Un insegnante ha effetto sull'eternità; non può mai dire dove termina la sua influenza." Henry Adams
Come nasce questo blog? Da Claudio che invia regolarmente una e-mail ai suoi amici con brani acchiappati qua e la. Testi che aiutano a riflettere a farsi delle domande o a cercare delle risposte non banali, non conformiste, non retoriche. Al mio invito di raccoglierle in un blog, Claudio ha risposto più o meno...." se vuoi pensaci tu" E io ho raccolgo la sfida!
martedì, aprile 17, 2007
lunedì, aprile 16, 2007
Il grano, la farina
Non ci è domandato di essere forti nei momenti di sofferenza. Non si chiede al grano, quando lo si macina, di essere forte, ma di lasciare che la macina del mulino ne faccia della farina. (Madeleine Delbrel)
venerdì, aprile 06, 2007
È Pasqua!
È il giorno della vita che più non muore,
della gioia che non ha mai fine.
È Pasqua!
È il tempo del credente che esce allo scoperto,
che testimonia la sua speranza,
che si fortifica nelle difficoltà,
che annuncia la vita nuova in Cristo risorto.
È Pasqua!
Nella Chiesa, per la Chiesa, con la Chiesa
che annuncia speranza là dove regna la disperazione,
che annuncia una forza là dove si subisce la violenza,
che annuncia il riscatto là dove vige la schiavitù.
È Pasqua!
Cristo è veramente risorto, per sempre, per tutti!
La sua risurrezione è speranza, certezza.
Diventiamo noi stessi testimoni per gli altri.
Curiamo le ferite dei nostri fratelli.
È Pasqua!
Antonio Merico, Vangelo e vita. Preghiere dell'anno liturgico "C", Elledici, Leumann 2004
Il Verbo-carne
Il Verbo–carne si è visibilmente insediato nella nostra storia. Questa dichiarazione non riguarda solo la nascita terrena di Gesù, ma tutta la sua vita di uomo, tutti i momenti della sua vita terrena, fino alla croce, perché mai come sulla croce il Verbo si fece carne. La Parola fatta carne si è impiantata tra la polvere e il fango della storia e si è fatta pianto di bambino. Poi questa Parola fatta carne è cresciuta e si è fatta grido contro ogni ipocrisia, canto di beatitudine per i poveri di spirito, chiamata irresistibile per dei poveri pescatori, giubilo di lode al Padre, turbine di festa travolgente per il figliol prodigo, pianto incontenibile per la morte dell'amico Lazzaro. E alla fine la Parola è diventata urlo di dolore sulla croce, e quindi silenzio, il grande silenzio, ma solo per tre giorni. poi, al mattino del terzo giorno, la Parola fatta carne e crocifissa è risorta ed è diventata sussurro di tenerezza per Maria di Magdala presso la tomba vuota e domanda d'amore per Simone, presso il lago.
F. Lambiasi, "Nella casa di Gesù"
giovedì, aprile 05, 2007
mercoledì, aprile 04, 2007
Felicità
Volete essere felici per un attimo? Vendicatevi.
Volete esserlo per sempre? Perdonate.
Henri Lacordairemartedì, aprile 03, 2007
lunedì, aprile 02, 2007
Lasciamolo fare
Ogni piccola azione è un avvenimento immenso nel quale ci viene dato il paradiso, nel quale possiamo dare il paradiso. Non importa quel che dobbiamo fare: tenere in mano una scopa o una stilografica. Parlare o tacere, rammendare o fare una conferenza, curare un malato o battere a macchina. Tutto ciò non è che la scorza della realtà splendida, l'incontro dell'anima con Dio rinnovata ad ogni minuto, che ad ogni minuto si accresce in grazia, sempre più bella per il suo Dio. Suonano? Presto, andiamo ad aprire: è Dio che viene ad amarci. Un'informazione?…eccola: è Dio che viene ad amarci. È l'ora di metterci a tavola? Andiamoci: è Dio che viene ad amarci. Lasciamolo fare. Madeleine Delbrel
venerdì, marzo 30, 2007
Saggezza
Il giorno più bello? Oggi.
L'ostacolo più grande? La paura.
La cosa più facile? Sbagliarsi.
L'errore più grande? Rinunciare.
La radice di tutti i mali? L'egoismo.
La distrazione migliore? Il lavoro.
La sconfitta peggiore? Lo scoraggiamento.
I migliori professionisti? I bambini.
Il primo bisogno? Comunicare.
La felicità più grande? Essere utili agli altri.
Il mistero più grande? La morte.
Il difetto peggiore? Il malumore.
La persona più pericolosa? Quella che mente.
Il sentimento più brutto? Il rancore.
Il regalo più bello? Il perdono.
Quello indispensabile? La famiglia.
La rotta migliore? La via giusta.
La sensazione più piacevole? La pace interiore.
L'accoglienza migliore? Il sorriso.
La miglior medicina? L'ottimismo.
La soddisfazione più grande? Il dovere compiuto.
La forza più grande? La fede.
Le persone più necessarie? I sacerdoti.
La cosa più bella del mondo? L'amore.
Madre Teresa di Calcutta
giovedì, marzo 29, 2007
Resistere al conformismo
mercoledì, marzo 28, 2007
La preghiera
martedì, marzo 27, 2007
Compromesso
La tenerezza
Giuliana Martirani
La strada che porta alla gioia
Mi sembra di intravedere in molti ragazzi e giovani uno smarrimento verso il futuro, come se nessuno avesse mai detto loro che la loro vita non è un caso o un rischio, ma è una Vocazione....Il discorso sulla vocazione è per suggerire la strada che porta alla gioia, poiché questo è il progetto di Dio su ciascuno: che sia felice...
