giovedì, febbraio 26, 2009

Buonanotte, Papà

Buonanotte, Papà! Ho messo le mie mani nelle tue.
Il sonno, (o la morte), attraversa la notte breve.
Soffia appena, sulla bolla errante dei miei sogni
perché mi porti le rose del domani.

Buonanotte, Pap
à! Le tue dita hanno accarezzato le mie palpebre.
Il sonno, (o la morte), se ne viene a passi leggeri,
e verso mezzanotte spadroneggeranno i pericoli.
Io mi addormenter
ò senza paura, salmodiando le mie preghiere.

So che te ne stai seduto al capezzale del mio letto,
e se una qualche vertigine spaventa la mia anima,
tu mi prendi tra le braccia, come fa una mamma
col suo bambino, nel suo letto, dopo un brutto sogno.

Non sono un santo, o mio Dio, perché tu vegli
cullandomi tra le braccia per scacciare i miei brividi.
Non sono che un bambino, ho solo le mie cantilene
e non valgo certo pi
ù di un uccellino con le sue piume.

E non so perché mi ami... Ogni sentiero
mi porta a te, ma senza lotte, senza scosse.
Il sonno, (o la morte), scivola sulla notte dolce...
Buonanotte, Pap
à! Accogli la mia anima tra le tue mani.


Marie Noel, liberamente tradotta

mercoledì, febbraio 25, 2009

martedì, febbraio 24, 2009

Staccarsi dal mondo

Nella misura in cui abbiamo perduto le co­se che ci facevano dipendere da questo mondo, qualsiasi cosa «mondo» significhi – padre, madre, figli, carriera, successo o riconoscimenti –, ecco che possiamo dar vita a una comunità di fede in cui vi sia poco da difendere, ma molto da condividere. Affinché, come comunità di fede, prendiamo il mondo sul serio, ma mai troppo sul serio. In una comunità di que­sto tipo possiamo adottare un po' della mentalità di Papa Giovanni, un uomo ca­pace di ridere di se stesso. Quando un alto funzionario gli domandò: «Santo Padre, quante persone lavorano in Vaticano?», egli esitò un attimo e poi rispose: «Beh, suppongo circa la metà di loro».

H.J.M. Nouwen, "Meditazioni sulla vita cristiana", Queriniana, Brescia 1998

 


domenica, febbraio 22, 2009

Noi delle Aeriche

Sono convinta, e non solo per fede, ma perché vedo dei chiari indizi, che nel prossimo secolo le culture indigene, noi delle Americhe, lungi dallo scomparire, saremo degli interlocutori validi nel dialogo sociale.  Rigoberta Menchù

 

venerdì, febbraio 20, 2009

Ladroni

Guardate fratelli, i ladroni crocifissi con Cristo, per vedere l'altra realtà. Quante volte si vide in Roma crocifiggere un ladrone per avere rubato poca cosa e nello stesso giorno essere portato in trionfo un dittatore che con l'esercito e le legioni aveva spogliato e rubato la terra degli altri popoli. Chi ruba una barca è pirata, chi ruba un'armata è imperatore. Chi ruba terre è onorato latifondista, proprietario, commerciante; chi occupa un pezzetto di terra per sopravvivere è ladrone; mentre questi sottrae un palmo di suolo e resta soggetto a vivere in continuo rischio e pericolo di morte, i grandi rubano senza timore e senza pericolo. Se i poveri rubano sono impiccati; ma se sono i ricchi a rubare… essi rubano e impiccano. Il grande poliziotto uccide i ladroni per avere la libertà di poter rubare da solo. P.Ezechiele Ramin

giovedì, febbraio 19, 2009

Abbiate un sogno

Abbiate un bel sogno. Seguite soltanto un sogno. Il sogno di tutta la vita. La vita umana che ha un sogno é  lieta. Una vita che segue un sogno si rinnova di giorno in giorno. La vita umana che sembra lunga é corta. Sia il vostro un sogno che miri a rendere liete non soltanto tutte le persone, ma anche i loro discendenti. È bello sognare di rendere felice tutta l'umanità. P.Ezechiele Ramin

 

mercoledì, febbraio 18, 2009

Amicizia

La gente crede che l'amicizia consista nell'uguaglianza.

Sono troppo impazienti per attendere i bellissimi effetti che possono sorgere da due contrapposizioni sincere.

Peter Rosegger

 

martedì, febbraio 17, 2009

Strana umanità

Quando qualcuno si vergogna delle proprie radici o si sente superiore alle culture altrui, l'umanità fa un passo indietro.  Rigoberta Menchù

lunedì, febbraio 16, 2009

Al banco di prova

Per interessarsi della gente, dei suoi problemi, ci vuole un amore grande che ti possa dare la forza di non stancarti mai. Ed è difficile. Fino ad ora tutto è andato liscio, ma quando ci sarà della gente che ti imbroglierà, che ti userà violenza, allora sarai al banco di prova: non si può amare solo la gente che ci fa comodo… La forza di perseverare, se non hai approfondito i temi e i valori di questo fare, scomparirà. Mah! Io credo comunque alla gente anche quando so che mi imbroglia. È difficile vedere Cristo in questa gente, eppure c'è!! P.Ezechiele Ramin

 

 

venerdì, febbraio 13, 2009

L'escluso

è la condizione dell'escluso e non il suo cuore a costituire il luogo privilegiato della Bontà Divina. Il suo cuore può essere criminale e menzognero come ogni altro cuore umano. Anche lui può cercare il potere e darsi da fare per mascherare la sua povertà e, fatte le dovute proporzioni, può essere animato dalla stessa cupidigia del capitalista. Colui che mortifica il compagno, che fa a pugni per un posto all'uscita della chiesa o per una coperta, che si azzuffa perché si sente offeso, ruba..., si mette allo stesso livello degli oppressori.   È dunque a sua insaputa che il povero, l'escluso è rivelatore della vera umanità. Il vero servizio che ci rende è che ci umanizza, che ci manifesta che cos'è l'uomo. L'indigente ci manifesta che l'essere umano è piccolo, debole, fragile, peccatore e mortale. La società moderna cerca di cancellare tutto ciò, vuole illudere, fare in modo che l'uomo appaia ricco, potente, bello, immortale. L'escluso è invece la prova vivente che l'uomo non è Dio, anzi che ha bisogno di Dio, del Suo Amore, della Sua Misericordia.

Da "Clochard"di Michel e Colette Collard Gambiez. marito e moglie che hanno scelto di vivere la loro vita insieme ai barboni

giovedì, febbraio 12, 2009

Assurdità

Non affliggerti per chi muore.

Quale assurdo: credere in un paradiso eterno,

e poi compatire chi ci va!

