martedì, dicembre 31, 2024

Ringraziare desidero

Ringraziare desidero il divino
per la diversità delle creature
 che compongono questo singolare universo,
 per la ragione,
 che non cesserà di sognare
 un qualche disegno del labirinto
 e l'uccello leggero che vola oltre, più in alto, più su.
 
 Ringraziare desidero per l'amore,
 che ci fa vedere gli altri come li vede la divinità,
 per il pane e il sale,
 per il mistero della rosa
 che prodiga colore e non lo vede.
 
 Ringraziare desidero
 per l'arte dell'amicizia,
 per l'ultima giornata di Socrate,
 per le parole che in un crepuscolo furono dette
 da una croce all'altra,
 per i fiumi segreti e immemorabili
 che convergono in noi,
 per il mare, che è un deserto risplendente
 e una cifra di cose che non sappiamo
 per il prisma di cristallo e il peso di ottone,
 per le strisce della tigre,
 per l'odore medicinale degli eucaliptus,
 e la speranza, la fiducia, la lavanda.
 
 Ringraziare desidero
 per il linguaggio, che può simulare la sapienza,
 per l'oblio, che annulla o modifica il passato,
 per la consuetudine,
 che ci ripete e ci conferma come uno specchio,
 per il mattino, che ci procura l'illusione di un inizio,
 per la notte, le sue tenebre e la sua astronomia,
 per il coraggio e la felicità degli altri,
 per la patria, sentita nei gelsomini
 per lo splendore del fuoco
 che nessun umano può guardare senza uno stupore antico
 e per il mare che è il più dolce fra tutti gli dei.

 Ringraziare desidero perchè
 sono tornate le lucciole,
 le nuvole disegnano,
 le albe spargono brillanti nei prati,
 e per noi
 per quando siamo ardenti e leggeri
 per quando siamo allegri e grati.
 
 Io ringraziare desidero
 per la bellezza delle parole, natura astratta di dio
 per la lettura e la scrittura, che ci fanno sfiorare noi stessi e gli altri
 per la quiete della casa,
 per i bambini che sono nostre divinità domestiche
 per l'anima, perchè consola il mio girovagare errante,
 per il respiro che è un bene immenso,
 per il fatto di avere una sorella.
 
 Io ringraziare desidero
 per tutti quelli che sono piccoli liberi e limpidi
 per le facce del mondo che sono varie
 per quando la notte si dorme abbracciati
 per quando siamo attenti e innamorati, fragili e confusi,
 cercatori indecisi.
 
 Ringrazio dunque
 per i nostri maestri immensi
 per tutti i baci d'amore,
 e per l'amore che ci rende impavidi.
 Per i nostri morti che fanno della morte un luogo abitato,
 e per i nostri vivi, che rendono la vita uno specchio fatato.
 Per i figli,
 col futuro negli occhi,
 perchè su questa terra esiste la musica,
 per la mano destra e la mano sinistra, e il loro intimo accordo
 per i gatti per i cani esseri fraterni carichi di mistero,
 per il silenzio che è la lezione più grande
 per il sole, nostro antenato.
 
 Ringraziare desidero
 per Whitman, Presti e Francesco d'Assisi,
 che scrissero già questa poesia,
 per il fatto che questa poesia è inesauribile
 e si confonde con la somma delle creature
 e non arriverà mai all'ultimo verso
 e cambia secondo gli uomini.
 
 Ringraziare desidero
 per i minuti che precedono il sonno,
 per il sonno e la morte,
 quei due tesori occulti,
 per gli intimi doni che non elenco,
 per la gran potenza d'antico amor
 per amor che muove il sole e l'altre stelle
 e muove tutto, in noi....

Mariangela Gualtieri

lunedì, dicembre 30, 2024

Per l'anno che sta per cominciare

Regalarsi un po' di ottimismo,
imparare dagli innamorati:
gli unici che osano ancora
coniugare i verbi al futuro.
Credere con convinzione in qualcuno,
in qualcosa, anche fosse solo un'idea,
qualunque essa sia:
questo probabilmente può bastare
per dare un senso ai prossimi dodici mesi.
Dovremmo puntare ad avere una nuova anima,
una nuova spina dorsale,
nuove orecchie e occhi nuovi.
Belle parole, ma piene di fumo.
Forse basterebbe vivere in rimonta,
convincendoci che c'è sempre
un secondo tempo da giocare,
Con tutto il cuore che abbiamo.
Perché la vita è più semplice
quando la si affronta con la logica di una passione:
i cinici non sanno più neanche come si faccia.
Ma molti, per quanto piegati da un anno difficile,
concorderanno che la riscossa non può che partire da lì.

Alberto Caprotti

domenica, dicembre 29, 2024

Qualche parola sull'anima

L'anima la si ha ogni tanto.
Nessuno l'ha di continuo
e per sempre.

Giorno dopo giorno,
anno dopo anno
possono passare senza di lei.

A volte
nidifica un po' più a lungo
sole in estasi e paure dell'infanzia.

A volte solo nello stupore
dell'essere vecchi.

Di rado ci da una mano
in occupazioni faticose,
come spostare mobili,
portare valige
o percorrere le strade con scarpe strette.

Quando si compilano moduli
e si trita la carne
di regola ha il suo giorno libero.

Su mille nostre conversazioni
partecipa a una,
e anche questo non necessariamente,
poiché preferisce il silenzio.

Quando il corpo comincia a dolerci e dolerci,
smonta di turno alla chetichella.