La purificazione dalla paura del futuro è urgente per introdurre alla gioia della definitività. Una vita si compie quando si definisce in una dedizione: la scelta definitiva deve essere considerata come la via della pace, come l'ingresso nell'età adulta e nelle sue responsabilità.
Siano benedetti quei genitori che con la feeltà del loro volersi bene insegnano che la definitività è una grazia e non un pericolo da temere, nè una limitazione della libertà da ritardare il più possibile.
Pericolosa e fonte di inquietudine è invece la precarietà, la provvisorietà, lo smarrimento che lasciano un giovane parcheggiato nella vita, incerto sulla sua identità e spaventato del suo futuro . Carlo Maria Martini
Il giudizio
F.X.Nguyen Van Thuan
Diversità
Costruire pazientemente legami, collegamenti e scambi...
Che Dio crei legami di comunione e susciti persone di comunione.
don Andrea Santoro (ucciso in Turchia il 5 febbraio 2006)
martedì, marzo 20, 2007
Servire i poveri
Quando tralascerete la preghiera per il servizio dei poveri non perderete nulla, poiché servire i poveri significa andare a trovare Dio. Vincenzo de Paoli
lunedì, marzo 19, 2007
Il digiuno
venerdì, marzo 16, 2007
Credo in Dio e negli uomini
giovedì, marzo 15, 2007
La Pace parte da noi
martedì, marzo 13, 2007
La Giustizia fraterna
lunedì, marzo 12, 2007
Andare più in là
venerdì, marzo 09, 2007
Non ne sapete un bel nulla
Se c'è un Dio, è infinitamente incomprensibile, perché, non avendo né parti né limiti, non ha nessun rapporto con noi. [...] "Dio esiste o no?" Ma da qual parte inclineremo? La ragione qui non può determinare nulla: c'è di mezzo un caos infinito. All'estremità di quella distanza infinita si gioca un gioco in cui uscirà testa o croce. Su quale dei due puntare? Secondo ragione, non potete puntare né sull'una né sull'altra; e nemmeno escludere nessuna delle due. Non accusate, dunque, di errore chi abbia scelto, perché non ne sapete un bel nulla.
Prega
Dag Hammarskjöld
mercoledì, marzo 07, 2007
Un nemico che lusinga
non ci colpisce il corpo, ma prende possesso del cuore; non ci taglia la testa con la spada, ma ci uccide l'anima con il denaro"
Ilario di Poitiers, V sec. d. C.
martedì, marzo 06, 2007
Il cristianesimo è Cristo
Fratelli, come vorrei incidere nel cuore di ognuno questa grande idea: il cristianesimo non è un insieme di verità da credere, di leggi da osservare, di proibizioni. Così sarebbe molto ripugnante. Il cristianesimo è una persona, che mi ha amato tanto, che reclama il mio amore. Il cristianesimo è Cristo. Oscar Romero
lunedì, marzo 05, 2007
Speranza
Additare le gemme che spuntano sui rami vale più che piangere le foglie che cadono. Tonino Bello
venerdì, marzo 02, 2007
Considero valore
giovedì, marzo 01, 2007
La civiltà
mercoledì, febbraio 28, 2007
La voce di Dio
La voce di Dio è sottile, quasi inavvertibile, è appena un ronzio.
Se ci si abitua, si riesce a sentirla dappertutto.
Clemente Rebora
Profeti
Manda, Signore,
ancora profeti,
uomini certi di Dio,
uomini
dal cuore in fiamme
a dire ai poveri
di sperare ancora
David Maria Turoldo
La fede
E, se studia ancora, la fede di una contadina bretone.
martedì, febbraio 27, 2007
La voce di Dio
«La voce di Dio è sottile, quasi inavvertibile, è appena un ronzio.
Se ci si abitua, si riesce a sentirla dappertutto»
Clemente Rebora
venerdì, febbraio 23, 2007
Voi venite da lontano
Voi venite da lontano. C'è qualcuno che ha due tuniche e qualcuno che ha provviste: accorgetevi dunque di chi non ha nemmeno una tunica per la notte e non ha da mangiare. Non importa se ha torto o ragione, se è immigrato regolare o no: nella situazione in cui sei cerca di dividere quello che hai. Non fare esaltanti progetti per quando sarai ricco o per quando ti sentirai pronto e generoso: dividi adesso qualcosa di tuo con la persona concreta che incontri.
M.Zattoni – G.Gillini, "Interno familiare C"
giovedì, febbraio 22, 2007
mercoledì, febbraio 21, 2007
Digerire meglio
risparmierete del tempo prezioso
e farete meglio la vostra digestione.
Card. O' Connell
martedì, febbraio 20, 2007
Se non ci fossero i sognatori!
"Se non ci fossero i sognatori!
Il problema non è che ce ne sono troppi, ma troppo pochi!
Non c'è bisogno di gente che cammina tra le nuvole,
ma di gente che coltiva l'utopia, culla l'utopia,
che fa i sogni diurni, quelli che si realizzano.
Siamo diventati troppo praticoni, troppi realisti,
troppo abituati a camminare con i piedi per terra…
Sento che il sogno precede sempre l'aurora e
se non ci spenzoliamo sul versante dei sogni
tutto il resto sarà una cabala di leggi che si complicano"
Don Tonino Bello
La rotta
S.Kierkegaard
venerdì, febbraio 16, 2007
Il laico cristiano
Ci sono momenti in cui un laico cristiano, o sa conservare nello stile di vita l'originalità delle sue scelte, o il suo cristianesimo diventa una proclamazione di principio o una semplice appartenenza culturale. Il banco di prova dell'essere cristiani è nell'originalità di alcune scelte controcorrente che riguardano il modo con cui si imposta la vita di famiglia o in cui si sceglie un lavoro, seguendo non solo il criterio della carriera o dello stipendio; al modo con cui si spendono i soldi o si consuma; al modo in cui si vivono affetti e sentimenti; si utilizzano le risorse, tempo, energia, casa.