San Giovanni Crisostomo


 

mercoledì, febbraio 11, 2009

Matrimonio e Famiglia

Il matrimonio e la famiglia sono il cuore stesso di una civiltà, lì è custodito il nucleo più intimo di una cultura e di una tradizione che fa tutt'uno con la nostra identità collettiva. La doverosa, cordiale apertura al pluralismo delle culture e dei modelli familiari deve convivere con la cura di custodire principi e valori di portata universalistica, retaggio della nostra tradizione europea e occidentale. Solo l'esercizio di tale discernimento, dentro la società multiculturale che sarà sempre più la nostra, può metterci al riparo per un verso dal relativismo-sincretismo, per altro verso dalle derive dello Stato etico.  "Famiglia e Politica" di Carlo Maria Martini.

martedì, febbraio 10, 2009

A Te, Signore

Quando la freccia giungerà a colpire
gli attimi del mondo
e non saranno pi
ù
calici i monti
né giacigli i mari,
andremo insieme a celebrare notti di plenilunio.
A Te, Signore, il dono delle lacrime
prima che si pieghi la candela
al tempo assorto a consumarla.

Luciana Frassati, "Mio fratello Pier Giorgio"

domenica, febbraio 08, 2009

Pace

Una pace futura potrà essere veramente tale solo se prima sarà stata trovata da ognuno in se stesso, se ogni uomo si sarà liberato dall'odio contro il prossimo, di qualunque razza o popolo, se avrà superato quest'odio e lo avrà trasformato in qualcosa di diverso, forse alla lunga in amore se non sarà chiedere troppo. È l'unica soluzione possibile.

Etty Hillesum, Diario 1941-1943

venerdì, febbraio 06, 2009

Fame e opulenza

I popoli della fame interpellano oggi in maniera drammatica i popoli dell'opulenza.
La chiesa trasale davanti a questo grido d'angoscia e chiama ognuno a rispondere con amore al proprio fratello.
Paolo VI - Populorum progressio – 26 marzo 1967 – S.Pasqua

giovedì, febbraio 05, 2009

La morte non è niente

La morte non è niente.
Sono soltanto nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Ciò che eravamo prima l'uno per l'altro,
lo siamo ancora.
Chiamami col mio vecchio nome,
che ti è familiare;
parlami nello stesso modo affettuoso
che hai sempre usato.
Non cambiare il tono di voce,
non assumere un'aria di tristezza.
Ridi come sempre facevi ai piccoli scherzi
che tanto ci piacevano
quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami!...
Il mio nome sia sempre
la stessa parola familiare di prima:
pronuncialo senza traccia di tristezza.
La vita conserva tutto il significato
che ha sempre avuto.
È la stessa di prima,
c'è una continuità che non si spezza.
Perché dovrei essere fuori dalla tua mente,
solo perché sono fuori dalla tua vista?
Ti sto aspettando, solo per un attimo,
in un posto qui vicino,
proprio dietro l'angolo.
Il tuo sorriso è la mia pace.

Henry Scott Holland

mercoledì, febbraio 04, 2009

Il rispetto

Sappi che ogni faccia è un miracolo. È unica. Non potrai mai trovare due facce assolutamente identiche. Non hanno importanza bellezza o bruttezza: sono cose relative. Ogni faccia è simbolo della vita, e ogni vita merita rispetto. Nessuno ha il diritto di umiliare un'altra persona. Ciascuno ha diritto alla sua dignità. Con il rispetto di ciascuno si rende omaggio alla vita in tutto ciò che ha di bello, di meraviglioso, di diverso e di inatteso. Si dà testimonianza del rispetto per se stessi trattando gli altri con dignità.  Tahar Ben Jelloun, Il razzismo spiegato a mia figlia 

lunedì, febbraio 02, 2009

La modernità

La modernità non è una cosa astratta. In verità ci siamo dentro, ciascuno di noi è moderno se vive autenticamente ciò che vive. Non è questione di tempi. Il problema è essere realmente presenti alle situazioni in cui si vive, essere in ascolto, lasciare risuonare le parole degli altri dentro di sé e valutarle alla luce del Vangelo.
card. Martini - La Repubblica - 16 marzo 2007

La buona strada

Non basta essere sulla buona strada;

se infatti ve ne starete seduti ai margini

non vi porterà mai alla meta.

   Proverbio russo

mercoledì, gennaio 28, 2009

Domandona

Caro Dan Tonino, sono un ragazzo di terza media e ho una sola domanda da fare. Io temo che le religioni e gli Dei in cui gli uomini credono siano solo una finzione, un modo per rifugiarsi, per sperare nei momenti di paura, un modo che ci dà anche forza e coraggio. In fondo l'uomo primitivo associava dei fenomeni a delle divinità e oggi riuscendo a dare una spiegazione scientifica siamo certi che quelle idee siano inesistenti.
Probabilmente in futuro l'uomo sarà certo che Dio non esiste, che era un modo per spiegargli le cose brutte e belle che accadono; come una storia che si racconta ai bambini per tranquillizzarli.  Diego
Caro Diego, hai una sola domanda, ma che domanda... E io non ha una risposta convincente da darti. Ci proverò, ma so già che alla fine rimarrai con gli stessi dubbi. Però non sarà stato inutile essersi fermati a riflettere. lo sono convinto che tutti gli uomini passati su questa terra, eccetto Gesù, hanno avuto gli stessi tuoi dubbi. E tutti hanno pensato che prima o poi si potesse fare a meno di Dio. Quando è stato inventato il parafulmine, si è pensato: «Visto che Dio non, c'entrava niente con il fulmine! È un fatto
naturale. Non c'è più bisogno di Dio per spiegarlo». La stessa cosa si. è pensato quando sessanta, settant'anni fa si è passati dalla civiltà contadina a quella industriale ed è iniziato un progresso scientifico, tecnico, sociale vertiginoso. Si è detto: «Per curare gli occhi, non c'è più bisogno di santa Lucia. Basta l'oculista. Per i denti non serve più pregare sant'Apollonia. Basta il dentista. Per partorire senza rischi, l'ostetrico è molto più sicuro di sant'Anna». E così via. Sembrava proprio che il progresso avesse deciso definitivamente la morte dl Dio. Ma invece di Dio sono morte le illusioni di poterne fare a meno.  Adesso abbiamo tutto. Possiamo trapiantare gli organi, allungare le gambe, riattaccare le mani, far scomparire il grasso eccessivo, però... Però le persone infelici, depresse, disperate non sono diminuite. Anzi aumentano sempre di più coloro che si chiedono: «Che senso ha questa nostra vita se poi all'improvviso finisce? Che senso ha la vita se chi è buono e onesto non è apprezzato, mentre chi è delinquente e disonesto ha successo? Che senso ha la vita se chi viene ammazzato e chi ammazza muoiono allo stesso modo?» Caro Diego, io credo fermamente che non siamo nati per caso; che ogni vita, anche quella che termina dopo pochi mesi, come quella che si spegne dopo anni di tubi e macchine che la sostengono, è un dono; che il giusto e l'ingiusto non avranno la stessa sorte. Perché Dio dà senso a tutto. E tu?
Tonino Lasconi (Avvenire, Popotus, 22 gen 2009)

martedì, gennaio 27, 2009

Lasciate che chiunque venga a me

Il culto religioso ai suoi livelli più alti è un'esperienza sociale in cui persone di tutte le condizioni si uniscono per realizzare la loro identità e unità sotto Dio. Quando la Chiesa, consapevolmente o inconsapevolmente, si rivolge a una classe sola perde la forza spirituale della dottrina che afferma "lasciate che chiunque venga a me" e rischia di trasformarsi in poco più di un club sociale con una sottile vernice di religiosità.
M.L.King - "Lettera da una prigione di Birmingham"

lunedì, gennaio 26, 2009

Parlar chiaro

Credo che la chiesa italiana debba dire cose che la gente capisce, non tanto come un comando ricevuto dall'alto, al quale bisogna obbedire perché si è comandati. Ma cose che si capiscono perché hanno una ragione, un senso. Prego molto per questo.
 
card. Martini - La Repubblica - 16 marzo 2007

venerdì, gennaio 23, 2009

La famiglia è un'altra cosa

La camorra chiama "famiglia" un clan organizzato per scopi delittuosi, in cui è legge la fedeltà assoluta, è esclusa qualunque espressione di autonomia, è considerata tradimento, degno di morte, non solo la defezione, ma anche la conversione all'onestà, la camorra usa tutti i mezzi per estendere e consolidare tale tipo di "famiglia", strumentalizzando perfino i sacramenti.