È schifiltosa:
non le piace vederci nella folla,
il nostro lottare per un vantaggio qualunque
e lo strepito degli affari la disgustano.

Gioia e tristezza
non sono per lei due sentimenti diversi.
È presente accanto a noi
solo quando essi sono uniti.

Possiamo contare su di lei
quando non siamo sicuri di niente
e curiosi di tutto.

Tra gli oggetti materiali
le piacciono gli orologi a pendolo
e gli specchi, che lavorano con zelo
anche quando nessuno guarda.

Non dice da dove viene
e quando sparirà di nuovo,
ma aspetta chiaramente simili domande.

Si direbbe che
così come lei a noi,
anche noi
siamo necessari a lei per qualcosa.


"Qualche parola sull'anima" di Wisława Szymborska

sabato, dicembre 28, 2024

venerdì, dicembre 27, 2024

Illogica bontà

Oltre al bene grande e minaccioso,
esiste la bontà di tutti i giorni.
La bontà della vecchia
che porta un pezzo di pane a un prigioniero,
la bontà del soldato
che fa be
re dalla sua borraccia un nemico ferito,
la bontà della gioventù
che ha pietà della vecchiaia,
la bontà del contadino
che nasconde un vecchio ebreo nel fienile.
È la bontà dell'uomo per l'altro uomo,
una bontà senza testimoni, piccola, senza grandi teorie.
La bontà illogica, potremmo chiamarla.
In quest'epoca tremenda, un'epoca di follie
commesse nel nome della gloria di Stati e nazioni
o del bene universale,
in quest'epoca di terrore e follia insensata,
la bontà spicciola,
granello radioattivo sbriciolato nella vita,
non è scomparsa.

Vasilij Semënovič Grossman, "Vita e destino"

giovedì, dicembre 26, 2024

Natale

Perché  c'è il santo Natale?

Perché fissiamo la stella in cielo?

Perché intoniamo i canti natalizi?

  

Per imparare l'amore di Gesù.

Per stringerci la mano.

Per sorriderci

e perdonarci l'un l'altro.

 

Jan Twardowski

martedì, dicembre 24, 2024

Natale

Lo attraversammo quasi di corsa
il reparto degli infetti
reietti perfino dalla vista,
dalla medicheria arrivarono grida
impossibile alzare lo sguardo,
vedemmo solo un corpo scarnito
passato da mille tubi trasparenti
e ancora l'atroce dolore urlato.
Uscimmo all'aria aperta
come riemersi dall'abisso,
di noi il più anziano mi si girò contro:
"tu che tanto speri e tanto credi
spiegami una possibile giustizia
di quell'agonia morte futura".
Non risposi ma una voce
si alzò alta dalle viscere
"per questo credo di più ancora".

(Padiglione Spellman)

Daniele Mencarelli "BAMBINO GESÙ, Ospedale Pediatrico" (Ed Nottetempo),
L'autore ha lavorato come operaio all'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma

lunedì, dicembre 23, 2024

Natale

La tua piccola testa pelata
il colorito avorio spento
ha poco a che fare col sorriso
malgrado la chemio in bella mostra,
non sono io ma tu a confortarmi
con la tua aria da giocatore
quando colpisci con forza il pallone,
quasi mi dimentico la secchezza paurosa
le spalle ingobbite dentro il pigiama,
ma ridi per il liscio di tua madre
e la tua risata è come un canto
che tutti proviamo ad imitare,
non riesco a pensarti morente.

(Padiglione Salviati)

Daniele Mencarelli "BAMBINO GESÙ, Ospedale Pediatrico" (Ed Nottetempo),
L'autore ha lavorato come operaio all'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma

domenica, dicembre 22, 2024

Natale

Una mattina come tutte le altre
sole e piccioni freschi in cielo,
"prima o poi doveva capitarti",
così gli altri operai mi dissero.
Non ho ricordi ad aiutarmi
tranne il tavolo d'acciaio bucherellato,
gli arnesi riposti nelle vetrate
l'odore pungente della formalina.
Ancora pago quell'attimo
quell'unico attimo di innata curiosità,
ricordo barattoli e niente altro,
più che altro niente voglio raccontarti,
se non lo specchio al lato della stanza
Che rifletteva uno frenetico a spazzare
a finire il prima possibile il suo dovere,
sudato zuppo con gli occhi vitrei allucinati.


(Pio XII, sala autopsie)

Daniele Mencarelli "BAMBINO GESÙ, Ospedale Pediatrico" (Ed Nottetempo),
L'autore ha lavorato come operaio all'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma

sabato, dicembre 21, 2024

Natale

T'ho salutato per sei mesi
pensandoti impiegata o segretaria
di chissà quale ufficio dentro il paese,
poi l'anziano collega mi spiegò bene
la tua vera professione dento l'ospedale,
vivere da cinque anni dietro a un figlio,
un lavoro che nessuno potrà toglierti
per quanto sarà lunga la tua vita.
Ma tu della fatica ne fai un sorriso
del sacrificio una saggezza pratica.
Oggi sulla panchina ti godi il tempo
limpido e fresco com'è d'autunno a Roma.

(Padiglione Pio XII)

Daniele Mencarelli "BAMBINO GESÙ, Ospedale Pediatrico" (Ed Nottetempo),
L'autore ha lavorato come operaio all'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma

venerdì, dicembre 20, 2024

Natale

Caro Dio,

grazie di essere venuto.

Hai scelto davvero il momento giusto, perché non stavo bene.

Forse anche perché eri rimasto turbato dalla mia lettera di ieri...