P.Bignardi – "Esiste ancora il laicato?"
giovedì, febbraio 15, 2007
Nessun bambino
"Nessun bambino dovrebbe impugnare mai uno strumento di lavoro.
Gli unici strumenti di lavoro che un bambino dovrebbe tenere in mano
sono penne e matite"
Iqbal Masih
mercoledì, febbraio 14, 2007
Le decisioni dei potenti
Tutte le decisioni che impegnano delle vite umane sono prese da coloro che non rischiano niente.
Simone Weil, Lezioni di filosofia, Adelphi, 1999
martedì, febbraio 13, 2007
Lo stesso Dio
Giovanni Paolo II
lunedì, febbraio 12, 2007
Di passaggio
Fu molto stupito dal notare che la casa del rabbino era una semplice stanza con una scrivania, una sedia e alcuni libri.
"Rabbino, dove sono i tuoi mobili?", chiese il turista.
"E i tuoi?" ribatté il rabbino.
"I miei?" rispose sorpreso l'americano. "Io sono qui solo in visita. Sono di passaggio".
"Anch'io", disse il rabbino.
venerdì, febbraio 09, 2007
Dio non tiene i conti
Per me è difficile perdonare qualcuno che mi ha veramente offeso, soprattutto se la cosa si ripete. Comincio a dubitare della sincerità di uno che chiede perdono una seconda, una terza e una quarta volta. Dio, invece, non tiene i conti. Dio attende solo il nostro ritorno, senza risentimento né desiderio di vendetta. Forse il motivo per cui appare difficile per me perdonare gli altri, sta nel fatto che non credo pienamente di essere una persona perdonata. Se accettassi pienamente di essere stato perdonato e di non dover vivere con i sensi di colpa o con la vergogna, allora sarei veramente libero. La mia libertà mi permetterebbe di perdonare gli altri. Non perdonando, m'incateno al desiderio di pareggiare i conti, perdendo così la mia libertà. Una persona perdonata perdona.
Henri J.M. Nouwen
giovedì, febbraio 08, 2007
Appropriazione indebita
don Tonino Bello
mercoledì, febbraio 07, 2007
La corruzione
(Ignacio Pichardo Pagaza)
martedì, febbraio 06, 2007
Inferno
lunedì, febbraio 05, 2007
La preghiera
venerdì, febbraio 02, 2007
La mia Chiesa
"Quanto sei contestabile, Chiesa, eppure quanto ti amo!
Quanto mi hai fatto soffrire, eppure quanto a te devo!
Vorrei vederti distrutta, eppure ho bisogno della tua presenza.
Mi hai dato tanti scandali, eppure mi hai fatto capire la santità!
Nulla ho visto nel mondo di più oscurantista, più compromesso, più falso, e nulla ho toccato di più duro, di più generoso, di più bello.
Quante volte ho avuto la voglia di sbatterti in faccia la porta della mia anima, e quante volte ho pregato di poter morire tra le tue braccia sicure.
No, non posso liberarmi di te, perché sono te, pur non essendo completamente te.
E poi, dove andrei? A costruirne un'altra?
Ma non potrò costruirla se non con gli stessi difetti, perché sono i miei che porto dentro. E se la costruirò sarà la Mia Chiesa, non più quella di Cristo.
L'altro ieri un amico ha scritto una lettera ad un giornale: "Lascio la Chiesa perché, con la sua compromissione con i ricchi non è più credibile". Mi fa pena!
O è un sentimentale che non ha esperienza e lo scuso; o è un orgoglioso che crede di essere migliore degli altri.
Nessuno di noi è credibile finché è su questa terra. (…)
"Quando ero giovane non capivo perché Gesù, nonostante il rinnegamento di Pietro, lo volle capo, suo successore, primo papa. Ora non mi stupisco più e comprendo sempre meglio che avere fondato la Chiesa sulla tomba di un traditore, di un uomo che si spaventa per le chiacchiere di una serva, era un avvertimento continuo per mantenere ognuno di noi nella umiltà e nella coscienza della propria fragilità.
No, non vado fuori di questa Chiesa fondata su una pietra così debole, perché ne fonderei un'altra su una pietra ancora più debole che sono io".
mercoledì, gennaio 31, 2007
martedì, gennaio 30, 2007
Cura radicale
lunedì, gennaio 29, 2007
Creazionismo
Perché esiste il pavone? Perché Dio ama la bellezza.
E l'ippopotamo? Perché Dio ama l'umorismo.
(Anonimo)
venerdì, gennaio 26, 2007
Speranza
che la noia non vi possa abitare,
cerco una casa così minuscola
che la tristezza non vi si possa celare,
cerco una tana così stretta
che l'angoscia non vi possa entrare,
cerco una camera così bassa
che la solitudine no vi si possa sdraiare,
cerco uno sguardo di intenso blu
in cui la mia pena si possa annegare,
cerco un sorriso dolcissimo
dove poter abitare,
e vado di città in città,
e chiedo di porta in porta,
ma da dovunque venga,
e ovunque vada
mi dicono di andare un po' più lontano
che senz'altro laggiù troverò.
La Poésie.com L'ile de Calliope Yves Brillon
giovedì, gennaio 25, 2007
mercoledì, gennaio 24, 2007
martedì, gennaio 23, 2007
Bigotti
L'anticlericalismo e l'incredulità hanno i loro bigotti proprio come l'ortodossia.