Per il cristiano, formato dalla scuola della Parola di Dio, per "famiglia" si intende soltanto un insieme di persone unite tra loro da una comunione di amore, in cui l'amore è servizio disinteressato e premuroso, in cui il servizio esalta chi lo offre e chi lo riceve.

La camorra pretende di avere una sua religiosità, riuscendo, a volte, a ingannare, oltre che i fedeli, anche sprovveduti o ingenui pastori di anime.   Don Peppino Diana

giovedì, gennaio 22, 2009

Solo perdenti

Ormai, i tanti fiumi di sangue versato sono una testimonianza e una prova, una cosa è chiara a tutti: i palestinesi non saranno in grado di cacciare tutti gli ebrei in mare e gli israeliani non riusciranno a reprimere il desiderio di libertà dei palestinesi relegandoli nel deserto. La storia ci impone di convivere tutti insieme su questa terra e prima capiremo che in questa guerra ci sono solo perdenti e meglio sarà per tutti noi.

Sessantaquattro anni fa, quando i miei nonni sono stati inviati ai crematori in Europa, il mondo libero e civilizzato era latente e non sollevò un dito per salvarli. Oggi, ancora, sessanta anni dopo, mentre israeliani e palestinesi vanno al macello scagliandosi senza pietà l'uno contro l'altro, il mondo di nuovo guarda dall'altra parte e non fa nulla per porre fine a questa mattanza. Questa è una vergogna! Questo è un crimine!

Rami Elchanan – Parent's Circle, associazione israelo-palestinese dei genitori delle giovani vittime della guerra

 

 

 

mercoledì, gennaio 21, 2009

Schiavitù

Può darsi che le scarpe che calzate e il tappeto che calpestate siano stati fatti da schiavi pakistani.
Può darsi che la camicia che indossate e l'anello che portate al dito siano stati rispettivamente cuciti e levigati da qualche schiavo indiano.
Sono opera di schiavi i mattoni per la fabbrica che ha prodotto la televisione che guardate.
Sono schiavi brasiliani a produrre il carbone che serve a temprare l'acciaio delle sospensioni della vostra automobile o la lama del vostro tagliaerba.
Schiavi non pagati.
Il vostro pacchetto di investimenti e il vostro fondo pensionistico possiedono azioni di compagnie che impiegano lavoro non pagato nei paesi in via di sviluppo.
Gli schiavi mantengono bassi i vostri costi e innalzano i profitti dei vostri investimenti.
Kevin Bales

martedì, gennaio 20, 2009

I miei figli

Non ho da fare altra preghiera che questa:  i miei figli, una volta cresciuti, puniteli, cittadini, tormentandoli come io tormentavo voi, se vi sembra che si preoccupino dei soldi e d'altro prima che delle virtù; e se fanno finta di essere qualcosa ma non sono nulla, svergognateli come io facevo con voi, perché non si prendono cura di ciò di cui occorre curarsi e pensano di essere qualcosa senza valer nulla. E se farete così, io sarò trattato giustamente da voi, ed anche i miei figli.
Platone - "Apologia di Socrate"

domenica, gennaio 18, 2009

Poveri e politica

Conoscere i ragazzi dei poveri e amare la politica è un tutt'uno.

Non si può amare creature segnate da leggi ingiuste e non volere leggi migliori.  Lorenzo Milani 

 

 

venerdì, gennaio 16, 2009

La Pace come stile di vita

Il Medio-Oriente è lo specchio del mondo intero dedito alla competizione.

Non basta condannare la guerra, bisogna uscire noi per primi dalla sua logica. Per farlo occorre smettere di pensare alla pace solo come a una meta. Questo la fanno anche i violenti, dicendo di combattere per realizzarla.

La Pace deve valere anzitutto come metodo tramite l'azione nonviolenta. Ecco l'alternativa all'impotenza di chi sa solo distruggere. "Metodo" significa via. La via è data da mezzi in se stessi pacifici, dal dialogo allo sciopero, dal diritto alla diplomazia, dalla pressione economica alla diffusione di idee e informazioni. Qualche esempio?

Revocare il consenso a chi organizza dominio e guerra. Educare nella e alla pace. Interporsi per mediare tra quelli che si odiano. Rinunciare al cinismo e imparare a sperare non per se, ma per tutti. Relativizzare in ogni campo le differenze che pretendono di spezzare il legame dell'umanità comune e credere in ciò che ci unisce. Spingersi, nella pratica del volontariato, sino alla promozione della giustizia sociale. Introdurre nei comportamenti economici la logica della cooperazione, disobbedendo alla stolta regola della competizione universale. Praticare l'ospitalità. Fare del sistema giuridico una leva di cambiamento verso la giustizia per tutti. Rispondere all'oppressione con la non-collaborazione e con la rivolta non-violenta. Soprattutto, fare politica per costruire la pace ogni giorno, lì dove si vive come nel mondo, dando attuazione ai diritti umani a partire dai diritti degli altri.

La svolta si chiude adottando la pace come metodo di vita. Roberto Mancini - Avvenire

giovedì, gennaio 15, 2009

Siamo figli dello stesso Dio

Siamo figli dello stesso Dio.
Lavoriamo nella stessa vigna.
Il fatto di usare cancelli diversi non farà una grande differenza
se ci ricordiamo di lasciarli aperti agli altri.
Jacob Weinstein, rabbino askenazita

mercoledì, gennaio 14, 2009

Padre e figli

Noi possiamo cessare di essere figli di Dio,

ma Dio non può cessare di essere nostro Padre.
Louis Evely

 

 

 