Quando mi sono svegliato, ho pensato che avevo novant'anni

e ho girato la testa verso la finestra per guardare la neve.

E allora ho indovinato che venivi. Era mattino. Ero solo sulla terra.

Era talmente presto che gli uccelli dormivano ancora, che persino l'infermiera di notte,

la signora Ducru, aveva dovuto schiacciare un pisolino e tu cercavi di fabbricare l'alba.

Facevi fatica, ma insistevi. Il cielo impallidiva. Tingevi l'aria di bianco, di grigio, di azzurro,

respingevi la notte, risvegliavi il mondo. Non ti fermavi.

È stato allora che ho capito la differenza fra te e noi:

tu sei un tipo infaticabile! Uno che non si stanca. Sempre al lavoro.

Ed ecco il giorno! Ed ecco la notte! Ed ecco la primavera! Ed ecco l'inverno!

Ed ecco Peggy Blue! Ed ecco Oscar! Ed ecco Nonna Rosa! Che salute di ferro!

Ho capito che eri qui. Che mi rivelavi il tuo segreto:

ogni giorno guarda il mondo come se fosse la prima volta.

Allora ho seguito il tuo consiglio con impegno. La prima volta.

Contemplavo la luce, i colori, gli alberi, gli uccelli, gli animali.

Sentivo l'aria che mi passava nelle narici e mi faceva respirare.

Udivo le voci che salivano nel corridoio come nella volta di una cattedrale.

Mi trovavo vivo. Fremevo di pura gioia. La felicità di esistere. Ero incantato.

Grazie, Dio, di aver fatto questo per me.

Avevo l'impressione che mi prendessi per mano

e che mi conducessi nel cuore del mistero a contemplarlo.

Grazie.

A domani, baci,

Oscar.


Eric-Emmanuel Schmitt, "Oscar e la dama in rosa", edizioni e/o

giovedì, dicembre 19, 2024

Natale

Nel grembo di Maria giaceva il Bimbo
la sua chioma era simile a una luce
(stanco e disfatto è il mondo, ma qui tutto
proprio tutto va bene).
Sul seno di Maria giaceva il Bimbo
la sua chioma era simile a una stella
(sono astiosi e astuti tutti i re
ma qui sinceri i cuori).
Sul cuore di Maria giaceva il Bimbo
ed era la sua chioma come il fuoco
(stanco è il mondo, ma del mondo
è questo il desiderio).
Stava Cristo alle ginocchia di Maria
la sua chioma pareva una corona.
E tutti i fiori a lui guardavano su
tutte le stelle giù.


G.K. Chesterton, "Canto di Natale"

mercoledì, dicembre 18, 2024

Babbo Natale

Nel 1897 una bambina scrisse al New York Sun
dicendo che i suoi amici le avevano detto che Babbo Natale era un'invenzione.
Non esisteva. Voleva che il giornale le dicesse la verità.
E il Sun, con un editoriale che oggi nessun giornalista
avrebbe più il coraggio di scrivere, rispose:
«Cara Virginia, i tuoi amici si sbagliano.
Sono vittime dello scetticismo dei nostri scettici tempi.
Credono solo alle cose che vedono.
Eppure, Virginia, Babbo Natale, esiste allo stesso modo in cui esistono
l'amore, la generosità, la devozione.
E tu sai che queste cose esistono, abbondano,
e sono le cose che danno alla tua vita la sua bellezza e la sua gioia.
Perché le cose più reali sono quelle che né i bambini né i grandi riescono a vedere».

Tiziano Terzani, "Un altro giro di giostra"

martedì, dicembre 17, 2024

nascite

La nascita è l'arrivo
di qualcuno venuto da un altrove
che deve sentirsi il benvenuto
e che deve avere l'impressione
di arrivare in un luogo in cui gli esseri umani
sono pronti a ricevere i suoi doni.

Sobonfu Somé, scrittrice burkinabé

lunedì, dicembre 16, 2024

ospitalità

Nel Benin,
se vedi una giara d'acqua posata sotto un albero
davanti a una casa, sappi che è per te, straniero di passaggio;
non c'è bisogno di bussare alla porta (...).
Lo straniero che passa può essere la rappresentazione
o la metamorfosi di un dio che viene a rendersi conto
del modo in cui verrà ricevuto.

Raymond Johnson, pioniere della psichiatria nel Togo, suo Paese natale,
ed esperto dell'Organizzazione mondiale della sanità,
in "Origini. 365 pensieri di saggi dell'Africa" (L'Ippocampo, 2018).

domenica, dicembre 15, 2024

Incontro

Sono cattolica
e il mio incontro con Dio
è un incontro nella storia
non fuori dalla storia.
Tutto quello che ho fatto nella vita
l'ho fatto nella convinzione
di stare dentro il progetto di Dio.
Non c'è un giorno nella mia vita
in cui non ricordi di essere stata credente.


Michela Murgia citata da Marinella Perroni in "Colloqui non più possibili" (Piemme)

sabato, dicembre 14, 2024

Troppopieno

Come abbiamo fatto a dimenticare
di stabilire un limite alla ricchezza?
Seppur alto e altissimo, ma a un certo punto basta:
non possiamo vivere in una società
dove un uomo può arricchirsi all'infinito;
ogni contenitore ha un troppopieno,
e dovrebbe averlo anche l'uomo.