(Julien Green)
lunedì, gennaio 22, 2007
Preghiera per il buon umore
Dammi, o Signore, una buona digestione e anche qualcosa da digerire.
Dammi la salute del corpo, col buon umore necessario per mantenerla.
Dammi, o Signore, un'anima santa, che faccia tesoro di quello che è buono.
Dammi un'anima che non conosca la noia, i brontolamenti, i sospiri e i lamenti,
e non permettere che io mi crucci eccessivamente
per quella cosa troppo invadente che si chiama "Io".
Dammi, o Signore, il senso dell'umorismo.
Concedimi la grazia di comprendere uno scherzo,
affinché conosca nella vita un po' di gioia e possa farne parte anche ad altri.
Tommaso Moro
venerdì, gennaio 19, 2007
Voglio credere
Non credo
al diritto dei più forti,
al linguaggio delle armi,
alla potenza dei potenti.
Voglio credere
ai diritti dell'uomo,
alla mano aperta,
alla potenza dei non-violenti.
Non credo alla razza o alla ricchezza,
ai privilegi, all'ordine della forza e dell'ingiustizia:
è un disordine.
Non credo di potermi disinteressare
a ciò che accade lontano da qui.
Voglio credere che il mondo intero
è la mia casa e il campo nel quale semino,
e che tutti mietono ciò che tutti hanno seminato.
Non credo
di poter combattere altrove l'oppressione,
se tollero l'ingiustizia qui.
Voglio credere che il diritto è uno,
tanto qui che altrove,
che non sono libero finché un solo uomo è schiavo.
Non credo che la guerra e la fame siano inevitabili
e la pace irraggiungibile.
Voglio credere all'azione semplice,
all'amore a mani nude,
alla pace sulla terra.
Non credo che ogni sofferenza sia vana.
Non credo che il sogno degli uomini resterà un sogno
e che la morte sarà la fine.
Oso credere invece, sempre e nonostante tutto,
all'uomo nuovo.
Oso credere al tuo sogno, o Dio,
un cielo nuovo, una terra nuova dove abiterà la giustizia.
Dorothee Solle, teologa protestante
mercoledì, gennaio 17, 2007
Alle fronde dei salici
E come potevamo noi cantare
con il piede straniero sopra il cuore,
fra i morti abbandonati nelle piazze
sull'erba dura di ghiaccio, al lamento
d'agnello dei fanciulli, all'urlo nero
della madre che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo ?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento.
Salvatore Quasimodo
martedì, gennaio 16, 2007
In ogni nemico
Se è vero che in ogni amico v'è un nemico che sonnecchia, non potrebbe darsi che in ogni nemico vi sia un amico che aspetta la sua ora?
(Papini)
lunedì, gennaio 15, 2007
Prima di Cristo - Dopo Cristo
Il limite tra il prima-di-Cristo e il dopo-Cristo non è un confine tracciato nella storia o nel calendario, ma è un segno interiore che attraversa il nostro cuore. Finché viviamo nell'egoismo, siamo ancora oggi coloro che vivono prima-di-Cristo.
(card. Joseph Ratzinger)
Chi non perdona
Chi non perdona, taglia il ponte su cui dovrà poi passare anche lui.
(Proverbio africano)
Contenti di sé
Essere troppo contenti di sé è demenza, ma esserne troppo scontenti è debolezza. (M.me de Staël)
martedì, dicembre 19, 2006
Serenità
pur soffrendo delle cose che mancano,
non smette di godere delle cose che ha.
(F. Chini)
lunedì, dicembre 18, 2006
Serenità
Serenità è quella di chi, pur soffrendo delle cose che mancano, non smette di godere delle cose che ha. (F. Chini)
venerdì, dicembre 15, 2006
Cappa di piombo
Semplificare la nostra esistenza. Sopprimere tutto ciò che non è essenziale. Mobili, libri, carte, vestiti, riserve d'ogni genere, possono pian piano, senza che ce ne rendiamo conto, diventare attorno a noi una cappa di piombo che paralizza il nostro agire. ( Roger Schutz)
L'umanità ha bisogno di te
Se la nota dicesse:
non è una nota che fa la musica
...non ci sarebbero le sinfonie.
Se la parola dicesse:
non è una parola che può fare una pagina
...non ci sarebbero libri.
Se la pietra dicesse:
non è una pietra che può alzare un muro
...non ci sarebbero case.
Se la goccia d'acqua dicesse:
non è una goccia d'acqua che può fare un fiume
...non ci sarebbe l'oceano.
Se il chicco di grano dicesse:
non è un chicco di grano che può seminare un campo
...non ci sarebbe la messe.
Se l'uomo dicesse:
...non ci sarebbero mai né giustizia, né dignità,
né felicità sulla terra degli uomini.
Come la sinfonia ha bisogno di ogni nota
Come il libro ha bisogno di ogni parola
Come la casa ha bisogno di ogni pietra
Come l'oceano ha bisogno di ogni goccia d'acqua
Come la messe ha bisogno di ogni chicco
l'umanità intera ha bisogno di te,
qui dove sei, unico, e perciò insostituibile.
(Michel Quoist)
giovedì, dicembre 14, 2006
Amare
"Non si può amare a distanza, restando fuori dalla mischia, senza sporcarsi le mani, ma soprattutto non si può amare senza condividere" (Don Luigi Di Liegro)
martedì, dicembre 12, 2006
lunedì, dicembre 11, 2006
Il fuoco
"Sarà pur bene che qualcuno lo faccia: il fuoco viene sempre acceso da un punto".
venerdì, dicembre 08, 2006
È difficile credere?