 

martedì, gennaio 13, 2009

Ama le domande

Sii paziente verso tutto ciò che è irrisolto nel tuo cuore... e cerca di amare le domande, ...non cercare ora le risposte che non possono esserti date, poiché non saresti capace di convivere con esse. Rainer Maria Rilke

domenica, gennaio 11, 2009

Se mi ami non piangere

Non piangere per la mia dipartita. Ascolta questo messaggio. Se tu conoscessi il mistero immenso del cielo dove ora vivo; se tu potessi vedere e sentire ciò che io vedo e sento in questi orizzonti senza fine, e in quella luce che tutto investe e penetra, non piangeresti.
Sono ormai assorbito dall'incanto di Dio, dalla sua sconfinata bellezza. Le cose di un tempo sono così piccole e meschine al confronto. Mi è rimasto l'affetto per te, una tenerezza che non hai mai conosciuto. Ci siamo visti e amati nel tempo: ma tutto era allora fugace e limitato. Ora vivo nella serena speranza e nella gioiosa attesa del tuo arrivo tra noi. Tu pensami così. Nelle tue battaglie, orièntati a questa meravigliosa casa dove non esiste la morte e dove ci disseteremo insieme, nell'anelito più puro e più intenso, alla fonte inestinguibile della gioia e dell'amore. Non piangere, se veramente mi ami.
S.Agostino

venerdì, gennaio 09, 2009

La Sacra Famiglia

[...] Ma ascoltate: non avete che da chiudere gli occhi per sentirmi e vi dirò come li vedo dentro di me. La Vergine è pallida e guarda il bambino. Ciò che bisognerebbe dipingere sul suo viso è uno stupore ansioso che non è apparso che una volta su un viso umano. Poiché il Cristo è il suo bambino, la carne della sua carne, e il frutto del suo ventre. L'ha portato nove mesi e gli darà il seno e il suo latte diventerà il sangue di Dio. E in certi momenti la tentazione è così forte che dimentica che è Dio. Lo stringe tra le sue braccia e dice: piccolo mio! Ma in altri momenti, rimane interdetta e pensa: Dio è là e si sente presa da un orrore religioso per questo Dio muto, per questo bambino terrificante. Poiché tutte le madri sono così attratte a momenti davanti a questo frammento ribelle della loro carne che è il loro bambino e si sentono in esilio davanti a questa nuova vita che è stata fatta con la loro vita e che popolano di pensieri estranei. Ma nessun bambino è stato più crudelmente e più rapidamente strappato a sua madre poiché egli è Dio ed è oltre tutto ciò che lei può immaginare. Ed è una dura prova per una madre aver vergogna di sé e della sua condizione umana davanti a suo figlio. Ma penso che ci sono anche altri momenti, rapidi e difficili, in cui sente nello stesso tempo che il Cristo è suo figlio, il suo piccolo, e che è Dio. Lo guarda e pensa: «Questo Dio è mio figlio. Questa carne divina è la mia carne. È fatta di me, ha i miei occhi e questa forma della sua bocca è la forma della mia. Mi rassomiglia. È Dio e mi assomiglia». E nessuna donna ha avuto dalla sorte il suo Dio per lei sola. Un Dio piccolo che si può prendere nelle braccia e coprire di baci, un Dio caldo che sorride e respira, un Dio che si può toccare e che vive. Ed è in quei momenti che dipingerei Maria, se fossi pittore, e cercherei di rendere l'espressione di tenera audacia e di timidezza con cui protende il dito per toccare la dolce piccola pelle di questo bambino-Dio di cui sente sulle ginocchia il peso tiepido e che le sorride. Questo è tutto su Gesù e sulla Vergine Maria.

E Giuseppe? Giuseppe, non lo dipingerei. Non mostrerei che un'ombra in fondo al pagliaio e due occhi brillanti. Poiché non so cosa dire di Giuseppe e Giuseppe non sa che dire di se stesso. Adora ed è felice di adorare e si sente un po' in esilio. Credo che soffra senza confessarselo. Soffre perché vede quanto la donna che ama assomigli a Dio, quanto già sia vicino a Dio. Poiché Dio è scoppiato come una bomba nell'intimità di questa famiglia. Giuseppe e Maria sono separati per sempre da questo incendio di luce. E tutta la vita di Giuseppe, immagino, sarà per imparare ad accettare. Miei buoni signori, questa è la Sacra Famiglia.     Jean-Paul Sartre (Bariona, C.Mariotti Edizioni)

martedì, dicembre 23, 2008

L'asino del presepe

Cercate di capirmi: non era giorno, ma la notte era diventata più chiara del giorno e la musica veniva da esseri che non vedevo, ma che sentivo: dovevano essere senza numero. Cantavano meglio dei mandriani della mia terra lontana. La donna era seduta sullo strame, e l'uomo chino presso di lei. C'era tanta luce che non so di dove venisse, se dalla donna o da dove. Poi vidi. Aiutata dall'uomo, la donna cercava di fasciare alla meglio un bambino. Era nato un bambino mentre io sonnecchiavo. Lo vedevo sotto i miei occhi, in grembo alla donna che lo baciava. Era un bimbo piccolo come gli altri. Eppure, ad un tratto, quando i miei occhi lo guardarono meglio, mi sentii come inaridire le vene dalla gioia. Non sapevo perché, ma fui sicuro che il mondo era cambiato. Mi sentii intenerire. Feci un raglio di giubilo, ma discreto; fu la prima volta che ragliai sottovoce. E, insieme al bue, cominciai a leccare il bambino e a fiatargli sopra, perché non tremasse troppo. Poi capitò tanta gente con doni e feste, ma i primi a fargli compagnia fummo il bue e io. L'uomo non capisce perché guardo sempre per terra, e perché ogni tanto raglio senza motivo. È perché per me il cielo l'ho visto la prima volta per terra, in grembo a una donna, e a ogni passo che faccio, sotto qualunque soma, ho l'assurda speranza di rivederlo ancora, prima di rientrare nel mio nulla. Nemmeno sa l'uomo perché sono paziente e quasi mai mi ribello alla sua durezza. È perché l'unica volta che ho carezzato il mio Creatore, quella notte, anch'egli aveva la forma d'un figlio di donna.
Nazareno Fabretti
 

L'arte di amare

La prima qualità dell'amore cristiano è amare tutti. Quest'arte di amare vuole che amiamo, come fa Dio, tutti, senza distinzione. Non c'è da scegliere tra simpatico o antipatico, vecchio o giovane, connazionale o straniero, bianco o nero o giallo, europeo o americano, africano o asiatico, cristiano o ebreo, musulmano o induista… Utilizzando un linguaggio oggi abbastanza noto,  possiamo dire che l'amore non conosce "alcuna forma di discriminazione". Chiara Lubich

lunedì, dicembre 22, 2008

Non di solo pane

"L'uomo non vive di solo pane.
Ha bisogno di luce, di bellezza, di interiorità.

La nostra società si accanisce sul consumo, sul benessere,
e ci rende eleganti eppur volgari, pasciuti eppur vuoti.

Abbiamo perso la capacità di fermarci a contemplare,
di gustare la poesia,
di gioire delle cose semplici e nascoste".