Alice Rohrwacher

venerdì, dicembre 13, 2024

Santa Lucia

Santa Lucia, per tutti quelli che hanno occhi
E un cuore che non basta agli occhi
E per la tranquillità di chi va per mare
E per ogni lacrima sul tuo vestito
Per chi non ha capito

Santa Lucia per chi beve di notte
E di notte muore e di notte legge
E cade sul suo ultimo metro
Per gli amici che vanno e ritornano indietro
E hanno perduto l'anima e le ali

Per chi vive all'incrocio dei venti
Ed è bruciato vivo
Per le persone facili che non hanno dubbi mai
Per la nostra corona di stelle e di spine
E la nostra paura del buio e della fantasia

Santa Lucia, il violino dei poveri è una barca sfondata
E un ragazzino al secondo piano che canta, ride
E stona perché vada lontano
Fa che gli sia dolce anche la pioggia delle scarpe
Anche la solitudine


Francesco De Gregori

giovedì, dicembre 12, 2024

Luci di Natale

È Natale da fine ottobre.
Le lucette si accendono sempre prima,
mentre le persone sono sempre più intermittenti.
Io vorrei un dicembre a luci spente
e con le persone accese.

Charles Bukowski

mercoledì, dicembre 11, 2024

poveri

I poveri non sono dei ricchi senza soldi.

Frédéric-Marie Le Méhauté, "Rivelato ai piccoli. Una teologia in ascolto dei più poveri"

martedì, dicembre 10, 2024

Quanti anni ho?

Quanti anni ho?
Ho l'età in cui le cose si osservano con più calma,
ma con l'intento di continuare a crescere.
Ho gli anni in cui si cominciano ad accarezzare i sogni con le dita
e le illusioni diventano speranza.
Ho gli anni in cui l'amore, a volte, è una folle vampata,
ansiosa di consumarsi nel fuoco di una passione attesa.
E altre volte, è un angolo di pace, come un tramonto sulla spiaggia.
Quanti anni ho, io? Non ho bisogno di segnarli con un numero,
perché i miei desideri avverati,
le lacrime versate lungo il cammino al vedere le mie illusioni infrante valgono molto più di questo.
Che importa se compio venti, quaranta o sessant'anni!
Quel che importa è l'età che sento.
Ho gli anni che mi servono per vivere libero e senza paure.
Per continuare senza timore il mio cammino, perché porto con me l'esperienza acquisita e la forza dei miei sogni.
Quanti anni ho, io? A chi importa!
Ho gli anni che servono per abbandonare la paura e fare ciò che voglio e sento.


José Saramago, "Quanti anni ho?"

lunedì, dicembre 09, 2024

Rinascere

Le persone si incontrano per rinascere.
Nascere non basta mai a nessuno.

Franco Arminio

domenica, dicembre 08, 2024

inutile

La parola "inutile" è ciò che rende più l'idea di ciò che nella vita è importante.
Tutte le cose più importanti e necessarie della vita si presentano a noi come 'inutili'.
Letteralmente inutile significa che "non porta un utile",
e se non porta un utile allora è fuori dalla logica del profitto.
Il mondo ragiona con la logica del profitto, Dio ragiona con la logica dell'amore.
Infatti l'amore vero è inutile.
La vita spirituale è inutile.
L'amicizia vera è inutile.
La gioia che conta è inutile.
Baciare chi ami è inutile.
Sacrificarsi per un figlio è inutile.
Consacrarsi a Dio è inutile.
Amare per tutta la vita qualcuno è inutile.
Cambiare il mondo è inutile.
Se tutte queste cose le facessimo per averne un utile,
un contraccambio, allora non sarebbero così belle e importanti.
È proprio perché invece le facciamo in maniera gratuita
(che è l'altro modo di dire inutile)
che ciascuna di queste cose può renderci felice.

Luigi Maria Epicoco

sabato, dicembre 07, 2024

A cosa serve la scuola?

Qualcuno ti dirà che la scuola
serve solo se riesce a trovarti un lavoro.
Non credergli.
La scuola serve
se riesce a fornirti gli strumenti per
gestire un sentimento,
smascherare un ciarlatano
e ammirare un tramonto,
non solo una vetrina.

Massimo Gramellini

venerdì, dicembre 06, 2024

Essere felice

Quando ero piccolo,
a scuola mi domandarono cosa volessi fare da grande.
Io scrissi "Essere felice".
Mi dissero che non avevo capito il compito,
e io risposi che loro non avevano capito la vita. 

ohn Lennon, citato da Alberto Caprotti (Avvenire)

giovedì, dicembre 05, 2024

Scegliere

Quando ti viene data la possibilità
di scegliere se avere ragione o essere gentile,
scegli di essere gentile.

Wayne W. Dyer

mercoledì, dicembre 04, 2024

Resistenti

Resistenti si nasce e si diventa allo stesso tempo.
Può accadere per le circostanze
o per scelta lungamente meditata e educata
da anni di esilio dal pensiero dominante,
i "resistenti" si riconoscono, appunto, col tempo,
solo garante in questo caso della serietà della resistenza.
Uno sguardo differente sulla realtà,
l'uso attento e oculato delle parole,
la profonda libertà di pensiero e di credo quotidiano
e, infine, il rifiuto alle lusinghe del potere
che solo la prossimità coi poveri può garantire.
Questo e altro offrono a questa insostituibile categoria di persone
il diritto di parole e di silenzio.
Il futuro del mondo passa tutto tra le le loro mani nude.

Mauro Armanino

martedì, dicembre 03, 2024

Tentare

Bisognerebbe tentare

di essere felici,

non fosse altro

che per dare l'esempio.