Nel Duemila è difficile credere? Sì! È difficile. Non è il caso di nasconderlo. È difficile, ma con l'aiuto della Grazia è possibile. […] Quando sognate la felicità, in realtà, è Gesù che cercate; è Lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa di quello che trovate; è Lui la bellezza che tanto vi attrae; è Lui che vi provoca con quella sete di radicalità che non vi permette di adattarvi al compromesso; è Lui che vi spinge a deporre le maschere che rendono falsa la vita. […] Si, cari amici, Cristo ci ama e ci ama sempre! Ci ama anche quando lo deludiamo, non chiude mai le braccia della sua misericordia.
Giovanni Paolo II (Tor Vergata, agosto 2000, XV Giornata Mondiale della Gioventù.)
giovedì, dicembre 07, 2006
Secondo la Sua volontà
E tutto ciò che accade secondo la Sua volontà è bene.
(L. Tolstoj)
mercoledì, dicembre 06, 2006
I due Gesù
martedì, dicembre 05, 2006
Diritti e doveri
La vera fonte dei diritti sono i doveri. Se noi eliminiamo i nostri doveri è inutile che cerchiamo i nostri diritti, che si dissolveranno come il fumo. (Mahatma Ghandi)
lunedì, dicembre 04, 2006
Dall'alto in basso
(G.G. Marquez)
venerdì, dicembre 01, 2006
Shylock
Non ha occhi un giudeo?
Un giudeo non ha mani, organi, membra, sensi, affetti, passioni, non s'alimenta dello stesso cibo, non si ferisce con le stesse armi, non è soggetto agli stessi malanni, curato con le stesse medicine, estate e inverno non son caldi e freddi per un giudeo come per un cristiano? Se ci pungete, non facciamo sangue? Non moriamo se voi ci avvelenate? Dunque, se ci offendete e maltrattate, non dovremmo pensare a vendicarci? Se siamo uguali a voi per tutto il resto, vogliamo assomigliarvi pure in questo! Se un cristiano è oltraggiato da un ebreo, qual è la sua virtù di tolleranza?
L'immediata vendetta! Onde un ebreo, nel sentirsi oltraggiato da un cristiano, come può dimostrarsi tollerante se non, sul suo esempio, vendicandosi? Io non faccio che mettere a profitto la villania che m'insegnate voi; e sarà ben difficile per me rimanere al disotto dei maestri.
Shylock (ricco ebreo) ne "Il mercante di Venezia" di William Shakespeare (1564 – 1616)
giovedì, novembre 30, 2006
Incomincialo adesso
Fino a che uno non si compromette, c'è esitazione, possibilità di tornare indietro, e sempre inefficacia.
Rispetto ad ogni atto di iniziativa (e creazione) c'è solo una verità elementare, l'ignorarla uccide innumerevoli idee e splendidi piani.
Nel momento in cui uno si compromette definitivamente anche la provvidenza si muove.
Ogni sorta di cose accade per aiutare, cose che altrimenti non sarebbero mai accadute.
Una corrente di eventi ha inizio dalla decisione, facendo insorgere a nostro favore ogni sorta di incidenti imprevedibili, incontri e assistenza materiale, che nessuno avrebbe sognato potessero venire in questo modo.
Tutto quello che puoi fare, e sognare di poter fare, incomincialo.
Il coraggio ha in sé genio, potere e magia.
Incomincialo adesso.
Goethe
mercoledì, novembre 29, 2006
L'abate Pelusio
parole senza vita. C'è infatti chi trae utilità dal silenzio e
chi, gridando, disturba. Se invece parole e vita vanno insieme, realizzano
il bello di ogni filosofia.
(detti dei padri del deserto)
martedì, novembre 28, 2006
Così tratto i miei amici
In un periodo in cui alle tribolazioni si sommavano tribolazioni, Santa Teresa d'Avila con la solita franchezza si lamentò presso il Signore che le rispose: - è così che tratto i miei amici - e lei - è per questo che ne avete così pochi -.
lunedì, novembre 27, 2006
Per un cristiano
Per un cristiano non esistono uomini estranei.
Il nostro prossimo è sempre colui
che abbiamo davanti in questo momento
e che ha bisogno di noi,
indipendentemente se ci è simpatico o no,
se è "moralmente degno" o no.
Edith Stein
giovedì, novembre 23, 2006
Se dividi il tuo pane
Se dividi il tuo pane con timore,
senza fiducia, senza audacia,
il pane ti mancherà.
Prova a dividerlo senza prevedere,
senza calcolo, senza risparmio,
come figlio del padrone
di tutte le messi del mondo...
Helder Camara
lunedì, novembre 20, 2006
"Uciideteci ancora e sia finita!"
di tutti gli eserciti:
tu non avrai altra ragione
all'infuori della ragione
(impazzita)
di colui che ti manda.
I soldati devono solo uccidere
ed essere uccisi.
monumenti "Ai Caduti"!
così felici di essere caduti!
Ma provate a fissare quei corpi squarciati,
a fissare la loro smorfia ultima
sulle facce frantumate,
e quegli occhi che vi guardano.
Provate a udire nella notte
l'infinito e silenzioso urlo degli ossari:
"Uccideteci ancora e sia finita!"
venerdì, novembre 17, 2006
Profeti di un futuro non nostro
Ogni tanto ci aiuta il fare un passo indietro e vedere da lontano.
Il Regno non è solo oltre i nostri sforzi, è anche oltre le nostre visioni.
Nella nostra vita riusciamo a compiere solo una piccola parte
di quella meravigliosa impresa che è l'opera di Dio.
Niente di ciò che noi facciamo è completo.
Che è come dire che il Regno sta più in là di noi stessi.
Nessuna affermazione dice tutto quello che si può dire.
Nessuna preghiera esprime completamente la fede.
Nessun credo porta la perfezione.