 Gianfranco Ravasi

 

giovedì, dicembre 18, 2008

Ci vogliono i poveri

Fanno paura i poveri, ma c'è qualcuno che li vorrebbe moltipli­care.
 Ci vuol bene chi lavori e porti il peso. Più poveri ci sono e più numerose le braccia che domandano lavoro. Quindi, concorrenza… delle braccia, possibilità di scelta, minor costo. Mi giudicherete fa­cinoroso e falso perché nessuno ha la spudoratezza di dirle certe cose. Abbiamo imparato a memoria il vocabolario della buona creanza sociale e certi segreti intendimenti non li scoperchiamo: ma in fondo a certe maniere di giudicare e sopratutto a certe maniere di comportarci, c'è la diabolica voglia di moltiplicare i poveri per poter meglio scegliere e pagarli peggio. Quando il portafoglio ha preso il posto del cuore, il diavolo può mettersi tranquillaménte a riposo; lo scolaro gli bagna il naso.
Qualcuno li vuole per una ragione romantica. Non so trovare una parola più propria, né mi sforzo di cercarla. Quando certi sen­timenti mi fanno groppo, non sto a guardare nel vocabolario.
Una pennellata di colore ci vuole, se tutti fossimo vestiti bene, che mono­tonia! Vicino alla pelliccia profumata ci vuole un povero scialle strappato; una blusa rattoppata vicino all'abito da sera.
Ci vuole un piede nudo lungo il marciapiede tra tante scarpe di mocassino. Chi sta bene può anche vedere le cose sotto l'aspetto estetico. Egli vive di immagini, quasi fosse sempre a teatro, sempre spettatore, mai at­tore: mentre gli gioverebbe mettersi nella realtà per capire come sia diverso fare il povero dall'immaginarlo. Poi, c'è anche la maniera ro­mantica di aiutare il povero. Se non ci fossero i poveri come si po­trebbe diventare benefattori? Se un nostro contadino o un nostro operaio hanno una bella figliuola, si può anche vestirla bene per farsela amica o compagna.
E poi ci si diverte per i poveri.
C'è così bisogno di denaro anche per la beneficenza, che non c'è proprio il caso di annusarlo.
Mi ci son trovato e mi è venuto voglia di buttarlo via. Poi, mi si è affacciato chi aveva fame e ho dovuto riprendere in mano anche questo denaro.
Dicevano gli antichi che il denaro non puzza. Non puzza, ma ripugna.
Ci si diverte e si fa del bene: ci si diverte facendo del bene.
Allora io penso che certi divertimenti non avrebbero gusto se non ci fosse legato il gusto di fare un po' di bene. Mi pare di scor­gere sul volto, dei godenti, la noia del godere e mi vergogno di pensare che qualcuno abbia bisogno di misurare il proprio benes­sere sullo star male degli altri. Quanto potrà durare? I vetri sono fragili e uno schermo di vetro fra i due mondi, è uno schermo che fa ridere.
S. Paolo, parlando di evangelizzatori non autorizzati, conclude­va: "purché Cristo sia predicato". Vorrei dire, pensando a chi si diverte per i poveri: "purché il povero entri nel cuore dei ricchi ".
Oggi, entra ballando, ma domani potrebbe divenire una presenza umana.
Dio si serve di tante strade e dei materiali più diversi per creare un tabernacolo ai suoi prediletti.
Però se volete che vi dica fino in fondo il mio pensiero su que­sta moda, eccovelo:
È una brutta moda borghese e mi rincresce che il proletariato stia per appropriarsela, scambiandola per una stra­da di solidarietà. Io ne conosco un'altra più bella: costa un pochino di più, ma il povero vi può passare senza sentirsi umiliato.                              
Don Primo Mazzolari   ("Adesso" n. 8 – 30 aprile 1949)

mercoledì, dicembre 17, 2008

Il cielo in una casa

Nella mia casa ci sono due stanze,
due lettini, una piccola finestra,
e un gatto bianco.
Nella mia casa mangiamo
solo la sera
quando il babbo torna a casa
con il sacchetto pieno di pane
e di pesce secco.
Nella mia casa siamo tutti poveri,
ma il mio babbo ha gli occhi celesti,
la mia mamma ha gli occhi celesti,
il mio fratello ha gli occhi celesti e
anche il gatto ha gli occhi celesti.
Quando siamo tutti seduti a tavola,
nella nostra casa,
sembra che ci sia il cielo
 Una bimba del Costarica

Se un bambino

Se un bambino vive nella critica, impara a condannare.
Se un bambino vive nell'ostilità, impara ad aggredire.
Se un bambino vive nell'ironia, impara ad essere timido.
Se un bambino vive nella vergogna, impara a sentirsi colpevole.
Se un bambino vive nella tolleranza, impara ad essere paziente.
Se un bambino vive nell'incoraggiamento, impara ad avere fiducia.
Se un bambino vive nella lealtà, impara la giustizia.
Se un bambino vive nella disponibilità, impara ad avere una fede.
Se un bambino vive nell'approvazione, impara ad accettarsi.
Se un bambino vive nell'accettazione e nell'amicizia, impara a trovare l'amore nel mondo.
Dorothy Law Nolte

martedì, dicembre 16, 2008

Sperare

Sperare vuol dire continuare ad amare e a credere
malgrado le volte che ci siamo ingannati,
malgrado le volte che abbiamo ingannato.
Louis Evely

lunedì, dicembre 15, 2008

Caro fratello

Amo molto tutti voi e amo la giustizia.
Non approviamo la violenza, malgrado riceviamo violenza.
Il padre che vi sta parlando ha ricevuto minacce di morte.
Caro fratello, se la mia vita ti appartiene, ti apparterrà pure la mia morte.
Ezechiele Ramin, missionario comboniano, 1953-1985

venerdì, dicembre 12, 2008

I poveri fanno paura

Io non li ho mai contati i poveri, perché non si possono con­tare: i poveri si abbracciano, non si contano. Eppure v'è chi tiene la statistica dei poveri e ne ha paura : paura di una pazienza che si può anche stancare, paura di un silenzio che potrebbe di­ventare un urlo, paura del loro lamento che potrebbe diventare un canto, paura dei loro stracci che potrebbero farsi bandiera, paura dei loro arnesi che potrebbero farsi barricata.
E sarebbe così facile andare incontro al povero! ci vuoi così poco a dargli speranza e fiducia! Invece, la paura non ha mai suggerito la strada giusta.
Ieri, fu la paura che pagò manganellatori: e non vorrei che oggi la paura consigliasse di nuovo a qualcuno di foraggiare quel qualsiasi movimento di reazione invece di essere giusti verso co­loro che hanno diritto alla giustizia di tutti.
Ma c'è da perdere, oggi, a far lavorare.
Chi vi ha detto che si debba sempre guadagnare quando diamo il lavoro? Prima del guadagno, c'è l'uomo: prima del diritto al guadagno, il diritto di vivere. Sta scritto infatti: «tu non ucci­derai ».
Il guadagno può farci omicida: e Giuda ha venduto il Sangue del Giusto, per trenta denari.
 
La paura fa anche dire: — Non sono mai contenti i poveri. Diamo cinque ed è come non glieli avessimo dati: diamo dieci e il volto non cambia. La ragione c'è e non vi fa onore…
Date cinque e con la mano tenete il cuore chiuso: date dieci e il cuore lo tenete ancora più chiuso.
Perché teniamo il cuore chiuso con i poveri? crediamo forse ch'essi abbiano soltanto bisogno d'aumenti?
La povertà non si paga: la povertà si ama.
Per questo motivo non raggiungeremo mai l'incontro lungo la strada delle concessioni. Fino a quando ci sarà una classe che può concedere e una classe che può reclamare un diritto, non avremo il ponte.