 

Jacque Prévert

lunedì, dicembre 02, 2024

domenica, dicembre 01, 2024

La Scrittura

Si sente dire: "Non è mio compito leggere la Scrittura.
Tocca a coloro che hanno rinunciato a questo mondo".
Ebbene, io vi dico che avete più bisogno delle Scritture voi che non i monaci.
Quanto ad essi, ciò che li salva è il loro genere di vita!
Voi, al contrario, siete nel pieno della mischia,
siete esposti senza tregua a nuove ferite.
Perciò voi avete bisogno della Scrittura:
un bisogno continuo per attingervi la forza...
Molti mi diranno: "E gli affari... e il lavoro?".
Bel pretesto, in verità!
Voi discutete con i vostri amici...
andate allo spettacolo...
assistete agli incontri sportivi... Allora?
Quando si tratta della vita spirituale pensate che sia cosa senza importanza?
Ah, dimenticavo! Vi è un'altra scusa: "Noi non abbiamo libri!".
Questo pretesto merita solo una bella risata!

Giovanni Crisostomo

sabato, novembre 30, 2024

venerdì, novembre 29, 2024

Essendo sferica

Molti oggi consigliano di rileggere il saggio di Kant La pace perpetua (1795).
Qui Kant parlava con grazia illuministica, non priva di una saggia consapevolezza
del "legno storto" dell'umanità, di un «diritto di visita spettante a tutti gli uomini,
cioè di entrare a far parte della società
in virtù del diritto comune al possesso della superficie della terra,
sulla quale, essendo sferica, gli uomini non possono disperdersi isolandosi all'infinito,
ma devono da ultimo rassegnarsi a incontrarsi e a coesistere».

Laura Boella, Vita e Pensiero 4/2024

giovedì, novembre 28, 2024

Inspiegabili

Le cose più potenti, più strepitose del mondo non le si riesce a spiegare.
Io, se mi dicono facci capì come si apre un frigorifero, glielo dico,
ma come mi so' innamorato della mi' moglie, non mi riesce.

Roberto Benigni

mercoledì, novembre 27, 2024

Il senso della vita

Non è quasi mai vero che si stava meglio quando si stava peggio.
Non ho sufficiente età e memoria per dirlo con certezza,
ma mi pare di ricordare che al massimo si stava diverso.
E mi permetto di notare che il nuovo, ora, non è che sia tanto sensato.
Ascoltiamo frammenti per cercare di capire tutto,
scriviamo nei telefoni e non li usiamo per telefonare,
guardiamo il cinema senza più entrare nei cinema,
ascoltiamo i libri invece che leggerli,
paghiamo il parcheggio dell'aeroporto più di quanto spendiamo per un volo,
facciamo lente code per mangiare al fast food,
viaggiamo tanto per fermarci poco,
scegliamo le partenze intelligenti per ritrovarci tutti in coda mentre quelli non intelligenti sono già arrivati.
Ma tutto questo andare senza sosta e senza logica
genera una realtà che ci sembra sensata se con tanta urgenza e passione ci preoccupiamo,
come mai nessuno prima di noi nella storia,
di salvare il pianeta, mangiare bio, parlare di pace facendo la guerra.
E ricordare le password, conservare la memoria, allungare la vita,
e tutelare i più deboli, anche se meno di quanto si pensi
a difendere dall'estinzione l'agnello sambucano del Piemonte o la fragola di Tortona.
La diversità ci unisce, il dissenso ci divide, ma capire le ragioni di quello che facciamo,
ecco questa resta l'enorme irrisolta questione dei nostri giorni.

Alberto Caprotti, Avvenire

martedì, novembre 26, 2024

Maturità

Maturità dell'uomo
significa avere ritrovato
la serietà che si metteva
nel gioco da bambini.

Friedrich Wilhelm Nietzsche

lunedì, novembre 25, 2024

Ci sono persone

Ci sono persone ....
Che dicono "No"
quando la maggioranza annuisce
con rassegnato disinteresse...
Che alzano la fronte,
quando la maggioranza la inclina...
Che smettono di credere,
quando il credo ufficiale
si impone sulla maggioranza...
Ci sono persone ...
Che hanno dei principi,
quando la maggioranza inventa alibi...
Che cercano la verità e la giustizia,
mentre la maggioranza si perde.
Che camminano per trovare,
quando la maggioranza siede ad aspettare
Ci sono persone... Che vegliano,
anche se la maggior parte dormono...
Che si sacrificano,
mentre la maggior parte viene amministrata...
Che si ribellano,
quando la maggioranza obbedisce...
Ci sono persone...
Che pensano in modo critico,
mentre la maggior parte consulta il dogma di moda.
Che lottano perché è il loro dovere,
e non per essere parte della maggioranza...
Che sono solo una crepa,
quando la maggior parte si fanno muro.


Capitano Marcos

domenica, novembre 24, 2024

Croci

Il mondo si convertirà
grazie ai cristiani che portano la croce
nell'intimo della vita
e non al collo.

Alberto Hurtado

sabato, novembre 23, 2024

Son tornati

Non ci crederai
ma sono tornati lupi
travestiti da agnelli... bulli...
arroganti e le facce ghignanti.
Con i loro deliri... i loro dileggi...
la loro propaganda...
e la stessa ignoranza.


