Non so come portare il colore della mia pelle del mondo,
il bianco pulito e asettico delle armi da fuoco
con cui si difendono le miniere d'oro dalle mani sbagliate,
il candore delle monete brillanti con cui si comprano
le anime di chi ha sentito l'eco di un mondo "migliore" altrove.
Ma le monete sono sporche, passano di mano in mano,
e le armi esplodono nel sangue, anche le più raffinate e silenziose.
E la purezza ha smesso di brillare in ogni dove.
Il silenzio cade dal cielo
e si posa su foglie, animali, case, corpi, angoli, strade.
Non resta nient'altro che un Dio da pregare,
uno spirito da interrogare,
un ciclo da ripetere o da spezzare.
Maria Mattei
Maria Mattei
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