Qualcuno trova più comodo e redditizio distrarre e stordire il povero con i divertimenti, onde fargli dimenticare che ha qualche cosa da chiedere una richiesta di giustizia da presentare. Per to­gliergli dignità, per togliere, al povero la sua eminente dignità, lo si stordisce.
I patrizi della decadenza avevano creato il tribunum volupta­tum per sollazzare i poveri. Ho l'impressione che molti, borghesi e no, si assumerebbero volentieri, direttamente o indirettamente, il poco nobile ufficio.
I poveri che si divertono non fanno le barricate: i popoli che si abbruttiscono si possono comperare.             
 Don primo Mazzolari  ("Adesso" n. 7 – 15 aprile 1949)

giovedì, dicembre 11, 2008

Beati coloro

Beati coloro
che hanno scelto
di vivere sobriamente
per condividere i loro beni
con i più poveri.
Beati coloro che rinunciano
a più offerte di lavoro
per risolvere
il problema dei disoccupati.
Beati i funzionari
che sveltiscono
gli iter burocratici
e tentano di risolvere i problemi
delle persone non informate.
Beati i banchieri,
i commercianti
e gli agenti di vendita
che non approfittano
delle situazioni
per aumentare i loro guadagni.
Beati i politici e i sindacalisti,
che si impegnano a trovare
soluzioni concrete
alla disoccupazione.
Beati noi
quando smetteremo di pensare:
"Che male c'è nel frodare,
tanto lo fan tutti".
Allora la vita sociale
sarà un'anticipazione
del Regno dei Cieli.
Paul Abela

mercoledì, dicembre 10, 2008

Ogni giorno

Ogni mattina è una giornata
intera che riceviamo.
Una giornata preparata
apposta per noi.
Non vi è nulla di
troppo e nulla
di non abbastanza,
nulla di indifferente
e nulla di inutile.
È un capolavoro
di giornata che viene a
chiederci di essere vissuta.
Noi la guardiamo
come una pagina
d'agenda, segnata d'una
cifra e d'un mese.
La trattiamo alla
leggera come un foglio
di carta.
Se potessimo
frugare il mondo e
vedere questo giorno
elaborarsi e nascere
dal fondo dei secoli,
comprenderemmo
il valore di un solo
giorno umano.

 Magdaleine Delbrel

venerdì, dicembre 05, 2008

Il dono

Ci sono quelli

che danno poco del molto che hanno

e lo danno per ottenere riconoscenza,

e il loro desiderio guasta i loro doni.

E ci sono quelli

che hanno poco e lo danno tutto.

Sono proprio loro

quelli  che credono nella vita

e nella generosità della vita,

e il loro scrigno non è mai vuoto.

Ci sono quelli che danno con gioia,

e questa gioia è la loro ricompensa.

E ci sono quelli che danno con dolore,

e questo dolore è il loro battesimo.

E ci sono quelli che danno

e nel dare non provano dolore

né cercano gioia

né danno pensando alla virtù.

Essi danno come in quella valle laggiù

dove il mirto esala nello spazio la sua fragranza.

Per mezzo delle mani di gente come loro

Dio parla e dietro ai loro occhi

egli sorride alla terra.

È bene dare quando si è richiesti,

ma è meglio dare quando,

pur non essendo richiesti,

comprendiamo i bisogni degli altri.

E per chi è generoso,

il cercare uno che riceva

è gioia più grande che non il dare.

E c'è forse qualcosa che vorresti trattenere?

Tutto ciò che hai

un giorno o l'altro sarà dato via.

Perciò dà adesso,

si che la stagione del dare sia la tua,

non quella dei tuoi eredi.
G. Kahli Gibran

giovedì, dicembre 04, 2008

Resta con noi

A tutti i cercatori del tuo volto
mostrati, Signore;
a tutti i pellegrini dell'assoluto,
vieni incontro, Signore;
con quanti si mettono in cammino
e non sanno dove andare
cammina, Signore;
affiancati e cammina con tutti i disperati
sulle strade di Emmaus;
e non offenderti se essi non sanno
che sei tu ad andare con loro,
tu che li rendi inquieti
e incendi i loro cuori;
non sanno che ti portano dentro:
con loro fermati poiché si fa sera
e la notte è buia e lunga, Signore.

David Maria Turoldo

martedì, dicembre 02, 2008

Orizzonti

Qualunque sia la tua condizione di vita non lasciarti imprigionare dalla ristretta cerchia della tua piccola famiglia. Una volta per tutte adotta la famiglia umana. Bada a non sentirti estraneo in nessuna parte del mondo. Sii un uomo in mezzo agli altri. Nessun problema, di qualsiasi popolo, ti sia indifferente. Vibra con le gioie e le speranze di ogni gruppo umano. Fa' tue le sofferenze e le speranze di ogni uomo.
Vivi la scala mondiale, o meglio ancora, universale.  Helder Camara

venerdì, novembre 28, 2008

La figura di Cristo

Nulla mi pare più contrario al mondo moderno di quella figura, di quel Cristo, mite nel cuore ma mai nella ragione; la figura del Cristo dovrebbe avere, alla fine, la stessa violenza di una resistenza, qualcosa che contraddica radicalmente la vita come si sta configurando all'uomo moderno: la sua grigia orgia di cinismo, ironia, brutalità pratica, compromesso, conformismo, glorificazione della propria identità nei connotati di massa, odio per ogni diversità, rancore teologico senza religione.
Pier Paolo Pasolini

giovedì, novembre 27, 2008

Fra mille anni

E fra mille anni la gente correrà a seimila chilometri l'ora su macchine a razzo superatomiche e per far cosa? Per arrivare in fondo all'anno e rimanere a bocca aperta davanti allo stesso Bambinello di gesso che, una di queste sere, il compagno Peppone ha ripitturato con il pennello. Giovanni Guareschi

mercoledì, novembre 26, 2008

Tutto già previsto

...vogliamo interrogarci sul nostro cristianesimo da poltrona e pantofole, sui nostri troppi e inopportuni silenzi durante le discussioni farcite di pregiudizi, sulle occasioni - evitate - di rendere testimonianza, come chiede il Signore ai suoi discepoli. Testimonianza di amore e di dialogo senza fanatismi, ma capace di porre interrogativi, di suscitare brecce nelle pagane certezze della nostra modernità. E se questo, talvolta, suscita uno sguardo di commiserazione, una battuta inopportuna dei colleghi di lavoro, un qualche dispetto, era già previsto dal Signore Gesù! Don Paolo Curtaz

lunedì, novembre 24, 2008

Imparare a pregare

Impareremo a pregare quando impareremo a contemplare con occhio gratuito la profondità delle cose. Non siamo più abituati a guardare la realtà senza lo sguardo interessato di chi da ogni situazione deve guadagnare qualche cosa.     Carlo Maria Martini 

domenica, novembre 23, 2008

Conversione

La conversione più difficile è quella a cui tutti siamo chiamati: all'interno della nostra religione.  Louis Evely

giovedì, novembre 20, 2008

Abbandonarsi

Se non c'è nulla da fare
perché le cose sono di per se stesse insolubili
o le soluzioni non dipendono da noi,
è arrivata l'ora di far tacere la mente,
chinare il capo,
affidare le cose impossibili nelle mani di Dio Padre
e abbandonarsi.