Vasco Rossi a suo padre deportato dai nazisti e internato militare in Germania

venerdì, novembre 22, 2024

Al Sinodo

Cardinali e vescovi sedevano accanto a giovani, donne dall'America Latina, religiosi e religiose.
La persona più giovane aveva 19 anni e veniva dal Wyoming.
Tutti i membri del Sinodo erano coinvolti in "conversazioni nello spirito".
A tutte le persone al tavolo veniva chiesto di parlare per quattro minuti.
Nessuno poteva interrompere.
Poi, dopo un breve momento di silenzio, un giro di reazioni e, infine,
una valutazione su dove si concordava, si discordava o si sarebbe potuti convergere.
Ogni tavolo aveva un facilitatore, spesso una donna,
che fermava chiunque - cardinali inclusi - parlasse troppo a lungo.
Un arcivescovo del Vaticano mi disse: «Guardi quei cardinali romani.
Sono costretti ad ascoltare i battezzati in rispettoso silenzio.
Non saranno mai più come prima».

Timothy Radcliffe

giovedì, novembre 21, 2024

Il tempo

Il tempo, lo sappiamo,
fa il lavoro per il quale è stato inventato.
Si potrebbe affermare che è un "galantuomo"
perché seleziona ciò che si è in grado di ricordare,
ciò che è degno di memoria
e ciò che invece va posto nel magazzino sotto chiave
per la sua pericolosità.

Mauro Armanino

mercoledì, novembre 20, 2024

Camminare

Camminare
è un atto etico ed eroico,
eversivo e paziente,
addomestica
l'animale che ci abita.


Carlos Solito, "Il cammino di Padre Pio. Da Pietrelcina a San Giovanni Rotondo"
(San Paolo, pagine 128, euro 12,90)

martedì, novembre 19, 2024

Accoglienza

Accogliere, integrare
dicono lo stile della giustizia di una società veramente umana,
che vuole ridefinire la sua fisionomia informandola,
cioè assumendo la forma dell'amore corposo,
dell'amore che genera legami e consente l'unità
e la coesione spirituale, sociale, economica, politica, fraterna.
Uomini tutti, vita per tutti, fratelli tutti!

Antonio Staglianò

lunedì, novembre 18, 2024

Valori

Per una società che conosce i valori del cristianesimo
non è solo un problema di carità,
ma soprattutto è una questione di giustizia:
se giusto è «dare a ciascuno il suo»,
bisogna, con responsabilità di coscienza umana,
capire che «molto di quello che ho ed è mio»,
appartiene all'altro,
anche al migrante che giunge sulle nostre coste.

Antonio Staglianò

domenica, novembre 17, 2024

risposte

Quando si vivono le domande,
forse, piano piano, si finisce,
senza accorgersene,
col vivere dentro alle risposte
celate in un giorno che non sappiamo.


Rainer Maria Rilke

sabato, novembre 16, 2024

Guerra

Per tutto l'inverno i nostri principali nemici furono la pioggia e la stanchezza.
Andavo a dormire marciando e mi svegliavo per ritrovarmi ancora in marcia.
Nonostante gli alti stivali di gomma, l'acqua nelle trincee ci arrivava sopra il ginocchio;
ricordo ancora la gelida fiumana che si rovesciava fuori degli stivali quando ci capitava di forarli contro il filo spinato.
La familiarità con i morti di data antica o recente
riconfermò in me l'idea che mi ero formata dei cadaveri al momento della morte di mia madre.
Imparai a conoscere, a compatire e a rispettare l'uomo comune:
e in particolare il caro sergente Ayres, che venne (credo) ucciso dalla stessa granata che ferì me […].
Ma, per il resto, la guerra — con la paura, il freddo, l'odore degli esplosivi,
gli uomini orribilmente maciullati che ancora si muovevano come scarafaggi mezzo schiacciati,
i cadaveri seduti o in piedi, il paesaggio di terra brulla senza un filo d'erba,
gli stivali indossati notte e giorno fino a che non sembravano essersi incollati ai piedi
— altro non è che un raro e pallido ricordo.
È troppo estraneo al resto delle mie esperienze
e spesso ho la sensazione che sia accaduto a un altro.

Clive Staples Lewis, nell'autobiografia «Sorpreso dalla gioia»

venerdì, novembre 15, 2024

Dar forma alla vita

Un uomo
non può semplicemente
astrarre dalla sua sessualità
nel dar forma alla sua vita
e nell'adempimento dell'immagine
di Dio in lui.


Hans Urs von Balthasar

giovedì, novembre 14, 2024

Sull'Oceano

Quando arrivai, verso sera, l'imbarco degli emigranti era già cominciato da un'ora,
e il Galileo, congiunto alla calata da un piccolo ponte mobile, continuava a insaccar miseria:
una processione interminabile di gente che usciva a gruppi dall'edilizio dirimpetto, dove un delegato della Questura esaminava i passaporti.
La maggior parte, avendo passato una o due notti all'aria aperta, accucciati come cani per le strade di Genova, erano stanchi e pieni di sonno.

Operai, contadini, donne con bambini alla mammella,
ragazzetti che avevano ancora attaccata al petto la piastrina di latta dell'asilo infantile,
passavano, portando quasi tutti una seggiola pieghevole sotto il braccio, sacche e valige d'ogni forma alla mano o sul capo,
bracciate di materassi e di coperte, e il biglietto col numero della cuccetta stretto fra le labbra.
Delle povere donne che avevano un bambino da ciascuna mano, reggevano i loro grossi fagotti coi denti;
delle vecchie contadine in zoccoli, alzando la gonnella per non inciampare nelle traversine del ponte,
mostravano le gambe nude e stecchite; molti erano scalzi, e portavan le scarpe appese al collo.

Di tratto in tratto passavano tra quella miseria
signori vestiti di spolverine eleganti, preti,
signore con grandi cappelli piumati,
che tenevano in mano o un cagnolino,
o una cappelliera...

