venerdì, maggio 22, 2026

depressione

Educati come siamo alla cultura dell'applauso,

non sappiamo neanche dove sta di casa

la cultura dell'ascolto.

Distribuiamo farmaci per contenere la depressione,

ma mezz'ora di tempo

per ascoltare il silenzio del depresso

non lo troviamo mai.

Con i farmaci, utili senz'altro,

interveniamo sull'organismo,

sul meccanismo biochimico,

ma la parola strozzata dal silenzio

e resa inespressiva da un volto che sembra di pietra,

chi trova il tempo, la voglia, la pazienza,

la disposizione per ascoltarla?

Tale è la nostra cultura.


Umberto Galimberti ("Pantani nel deserto dei depressi", in La Repubblica, I8 febbraio 2004)

Nessun commento: