può esser pronunciato senza porvi accanto l'uomo: il Dio-uomo che è stato ed è Gesù Cristo, «Con Dio o senza Dio tutto cambia»: sì, ma se questo Dio è il Dio di Gesù Cristo, per il credente niente cambia a livello della sua prassi nella compagnia degli uomini, anche non credenti. Anzi, anche la presenza di chi non crede può attestare la fede come scelta d libertà. Enzo Bianchi - Jesus Giugno 2010
Il cammino attraverso la foresta
non è lungo
se si ama
la persona che si va a trovare.
Proverbio zairese
È bello tutto ciò che unisce
cielo e terra: l'arcobaleno,
la stella cadente, la rugiada,
i fiocchi di neve;
la cosa più bella però
è il sorriso
di un bambino
che non ha ancora dimenticato
i prati del cielo.
Zenta Maurina Raudive
Quando si è visto
una volta sola
lo splendore della felicità
sul viso di una persona
che si ama,
si sa che per un uomo
non ci può essere
altra vocazione
che suscitare questa luce
sui visi che lo circondano.
Albert Camus
I bambini sono formidabili imitatori: si comportano come i genitori,
nonostante tutti gli sforzi per insegnare loro le buone maniere.
Adolfo L'Arco
Nella Chiesa nessuno è nostro oggetto, un caso o un paziente da curare, tanto meno i giovani. Perciò non ha senso sedere a tavolino e riflettere su come conquistarli o su come creare fiducia: deve essere un dono. Sono soggetti che stanno di fronte a noi, con cui cerchiamo una collaborazione e uno scambio. I giovani hanno qualcosa da dirci. Essi sono Chiesa, a prescindere dal fatto che concordino o meno con il nostro pensiero e le nostre idee o con i precetti ecclesiastici. Questo dialogo alla pari, e non da superiore a inferiore o viceversa, garantisce dinamismo alla Chiesa: in tal modo l'affannosa ricerca di risposte ai problemi dell'uomo moderno si svolge al cuore della Chiesa. Card. Martini "Conversazioni notturne a Gerusalemme", pag. 47.
Soltanto per l'amore con cui glielo darai il povero ti perdonerà il piatto di minestra che gli porgerai. S.Vincenzo de Paoli
L'amore non è possedere ma accogliere l'altro, rispettandone il mistero e l'inacessibilità. Franco Cagnasso, missionario in Bangladesh
Ho trovato Dio nelle pozzanghere d'acqua, nel profumo del caprifoglio, nella purezza di certi libri e persino in certi atei. Non l'ho quasi mai trovato presso coloro il cui mestiere consiste nel parlarne. Christian Bobin
...Così Pietro ha paura dell'angoscia di Gesù e non sa trovare le parole giuste: preferisce restare lontano, cancellare la scena che si rifiuta di assorbire e lasciarsi andare al sonno della tristezza, di cui parla Luca (22,45). Tutti sappiamo per esperienza che è difficile sopportare il dolore di una persona cara quando siamo impotenti ad aiutarla; forse lo sopportiamo finché ci sentiamo utili e importanti, ma allorché la sofferenza ci rivela la nostra incapacità e inadeguatezza, preferiamo ritirarci, temiamo di essere travolti da sentimenti ed emozioni che non riusciamo a dominare. ...Perché dormite? Alzatevi e pregate per non entrare in tentazione.
Carlo Maria Martini "Incontro al Signore risorto".