Dopo di che la sfilata degli emigranti ricominciava:
visi e vestiti d'ogni parte d'Italia, robusti lavoratori dagli occhi tristi,
vecchi cenciosi e sporchi, donne gravide, ragazze allegre, giovanotti brilli.
villani in maniche di camicia, e ragazzi dietro ragazzi che,
messo appena il piede in coperta, in mezzo a quella confusione di passeggeri,
di camerieri, d'ufficiali, d'impiegati della Società e di guardie di dogana, rimanevano attoniti,
o si smarrivano come in una piazza affollata.

Due ore dopo che era cominciato l'imbarco,
il grande piroscafo, sempre immobile,
come un cetaceo enorme che addentasse la riva,
succhiava ancora sangue italiano.

Edmondo De Amicis, "Sull'oceano" 1889


Tratto da "Nonni do Brasil", racconti di emigranti italiani, a cura di Oliviero Pluviano

mercoledì, novembre 13, 2024

autunno

Il gatto rincorre le foglie
secche sul marciapiede.
Le contende (vive le crede)
alla scopa che le raccoglie.

Quelle che da rami alti
scendono rosse e gialle
sono certo farfalle che
sfidano i suoi salti.

La lenta morte dell'anno
non è per lui che un bel gioco,
e per gli uomini che ne fanno
al tramonto un lieto fuoco.


Gianni Rodari

martedì, novembre 12, 2024

Figli

Perché non si fanno più figli?
La domanda è malposta e va ribaltata:
perché si fanno figli?
Si fanno i figli per amore, si dice,
ma amore verso chi?
Si pensa alle relazioni uno a uno,
ma riguarda la relazione io-mondo.
E se non si può "amare il mondo" in astratto,
occorre un volto, una persona concreta,
che si vede nascere e crescere.
Proprio nell'amore generazionale oltre che generativo
c'è la cura della storia.
E allora: perché non si fanno più figli?
La mia risposta: perché non siamo più
connessi con la storia,
non amiamo più
la storicità della nostra esistenza;
più che simboli viventi,
come diceva Padre Vidal,
siamo simulacri senza storia.


Marco Maio, Il Secolo XIX

lunedì, novembre 11, 2024

L'attenzione

L'attenzione
consiste nel sospendere il proprio pensiero,
nel lasciarlo disponibile,
vuoto e permeabile all'oggetto,
nel mantenere in se stessi,
in prossimità del pensiero ma a un livello inferiore,
e senza che vi sia contatto,
le diverse conoscenze acquisite
che si è costretti a utilizzare.
E soprattutto il pensiero deve essere vuoto,
in attesa, non deve cercare alcunché,
ma essere pronto ad accogliere
nella sua nuda verità
l'oggetto che sta per penetrarvi.


Simone Weil, "Attesa di Dio" (Adelphi)

domenica, novembre 10, 2024

versetto 32

Chiunque uccida un uomo,
sarà come se avesse ucciso l'umanità intera.
E chi ne abbia salvato uno,
sarà come se avesse salvato tutta l'umanità.


Versetto 32 della sura V del Corano
Younis Tawfik, "L'Isis raccontato da mia madre" (Oligo, pagine 172, euro 16,00)

sabato, novembre 09, 2024

domande

  Il motivo per cui non risponderanno mai alla domanda
"Come è possibile che sia accaduto?"
è che è una domanda malposta.
Data l'umanità
la domanda è
"Perché non accade più spesso".

Woody Allen, "Hannah e le sue sorelle"

venerdì, novembre 08, 2024

Cosa diavolo...

Dentro una persona anziana

c'è una persona più giovane

che si sta chiedendo

cosa diavolo sia successo.

 

Terry Pratchett

giovedì, novembre 07, 2024

Ribelle

Da giovane sono stato ribelle

e ora continuo ad esserlo.

Infatti, non ho voglia di protestare per tutto

senza dare una soluzione positiva,

non ho voglia di riempire di disordine la vita.

Mi ribello contro tutto questo!

Voglio comportarmi come un uomo che sa

di avere un destino eterno e inoltre

passare per la vita facendo il bene

che è in mio potere fare,

comprendendo,

scusando,

perdonando,

convivendo...

Questa è la mia ribellione!

Sicché oggi sono più ribelle di chiunque altro.

Tu sii molto ribelle, che non è male...


Josemarìa Escrivà

mercoledì, novembre 06, 2024

martedì, novembre 05, 2024

I nomi delle strade

Le strade sono

tutte di Mazzini, di Garibaldi,

son dei papi,

di quelli che scrivono,

che danno degli ordini, che fanno la guerra.

E mai che ti capiti di vedere

via di uno che faceva i berretti

via di uno che stava sotto un ciliegio

via di uno che non ha fatto niente

perché andava a spasso

sopra una cavalla.

E pensare che il mondo

è fatto di gente come me

che mangia il radicchio

alla finestra

contenta di stare, d'estate,

a piedi nudi.

 

Nino Pedretti, "I nomi delle strade"

(citato da Nicola Bultrini, L'Osservatore Romano)

lunedì, novembre 04, 2024

Vittorie e sconfitte

Vincere e perdere

sono due verbi che sembrano opporsi tra loro:

a tutti piace vincere e a nessuno piace perdere.

La vittoria contiene un brivido

che è persino difficile da descrivere,

ma anche la sconfitta ha qualcosa di meraviglioso.

Per chi è abituato a vincere,

la tentazione di sentirsi invincibili è forte:

la vittoria, a volte, può rendere arroganti

e condurre a pensarsi arrivati.