Ignazio Larrañaga


mercoledì, novembre 19, 2008

Il contrario di povertà

Molti hanno dimenticato
che l'opposto della povertà
non è la ricchezza,
ma è la giustizia.
Leonardo Boff

venerdì, novembre 14, 2008

venerdì, novembre 07, 2008

Il perdono

Il perdono è sorgente di guarigione,
guarisce infatti le ferite provocate dal risentimento,
rinnova le persone, i matrimoni, le famiglie, le comunità, la vita sociale.
Il perdono è la chiave dei nostri rapporti con Dio,
col prossimo e con noi stessi.
Il perdono è una necessità:
non possiamo fare a meno di perdonare.
Se non perdono non posso essere perdonato!
Il perdono è una decisione:
non è un sentimento, ma un atto della nostra volontà.
Decido di perdonare anche se non me la sento.
E' la scelta di amare gli altri così come sono.
Il perdono è uno stile di vita:
è lo stile di vita del cristiano che accetta di perdonare sempre, chiunque e per ogni cosa.
Il perdono è un processo,
cioè una continua crescita verso la libertà interiore.
Non dimentichiamo che alcune esperienze sono così dolorose
da richiedere molto tempo trascorso nel perdono.

Da una meditazione quaresimale di C.M. Martini

lunedì, novembre 03, 2008

Gesù e la Nazionale

Non posso più tollerare che vengano i signori dello sport a dire quello che è buono e quello che è cattivo. Non li voglio tra i miei ragazzi a seminare ambizioni egoiste, a fargli disimparare la solidarietà e a scordare l'amore per il prossimo. Non me ne importa niente se non diventeranno campioni, neanche Gesù sarebbe mai andato in Nazionale.(Don Mario Ruffino, parroco di S.Giovanni Battista, Imperia – "Cacciati dall'oratorio i talent scout del calcio", Il Secolo XIX, domenica 2 novembre 2008)

venerdì, ottobre 31, 2008

Scopri la Vita, scopri l'Amore

Prendi un sorriso
regalalo a chi non l'ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole
fallo volare là dove regna la notte.
Scopri una sorgente
fa' bagnare chi vive nel fango.
Prendi una lacrima
posala sul volto di chi non ha mai pianto.
Prendi il coraggio
mettilo nell'animo di chi non sa lottare.
Scopri la vita
raccontala a chi non sa capirla.
Prendi la speranza
e vivi nella sua luce.
Prendi la bontà
e donala a chi non sa donare.
Scopri l'amore
e fallo conoscere al mondo.

Gandhi

martedì, ottobre 28, 2008

Ciò che conta

La mia vita ha conosciuto tanti e poi tanti pericoli, ho rischiato la morte tante e poi tante volte. Sono stata per anni nel mezzo della guerra. Ho sperimentato nella carne dei miei, di quelli che amavo, e dunque nella mia carne, la cattiveria dell'uomo… e ne sono uscita con la convinzione incrollabile che ciò che conta è solo amare. Ed è allora che la nostra vita diventa degna di essere vissuta…  Annalena Tonelli, missionaria laica, uccisa in Somalia il 5/10/2003

sabato, ottobre 25, 2008

Una fiaccola

Se nel cammino della vita hai acceso anche soltanto una fiaccola nell'ora buia di qualcuno, non hai vissuto invano.            Joseph Folliet

venerdì, ottobre 24, 2008

Allora la pace verrà

Se tu credi che un sorriso è più forte di una lacrima,
se tu credi che alla potenza di una mano offerta,
se tu credi che quello che unisce gli uomini
è più forte di quello che divide,
se tu credi che l'essere diversi
costituisce una ricchezza e non un pericolo,
se tu preferisci la speranza al sospetto,
se credi che devi fare il primo passo anziché gli altri,
allora la pace verrà.
Se lo sguardo di un bambino riesce ancora
a disarmare il tuo cuore,
se l'ingiustizia fatta agli altri ti suscita ribellione
come se l'avessi subita tu stesso,
se per te l'estraneo è un fratello che ti viene presentato,
se sai donare gratuitamente un po' del tuo tempo per amore,
se sai accettare che un altro ti renda un servizio,
se dividi il tuo pane e sai aggiungere un po' del tuo cuore,
se credi che il perdono va più lontano della vendetta,
allora la pace verrà
Se puoi ascoltare gli infelici che ti fanno perdere tempo
e conservare il sorriso,
se sai accettare la critica ed approfittarne
senza respingerla e difenderti,
se sai accogliere un consiglio diverso dal tuo e adottarlo,
se ti rifiuti di versare sul petto altrui la tua colpa,
se per te la collera è una debolezza e non una prova di forza,
se tu preferisci essere abbandonato
anziché fare torto a qualcuno,
se tu rifiuti che dopo di te venga il diluvio,
se ti schieri dalla parte del povero e dell'oppresso
senza pretendere di essere un eroe,
se tu credi che l'amore è la sola forza della discussione,
se tu credi che la pace sia possibile,
allora la pace verrà.
P. Gilbert

giovedì, ottobre 23, 2008

Libertà di coscienza

A tutti si riconosce come sacra la libertà di coscienza, ma dai cattolici a volte si pretende che essi prescindano dalla fede che forma la loro coscienza. Angelo Bagnasco

mercoledì, ottobre 22, 2008

Il nome dei poveri

C'è un'unica speranza alla fine della vita.

Ci salveremo se, arrivando alla porta del Paradiso,

loro (i poveri) ci riconosceranno,

e noi ricorderemo il loro nome, e loro ci faranno entrare.

I nomi dei poveri sono la chiave per il Paradiso.

Che nomi hai in mente tu?

Dom Pedro Casaldiga

martedì, ottobre 21, 2008

Camaleonte

E ricordatevi: i simboli della Chiesa cristiana sono sempre stati il leone, l'agnello, la colomba e il pesce, ma mai il camaleonte! E ricordate anche questo: la Chiesa è il popolo che Dio si è scelto, ma coloro che sono scelti saranno riconosciuti in base alle loro scelte. Kaj Munk (pastore protestante che ha resistito contro Hitler ed ha aiutato i danesi alla resistenza. È stato preso ed ucciso nel 1944)

domenica, ottobre 19, 2008

Poesia

Credo che non vedrò mai una poesia bella come un albero.Ma le poesie le fanno gli sciocchi come me.Un albero lo può fare solamente Dio.Alfred Joyce Kilmer

giovedì, ottobre 16, 2008

Mio fratello aviatore

Avevo un fratello aviatore.

Un giorno, la cartolina.

Fece i bagagli, e via,

lungo la rotta del sud.

 

Mio fratello è un conquistatore.

Il popolo nostro ha bisogno

di spazio; e prendersi terre su terre,

da noi, è un vecchio sogno.

 

E lo spazio che s'è conquistato

è sui monti del Guadarrama.

È di lunghezza un metro e ottanta,

uno e cinquanta di profondità.

 

Bertolt Brecht

Rimetti la spada nel fodero

Allora Gesù gli disse: rimetti la spada nel fodero, perché tutti quelli che mettono mano alla spada periranno di spada. Matteo 26,52

martedì, ottobre 14, 2008

Rimanere alla finestra

Se c'è una situazione che va mutata nella cristianità di oggi è quel rimanere senza convinzione e senza amore nella casa del Padre, quel rimanere alla finestra come tanti cristiani ci rimangono, e vedere la vita di là come desiderabile, e avere l'impressione che questa casa del padre sia una prigione, e non avere la gioia e la passione di questa casa: questo non è uno stare nella casa, questo è occupare la casa con qualcosa che non gli conviene.  Don Primo Mazzolari

lunedì, ottobre 13, 2008

La guerra o la pace

A ogni svolta di strada ci sono piccole guerre,
come a ogni svolta del mondo ci sono le grandi guerre.
A tutte le svolte della nostra vita possiamo fare la guerra o la pace.