Siamo in paradiso, S. Pietro è guardiano alla porta. Arrivano dei buddisti. Dice: "non preoccupatevi, c'è posto anche per voi, poi vi porto a vedere". Arrivano dei valdesi, stesse parole, arrivano musulmani, ebrei, induisti, ecc. stessa accoglienza. E così via. Si forma un gruppo, e allora dice loro: "venite, che vi faccio vedere", e passano in rassegna il paradiso. Ma ecco che arrivano a un muro, alto, incombente, e san Pietro dice loro: " Adesso giù la voce. Passate in silenzio, perché di là ci sono i cattolici e pensano di essere solo loro in paradiso". Storiella raccontata da mons. Luigi Bettazzi
Quando si tratta della Chiesa, le parole di vittoria e di disfatta non hanno più il loro senso abituale. Mai la sentiamo così inerme come nei suoi trionfi nè così potente come nelle sue umiliazioni. Fino alla consumazione dei secoli vi saranno intorno alla croce lo stesso tumulto, lo stesso fermento d'insulti e di scherni, soprattutto la stessa indifferenza di Pilato, lo stesso colpo di lancia nel Cuore di Cristo inferto da una mano qualunque; ma vi saranno anche la stessa supplica del ladrone pentito, le stesse lacrime della Maddalena, e dinanzi al Cristo agonizzante l'atto di fede del centurione pentito e l'amore silenzioso del discepolo prediletto. A ciascuno di noi conoscere la parte che vuole fare in questo dramma eterno. A nessuno è concesso di non prendervi parte. Rifiutare di scegliere vuol dire aver già scelto. François Mauriac
È la paura del giudizio degli altri che impedisce di decidere con la propria testa. Sergio Bambarén
La vendetta agisce come l'alcool: stordisce e avvelena dando l'illusione della liberazione e del benessere. É come una pozione magica preparata da uno spirito maligno. Godfried Danneeels
L'umile gode di una pace ininterrotta; invece nel cuore dell'orgoglioso c'è continuamente invidia e rancore. Imitazione di Cristo: lib I, cap VII/3
Quando le promesse sono fiori secchi
e le attese speranze vane di sempreverdi,
quando chi dice di amare
a questo non fa seguire i fatti,
quando il sogno d'Amore Assoluto
svanisce e si perde tutto,
quando il "noi" è un camminare diritti
verso l'abisso dell'Assenza
per un capriccio,
di fronte ad ogni scelta egoista
in cui la coscienza è emarginata dall'azione,
quando nell'altro trovi
un viandante distratto, un vagabondo
disonesto, un maratoneta nella corsa al Nulla
ricorda
che solo Uno
ci Avvolgeva prima d'essere creati
quando eravamo solo un'idea,
ci Ha Consegnato i nostri doni
Ha Accompagnato i nostri passi
Sostenuto in tutte le prove,
Uno solo Ha Risposto alle nostre preghiere,
Era presente quando eravamo ammalati
ricorda
che Uno solo, Il Meravigliante, è l'Amore.
Quando tuo padre e tua madre ti abbandonano,
quando il tuo migliore amico
con le parole tradisce le sue intenzioni,
quando il tuo affidamento si tramuta in errore,
quando la bocca di una donna
non disseta ma avvelena,
quando i fatti sono ridotti a interpretazione
e la coda d'una cometa è solo
il miraggio di un'aspettativa
rispondi
che soltanto Una ci Ama
Una soltanto ci Ha Amato prima del Tempo,
la Meridiana d'Amore
che, ad ogni ora,
Lenisce le nostre pene
Consola le nostre lacrime
Scandisce il tempo dell'Amore.
Quando la cultura dominante non pone limiti
alla libertà e la responsabilità personale
non è in relazione alle conseguenze di ogni scelta,
quando la verità è un uccello che non canta,
quando libertà e respiro
sono negati per ignoranza e debolezza,
quando fai ciò che non vuoi e vuoi
ciò che non puoi avere,
quando prometti "di non farlo più"
e lo fai di nuovo,
quando resti solo,
quando nulla ti è rimasto
ripeti a te stesso
che solo Uno
è il Medico dell'anima,
Il Plenilunio che Fa Luce in ogni buio,
nella disperazione
ripeti a te stesso
che Uno solo è l'Amore
che da quel Legno ci Tende la mano
che ci Solleva oltre ogni dolore
e ci Ricorda che il nostro compito è VIVERE.
Deborah D'Agostino
Preferirei morire nel mio letto circondato da donne in lacrime,
ma se domani un pazzo mi uccide per strada, pazienza.
Averroé
L'ultimo passo della ragione sta nel riconoscere che c'è un infinità di cose che la superano. Essa (la ragione) è debole se non arriva a capire questo. Blaise Pascal
Ma sarete creduti soltanto per la CARITÀ che dimostrate.
Don Tonino Bello
Non lasciarti contaminare dalla superficialità.
Questa malattia causa la morte graduale della volontà.
I suoi sintomi sono un continuo cambiamento di opinione e attività.
Che la tua vita non diventi un cimitero di progetti non realizzati.
F. X. Nguyen Van ThuanDio ci ripete spesso: "Non accetto la tua preghiera a motivo della tua mancanza di giustizia", mai e poi mai lo abbiamo sentito dire: "Rifiuto la tua giustizia a causa della mancanza di preghiera."
G.Piero Gambaro - "L'ultima settimana di Gesù" De Ferrari ed. pag 54
Quanto è splendido il digiuno
che si adorna dell'amore
spezza generoso il tuo pane con chi ha fame
altrimenti il tuo non è digiuno, ma risparmio.
Liturgia maronita