La sconfitta, invece, favorisce la meditazione:

ci si chiede il perché della sconfitta,

si fa un esame di coscienza,

si analizza il lavoro fatto.

Ecco perché, da certe sconfitte,

nascono delle bellissime vittorie:

perché, individuato lo sbaglio,

si accende la sete del riscatto.

Mi verrebbe da dire che chi vince

non sa che cosa si perde.

Non è solo un gioco di parole:

chiedetelo ai poveri.


Papa Francesco, gennaio del 2021, intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport

 

 

domenica, novembre 03, 2024

Preghiera

Spesso la nostra preghiera

è banale, annoiata

perché di fatto non c'è dentro

l'intuizione della bellezza,

non sappiamo cosa chiedere,

non vediamo neanche cosa sia necessario.

E allora giù a far preghiere, liturgie e riti

senza sapere neanche perché,

giusto per fare il proprio dovere

e aver pagato la tassa a Dio.

Fa bene chiedersi:

e io come cerco il Signore?

E per che cosa lo cerco?

 

Missionari della via

sabato, novembre 02, 2024

Al di là della notte

Noi umani non ci rendiamo conto

del coraggio che abbiamo salutando i morti;

della speranza che nutriamo

congedandoci dai morti;

siamo come i genitori

che danno la "Buonanotte" ai loro bambini.

Salutando i morti,

gettiamo il cuore al di là della notte,

oltre la morte.

 

Giovanni Cesare Pagazzi "Cosa può un saluto?" (San Paolo, 2024)

 

venerdì, novembre 01, 2024

Forse i defunti...

Forse in cielo i defunti si vantano di come sono morti:

- Io sono morto d'influenza.

- E io di raffreddore.

- E io non so più di che, perchè spesso

   si muore non di ciò di cui ci si ammala.

- A me il cuore ha cessato di battere.

- E a me ha dato un calcio un cavallo.

- E io sono volato dalla finestra.

- Ho inghiottito un ago.

- Sono stato soffocato da un cetriolo.

- Sono morto, perché non avevo la medicina.

- E io sono morto, perché avevo troppe medicine.

- Mi sono sbagliato e mi hanno avvelenato i funghi.

- E io perché giocavo coi fiammiferi ed è bruciata la casa.

- E io neanche mi sono accorto di essere morto.

Tutti però ammutiscono quando giunge Padre Massimiliano Kolbe,

delegato all'inferno come Angelo Custode,

Padre Kolbe che nemmeno al buio

ha perso la luminosità del volto, e dice:

- E io sono morto perché non mi curavo di me, ma degli altri.

 

Jan Twardowski

 

giovedì, ottobre 31, 2024

Ostinatamente presenti

Diceva che davvero bisogna amare i defunti

perché proprio loro sono ostinatamente presenti

non si addormentano

hanno il tempo tondo quindi non hanno fretta

tranquilli perché non hanno esaurito niente

neanche in caso d'incendio salterebbero in piedi

non mandano giù come noi il senso intimorito

non si fingono né migliori né peggiori

non pronunciamo su di loro migliaia di sentenze

sempre gli stessi come l'ontano verde fino all'ultimo

conoscono perfino l'indirizzo privato di Dio

non declamano sull'amore

ma aiutano a trovare gli oggetti smarriti

non invecchiano ringiovaniti dalla morte

non spaventano con un vuoto pieno di erudizione

non uniscono santità e appetito

più vicini di quando se ne andavano per un attimo

passando accanto con il corpo non visto

hanno salvato assai più di un'anima

 

Jan Twardowski

mercoledì, ottobre 30, 2024

Ora, adesso

Se lei (la morte) non ci fosse

probabilmente non concluderemmo niente

nella nostra vita,

perché tanto c'è sempre un domani.

La morte invece ci fa sapere

che non c'è sempre un domani,

che se vogliamo fare qualcosa,

il momento giusto è "ora"!

 

Sammy Basso

martedì, ottobre 29, 2024

I migliori

Nel lavoro, ma ancora di più nella vita,

sono sempre stato attratto dai migliori.

Quelli che hanno qualcosa da dire,

perché quasi sempre hanno anche qualcosa da dare.

Quelli che sono disposti a cambiare idea,

che preferiscono i dubbi alle certezze,

che parlano piano e pensano forte.

I migliori sono loro,

quelli che hanno il dono della sintesi,

perché l'emozione è sintesi,

e saperla provocare è la dote più bella del mondo.

Quelli che sanno piangere,

che non è un gesto che indica debolezza:

piangere - fin da quando nasci - è un segno che sei vivo.

I migliori sono quelli che non danno mai giudizi

se non conoscono a fondo quello di cui si parla.

E quelli che di fronte a un problema,

anziché accusare chi lo ha creato,

si domandano come possono impegnarsi a risolverlo

senza danneggiare gli altri.

Non sono pochi i migliori, ma è difficile trovarli.

Perché chi ha qualcosa in più,

di solito viaggia sottovento e non fa rumore.

Li ho cercati sempre i migliori,

per capire se potevo migliorare me stesso.

Non so se ci sono riuscito,

ma non ho sprecato comunque nemmeno un'ora

perché ho conosciuto persone belle,

e ho sentito parole affascinanti.

Cosa puoi chiedere di più al tuo tempo?

Nulla, credo.

Anche perché le persone belle,

spesso ti capitano per caso.

E per fortuna, qualche volta,

non ti lasciano più.


Alberto Caprotti, Avvenire