Nessuna visita pastorale porta con sé tutte le soluzioni.
Nessun programma compie in pieno la missione della Chiesa.
Nessuna meta né obbiettivo raggiunge la completezza.
Di questo si tratta:
Noi piantiamo semi che un giorno nasceranno.
Noi innaffiamo semi già piantati, sapendo che altri li custodiranno.
Mettiamo le basi di qualcosa che si svilupperà.
Mettiamo il lievito che moltiplicherà le nostre capacità.
Non possiamo fare tutto,
però dà un senso di liberazione l'iniziarlo.
Ci dà la forza di fare qualcosa e di farlo bene.
Può rimanere incompleto, però è un inizio, il passo di un cammino.
Una opportunità perché la grazia di Dio entri e faccia il resto.
Può darsi che mai vedremo il suo compimento,
ma questa è la differenza tra il capomastro e il manovale.
Siamo manovali, non capomastri,
servitori, non messia.
Noi siamo profeti di un futuro che non ci appartiene.
(Oscar Arnulfo Romero)
giovedì, novembre 16, 2006
Se vuoi costruire...
Se vuoi costruire una nave non chiamare la gente che procura il legno, che prepara gli attrezzi necessari, non distribuire compiti, non organizzare il lavoro. Prima invece sveglia negli uomini la nostalgia del mare lontano e sconfinato.
Appena si sarà svegliata in loro questa sete, gli uomini si metteranno subito al lavoro per costruire la nave. (Antoine de Saint-Exupéry)
mercoledì, novembre 15, 2006
Carità fraterna
Quando pratichiamo una carità che si arroga il diritto di essere materna, educatrice, rettificatrice, ci disancoriamo dalla terraferma della realtà: non siamo più fratelli.
Vicino a un non credente, la carità diventa evangelizzazione, ma questa evangelizzazione non può essere che fraterna.
Noi non andiamo ad offrire di condividere generosamente quel che sarebbe nostro, e cioè Dio.
Non andiamo come giusti in mezzo a peccatori, come gente in possesso di diploma in mezzo a gente incolta; noi andiamo a parlare di un Padre comune, conosciuto dagli uni, ignorato dagli altri; come perdonati, non come innocenti; come gente che ha avuto la fortuna di essere chiamata a credere, di ricevere la fede, ma di riceverla come un bene che non è nostro, ma che è stato depositato in noi per il mondo.
(Da "Noi delle strade" di Madeleine Delbrel - Gribaudi Editore, Milano, 1995)
martedì, novembre 14, 2006
OGNI ISTANTE
Non buttarlo.
Non correre sempre, alla ricerca di chissà quale domani.
Vivi meglio che puoi, pensa meglio che puoi e fai del tuo meglio oggi.
Perché l'oggi sarà presto il domani e il domani sarà presto l'eterno".
venerdì, novembre 10, 2006
Laicità
I cristiani non rinneghino nulla del Vangelo, ma restino in mezzo agli altri uomini con simpatia,
senza separarsi da loro, solidali, tesi a costruire insieme una città più umana.
Cristiani che sappiano vivere come amici di tutti gli uomini,
senza cadere preda dell'angoscia o della paura d'essere minoranza,
vero lievito e sale nella pasta del mondo:
così, nell'incontro del cristiano con chi cristiano non è,
entrambi potranno esclamare: "Mai l'uno senza l'altro".
(Lettera a Diogneto, II secolo – citata da Enzo Bianchi ne "La differenza cristiana" Einaudi 2006)
VOGLIO CREDERE
Non credo
al diritto dei più forti,
al linguaggio delle armi,
alla potenza dei potenti.
Voglio credere
ai diritti dell'uomo,
alla mano aperta,
alla potenza dei non-violenti.
Non credo alla razza o alla ricchezza,
ai privilegi, all'ordine della forza e dell'ingiustizia:
è un disordine.
Non credo di potermi disinteressare
a ciò che accade lontano da qui.
Voglio credere che il mondo intero
è la mia casa e il campo nel quale semino,
e che tutti mietono ciò che tutti hanno seminato.
Non credo
di poter combattere altrove l'oppressione,
se tollero l'ingiustizia qui.
Voglio credere che il diritto è uno,
tanto qui che altrove,
che non sono libero finché un solo uomo è schiavo.
Non credo che la guerra e la fame siano inevitabili
e la pace irraggiungibile.
Voglio credere all'azione semplice,
all'amore a mani nude,
alla pace sulla terra.
Non credo che ogni sofferenza sia vana.
Non credo che il sogno degli uomini resterà un sogno
e che la morte sarà la fine.
Oso credere invece, sempre e nonostante tutto,
all'uomo nuovo.
Oso credere al tuo sogno, o Dio,
un cielo nuovo, una terra nuova dove abiterà la giustizia.
Dorothee Solle, teologa protestante
giovedì, novembre 09, 2006
DIVERSITA'
È qualcosa o qualcuno che non fanno parte del nostro mondo personale. Ma vi ruotano attorno, vicino.
La diversità può generare complementarietà, collaborazione, sussidiarietà, armonia, pace.
Chi non ha una percezione equilibrata della propria identità, di fronte alla diversità fugge o si finge indifferente.
Spesso la diversità è fonte di concorrenza, contrapposizione, avversità e guerra.
Il rispetto della diversità non annulla la verità ma – secondo il detto di S.Paolo – la costruisce nella carità.
(p. Angelo Grande OAD)
mercoledì, novembre 08, 2006
LAICITA'
I cristiani non rinneghino nulla del Vangelo, ma restino in mezzo agli altri uomini con simpatia,
senza separarsi da loro, solidali, tesi a costruire insieme una città più umana.
