Educati come siamo alla cultura dell'applauso,
non sappiamo neanche dove sta di casa
la cultura dell'ascolto.
Distribuiamo farmaci per contenere la depressione,
ma mezz'ora di tempo
per ascoltare il silenzio del depresso
non lo troviamo mai.
Con i farmaci, utili senz'altro,
interveniamo sull'organismo,
sul meccanismo biochimico,
ma la parola strozzata dal silenzio
e resa inespressiva da un volto che sembra di pietra,
chi trova il tempo, la voglia, la pazienza,
la disposizione per ascoltarla?
Tale è la nostra cultura.
Umberto Galimberti ("Pantani nel deserto dei depressi", in La Repubblica, I8 febbraio 2004)
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