Madeleine Delbrel

sabato, ottobre 11, 2008

Il Regno dei Cieli patisce violenza

I ga­lantuomini d'ieri credevano di poter salvare il mondo tappandosi in casa al primo rumore di folla; ma la rivoluzione non la si fa dietro le griglie sprangate. Solo chi si misura nella folla col proprio cuore e confronta sulla strada e sulla barricata la propria anima, può sperare di es­sere ascoltato in un'ora non lontana, quando il pensar bene, disgiunto dal pagare di persona, non sarà neanche preso in considerazione.  Don Primo Mazzolari  (da "Impegno con Cristo)

venerdì, giugno 20, 2008

Trova il tempo

Trova il tempo di pensare
Trova il tempo di pregare
Trova il tempo di ridere
È la fonte del potere
È il più grande potere sulla Terra
È la musica dell'anima

Trova il tempo per giocare
Trova il tempo per amare ed essere amato
Trova il tempo di dare
È il segreto dell'eterna giovinezza
È il privilegio dato da Dio
La giornata è troppo corta per essere egoisti

Trova il tempo di leggere
Trova il tempo di essere amico
Trova il tempo di lavorare
È la fonte della saggezza
È la strada della felicità
È il prezzo del successo

Trova il tempo di fare la carità
È la chiave del Paradiso

(scritta trovata sul muro della Casa dei Bambini di Calcutta.)

giovedì, giugno 19, 2008

Fedeltà

La fedeltà è una persona con la quale ci si lega per camminare insieme, per andare nella stessa direzione; per cui non posso vivere e svilupparmi se non con quel legame "liberante" che mi spinge a dare il meglio di me, a essere nuovo. Così trovo il mio posto facendo spazio nella mia vita ad un Altro e a tanti altri…

Alessandro Pronzato


mercoledì, giugno 18, 2008

martedì, giugno 17, 2008

Fuori dal proprio io

Non vedremo sbocciare dei santi finché non ci saranno dei giovani che vibrino di dolore e di fede pensando all'ingiustizia sociale. A qualcosa cioè che sia al centro del momento storico che attraversiamo; al di fuori dell'angustia del proprio io, al di sopra delle stupidaggini che vanno di moda.     Don Lorenzo Milani

lunedì, giugno 16, 2008

Le nostre armi

Anche se non siamo tutti militari, tutti siamo armati di qualche cosa che può far male: potere, influenza, sapere, maldicenza, calunnia: tutte armi che anche l'uomo migliore può essere tentato di impugnare quando teme per i propri interessi, la propria reputazione e la propria situazione.  Gandhi

venerdì, giugno 13, 2008

Preghiera

Voglio curare il mio abbigliamento quanto basta per dimostrare buon gusto e pulizia,
ma la gente deve poter notare che sono proprio libero dalla moda,
che, anzi, mi vesto diversamente da come piace alla gente,
per essere sicuro che mi interessa piacere a me, Te, e basta.
Voglio sistemare la mia casa in modo che, entrando
si possano conoscere e mie passioni:
la passione per il mondo con quadri di paesaggi lontani,
passione per la povertà con l'essenzialità dell'arredamento,
passione per l'amicizia con un grande tavolo e tante seggiole,
la passione per Te, Signore, con una tua chiara "fotografia"
e la passione per i Poveri, presentandone uno, almeno dipinto, da un poster in bella mostra sulla parete.
Voglio comportarmi da strano, Signore, in questo mondo schiavo dell'immagine,
vivendo sereno senza curarmi della bella figura, della carriera, della mia prestanza fisica giovanile,
compatendo i divi dello spettacolo, le stelle della canzone e soprattutto i fortunati benestanti:
la mia ricchezza è il tesoro del Tuo sguardo!
Voglio trovare i modi per essere di scandalo
a chi legge il Tuo Vangelo come il codice del galateo:
mi farò vedere amico del Barbone
e frequenterò quei posti della mia città dove non ci passa la gente perbene, ma ci passavi Tu!
Voglio sperare per i nostri figli qualcosa di diverso dalle quattro "S":
soldi, salute, sesso, successo.
Mi rallegrerò davanti agli altri per quando mio figlio dedicherà le ferie agli Handicappati
più di quanto mi sono rallegrato il giorno della sua laurea.
Aiutami, Signore, a non "sistemarmi" in questo mondo
sazio, superficiale, scintillante e disperato.
Voglio ricordarmi che Tu hai detto:
"guai a voi quando tutti parleranno bene di voi!".
Don Prospero

giovedì, giugno 12, 2008

mercoledì, giugno 11, 2008

Guardatevi intorno

Se volete conoscere Dio, non siate solutori di enigmi.
Piuttosto guardatevi intorno e lo vedrete giocare con i vostri bambini.

Kahlil Gibran

martedì, giugno 10, 2008

Intrecciati

Ciò che la gente di città non capisce è che le radici di tutti gli esseri viventi sono intrecciate tra loro. Quando un albero maestoso viene abbattuto, cade una stella del cielo. Prima di tagliare un albero bisognerebbe chiedere il permesso al guardiano delle stelle.

Chan Kin (patriarca indigeno Lacandòn)

lunedì, giugno 09, 2008

Pregare

Bisogna sempre pregare
come se l'azione fosse inutile
e agire come se la preghiera
fosse insufficiente.

Santa Teresa di Lisieux

venerdì, giugno 06, 2008

Lourdes

È completamente errato l'atteggiamento di sufficienza di certi che si definiscono laici.
Che vi siano centinaia di milioni di persone che da Lourdes iniziano una strada di fede e di bontà nuova, è un miracolo che non si può negare. Non riconoscere la presenza del segno, del prodigio è agnosticismo stupido, sciocco, del tutto irrealistico. Che 70mila persone, come quest'oggi si è registrato, vadano a Lourdes per rafforzare la propria fede e tornino con un carico di bontà, questo è un vero miracolo e nessuno lo può negare.

Massimo Cacciari (11 feb 2008)

giovedì, giugno 05, 2008

Guerra giusta

Abbiamo dunque preso i nostri libri di storia (umili testi di scuola media, non monografie da specialisti) e siamo riandati a cento anni di storia italiana in cerca d'una "guerra giusta". D'una guerra cioè che fosse in regola con l'articolo 11 della Costituzione. Non è colpa nostra se non l'abbiamo trovata.

Lorenzo Milani

mercoledì, giugno 04, 2008

Angeli & elettroni

Non riesco a capire perché gli uomini che credono agli elettroni si considerino meno creduli degli uomini che credono agli angeli.

George Bernard Shaw

martedì, giugno 03, 2008

Diritti umani

Ogni qualvolta siano in conflitto i diritti umani e il diritto di proprietà, devono prevalere i diritti umani.
Abraham Lincoln