Cristiani che sappiano vivere come amici di tutti gli uomini,
senza cadere preda dell'angoscia o della paura d'essere minoranza,
vero lievito e sale nella pasta del mondo:
così, nell'incontro del cristiano con chi cristiano non è,
entrambi potranno esclamare: "Mai l'uno senza l'altro".
(Lettera a Diogneto, II secolo – citata da Enzo Bianchi ne "La differenza cristiana" Einaudi 2006)
martedì, novembre 07, 2006
Realizzare la propria umanità
"La realizzazione della propria umanità: questo è il solo scopo della vita che siamo chiamati ad essere, questa umanità di Dio, che è, appunto, il sogno di Dio. Ecco. Magari fosse possibile dire: sono arrivato! Ma non sono arrivato mai. E il progresso, il benessere, l'"essere bene" non sta nei possedimenti o nei libri o nelle cariche; sta in questa umanità realizzata giorno per giorno. E anzi se un giorno va male non scoraggiarsi perché la faremo andare bene oggi. Questa è la ragione della vita, tanto più la ragione del credere e del pregare". (David Maria Turoldo)
lunedì, novembre 06, 2006
Siete lì?
Oggi fra i giovani del mondo, Gesù vive la propria passione nei giovani sofferenti, affamati, handicappati... in quel bambino che mangia un pezzo di pane, briciola dopo briciola, perché sa che, quando quel tozzo di pane sarà finito, non ce ne sarà più e avrà di nuovo fame.
Ecco una stazione della Via Crucis. Siete lì con quel bambino?
E quelle migliaia che muoiono, non solo per un tozzo di pane, ma per un po' d'amore, di considerazione...
Ecco una stazione della Via Crucis. Siete lì?
E quando i giovani cadono, come Gesù è caduto più e più volte per noi, noi siamo lì come Simone il Cireneo, a risollevarli, a prendere su di noi la croce? I barboni, gli alcolizzati, i senzatetto vi guardano. Non siate come quelli che guardano senza vedere. Guardate e vedete.
Possiamo iniziare a percorrere la Via Crucis, passo dopo passo, con gioia.
Gesù si è fatto pane della vita per noi. Abbiamo Gesù, sotto forma di pane della vita a darci forza.
Madre Teresa, ai giovani durante un Congresso Eucaristico
venerdì, novembre 03, 2006
SE (IF)
Se riesci a conservare il controllo quando tutti
intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;
se riesci ad aver fiducia in te quando tutti
ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;
se riesci ad aspettare e non stancarti di aspettare,
o se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,
o se ti odiano, a non lasciarti prendere dall'odio,
e tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo da saggio.
Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone;
se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;
se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina
e trattare allo stesso modo questi due impostori;
se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto
distorta da imbroglioni che ne fanno una trappola per gli ingenui,
o a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, distrutte,
e sai umiliarti a ricostruirle con strumenti logori.
Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite
e rischiarle in un colpo solo a testa e croce,
e perdere e ricominciare di nuovo dal principio
e non dire una parola sulla perdita;
se riesci a costringere cuore, tendini e nervi
a servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
e a resistere quando in te non resta altro
tranne la Volontà che dice loro: "Tieni duro!".
Se riesci a parlare con la folla e a conservare la tua virtù,
e a camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente,
se non riesce a ferirti il nemico né l'amico più caro,
se tutti contano per te, ma nessuno troppo;
se riesci a occupare il minuto inesorabile
dando valore a ogni minuto che passa,
tua è la Terra e tutto ciò che è in essa,
e - quel che più conta - sei un Uomo, figlio mio!
(Rudyard Kipling)
giovedì, novembre 02, 2006
Cristiani
mercoledì, novembre 01, 2006
L'indifferenza
«É pericoloso vivere nel mondo non a causa di chi fa del male ma a causa di chi guarda e lascia fare» (Albert Einstein)
martedì, ottobre 31, 2006
IL PARADOSSO DELLA SCELTA
In un mondo con così tante opzioni come quello d'oggi e - ancor più - di domani, la gente finisce paradossalmente per rimanere paralizzata dalla sua stessa libertà di scelta.
(Barry Schwartz, " The Paradox of Choice")
lunedì, ottobre 30, 2006
Ho cercato
Ho cercato la mia anima,
ma la mia anima
non l'ho potuta vedere.
Ho cercato il mio Dio,
ma il mio Dio
non son riuscito ad afferrarlo.
Ho cercato il mio fratello,
e ho trovato tutti e tre.
F. Thompson
venerdì, ottobre 27, 2006
IO SONO PELLEROSSA E NON CAPISCO
Questa è la dichiarazione del Capo Indiano Seath della tribù Suwamish, più noto con il nome di Capo Seattle, all'assemblea dei capi indiani del 1854 in risposta all'offerta che il presidente degli Stati Uniti Franklin Pierce fece per acquistare una grande estensione del territorio indiano, promettendo una riserva per il popolo pellerossa.
"Il Grande Capo a Washington ci manda a dire che desidera comprare la nostra terra.
Come si può comprare o vendere il cielo o il calore della terra?
È un'idea che ci stupisce. Se non ci appartengono né la freschezza dell'aria né lo scintillio dell'acqua sotto il sole, come potreste comprarcelo?
Ogni piccola parte di questa terra è sacra per il mio popolo. Ogni ago di pino, la riva sabbiosa, la bruma dei boschi, ogni insetto che nasce, il suo ronzio... è sacro nella memoria del mio popolo. La linfa che percorre gli alberi porta il ricordo del pellerossa.
I morti dell'uomo bianco si dimenticano della loro terra natale quando vanno a passeggiare tra le stelle. I nostri morti, invece, non dimenticano mai questa bella terra, perché essa è madre dell'uomo rosso. Siamo parte della terra ed essa è parte di noi. I fiori profumati sono nostri fratelli, il cervo, il cavallo, la grande aquila sono nostri fratelli. Le cime rocciose, l'odore delle praterie, il calore del corpo del puledro e l'uomo: tutti apparteniamo alla stessa famiglia.
Quando il Gran Capo di Washington ci manda a dire che desidera comprare la nostra terra, è molto quello che ci chiede. Il Gran Capo dice che riserverà per noi un posto, dove poter vivere comodamente. Lui sarà nostro padre e noi saremo suoi figli. Per questo, stiamo considerando la sua offerta di comperare la nostra terra. Ma non sarà facile perché la terra per noi è sacra.
L'acqua scintillante che corre nei ruscelli e nei fiumi non è solo acqua: è il sangue dei nostri avi. Se noi vi vendiamo la nostra terra, voi dovreste ricordare che essa è sacra, e dovreste insegnarlo ai vostri figli, dovreste insegnare loro, che ogni immagine che si rispecchia nell'acqua dei fiumi o dei laghi parla di avvenimenti e ricordi della vita del nostro popolo. Se vi vendiamo la terra, voi dovreste insegnare ai vostri figli che i fiumi e i laghi sono nostri fratelli e che meritano l'attenzione che merita un fratello.
Sappiamo che il bianco non capisce il nostro modo di essere. Per lui un pezzo di terra è uguale ad un altro. Lui è come un estraneo che arriva nella notte, strappa alla terra quello che gli è necessario e se ne va . Non guarda alla terra come ad una sorella ma come ad un nemico. E quando l'ha conquistata l'abbandona e parte per altri destini. Lascia indietro le tombe dei suoi padri e non se ne cura. Viola la terra dei suoi figli e non se ne cura. Tratta la sua madre terra e suo fratello, il cielo, come cose che si possono comprare, saccheggiare, vendere, come pecore o lucenti monili. Il suo appetito divorerà la terra e temo, che dietro, resterà solo il deserto.
Non so. Le nostre usanze sono diverse dalle vostre. L'immagine delle vostre città ferisce l'occhio del pellerossa, ma probabilmente perché il pellerossa è selvaggio e non capisce.
Non esiste tranquillità nelle città dei bianchi. Non c'è un posto dove si possa ascoltare il rumore delle foglie o il sussurro delle ali di un insetto. Ma forse dico questo perché sono un selvaggio e non capisco. Il rumore delle città disturba l'udito. Come sarebbe la vita dell'uomo se non potesse ascoltare il grido solitario del coyote o l'animata conversazione notturna dei rospi nello stagno? Io sono pellerossa e non capisco.
L'indiano preferisce il dolce suono del vento che slanciandosi come una freccia accarezza lo stagno e preferisce l'odore del vento bagnato dalla pioggia mattutina, o profumato dal pino pieno di pigne. L'aria è preziosa per il pellerossa, perché tutte le cose condividono lo stesso respiro. Le bestie, l'albero, l'uomo tutti respirano la stessa aria. L'uomo bianco sembra non far caso all'aria che respira come un essere agonizzante da molto tempo, è insensibile al cattivo odore che emana. Ma se noi vi vendiamo la terra, voi dovreste ricordarvi che l'aria è sacra. L'aria che ha raccolto il primo respiro del nostro antenato e ne ha raccolto anche l'ultimo. Voi dovreste mantenerla intatta e sacra perché si possa assaporare il vento purificato dal profumo dei fiori.
Se decidiamo di vendere la terra, lo faremo ad una condizione, l'uomo bianco dovrà trattare gli animali e queste terre come suoi fratelli e sue sorelle
Io sono un selvaggio e non capisco altre forme di pensiero. Ho visto migliaia di bufali imputridire nella prateria, abbandonati dai bianchi dopo averli colpiti con il fucile da un treno in corsa. Io sono un selvaggio e non capisco come il cavallo di ferro, sia più importante del bufalo che noi sacrifichiamo soltanto quando ne abbiamo bisogno per sopravvivere.
Cos'è l'uomo senza animali? Se tutti sparissero l'uomo avrebbe una gran solitudine di spirito. Perché tutto quello che accade agli animali, in seguito si ripercuote sull'uomo.
Tutti noi esseri viventi siamo mutuamente dipendenti uno dall'altro.
Noi sappiamo questo: la terra non appartiene all'uomo, è l'uomo che appartiene alla terra. Noi sappiamo che tutte le cose appartengono ad una unica famiglia. Tutto è unito. Non è l'uomo che ha ordito le trame del tessuto della vita egli è solo uno dei suoi fili. Quello che l'uomo fa a questo tessuto lo fa a se stesso.
Noi sappiamo una cosa che l'uomo bianco non sa, ma un giorno scoprirà, il vostro Dio e il nostro Dio sono lo stesso Dio.
Voi pensate che Lui sia una vostra proprietà, come per la terra, ma non è così. E non sarà così. Lui è Dio di tutti gli esseri e la sua compassione è la stessa verso il popolo pellerossa e verso l'uomo bianco.
Per Lui la terra è preziosa e recar danno alla terra è disprezzare il Creatore.
Questo destino per noi è un mistero.
Ma noi siamo selvaggi e non capiamo quando vediamo tutti i bufali sacrificati, i cavalli selvaggi domati, gli angoli dei boschi impregnati dall'odore di molti uomini, le cime delle montagne macchiate di filo spinato.
Dov'è il bosco? E' sparito! Dov'è l'aquila? Sparita!
E' la fine della vita e l'inizio della sopravvivenza."
Capo Seattle visse dal 1790 al 1866 nelle regioni del Nordovest, fu capo degli indiani Suwamish e Duwamish